Tra i misteri più affascinanti del Novecento non si possono non annoverare gli avvistamenti alieni. Dalla fine della Seconda guerra mondiale, infatti, un po’ in tutto il mondo – ma in particolare negli Stati Uniti – uomini di varie estrazioni sociali hanno cominciato a vedere alieni di ogni sorta, e annunciarne la venuta. Un fenomeno che, al di là che si creda o meno alla bontà di questi avvistamenti, è comunque interessante dal punto di vista sociologico.

Sicuramente, questo proliferare di incontri e di paranoia fu favorito da una serie di elementi che, tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50, erano molto pervasivi. Da un lato, emergeva per la prima volta il cinema di fantascienza, capace di imprimersi nell’immaginario. Dall’altro, il pericolo atomico angosciava l’uomo medio, configurandosi come un nemico invisibile che era più facile identificare con un mostro proveniente dallo spazio.


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Insomma, di carne al fuoco, quando si parla di alieni, ce n’è parecchia. Oggi vorremmo ripercorrere con voi i cinque più famosi avvistamenti della storia, quelli che, da Roswell in poi, hanno dato materiale ai complottisti di mezzo mondo. Eccoli.

 

Roswell

Il caso più famoso, nel Nuovo Messico

L’incontro ravvicinato più celebre è quello che sarebbe avvenuto a Roswell, nel Nuovo Messico, nel 1947. La ricostruzione dei fatti è questa: la notte del 3 luglio di quell’anno si verificò uno schianto nella zona limitrofa alla cittadina. A prova di questo, la mattina dopo un allevatore locale trovò sui propri campi dei pezzi di lamiera, cosa che lo indusse a chiamare subito lo sceriffo.

Sul luogo del ritrovamento arrivò anche un rappresentante della vicina base aerea e fu proprio la base a diramare un primo comunicato in cui si parlava di un oggetto volante non identificato (ovvero un UFO). Un comunicato che fu smentito già il giorno dopo: gli esperti della base parlarono infatti di un pallone sonda meteorologico precipitato a terra.

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La cosa finì nel dimenticatoio fino alla fine degli anni ’70, quando alcuni ufologi misero in evidenza delle contraddizioni nella storia. Così, a metà anni ’90 furono avviate nuove inchieste ufficiali, il cui esito ha evidenziato che in effetti c’era stato un insabbiamento. I rottami, secondo queste conclusioni, appartenevano a un modulo del Progetto Mogul, un programma top secret attraverso cui l’aviazione americana monitorava – grazie allo studio dell’atmosfera – l’attività dei sovietici nel campo degli esperimenti atomici.

Ad ogni modo questa versione definitiva non ha ugualmente convinto gli ufologi, che mettono sul piatto anzi il presunto ritrovamento anche del cadavere di un alieno. In realtà, nelle cronache del 1947 non c’è traccia di corpi, ma questo cadavere compare in un presunto filmato di un’autopsia diffuso in tutto il mondo negli anni ’90. In realtà quel filmato è però un falso, come è stato dimostrato dagli esperti e ha alla fine confessato lo stesso produttore.

 

L’avvistamento di Kenneth Arnold

Quando si inventò l’espressione “dischi volanti”

Sempre datato 1947 – ma antecedente di qualche giorno rispetto ai fatti di Roswell – è un altro celebre avvistamento, quello del pilota Kenneth Arnold. Un avvistamento che non avrebbe nulla di speciale rispetto a tanti altri eventi di questo stesso tipo se non fosse che quello di Arnold fu il primo negli Stati Uniti del dopoguerra, e quello che in un certo senso pose le basi per i successivi. Si deve al pilota, infatti, l’invenzione dei termini “disco volante” e “flying saucer” (piattino volante), usati per identificare le astronavi aliene.

Arnold era un pilota che guidava aerei per ragioni commerciali. Il 24 giugno del 1947 si trovò a sorvolare la zona del Monte Rainier, più di 4mila metri nel nord-ovest degli Stati Uniti. Qui affermò di aver visto nove UFO muoversi uno dietro l’altro ad una velocità di circa 2mila chilometri all’ora. Raccontò la sua disavventura appena giunto a terra, e in fretta la sua storia si diffuse prima tra gli aeroporti e poi sulla stampa. Lo stesso Arnold in un primo momento era dubbioso, credendo si potesse trattare di un nuovo tipo di jet militare o di missili, ma l’esercito non stava effettuando alcuna esercitazione nella zona.

