Cinque tra gli Assassin’s Creed più belli usciti finora

I personaggi che hanno fatto la fortuna della saga di Assassin's Creed

Pochi giorni fa abbiamo preparato un articolo sui migliori titoli della saga di Call of Duty, mettendo in ordine tutti i titoli di quella serie. Ma di saghe di questo tipo, composte da episodi uno più bello dell’altro, sono pieni gli scaffali dei negozi di videogiochi. E una delle più apprezzate e vendute degli ultimi anni è quella di Assassin’s Creed, di cui sono stati pubblicati 9 titoli.

Ma quali sono gli Assassin’s Creed più belli usciti finora? Ognuno ha i suoi gusti, ma noi abbiamo provato a stilare una cinquina che ci pare equilibrata. Una cinquina che parte da lontano, cioè proprio dal primo episodio, e arriva fin quasi ai vostri giorni. Voi, se vi va, integratela nei commenti.


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Assassin’s Creed

Il videogioco da cui è nato tutto

Come saprete, il primo Assassin’s Creed uscì nel novembre 2007 per Xbox 360 e PS3, sbarcando poi su PC ad aprile. Il gioco era un tipico stealth, il cui protagonista era un certo Altair Ibn La-Ahad. Questi era il priore della Confraternita degli Assassini che, sul finire del XII secolo, si assumeva il compito di uccidere i capi delle fazioni che si fronteggiavano in Terra Santa durante le crociate.

Il gioco ebbe un gran successo, motivato anche in buona parte da una storia intrigante. Certo, qualche particolare ancora non era al massimo livello, e tra questi il fatto che il titolo alla lunga risultava un po’ ripetitivo. Ma questo giudizio è influenzato anche dagli ottimi livelli raggiunti da alcuni capitoli successivi. Giudicato in sé e per sé, il primo capitolo di Assassin’s Creed rimane un ottimo videogioco, fantastico a livello grafico e nei controlli, originale al punto giusto e divertente da giocare.

 

Assassin’s Creed II

La comparsa di Ezio Auditore

Il primo capitolo della saga era stato convincente, ma il secondo fu quello che riuscì a porre le basi del mito. Qui la scena si spostava infatti nel Rinascimento e faceva la sua comparsa un nuovo personaggio, destinato a rimanere nella memoria dei videogiocatori: quello di Ezio Auditore. Le città che si potevano esplorare erano, d’altronde, una gioia per gli occhi, soprattutto per noi italiani che le conosciamo bene. Si spaziava da Firenze a Venezia, da San Gimignano a Roma, con tanto di palazzi curati nei minimi dettagli, chiese e piazze.

Di per sé, il gioco sfiorò la perfezione, e vendette di conseguenza moltissimo. Per chi, come il sottoscritto, ci giocò anche su PC, però, la memoria di quel secondo capitolo è rimasta legata a un problema che afflisse molti appassionati. La Ubisoft, infatti, per paura della pirateria impose un sistema infelice, che obbligava i possessori del titolo ad essere sempre collegati ad internet per poterci giocare. Questo comportava problemi di salvataggio quando la connessione faceva le bizze, o per chi non la aveva sempre disponibile. Ma al di là di questi problemi, che furono poi risolti con delle patch, il gioco rimane una perla per gli occhi.

 

Assassin’s Creed: Brotherhood

Il punto forse più alto della saga, anche grazie alla modalità multiplayer

Assassin’s Creed II ebbe così tanto successo che si decise di non lasciar cadere nel nulla il buon lavoro fatto su quel titolo, e di dargli dei seguiti. Nacque così una trilogia interna alla saga, il cui secondo capitolo fu Assassin’s Creed: Brotherhood. Un episodio che confermò le premesse, facendo urlare al capolavoro, e che ancora oggi può essere considerato forse il più bello di tutta la saga. Straordinaria, fin da subito, l’ambientazione. Il protagonista era infatti di nuovo il fiorentino Ezio Auditore, già presentato nell’episodio precedente, che qui si trovava ad operare nella Roma rinascimentale. Col compito di eliminare Cesare Borgia.

L’elemento forte dell’episodio, però, era una caratteristica più propriamente tecnica: il multiplaying. Fin dalla sua prima presentazione, il meccanismo pensato da Ubisoft lasciò tutti a bocca aperta. Infatti i giocatori erano qui costretti ad allearsi per apprendere le tecniche di combattimento, in una modalità molto originale e inedita. Al di là di questo, era interessante anche il doppio binario della trama, che dal Cinquecento si spostava poi all’epoca contemporanea. Oltre ad Auditore, che comunque dominava la scena per gran parte del gioco, alcune sequenze erano poi dedicate a Desmond Miles. Questi era un discendente del protagonista, che si trovava a fronteggiare la minaccia dei templari usando i ricordi del suo antenato.

 

Assassin’s Creed III

Per una volta, anche per Wii U

Concludiamo con due capitoli di nuovo molto convincenti, usciti tra il 2012 e il 2013: Assassin’s Creed III e Assassin’s Creed IV: Black Flag. Il primo fu prodotto da Ubisoft Montreal e Ubisoft Bucharest e lanciato nei negozi nel novembre 2012, accaparrandosi a fine anno una miriade di premi. Premi dovuti in parte alla bontà del gioco e in parte al credito che tutta la saga aveva accumulato negli anni. Tra l’altro, questo episodio uscì per la prima volta anche per Wii U, esperienza poi non sempre ripetuta ma che qui diede risultati molto buoni.

Gli aspetti più positivi di Assassin’s Creed III riguardavano la modalità di gioco, appassionante e coinvolgente, gli stili di combattimento innovativi e le meccaniche di caccia. Meno convincenti, invece, erano alcune missioni. In particolare, in quest’ultimo ambito molti – me compreso – hanno lamentato una mancanza di libertà nel gioco, con missioni troppo prescrittive e prevedibili. Ad ogni modo, il capitolo presentava buone novità e una modalità multiplayer molto accurata, che garantiva un buon numero di ore di reale divertimento.

 

Assassin’s Creed IV: Black Flag

La svolta open world

E concludiamo con Black Flag, ancora una volta realizzato da Ubisoft tra Montreal e Annecy e disponibile, dalla fine del 2013, per PlayStation 3, Xbox 360 e Windows, ma anche per Wii U, PS4 e Xbox One. L’ambientazione cambiava di nuovo, come d’uso quando la numerazione della serie principale aumenta. Qui ci trovavamo infatti all’inizio del Settecento, al largo di Cuba, impegnati in un’avventura di pirateria, tra vascelli e fregate, villaggi di pescatori e città caraibiche.


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Se il difetto di Assassin’s Creed III era la mancanza di libertà di certe missioni, qui il problema veniva risolto. Black Flag aveva infatti il pregio di offrire una grande quantità di scenari e di missioni secondarie, presentando una sorta di open world. Questo elemento finì quindi per rivitalizzare una serie che rischiava di diventare ripetitiva. Ma a questo bisogna aggiungere una grafica ancora più convincente che in passato e lo straordinario sistema di controllo dei combattimenti navali. Meno riuscite – se proprio bisogna trovare un difetto – le trame delle missioni.

 

Segnala altri Assassin’s Creed molto belli nei commenti.