Cinque tra i migliori libri sui vampiri

Dracula nell'interpretazione di Christopher Lee

Ormai è molto facile imbattersi in romanzi che parlano di vampiri. Il tema è di moda, e non mancano riletture rivolte a tipi di pubblico diversissimi tra loro. In questa incessante moltiplicazione di titoli dedicati a questa figura, può essere utile una guida che metta dei paletti e che separi ciò che veramente parla di vampiri da ciò che sfrutta questa denominazione per l’ennesima storia d’amore tra adolescenti.

Questo articolo si propone di fornire al lettore alcuni suggerimenti di lettura, in ambito prevalentemente anglosassone, che parlino di un vampiro “come si deve”, ossia accessoriato con tutto il dovuto corredo di intenzioni malvagie e inclinazioni sanguinarie. Parte da racconti del XIX secolo, ma non mancano alla fine riletture moderne, che in modi diversi e originali hanno cercato di dare una loro personale interpretazione del vampiro.


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John William Polidori – Il vampiro

Un tuffo nel passato, per ritrovare le radici di una creatura ormai diventata leggenda

"Il vampiro" di John W. PolidoriNegli ultimi anni la figura del vampiro ha subito fin troppe rielaborazioni; mi sento di dire “subito”, con l’accezione negativa che ne deriva, perché purtroppo, a causa di queste riscritture, è andata persa la caratteristica fondamentale di questa classica figura del sovrannaturale: il vampiro nasce come incarnazione del male assoluto. Per ritrovare questo tipo di malvagità, pura e inguaribile, occorre andare un po’ indietro nel tempo. Molto prima di Bram Stoker, John William Polidori, nel suo racconto lungo Il vampiro, uscito nel 1819 e ispirato a un frammento di Byron, raccontava la storia di Lord Ruthven, un vampiro dandy amante dei viaggi, che si spostava lasciando una scia di morte e dolore, coinvolgendo prima un giovane ingenuo e sognatore, Aubrey, e poi portandogli via la sorella.

Letto nel 2015, il racconto potrebbe sembrare superficiale o poco coinvolgente, ma non ci si deve fermare alle apparenze. Bisogna ricordare che, al momento dell’uscita, Il vampiro ebbe uno straordinario successo e, soprattutto, che in esso sono già contenuti alcuni dei tratti più caratteristici di questa figura, che ormai tutti noi abbiamo imparato a riconoscere. Se si è appassionati del genere, quindi, oppure se si vuole riscoprire il vero vampiro, crudele, manipolatore e spietato, questo è il libro perfetto per farlo.

 

Sheridan Le Fanu – Carmilla

Una folle passione nasconde un segreto sanguinoso

"Carmilla", il celebre romanzo di Joseph Sheridan Le FanuPer una volta, nel racconto di Le Fanu, scrittore irlandese del XIX secolo, si parla di vampiro al femminile. La protagonista, infatti, è Carmilla, che assume le sembianze di una ragazza malata e bisognosa di aiuto al fine di introdursi nel castello dove vivono Laura, una giovane di origini inglesi, e suo padre. Le due ragazze stringono subito amicizia, e sembrano andare molto d’accordo, ma ben presto Laura comincia a insospettirsi di fronte ad alcuni strani comportamenti dell’amica. Essa, infatti, si lascia prendere a volte da improvvisi attacchi di follia, durante i quali straparla e, per lo più, afferma a gran voce che Laura è sua, le appartiene, perché la ama e non potrà mai smettere di farlo.

Se all’inizio questi episodi venivano attribuiti ai residui della malattia, che avevano evidentemente affaticato la mente di Carmilla, non molto tempo dopo essi cominciano ad assumere sembianze sinistre. Dopo che, una notte, Laura riceve una singolare e spaventosa visita notturna, i suoi sospetti, così come quelli del padre, si acuiscono, tanto da portarli ad indagare fino a scoprire tutta la verità sull’identità di Carmilla. Di questo racconto sono da apprezzare le atmosfere gotiche, il ritmo tipico del racconto dell’orrore e il legame strettissimo che viene instaurato tra amore e morte attraverso la grottesca sensualità di colei che dà il nome al libro.

