I pesci sono affascinanti. Ammirarli può portare via ore, sia per la loro organizzazione che per la loro bellezza e molteplicità di forme. Molte persone amano averli in casa, in appositi acquari: ma bisogna informarsi bene per poterli gestire al meglio, perché tenerli in una boccia rotonda è per loro una vera tortura. Con buona pace di tutti, bisogna ricordare infatti quello che si dice nel film Alla ricerca di Nemo: «I pesci non sono fatti per vivere rinchiusi. L’acquario ti cambia dentro».

Tra i moltissimi pesci che esistono, ce ne sono alcuni che possono essere considerati i più belli del mondo. La bellezza è soggettiva, come sappiamo, ma senza dubbio questi cinque animali acquatici sono molto belli e piacciono a tutti.


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Il pesce mandarino

Probabilmente il più bello

Il pesce mandarino, forse il più bello in assoluto (foto di Luc Viatour via Wikimedia Commons)
Il pesce mandarino, forse il più bello in assoluto (foto di Luc Viatour via Wikimedia Commons)

Il pesce mandarino è considerato il pesce più bello dei mari ed è per questo che ha da sempre un enorme successo per chi ha acquari di acqua salata. Acquari in cui però è bene inserirlo non all’inizio, ma dopo diverso tempo dall’avvio, sì che possa trovare la microfauna di cui si nutre: per questo motivo ha bisogno di vasche molto grandi.

Il nome mandarino non è dovuto allo squisito frutto che conosciamo, ma ai funzionari imperiali della Cina (i Mandarini) che vestivano abiti sontuosi e molto colorati. La livrea di questo pesce richiama alla mente quella bellezza, anche se il pesce è molto più elegante dei suoi omologhi umani!

Un colore arancione vivo

Il colore del pesce mandarino ha come base un arancione vivo, che tende al rosso sulla pinna dorsale e su quella caudale. Tutto il corpo, pinne comprese, è attraversato da punti e linee curve di un intenso azzurro. La pinna dorsale del maschio viene usata per intimidire i nemici: quando si avvicina il pericolo, il pesce mandarino maschio alza la sua pinna per sembrare più grosso e incutere timore.

La lunghezza di questo pesce è sui sei centimetri e vive nelle lagune e nelle barriere coralline del Pacifico orientale. In natura lo si trova in coppie o in gruppo (fino a quaranta esemplari).

 

Il pesce pagliaccio

Bianco e arancione, è un grande attore

Il pesce pagliaccio reso famoso da Nemo (foto di Nick Hobgood via Wikimedia Commons)
Il pesce pagliaccio reso famoso da Nemo (foto di Nick Hobgood via Wikimedia Commons)

Lo conosciamo tutti: è Nemo! Il film della Pixar Alla ricerca di Nemo ha come protagonista proprio un pesce pagliaccio: Nemo, appunto. Anzi, due: perché anche suo padre, Marlin, è un pesce pagliaccio, ovviamente! Il film di animazione è stato un bene e un male per i pesci pagliaccio in genere. Un bene perché li ha fatti conoscere al grande pubblico; un male perché, come purtroppo spesso accade, in molti li hanno acquistati per tenerli in acquario ma, non sapendo come gestirli, ne hanno decretato la morte in tempi rapidi.

Nemo appartiene alla specie Amphiprion ocellaris che è una delle tante della famiglia Amphiprioninae: i pesci pagliaccio, appunto. Il nome è chiaro al primo sguardo: sono pesci molto colorati, con strisce rosso/arancio e bianco striate di bianco o nero. Insomma, la perfetta divisa da pagliaccio!

L’aiuto reciproco con le anemoni

Una particolarità dei pesci pagliaccio – che si vede anche nel film Pixar – è quella dell’associazione mutualistica con alcune anemoni. Come è noto, le anemoni sono urticanti, ma i pesci pagliaccio sono immuni alle loro punture. Così, da un lato i pesciolini si nascondono tra le anemoni e non possono diventare vittima di altri pesci che non si avvicinano per non essere punti; dall’altro, tengono pulite le anemoni dai parassiti. Ecco l’associazione mutualistica: si aiutano a vicenda, insomma.

