Era l’ormai lontano 1989 quando i Simpson aprivano la prima puntata della loro serie animata. Creati un paio d’anni prima da Matt Groening come intermezzi all’interno di un talk show, avevano avuto successo e si erano guadagnati uno slot in prima serata. Nessuno avrebbe scommesso che la serie a cartoni – così atipica per il panorama americano – sarebbe durata a lungo. Eppure, 26 anni dopo, siamo ancora qua.

Da allora sono stati trasmessi più di 550 episodi, alcuni più memorabili, altri meno. D’altronde, non è facile mantenere gli standard qualitativi quando si diventa la sitcom più lunga della storia della TV americana. La conseguenza è che per un giovane di oggi che voglia recuperare le migliori puntate della serie risulta difficile barcamenarsi tra tanta scelta. È qui arriviamo noi, con la nostra lista dei cinque episodi più belli e divertenti de I Simpson (secondo noi). Come al solito, se vi pare che manchi qualcosa, aggiungetelo nei commenti.

 

Homer l’eretico

Episodio 4.03, in onda l’8 ottobre 1992

Quando lo show dei Simpson cominciò ad essere trasmesso, nel 1989, c’era ancora qualcosa da affinare. I disegni si erano notevolmente evoluti rispetto alle gag trasmesse all’interno del Tracey Ullman Show, ma mancava ancora uno stile preciso nelle storie e il cartone sembrava essere un po’ grezzo. Gli equilibri tra i vari personaggi dovevano in qualche modo maturare, e anche lo sviluppo delle trame doveva perfezionarsi.

Tutto però sembrò andare magicamente a posto tra la quarta e la quinta stagione, tra il 1992 e il 1993. Come se si fosse all’interno di una sorta di annata di grazia, gli episodi di quelle stagioni, infatti, sono a tutt’oggi i migliori mai realizzati della serie. Uno di questi è Homer l’eretico, trasmesso per la prima volta l’8 ottobre 1992. Un episodio in cui si concentra tutta la divertente cattiveria dei Simpson di quegli anni.


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Sceneggiato da George Meyer, l’episodio prende avvio dalla constatazione di Homer che la domenica mattina non è fatta per andare in chiesa. Una constatazione che lo porta presto a ribellarsi al culto tradizionale e fondare una propria Chiesa. Marge, però, non può stare a guardare e coinvolge quindi il reverendo Lovejoy e Ned Flanders nel tentativo di far rinsavire il proprio marito. Con esiti tragici.

 

Marge conto la monorotaia

Episodio 4.12, in onda il 14 gennaio 1993

Quella quarta stagione dello show proseguì con altre chicche come Mr. Spazzaneve, ma arrivò a una delle sue vette più alte con Marge contro la monorotaia. L’episodio, trasmesso per la prima volta nel gennaio del 1993, era sceneggiato da Conan O’Brien, uno destinato a fare carriera. Per chi non lo sapesse, infatti, O’Brien è stato e continua ad essere uno dei conduttori di talk show più apprezzati e pagati della TV degli ultimi anni.

L’episodio si concentra su Marge e sul suo attivismo a favore della comunità. Il signor Burns, infatti, viene condannato a donare alla città una cospicua somma a causa di alcuni rifiuti tossici smaltiti non correttamente. Marge propone un utilizzo saggio dei fondi, ma la sua idea viene accantonata quando all’orizzonte si presenta un certo Lyle Lanley. La proposta di Lanley, tanto campata in aria quanto affascinante, è di usare quel denaro per costruire una monorotaia. Proposta che la popolazione di Springfield accoglie entusiasticamente.

Marge però non si fida dell’uomo, e i suoi sospetti si rivelano presto fondati. Mentre Homer si salva durante il giro inaugurale del treno, sua moglie cerca di acchiappare Lanley, che però finirà tra le grinfie di altre persone tuffate in precedenza. Da segnalare la presenza come guest star di Leonard Nimoy, il celebre dottor Spock di Star Trek, che doppia la sua versione simpsoniana.

 

Occhio per occhio, dente per dente

Episodio 4.17, in onda l’11 marzo 1993

Un paio di mesi dopo la trasmissione della puntata della monorotaia, lo staff de I Simpson mise a punto un altro capolavoro. Era infatti il marzo 1993 quando la Fox mandò in onda Occhio per occhio, dente per dente, scritto da Jay Kogen e Wallace Wolodarsky (al loro ultimo copione per la serie). Un episodio dagli inediti risvolti sociali.

