Cinque tra i migliori libri di Terry Pratchett

Alla scoperta dei migliori libri di Terry Pratchett

Se ne è andato ieri, all’età di neppure 67 anni, il celebre scrittore inglese Terry Pratchett, uno dei narratori più letti (e prolifici) degli ultimi trent’anni nonché la figura capace di ridare nuova linfa ad un genere – il fantasy – che anche grazie ai suoi sforzi oggi è tornato prepotentemente in auge. Nato in un paesino non lontano da Londra nel 1948, Pratchett soffriva da qualche anno dei sintomi della malattia di Alzheimer, sintomi dei quali non aveva tenuto all’oscuro la comunità di fan e che aveva anzi coraggiosamente raccontato sia sul web, sia tramite una trasmissione realizzata per la BBC. Questa malattia, che lo accompagnava dal 2007 e che lo aveva portato anche a riflettere e a prendere posizione sulle tematiche del fine vita, alla lunga l’ha avuta vinta, secondo quanto hanno comunicato ieri i suoi editori.

Visto che, come detto, la sua produzione letteraria è stata particolarmente intensa (si contano più di 50 libri con la sua firma, un buon numero dei quali – tra l’altro – deve ancora essere tradotto in italiano), abbiamo pensato di ricordarlo attraverso le sue opere che a noi paiono migliori, che possono anche costituire un buon punto d’inizio per avvicinarsi all’opera di uno scrittore che ha fatto dell’amore per l’avventura, per la satira e per il paradosso gli elementi essenziali della sua prosa.

 

Il colore della magia

L’esordio del Mondo Disco

Il colore della magia, il primo libro di Terry PratchettIl punto di inizio più ottimale, forse, per avvicinarsi all’opera di Pratchett è il suo primo libro, libro che, per nostra fortuna, è anche uno dei suoi più bei romanzi: Il colore della magia, pubblicato in inglese nel 1983 e tradotto in Italia per la prima volta nel 1989 all’interno della collana Urania Fantasy. Già pensato in origine come il primo capitolo di una saga più lunga (che sarebbe diventata il Ciclo di Scuotivento all’interno della serie di Mondo Disco), il libro si conclude rimanendo in sospeso, con una trama che sarebbe quindi proseguita naturalmente nel suo seguito, La luce fantastica.

Il romanzo ha per protagonisti un ingenuo turista, Duefiori, e soprattutto la sua guida, il cinico e inetto mago Scuotivento, personaggi che si avventurano all’interno del Mondo Disco, una realtà appunto a forma di disco che – riprendendo in maniera ironica alcune antichissime tradizioni – è sorretto da quattro elefanti, che a loro volta poggiano su una enorme tartaruga. Durante questo viaggio incontreranno tutta una serie di uomini ed esseri fantastici che poi Pratchett si premurerà di approfondire nei capitoli successivi della serie, ma soprattutto interagiscono con Morte, personaggio caratterizzato da una buona dose di humor nero e che sostiene di avere un appuntamento proprio con Scuotivento.

 

Morty l’apprendista

Un allievo per il tristo mietitore

La copertina originale di Morty l'apprendistaNel 1987, concluso il primo ciclo del Mondo Disco – quello dedicato a Scuotivento –, Pratchett decise di concentrare l’attenzione proprio su Morte, che abbiamo appena presentato. Per farlo introdusse un nuovo personaggio, quello del giovane Morty, che viene assunto suo malgrado dal tristo mietitore come apprendista e che quindi andrà a vivere a casa sua, cercando di carpirne i segreti e di acquisirne le abitudini. Tra situazioni paradossali e comiche, Morty stringerà anche una solida amicizia con Ysabell, la figlia adottiva di Morte, che a fine romanzo finirà per sposare.

Il momento clou del libro, comunque, arriva quando Morte decide di prendersi una vacanza e lascia all’ormai navigato Morty tutte le incombenze del caso; purtroppo però non tutti i compiti che vengono assegnati all’apprendista vengono svolti a regola d’arte: quando si trova davanti a una principessa quindicenne della quale deve recidere il legame tra anima e corpo, il buon Morty finisce per mancare il colpo ed uccidere, invece, quello che doveva essere l’assassino della principessa; questo genera tutta una serie di paradossi temporali che rischiano di far saltare tutti gli equilibri di Mondo Disco ma che verranno risolti dal provvidenziale ritorno di Morte.

 

A me le guardie!