Il fatto ebbe un effetto clamoroso sulla stampa nazionale, portando ad altri avvistamenti simili in giro per gli States. La vita stessa di Arnold cambiò, visto che si trovò presto assediato dai giornalisti e dalla psicosi collettiva, tanto è vero che richiese anche l’intervento dell’FBI. Molti, di conseguenza, hanno cercato di trovare spiegazioni razionali per i suoi avvistamenti. Le teorie più accreditate sono quelle che fanno riferimento a un miraggio (non rari in quelle circostanze atmosferiche) o alla confusione con altri oggetti come meteoriti o pellicani.

Kenneth Arnold Interviewed by Bill Berquette on June 25, 1947

 

Il carosello di Washington

La presunta minaccia alla Casa Bianca

Negli anni immediatamente successivi al 1947, l’aeronautica americana fu subissata da segnalazioni di avvistamenti. Migliaia di casi furono portati all’attenzione delle autorità, anche se il più delle volte le spiegazioni dei fenomeni erano piuttosto banali. La psicosi collettiva, d’altronde, si era ormai diffusa. A rinfocolare queste paure arrivò un fatto eclatante: il cosiddetto “carosello di Washington”. Tra il 19 luglio e il 3 agosto 1952 si videro distintamente delle luci rotonde sorvolare il cielo della capitale degli Stati Uniti. Luci che risultavano anche ai radar dell’aviazione.


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Preoccupati da un possibile attacco contro la Casa Bianca, vari caccia furono inviati verso queste fonti luminose, ma ogni volta che si avvicinavano le sfere scomparivano. Il fenomeno fu osservato da tecnici, militari e popolazione civile, provocando una certa ansia nel pubblico. Il 29 luglio, però, fu indetta una conferenza stampa al Pentagono a cui parteciparono anche Edward J. Ruppelt, l’inventore del termine “UFO”, e il generale John A. Samford, direttore del servizio di intelligence dell’aviazione. Gli esperti spiegarono che quei dischi erano solo l’effetto di un fenomeno meteorologico, dato tra lo scontro di particolari correnti e la riflessione delle luci della città.

UFOs in Washington D.C July 12, 1952 and Gen. Samford UFO press conference Pentagon, July 29, 1952

 

L’incidente della foresta di Rendlesham

La Roswell britannica

Dopo i tre più famosi casi americani, spostiamoci in Europa, dove gli avvistamenti si sono verificati in realtà in epoca più recente. Il primo caso eclatante è quello della foresta di Rendlesham, nel sud dell’Inghilterra, vicino comunque a una base americana. Lì, tra il 26 e il 28 dicembre 1980, alcuni soldati della US Air Force di stanza in un’ex base della RAF osservarono una serie di UFO molto luminosi che erano comparsi e si erano mossi all’interno della vicina foresta.

Analisi approfondite non si poterono fare, perché gli oggetti comparirono alla vista di alcuni uomini ma sempre relativamente da lontano, senza apparire agli schermi radar. Si trattava apparentemente di velivoli che emettevano luci di colore rosso, blu e bianco, spesso intermittenti, e che si muovevano a zig zag. La già avvenuta chiusura del Progetto Blue Book – il settore dell’aviazione deputato ad indagare sugli UFO – fece sì che il fenomeno non fosse degnato di grande attenzione dai canali ufficiali, ma destò comunque l’interesse degli ufologi.

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I tentativi di spiegazione da parte degli scettici furono molti, nessuno decisivo ma tutti degni di attenzione. Tra le ipotesi, la più accreditata è quella di una interpretazione errata di una serie di fenomeni luminosi avvenuti in concomitanza. Si è fatto notare, ad esempio, la vicinanza di un potente faro, il lancio in contemporanea di un satellite spia sovietico e anche la presenza di un poliziotto locale che usava girare di pattuglia con dei lampeggianti modificati e molto forti.

UFO Invasion at Rendlesham

 

L’ondata belga

E la foto incriminata

L’ultimo grande fenomeno della nostra cinquina va sotto il nome di “ondata belga” e riguarda una serie di avvistamenti che si verificarono nel cielo del Belgio tra il novembre 1989 e l’aprile 1990. In quei mesi molte persone osservarono nel cielo degli oggetti di forma triangolare, che spesso si muovevano allineati gli uni agli altri. L’aviazione belga cercò di avvicinarsi alle fonti luminose senza successo, a causa anche di accelerazioni formidabili degli oggetti stessi.

Un’inchiesta fu condotta a suo tempo dalle autorità belghe, che però non arrivarono a nessun risultato. Fu esclusa la possibile minaccia alla sicurezza del paese, ma rimasero ignote le cause di quegli avvistamenti. In ogni caso la paura e la curiosità si diffusero, anche grazie ad alcune fotografie che cercavano di immortalare gli oggetti. La più famosa di quelle foto, però, realizzata a Petit-Rechain, è oggi ritenuta un falso.

 

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