Lo spunto iniziale era infatti dato dalla decisione del signor Burns di togliere la copertura sanitaria per i denti ai propri impiegati. Una decisione che si ripercuoteva immediatamente su Homer, visto che Lisa aveva bisogno proprio di un apparecchio. Da qui la concitazione del capofamiglia dei Simpson, che finiva per diventare capo del sindacato interno della centrale nucleare. Un ruolo che, nonostante i colloqui con Burns, lo portava a proclamare lo sciopero e a sostenere un braccio di ferro col padrone.

L’episodio è spesso citato dai fan come il migliore della serie, soprattutto per via della grande commistione di riferimenti e di momenti comici. Tra le varie scene, meritano una menzione la parodia del primo Batman di Tim Burton e il sogno di Lisa. In questa sequenza la bambina si trova catapultata al cospetto dei Beatles di Yellow Submarine (anche se i riferimenti alla canzone sono lievemente cambiati per motivi legali), con una serie di battute legate anche alla celebre canzone del quartetto Lucy in the Sky with Diamonds.

 

Il promontorio della paura

Episodio 5.02, in onda il 7 ottobre 1993

Gli sceneggiatori di cui abbiamo parlato finora facevano tutti parte dello staff originale dello show. Erano cioè quelli che avevano lavorato sui personaggi fin dalla prima stagione, e avevano contribuito a delinearne le gag ricorrenti e le caratteristiche. Alla fine di quel magico 1993, però, molti di loro lasciarono lo show. Il successo della serie, infatti, aveva attirato su di loro gli occhi di tutto il mondo dell’intrattenimento, e le offerte fioccavano. Il promontorio della paura fu l’ultimo episodio ad essere scritto dallo staff originale, anche se slittò all’interno della quinta stagione. Fu anche l’ultimo ad essere supervisionato da Sam Simon, quello che forse più di tutti aveva creato il tono giusto per lo show.

Un canto del cigno difficilmente dimenticabile, insomma. Anche perché l’episodio è uno dei più belli e appassionanti dell’intera serie. Come saprete, I Simpson non si sono mai risparmianti delle strizzatine d’occhio all’horror e al thriller. Basti pensare a Treehouse of Horror, gli episodi di Halloween. Il promontorio della paura riprende quello stile, ispirandosi all’omonimo film di Martin Scorsese. Al centro della puntata c’è Telespalla Bob, ex partner di Krusty il clown ma poi incarcerato, grazie alla testimonianza decisiva di Bart.

Telespalla viene però rilasciato, e subito cerca di mettere in atto la sua vendetta contro il piccolo Simpson. Nonostante la famiglia ottenga la protezione dell’FBI, il malvagio ex carcerato riesce a trovarli e a mettere in atto il suo piano, arrivando a un passo dall’uccidere Bart. L’episodio è stato scritto da John Vitti e basa, almeno in originale, gran parte del suo successo su Kelsey Grammer. L’interprete di Frasier, infatti, presta da sempre la voce a Telespalla Bob, e qui si esibisce anche in vari numeri canori. Inoltre la puntata è famosa per la gag dei rastrelli in cui Telespalla incappa infinite volte.

 

L’orsetto del cuore

Episodio 5.04, in onda il 21 ottobre 1993

Concludiamo con un altro episodio della quinta stagione, andato in onda appena due settimane dopo de Il promontorio della paura: L’orsetto del cuore. Il titolo in italiano, che sembra richiamare a una serie a cartoni animati molto “pucciosa” degli anni ’80, non deve ingannare. Il riferimento della puntata è infatti indirizzato a Quarto potere, il famoso film di Orson Welles, e in inglese il titolo è infatti Rosebud.

Lo spunto dell’episodio è infatti dato da un ricordo d’infanzia di Montgomery Burns. Visto che compie gli anni, infatti, il proprietario della centrale nucleare sente improvvisamente la mancanza di un suo vecchio orsacchiotto, abbandonato da bambino. Un orsacchiotto che però, per una serie di circostanze fortuite, finisce in mano a Maggie. Da qui nasce una disputa tra il vecchio magnate e la famiglia Simpson per la proprietà dell’orsacchiotto, con conseguenze nefaste per Homer.


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L’episodio fu scritto da John Swartzwelder e fu il primo ad essere supervisionato da David Mirkin. Vi fanno la loro comparsa, come guest star, anche i Ramones, in una gustosissima scena. Chiamati da Smithers a suonare alla festa di compleanno del signor Burns, si lasciano andare ad offese nei confronti del festeggiato, in puro stile punk. Al che Burns reagisce dando l’ordine di uccidere i Rolling Stones, incurante di Smithers che tenta di spiegargli che chi si è appena esibito non è Mick Jagger.

 

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