Cinque tra le canzoni più belle dei Nirvana

I Nirvana nel momento del loro massimo successo

Sono passati poco più di vent’anni dalla morte di Kurt Cobain. Un evento che ha segnato la storia della musica rock, come poche altre morti hanno saputo fare. Le dipartite di Buddy Holly e Ritchie Valens, di Otis Redding, di Brian Jones, di Jimi Hendrix, di Janis Joplin, di Jim Morrison, di Sid Vicious, di Ian Curtis, di John Bonham, di John Lennon, di Bob Marley e di molti altri hanno scosso milioni di fan. Ma la morte di Cobain lasciò interdetta un’intera generazione, che dopo quel suicidio non riuscì, forse, ad essere più la stessa.

Oltre che dalla morte di Cobain, sono passati più di vent’anni dalle ultime canzoni incise dai Nirvana. Eppure il fascino del trio del nord-ovest americano non si è per nulla affievolito. I loro dischi continuano a vendere anche a distanza di anni, e a far innamorare i palati più fini delle nuove generazioni. Ma quali sono state le loro canzoni più belle? Se siete troppo giovani per aver vissuto in diretta i loro dischi e volete scoprirli, ecco una pratica guida alla vostra prima playlist.


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About a Girl

da Bleach, 1989

Come sapete, i Nirvana incisero appena tre album in studio. Il primo di questi fu Bleach, pubblicato nel 1989 dalla Sub Pop e baciato da un’insperata fortuna, almeno dal punto di vista critico (mentre le vendite inizialmente furono scarse). Le canzoni, in realtà, erano ancora piuttosto acerbe. D’altronde, i ragazzi erano molto giovani, la formazione non si era ancora stabilizzata (alla batteria c’era ancora Chad Channing, ma certe tracce risalivano all’epoca di Dale Crover) e il grunge non era neppure ancora considerato un genere vero e proprio.

Ciononostante, About a Girl emergeva già rispetto al resto dell’album e in generale della produzione del periodo. E dire che la sua inclusione in Bleach era stata in discussione fino all’ultimo momento. Lo stesso Cobain, infatti, era convinto che il pezzo non sarebbe piaciuto ai fan, che erano ancora pochi ma molto agguerriti. E che, secondo il cantante, avrebbero potuto non apprezzare quel pezzo così influenzato dal pop anni ’60, dai Beatles e dai R.E.M. About a Girl, secondo la leggenda, fu infatti scritta dopo che Cobain passò un’intera serata ad ascoltare a ripetizione Meet the Beatles. Nessuno comunque se ne lamentò, neppure quando la canzone divenne, in versione acustica, il brano di apertura di MTV Unplugged in New York.

 

Smells Like Teen Spirit

da Nevermind, 1991

L’abbiamo già citata in varie cinquine, perché è innegabile che Smells Like Teen Spirit fu una canzone che cambiò tutto, non solo per quanto riguarda i Nirvana. Fu la canzone che fece diventare popolare il grunge, fu la canzone che rese la band una potenza planetaria, fu la canzone che – soprattutto grazie al suo videoclip – creò il mito di Kurt Cobain. Il titolo ha un’origine particolare: come ha raccontato Cobain, esso sarebbe in un certo senso stato creato dall’amica Kathleen Hanna, cantante delle Bikini Kill. Proprio lei, dopo una serata alcolica in compagnia del leader dei Nirvana, avrebbe scritto con lo spray la frase «Kurt smells like Teen Spirit». La frase colpì Cobain, che però non sapeva che il Teen Spirit era un deodorante in voga tra gli adolescenti.


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Ma le influenze esterne, in questo brano, non si fermano al titolo. Ancora una volta furono gli ascolti del periodo ad influire sulla canzone. Cobain ammise, infatti, di aver scritto questa canzone volendo quasi plagiare i Pixies, gruppo che adorava, dai quali cercò di riprendere il senso ritmico e la diversa forza tra strofa e ritornello. Certo è, però, che al di là di tutto Smells Like Teen Spirit suonò in realtà nuova ed originale. Come d’altronde era realmente: le influenze, nello stile di Cobain e soci, erano parecchie, ma la musica che usciva dalle loro chitarre e dal loro microfono era qualcosa che raramente si era sentito prima. E che per la prima volta arrivava in vetta alle classifiche.

