Cinque tra i libri più belli di Andrea Camilleri

I migliori romanzi di Andrea Camilleri secondo noi (foto dell'Associazione amici di Piero Chiara via Flickr)
I migliori romanzi di Andrea Camilleri secondo noi (foto dell'Associazione amici di Piero Chiara via Flickr)

Vi hanno sempre parlato benissimo dei libri di Andrea Camilleri, ma non ne avete mai letto uno. Avete imparato ad amare il personaggio di Montalbano tramite la serie TV, ma non l’avete mai affrontato su carta. Oppure avete un parente che si trova in una di queste situazioni, e vorreste regalargli un buon libro per Natale. Ecco, se rientrate in una di queste categorie, avete bisogno di scoprire quali sono i migliori libri di Andrea Camilleri, quelli da cui partire per avvicinarsi alla sua opera.

Innanzitutto, bisogna dire che non è facile individuare solo cinque romanzi. Camilleri è autore che – nonostante si sia dedicato alla scrittura solo in tarda età – sa essere molto prolifico, ed è capace di sfornare vari libri all’anno.


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Inoltre, è uno scrittore molto costante: è difficile che abbia delle cadute di stile, visto che i suoi romanzi, spesso piuttosto brevi, si distinguono per una qualità che non scende mai al di sotto di un certo standard. E allora, da dove partire?

Noi vi suggeriamo cinque titoli. Altri fan del narratore siciliano provvederanno, col tempo, ad integrare la lista nei commenti.

La foto di copertina è dell’Associazione amici di Piero Chiara (via Flickr)

         

 

1. La concessione del telefono

Andrea Camilleri non nasce come scrittore. Fino alla pensione, raggiunta negli anni ’90, la sua principale occupazione era infatti quella di regista teatrale e di produttore televisivo.
La concessione del telefono, romanzo ottocentesco di Andrea Camilleri
A lui si devono sia l’arrivo in Italia di molti drammi del teatro dell’assurdo (Beckett, Ionesco e altri), sia gli sceneggiati televisivi dedicati al tenente Sheridan e al commissario Maigret. Aveva anche provato a scrivere qualche libro, ma erano stati quasi sempre insuccessi.

Le cose cambiarono a partire dal 1994, quando Camilleri diede vita alla saga di Montalbano e venne scoperto dal grande pubblico. Uno dei libri più interessanti di quegli anni, però, non riguardava il commissario di Vigata. La concessione del telefono era ambientato infatti nelle solite città immaginarie attorno a Montelusa, ma tra il 1891 e il 1892.

 
Al centro della storia, la richiesta da parte di un piccolo imprenditore di una linea telefonica per collegare la sua fabbrica alla casa del suocero. Una richiesta apparentemente innocente, che però generava – tra equivoci e problemi tipici della Sicilia – una sequela di avvenimenti catastrofici, che avrebbero portato anche alla morte del protagonista.

Nella Sicilia di fine Ottocento con lo stile di Camilleri

In questo libro già si vedeva lo stile che avrebbe fatto la fortuna di Camilleri. Da un lato, l’amore per il grottesco, per le macchiette, per i bozzetti, spesso tratteggiati con economia di linguaggio e sapienza.

Dall’altro, l’inserimento, all’interno di una trama apparentemente leggera, di una profonda critica sociale, figlia delle opere di Pirandello e di Sciascia.

In questo libro, inoltre, più forte è l’impianto quasi teatrale, perché di fianco alle lettere e ai documenti scritti trovano spazio proprio dei dialoghi senza descrizione che sembrano presi pari pari da un copione teatrale.

         

 

2. Il ladro di merendine

Passiamo ora a Montalbano, che da un certo punto in poi ha quasi monopolizzato la carriera e i successi di Camilleri, anche se di tanto in tanto lo scrittore siciliano si concede delle deviazioni. Il primo romanzo della serie, La forma dell’acqua, uscì nel 1994.
Il ladro di merendine, terzo romanzo dedicato a Montalbano
Nel 1996 fu la volta, a stretto giro di posta, del secondo e del terzo libro, Il cane di terracotta e Il ladro di merendine. Nonostante tutti questi primi romanzi siano di ottima fattura, noi abbiamo scelto proprio quest’ultimo per la nostra lista.

Il ladro di merendine, infatti, mette in campo il consueto interessante intreccio giallo, introducendo anche alcuni elementi legati all’attualità siciliana.

 
Al centro della vicenda ci sono infatti due immigrati turisini: la donna delle pulizie Karima, uccisa ma con un conto in banca troppo cospicuo per le sue condizioni, e il figlio François, scomparso.


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Tra i pregiudizi anti-tunisini della popolazione e il sorgere dell’istinto genitoriale sia in Montalbano che nella sua fidanzata Livia, il commissario riuscirà a svelare i misteri che si nascondono dietro a una serie di omicidi.