 

Il pesce angelo imperatore

Una vera e propria bellezza marina

Un pesce angelo imperatore da giovane (foto di Vic Brincat via Flickr)
Un pesce angelo imperatore da giovane (foto di Vic Brincat via Flickr)

Il pesce angelo imperatore – il cui nome scientifico è Pomacanthus imperator – vive, solitario, tra le barriere coralline dell’Oceano Indiano e Pacifico, nutrendosi di alghe e spugne. Lungo una quarantina di centimetri, è uno dei pesci più amati negli acquari pubblici per via della sua livrea, anzi delle sue livree. Sì, perché il pesce angelo imperatore cambia vestito a seconda se è giovane o adulto.

Da giovane il pesce imperatore è completamente blu, con linee circolari bianche sulla coda. Quando diventa adulto, il corpo si trasforma e compaiono linee orizzontali blu e gialle, mentre la faccia si presenta bianca e nera. Gli acquari amano i pesci angelo imperatore giovani perché sono più belli; ma di certo non possiamo affermare che gli esemplari adulti siano brutti. In ogni caso, se decidete di prendere uno di questi bellissimi pesci per il vostro acquario, non fate la stupidaggine di sbarazzarvene quando diventa adulto perché non vi piacciono più i suoi colori!

 

Il pesce chirurgo dalla gola bianca

Un nome altisonante per un esemplare bellissimo

Il pesce chirurgo dalla gola bianca, uno dei più belli al mondo (foto di H. Zell via Wikimedia Commons)
Il pesce chirurgo dalla gola bianca, uno dei più belli al mondo (foto di H. Zell via Wikimedia Commons)

Il nome comune fa un po’ pensare a una sorta di serial killer: pesce chirurgo dalla gola bianca. Si tratta di un pesce di acqua salata il cui nome scientifico è Acanthurus leucosternon. In natura vive in acque con temperatura tra i 23 ai 28 gradi: lo si trova nelle barriere coralline dell’Oceano Indiano e vicino alle coste di quello Pacifico occidentale.

Da adulto raggiunge i venticinque centimetri di lunghezza. Il corpo è ovale, schiacciato ai lati, e il colore predominante è l’azzurro acceso. La pinna dorsale, invece, è gialla, con un po’ di bianco. La testa è tutta nera e presenta delle sfumature bianche: ecco perché lo si chiama “dalla gola bianca”.

Le due lame che somigliano a bisturi

Ma perché “pesce chirurgo”? Sulla base della coda tutti i pesci chirurgo hanno due lame, molto simili a un bisturi, che vengono usate solo in caso di pericolo e necessità. Un pesce chirurgo è ad esempio Dory, la pesciolina smemorata amica di Nemo e poi protagonista di Alla ricerca di Dory.

Questa è però solo una delle varietà dei pesci chirurgo. Si tratta di un pesce solitario, indipendente e abbastanza aggressivo. Tra l’altro è molto noto per la sua capacità espressiva: quando ha paura, è ansioso o in genere è ammalato è più pallido e sbiadito dei suoi compagni in buona salute.

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L’idolo moresco

Secondo alcune culture si tratta di un pesce sacro

L'idolo moresco (foto di Philippe Bourjon via Wikimedia Commons)
L’idolo moresco (foto di Philippe Bourjon via Wikimedia Commons)

Il nome scientifico dell’idolo moresco è Zanclus cornutus e Zanclo cornuto è uno dei nomi con cui è conosciuto. Il curioso nome con cui lo presentiamo, invece, fa riferimento alla forma della testa, che ricorderebbe, in un certo qual modo, alcuni totem di popolazioni africane. È molto ricercato per l’allevamento in acquario, tuttavia è difficile farlo crescere lì perché spesso non accetta il cibo che gli loro offerto e si lascia morire di fame. In generale si ciba di alghe, crostacei e molluschi.

La livrea è molto particolare. È composta infatti da quattro fasce verticali (nera, bianca, gialla, nera), mentre il muso è screziato con gli stessi colori. La coda è nera, e la lunga pinna dorsale (che negli esemplari adulti può superare il mezzo metro di lunghezza) è bianca.

Una pinna esagerata

Si tenga presente che un idolo moresco adulto può misurare sui ventiquattro centimetri, per cui una pinna di mezzo metro è veramente lunga. Si tratta di un pesce per lo più pacifico, un po’ timido che vive tranquillamente con altre specie di pesci, a patto che pure loro siano pacifici!

 

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