 

Bram Stoker – Dracula

Il classico senza tempo, ormai parte della nostra cultura

"Dracula" di Bram Stoker, forse l'ultimo grande romanzo goticoSe si amano le storie di vampiri, non si può non leggere Dracula. Pubblicato nel 1897, ha per protagonista un conte misterioso e solitario, per il quale l’autore si è ispirato a un personaggio realmente vissuto, Vlad III, principe di Valacchia, il cui patronimico era appunto Dracula e che aveva un soprannome alquanto originale: a causa della sanguinaria abitudine di impalare i nemici sconfitti in battaglia, veniva chiamato “l’Impalatore”. Il romanzo procede in forma epistolare, ma anche facendo uso di stralci di diari dei vari protagonisti della vicenda.

Ciò che si capisce bene, leggendo l’opera di Bram Stoker, è che la condizione di vampiro, oltre a sradicare tutta la bontà e l’umanità dal cuore di chi ne è affetto, è una vera e propria maledizione, vissuta con sofferenza e disperazione da chi la porta con sé. In questo libro, il lettore viene a contatto con il vero vampiro, e con tutte le conseguenze inevitabilmente negative che causa il contagio. Se con lord Ruthven e Carmilla torniamo a conoscere le origini di questa incredibile creatura del sovrannaturale, qui tocchiamo con mano il dolore di chi si trova a contatto con essa, ma anche quello della creatura stessa, costretta da una forza oscura e imperscrutabile a nutrirsi di altri esseri umani. Inoltre, il romanzo è molto avvincente: una volta iniziato, farete fatica a staccarvi dalle sue pagine.


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Anne Rice – Intervista col vampiro

Un confronto sul tema dell’immortalità

La copertina di "Intervista col vampiro", uno dei più celebri libri sui vampiri, di Anne RiceIl primo romanzo delle Cronache dei vampiri di Anne Rice, pubblicato nel 1976, è una trasposizione moderna del mito del vampiro che rispetta la concezione di vampirismo come maledizione. Mettendo a confronto due tipi di vampiro, quello che condanna la sua esistenza e quello che la vede come una grande fortuna, l’autrice crea un dibattito intorno al tema della vita eterna. Louis, disperato per la morte del fratello, viene trasformato in vampiro da Lestat, che non ha nessun ripensamento morale per il tipo di vita che è costretto a portare avanti. Louis, al contrario, non accetterà mai completamente ciò che è diventato; dopo aver viaggiato per tutta l’Europa alla ricerca di esseri simili a lui, decide di raccontare la sua storia a un giornalista, racconto dal quale deriva il titolo del romanzo.

Dal libro è stato tratto un famoso film, che vede Brad Pitt nei panni di Louis, Tom Cruise in quelli di Lestat e anche una giovane Kirsten Dunst, che interpreta la piccola Claudia, bloccata nell’infanzia dalla trasformazione in vampiro.

 

Laurell K. Hamilton – Nodo di sangue

Vampiri in grado di amare, ma non per questo meno crudeli

"Nodo di sangue" di Lauren K. HamiltonPrimo volume della saga dedicata ad Anita Blake, Nodo di sangue esce nel 1993. La protagonista è una negromante: è quindi in grado di parlare con i morti. Nel mondo creato dalla Hamilton, in cui umani e non umani vivono a stretto contatto, l’abilità di Anita è molto remunerativa. La Blake, infatti, lavora per un agenzia che risveglia i morti, che non tornano del tutto alla vita, ma si trasformano temporaneamente in zombie, coscienti in tutto e per tutto di chi sono. In questo modo, possono essere chiariti dubbi riguardo a eredità e varie questioni in sospeso. A causa del tipo di lavoro che svolge, Anita è costantemente a contatto con la comunità sovrannaturale, e in particolare con quella dei vampiri, perché è anche una cacciatrice molto brava.

La figura più affascinante del romanzo (e di tutta la saga) è sicuramente Jean-Claude, vampiro pluricentenario, bellissimo e letale, innamorato della negromante. Il romanzo non ha nulla di zuccheroso, né di melenso: è molto lontano dalle saghe young adult più recenti. Nei romanzi dedicati ad Anita, i vampiri si muovono sul confine sottilissimo che separa l’umanità dalla mostruosità, e non mancano occasioni in cui quest’ultima è ben messa in evidenza. Il pregio di questi libri è l’aver creato un’idea di mondo molto diversa dalla nostra, in cui il sovrannaturale si fonde quotidianamente con la vita reale, e in cui la figura del vampiro emerge come creatura malvagia e sanguinaria, ma anche come essere in grado di provare sentimenti.

 

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