         

 

3. La voce del violino

La voce del violino uscì nel 1997, immediatamente dopo Il ladro di merendine. Protagonista era ancora Salvo Montalbano, commissario di polizia di Vigata, immaginaria cittadina siciliana.
La voce del violino, giallo del 1997
La particolarità, però, era che stavolta il caso che si presentava davanti ai suoi occhi non era un caso normale, ma in un certo senso era stato lo stesso commissario ad andarselo a cercare. Tutto prendeva avvio da un funerale: quello della moglie dell’amico questore.

Montalbano ci si recava in compagnia dell’agente Gallo, che, a causa di una guida piuttosto spericolata, portava però l’auto, durante il tragitto, a scontrarsi con un’altra vettura in sosta. Lasciato un biglietto sul parabrezza, i due continuavano poi il loro viaggio.

 
Un successivo passaggio davanti al luogo in questione – una strada con una bella villa – faceva però notare al commissario che il suo biglietto non era ancora stato raccolto. E gli faceva sorgere tutta una serie di dubbi.

L’enigma del cadavere di donna

Così, di notte, il poliziotto finiva per penetrare nell’abitazione, come spesso gli accade, senza le necessarie autorizzazioni. In questo modo però scopriva il cadavere di una bella donna, nuda sul letto, strangolata a morte.

Da lì, e soprattutto dall’escamotage che Montalbano doveva trovare per rendere più presentabile il ritrovamento, partivano le indagini. Indagini che finivano per mettere a fuoco un lungo gioco di scambi, che coinvolgeva, come il titolo lascia intuire, anche un violino.

Ma un gioco in cui diventavano sempre più evidenti i problemi che Montalbano – pur da rappresentante del potere – aveva con il potere costituito, fosse esso lo Stato in sé e per sé o il nuovo questore.

         

 

4. La gita a Tindari

Gli anni tra il 1997 e il 2000 furono molto intensi per Andrea Camilleri e per il suo più famoso personaggio. I suoi libri cominciarono infatti proprio in quei mesi a vendere parecchio e ad attirare l’attenzione del grande pubblico.
Copertina di La gita a Tindari, edito da Sellerio
Un’attenzione che decollò definitivamente col varo della serie televisiva interpretata da Luca Zingaretti, i cui primi episodi andarono in onda nel 1999.

Così, in quel triennio la Sellerio lanciò due nuove avventure di Montalbano, mentre lo scrittore nello stesso tempo pubblicava anche con Mondadori (Un mese con Montalbano, Gli arancini di Montalbano e La scomparsa di Patò) e Rizzoli (La mossa del cavallo e Biografia del figlio cambiato).

 
Uno di quei libri fu La gita a Tindari, un giallo di ottimo livello. La storia era, come spesso accade nei romanzi di Camilleri, incentrata su un enigma iniziale apparentemente insolubile e illogico, che però veniva smascherato poco a poco dalla scoperta dei vari tasselli del puzzle.


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Ad aiutare il commissario, per una volta, anche il centralinista Catarella, a cui di solito vengono affidati i siparietti comici ma che in questo caso rivelava inaspettate doti informatiche. A lui, infatti, Montalbano affidava il computer di una delle vittime, di cui l’uomo riusciva a individuare le password, trovandovi all’interno dei video scottanti.

         

 

5. Il giro di boa

L’ultimo romanzo della nostra lista è Il giro di boa, pubblicato nel 2003. Un libro in cui i riferimenti all’attualità – che Camilleri spesso inserisce nei suoi libri, anche se in maniera abbastanza veloce – diventano pregnanti.
Il giro di boa, pubblicato nel 2003
Il racconto infatti si apre con alcune pagine di sdegno nei confronti dei fatti di Genova del G8, e in particolare dell’irruzione alla scuola Diaz da parte della polizia. Un’irruzione che ancora oggi genera polemiche e cause giudiziarie, ma che allora era un fatto ancora molto vicino e cocente.

Proprio in seguito a quei fatti Montalbano pare infatti in procinto di rassegnare le proprie dimissioni, dimissioni che però vengono sempre rinviate a causa delle indagini.

 
Il cadavere di questo libro viene rinvenuto proprio da Montalbano in mare, durante una nuotata. Una morte che però non si deve ad annegamento, come risulta fin da subito chiaro al commissario. Su questo giallo di impianto tradizionale, alla cui soluzione collaborerà anche l’amica Ingrid, si innesta poi un altro caso dal forte impatto sociale.

Nel libro si parla infatti anche degli sbarchi degli immigrati in Sicilia, e un ragazzino appena arrivato sull’isola cattura l’attenzione del poliziotto. Anch’esso verrà poi trovato morto, spingendo Montalbano ad indagare in profondità sulla faccenda.

         

 

 

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