Un colpo di stato a forma di drago

A me le guardie!, uno dei più noti libri di Terry PratchettConcludiamo i grandi lavori degli anni ’80 con A me le guardie!, ottavo romanzo ambientato all’interno di Mondo Disco e primo del ciclo delle Guardie, pubblicato per la prima volta nel 1989 e tradotto in italiano sia nella versione in prosa, sia in un adattamento a fumetti dal titolo, più fedele all’originale, di Guardie! Guardie! In questo romanzo, Pratchett si concentra su uno degli elementi sempre presenti ma più martoriati nei romanzi fantasy, quello cioè delle guardie, che tutti gli autori usano semplicemente come forza sacrificale da scagliare contro l’eroe di turno; lo scrittore inglese, invece, si propone di dar loro nuova dignità, rendendoli eroici protagonisti di una storia.

Il romanzo prende infatti avvio dalle macchinazioni di un misterioso Grande Maestro, che evoca un drago con l’obiettivo di mettere in difficoltà Lord Vetinari, signore della città di Ankh-Morpork, in modo che questi venga deposto e sostituito da un sovrano. I primi a credere nella presenza di questo drago sono proprio gli uomini della Guardia, che certo non brillano per spirito di iniziativa ma che, rivitalizzati dall’arrivo del giovane Carota Fabbroferraio, decidono di indagare a fondo sulla questione, riuscendo all’ultimo momento a sventare il piano del Grande Maestro e a ristabilire l’ordine nella città. Oltre a Carota, in questo libro spiccano i personaggi del capitano Samuel Vines, una sorta di antieroe cinico, e di Lady Sybil, offerta in sacrificio al drago.

 

Buona Apocalisse a tutti!

La collaborazione con Neil Gaiman

Buona Apocalisse a tutti!, il romanzo scritto con Neil GaimanL’unico romanzo che abbiamo scelto ambientato all’esterno di Mondo Disco è Buona Apocalisse a tutti!, scritto nel 1990 da Terry Pratchett assieme a quello che allora era solo un promettente sceneggiatore di fumetti, il trentenne Neil Gaiman. I due si conoscevano già dalla metà degli anni ’80, quando Gaiman era ancora poco noto, e sul finire di quel decennio avevano deciso di mettersi all’opera assieme su un lavoro la cui trama era già stata abbozzata da Gaiman, ma che venne completamente stravolta dall’incontro con Pratchett, che alla fin fine fu il responsabile – a sentire le dichiarazioni degli stessi autori – di quasi due terzi dell’opera.

Il libro che ne uscì era un grottesco racconto degli ultimi mesi di esistenza della Terra: davanti all’imminente giudizio universale, infatti, l’angelo Azraphel e il diavolo Crowley, rappresentanti sul nostro pianeta delle due forze del bene e del male, decidono – ormai abituati come sono a vivere in mezzo alle comodità terrestri – di stringere un’alleanza e trovare l’Anticristo, sperando così di scongiurare la fine del mondo. Dopo una serie di errori e vicissitudini, individueranno il figlio del diavolo nel giovane Adam Young, un undicenne che ha una sua banda e che, una volta scoperti i suoi poteri, finirà per generare parecchio caos.

 

Tartarughe divine

Quando l’ironia investe la religione

La copertina di Tartarughe divine nell'edizione SalaniL’invenzione di Mondo Disco è stata, per Pratchett, l’occasione per affrontare una grande quantità di temi, a volte in chiave più metaforica, altre volte in maniera più esplicita: in questo mondo in cui ha ambientato la grande maggioranza dei suoi romanzi, l’autore britannico ha potuto infatti ridere della Morte, sbeffeggiare la politica, ironizzare sulla figura dell’eroe e demitizzare tutta una serie di elementi che hanno fatto la storia del fantasy. Ovviamente, prima o poi anche la religione doveva passare attraverso le sue ironiche grinfie, e così è avvenuto soprattutto in Tartarughe divine, tredicesimo libro della serie di Mondo Disco pubblicato per la prima volta nel 1992.

In questo volume Pratchett presenta l’unica religione monoteista del suo universo fantasy, quella di Om, praticata nella regione di Omnia; una religione che, oltre a essere monoteista, è anche fortemente intollerante nei confronti delle altre fedi, in una maniera però così fanatica e vuota da aver portato gli abitanti a perdere il vero sentimento religioso. Nonostante tutti partecipino alle cerimonie e si scaglino contro i nemici della fede, infatti, è rimasto un solo abitante di Omnia a credere veramente in Om, un monaco di nome Brutha. Il problema è che gli dei di Mondo Disco traggono forza proprio dalla fede dei loro adepti, e così Om – che per secoli è stato un dio vanitoso e poco interessato al mondo – si trova all’improvviso debole e bisognoso di rifarsi una schiera di fedeli.

 

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