 

Come As You Are

da Nevermind, 1991

Nevermind, l’album della consacrazione, non era però solo Smells Like Teen Spirit. A scorrerne oggi la tracklist, infatti, si può rimanere esterrefatti per la quantità di brani straordinari che il trio di Aberdeen era riuscito ad inserirvi. Come As You Are e Lithium sono entrati nella nostra cinquina, ma ci sarebbero potuti benissimo stare anche In Bloom, Breed, Polly, Drain You e On a Plain. D’altro canto, quell’album del 1991 è considerato una delle pietre miliari della storia del rock e ha venduto a tutt’oggi più di 24 milioni di copie nel mondo.

Come As You Are fu il secondo singolo estratto dall’album e riuscì a vendere addirittura più di Smells Like Teen Spirit (anche se non ebbe lo stesso impatto nell’immaginario). Celeberrimo è il riff introduttivo, che fu però accusato di plagio dai Killing Joke, e un verso ricorrente del ritornello. Cobain infatti cantava ripetutamente la frase «And I swear that I don’t have a gun», ovvero «E giuro che non ho una pistola». Una frase che in realtà nel pezzo era una metafora, ma che suonò quasi come un presagio dopo il suicidio del cantante.

 

Lithium

da Nevermind, 1991

Sempre in Nevermind era contenuta anche Lithium, una canzone sulla cui interpretazione si è discusso a lungo. Il litio del titolo è, infatti, di solito utilizzato come stabilizzatore dell’umore, e il brano può forse essere letto come la storia di un uomo affetto da disturbo bipolare. Un disturbo di cui qualcuno ipotizzava avesse sofferto lo stesso Cobain. Un’altra interpretazione, però, suffragata dallo stesso cantante, la vedeva semplicemente come una canzone che parlava di un uomo colpito da un lutto che trovava conforto nella religione.

Comunque la si voglia intendere, anche nel testo di questa canzone ricorre il tema del suicidio, evitato ma aleggiante. E, soprattutto, una sonorità rude, estrema, “tirata”, tanto è vero che Cobain perse più volte la voce durante l’incisione. Un’ultima curiosità, prima di chiudere con Nevermind: a quanto pare, furono proprio le sessioni di registrazione di Lithium a portare alla rottura col batterista Chad Channing. I primi tentativi, infatti, non furono apprezzati da Cobain, che si lamentò più volte di come Channing sconvolgesse la partitura. Una incomprensione reciproca che portò presto all’arrivo di Dave Grohl.

 

All Apologies

da MTV Unplugged in New York, 1994

Nel settembre 1993, due anni dopo Nevermind, i Nirvana diedero alle stampe In Utero, il loro terzo e ultimo album di inediti. Un disco che debuttò direttamente al numero 1, ma non riuscì – com’era prevedibile – ad eguagliare i risultati del predecessore. Quell’album era infatti ancora più difficile del precedente, infarcito di grandi pezzi che però non potevano avere la presa di Smells Like Teen Spirit. Il secondo singolo estratto, comunque, fu All Apologies, ultimo brano del disco.

Un paio di mesi dopo il gruppo volò a New York assieme al nuovo chitarrista Pat Smear per suonare all’interno del programma MTV Unplugged. L’idea dello show di MTV era di ospitare diversi cantanti o gruppi e di far suonare loro i pezzi più famosi del repertorio in versione acustica. I Nirvana decisero però di proporre alcuni brani secondari, infarcendo l’esibizione anche di cover. Uniche eccezioni furono Come As You Are e All Apologies. Ne nacque un album straordinario, che uscì esattamente un anno dopo, quando Cobain era ormai deceduto. E in cui All Apologies si piazzava come grande chiusura prima della cover di Where Did You Sleep Last Night del chitarrista blues Leadbelly.

 

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