Cinque tra le canzoni di Madonna più famose

Le più famose canzoni di Madonna

In un’epoca in cui – un po’ grazie ai nuovi talent show e un po’ a causa della sempre maggiore spettacolarizzazione della musica, che ha costantemente bisogno di “carne fresca” – fioriscono giovani divi ad ogni stagione, ci sono alcuni miti che, nonostante il passare degli anni, rimangono dei veri e propri capisaldi, intaccabili e inamovibili dalle loro posizioni di vertice. Uno di questi miti è indubbiamente quello di Madonna, l’artista femminile che ha venduto di più nella storia della musica di tutti i tempi e probabilmente una di quelle che più ha segnato l’immaginario collettivo in questi ultimi trent’anni.

Nata col nome di Madonna Louise Ciccone in una città del Michigan nell’ormai lontano 1958, ha esordito nel mondo discografico nel 1983 con Madonna, conquistando già la vetta delle classifiche di mezzo mondo col lavoro successivo, Like a Virgin, di cui parleremo a brevissimo; da allora sono passati trentadue anni e tredici album di inediti, oltre a tour, registrazioni live, colonne sonore, film e moltissimi altri prodotti in cui la cantante italoamericana ha incanalato la propria creatività. Ma quali sono le canzoni di Madonna più famose? Noi, incrociando i dati di vendita e di ascolto sulle varie piattaforme, ne abbiamo selezionate cinque.

 

Like a Virgin

da Like a Virgin, 1984

Sicuramente il primo clamoroso successo di Madonna fu Like a Virgin, brano scritto da Billy Steinberg e Tom Kelly nel 1983 e rimasto senza nessun esecutore per circa un anno, visto che tutte le cantanti contattate la rifiutavano a causa di un testo ritenuto, per l’epoca, troppo forte; fu solo Madonna a trovare la canzone adatta a sé e soprattutto all’immagine di ambiguità e allo stesso tempo anticonformismo che voleva dare, e ad inciderla nell’album omonimo.

Il singolo fu un successo clamoroso, raggiungendo la posizione numero 1 negli Stati Uniti (dove a fine 1984 sarebbe risultato il secondo singolo più venduto di tutto l’anno), in Canada, in Australia e in Giappone. Un successo che fu rafforzato dal video, diretto da Mary Lambert e registrato a Venezia, nel salone delle feste di Palazzo Zenobio. Nota di colore: il testo della canzone costituisce lo spunto anche di uno dei più memorabili monologhi scritti da Quentin Tarantino e contenuto nel suo film d’esordio come regista, Le iene.

 

Into the Groove

da Cercasi Susan disperatamente e Like a Virgin, 1985

Complice il successo a tutto tondo di Like a Virgin, nel 1985 Madonna decise di cercare di sfruttare il momento favorevole e di tentare anche la strada della recitazione, proponendosi a Hollywood. Il suo esordio in un ruolo da protagonista fu Cercasi Susan disperatamente, un film che si comportò più che bene al botteghino e che incassò critiche positive, anche per la convincente interpretazione della stessa Madonna. Nella colonna sonora, ovviamente affidata alla cantante non ancora trentenne, primeggiava il brano Into the Groove, che ebbe un successo clamoroso e in Europa fu introdotto in una ripubblicazione apposita di Like a Virgin.

Il film, diretto da Susan Seidelman, raccontava la storia di una sorta di casalinga disperata ante-litteram, Roberta Glass (ben interpretata da Rosanna Arquette), che, dopo aver visto sul giornale un annuncio personale che recitava “Cercasi Susan disperatamente”, si mette alla ricerca di questa Susan, scoprendo che si tratta di una rockstar tanto affascinante quanto minacciata da un sicario che le dà la caccia.

 

Like a Prayer

da Like a Prayer, 1989

Dopo lo straordinario successo di True Blue, datato 1986 e fortemente influenzato dal rapporto amoroso con Sean Penn, nel 1989 Madonna diede alle stampe Like a Prayer, suo quarto album e terzo di fila a raggiungere la vetta della classifica negli Stati Uniti, in Italia e in una serie di altri paesi. Il primo singolo era il brano che dava anche il titolo all’album, appunto Like a Prayer, che da allora ad oggi ha venduto svariati milioni di copie e provocato scandalo in tutto il mondo.

Due erano infatti gli aspetti fortemente innovativi legati al lancio della canzone: da un lato, infatti, Madonna aveva firmato un remunerativo contratto con la Pepsi, che poté creare uno spot che usava il brano prima ancora che questo fosse lanciato nelle radio o nei negozi; dall’altro, il videoclip che Madonna e i suoi collaboratori confezionarono presentava contenuti tacciati fin da subito di blasfemia, visto che in quel video Madonna si rifugiava in una chiesa, vi baciava un uomo di colore, mostrava di avere le stimmate e danzava davanti a croci che bruciavano.

 

Vogue

da I’m Breathless, 1990

Parallelamente alla carriera discografica, proseguiva anche l’impegno di Madonna ad Hollywood, con partecipazioni a film che però avevano esiti alterni sia al botteghino che presso la critica. Dopo il già citato Cercasi Susan disperatamente, era incappata infatti nei flop di Shanghai Surprise e Who’s That Girl, ma il cinema aveva ancora qualcosa da chiedere alla cantante: così nel 1990 fu contattata per partecipare al kolossal diretto e interpretato da Warren Beatty e dedicato al personaggio a fumetti degli anni ’30 Dick Tracy.

Oltre che interpretare il ruolo di Mozzafiato Mahoney, Madonna ebbe anche il compito di lavorare alla colonna sonora, con canzoni scritte da Stephen Sondheim e da lei eseguite, una delle quali, Sooner or Later, si aggiudicò anche l’Oscar. Ma la cantante scrisse anche altri brani assieme ai suoi collaboratori e li inserì in un nuovo disco, che conteneva sia canzoni del film che ispirate al film: I’m Breathless (e Breathless era infatti il nome originale di Mozzafiato, il suo personaggio). Il primo singolo estratto fu Vogue, canzone scritta assieme a Shep Pettibone che ottenne un successo incredibile nei club di mezzo mondo.

 

Hung Up

da Confessions on a Dancefloor, 2005

Gli anni ’80 furono sicuramente un decennio irripetibile per Madonna, un decennio in cui qualsiasi cosa che l’artista facesse – almeno nell’ambito musicale – sembrava inesorabilmente destinato a sbancare le classifiche e a battere i record di vendita. Anche negli anni successivi, però, la cantante originaria del Michigan ha continuato a mietere successi, forse meno dirompenti rispetto agli esordi ma sempre importanti: solo per fare un esempio, è vero che negli anni Novanta non riuscì a piazzare nessun album al numero 1 negli Stati Uniti, ma tutti i dischi che sono usciti dal 2000 ad oggi sono invece arrivati in vetta.

Tra questi, nel 2005 particolare fortuna hanno avuto Confessions on a Dancefloor e il primo singolo da esso estratto, Hung Up, che con più di dieci milioni di copie vendute risulta a tutt’oggi il singolo più venduto della carriera di Madonna. Il brano, come d’altronde tutto il disco, nasce dalla collaborazione tra la cantante e Stuart Price, produttore che gli diede un sapore proprio da “dancefloor”, mescolando le melodie di Madonna con i grandi classici della tradizione dance e con una serie di riferimenti anche alla carriera della regina del pop, come il verso “Time goes by so slowly for those who wait and those who run seems to have all the fun”, ripreso dalla canzone Love Song, originariamente contenuta in Like a Prayer del 1989.

 

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