Cinque tra i più famosi stilisti giapponesi

Lo stile post-atomico di Yohji Yamamoto

Si sa che nel campo della moda il Made in Italy la fa ancora da padrone. Ma è vero anche che altri mercati, negli ultimi decenni, hanno cominciato a sgomitare e hanno conquistato il loro posto al sole. Uno di quelli più importanti, e uno di quelli che mai ci si sarebbe aspettati fino a qualche anno fa, è quello giapponese. I designer provenienti dall’Estremo Oriente sono riusciti infatti a mescolare le loro tradizioni col gusto tipicamente occidentale, creando uno stile tutto nuovo.

Ma quali sono i più importanti stilisti giapponesi? Abbiamo provato a stilare un elenco che tenesse conto delle diverse generazioni e del successo di questi disegnatori di moda nel loro paese e in Occidente. Eccone i risultati.


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Issey Miyake

Il grande vecchio del settore

Nel ruolo di grande vecchio della moda giapponese troviamo un nome che forse non tutti conoscono: quello di Issey Miyake. Nato a Hiroshima nel 1938, ha studiato graphic design a Tokyo, laureandosi nel 1964. Subito ha abbandonato il Giappone, spostandosi in Europa (in particolare a Parigi) e in America per acquisire la necessaria esperienza, e ha poi lanciato le sue prime collezioni negli anni ’70.

Nel corso degli anni si è specializzato su una doppia direttrice. Da un lato, ha lavorato soprattutto ad abiti dai toni scuri e cupi, che sono diventati quasi il suo marchio di fabbrica. Dall’altro, ha anche sperimentato parecchio, cercando di utilizzare nuovi materiali. Quest’ultima caratteristica, soprattutto negli anni Duemila, è stata poi trasportata nel design industriale: Miyake ha realizzato collezioni anche per aziende italiane – come Artemide, specializzata in illuminazione – conquistando pure il Compasso d’Oro nel 2014. Ma nel suo curriculum figurano anche un Premio Imperiale per la scultura nel 2005 e un Premio Kyōto per le arti e la filosofia nel 2006.

 

Kenzō Takada

Dalla moda ai profumi

Molto più noto è invece Kenzō Takada, soprattutto per la linea di abbigliamento e di profumi che utilizza il suo nome di battesimo (anche se non più disegnata da lui). Nato a Himeji nel 1939, Takada ha frequentato la Scuola di moda a Tokyo nei tardi anni ’50, prima di trasferirsi anch’egli a Parigi. Proprio nella capitale francese riuscì ad avere le prime possibilità di disegnare dei capi e di aprire una propria boutique.

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Nel corso degli anni ’70 riuscì a sfondare anche in America e nel suo stesso Giappone, grazie pure a sfilate memorabili ed eccessive. Collaborò a lungo pure col cinema, mentre è datato 1998 l’approdo nel campo dei profumi, subito baciato dal grande successo commerciale. Sempre negli anni ’90, poco prima del pensionamento, ha venduto il marchio alla società francese che controlla la Louis Vuitton, producendo poi soprattutto complementi d’arredo e mobili.

 

Yohji Yamamoto

Lo stilista post-atomico

Forse il più importante stilista giapponese ancora in attività è, ora come ora, Yohji Yamamoto. Nelle linee dei suoi abiti i critici hanno infatti individuato i componenti di uno stile che è stato definito “post-atomico”. I suoi vestiti, infatti, presentano sovente squarci irregolari, materiali strani, accostamenti arditi, tanto è vero che è da molti ritenuto più un artista d’avanguardia che un designer commerciale.


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Nato a Tokyo nel 1943, ha studiato all’Università Keio e ha debuttato a Parigi nei primi anni ’80. Il grande successo in patria lo ha ottenuto con le linee Yohji Yamamoto (unisex) e Y’s, non disdegnando però di collaborare anche con altri marchi pure di settore. Sono arrivate così le linee da lui ideate per Adidas, Hermès, Mandarina Duck. Inoltre ha conquistato artisti sia musicali che cinematografici: ha vestito i Placebo, Elton John, Justin Theroux e Jean Michel Jarre, mentre Wim Wenders nel 1989 gli ha dedicato un documentario intitolato Appunti di viaggio su moda e città.

 

Junya Watanabe

L’erede di Rei Kawakubo a Comme des Garçons

Uno dei marchi di moda più famosi (e redditizi) del Giappone è, a dispetto del nome francofono, Comme des Garçons. Fondata nel 1969 a Tokyo, la casa di moda fattura circa 200 milioni di dollari all’anno e ha boutique nei principali centri mondiali. Nel corso degli ultimi anni, poi, ha creato numerose collaborazioni con marchi occidentali come Levi’s, Lacoste, Fred Perry, Nike, H&M e altri. Comme des Garçons è stata fondata da Rei Kawakubo, designer donna di Tokyo che, assieme ai già citati Yamamoto e a Miyake, ha portato la moda nipponica in Europa.

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Oggi, però, il nome forte della casa è quello di Junya Watanabe. Nato a Fukushima nel 1961, si è laureato nel 1984 al Bunka Fashion College di Tokyo e subito è entrato come apprendista a Comme des Garçons. Già nel 1987 veniva promosso e diventava un protetto della fondatrice, che nel giro di pochi anni lo sceglieva come suo erede. Nel 1993 cominciava così ad apporre il proprio nome di fianco a quello della casa nelle varie collezioni. Un tratto caratteristico del suo stile è quello di utilizzare materiali e tessuti tecnici e moderni per strutturare i suoi abiti.

 

Nigo

Il DJ passato alla moda (giovanile)

Negli ultimi anni, il mondo delle passerelle è stato invaso dai rapper e dai DJ. Il più famoso è sicuramente Kanye West, che proprio in questi giorni su Twitter ha però dichiarato di aver maturato ben 53 milioni di dollari di debiti (anche se non si sa quanto questo suo piangere miseria fosse vero). Ma pure in Giappone qualcuno ha seguito il suo esempio. Il più famoso si fa chiamare Nigo, il cui vero nome è Tomoaki Nagao. Nato nel 1970, ha ottenuto i primi successi grazie al rap e all’hip hop, dedicandosi però con estremo successo (almeno in Asia) negli ultimi anni alla moda.


Sostenuto proprio dallo stesso Kanye West e da Pharrell Williams, Nigo ha lanciato il marchio A Bathing Ape (noto anche come BAPE), registrato nel 1993 e recentemente acquisito da una società di investimenti di Hong Kong. Poco diffusa in Europa e in America, la sua etichetta si è specializzata nella moda per teenager e nella produzione di scarpe che sono state definite “collezionabili”.

 

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