«Le leggi sono come ragnatele – diceva Solone (638 a.C.-558 a.C.) –: quando qualcosa di leggero e di debole ci cade sopra, lo trattengono, mentre se ci cade una cosa più grande, le sfonda e fugge via». L’esempio della ragnatela è calzante in particolare per alcune leggi, che sembrano veramente assurde e si inseriscono nel tessuto legislativo di un paese in maniera quasi incomprensibile.

Di leggi strane nel mondo ce ne sono tantissime e alcune veramente rasentano il comico: in Alabama, per esempio, è illegale per un autista guidare bendato (!), in Francia è proibito chiamare un maiale “Napoleone” (!!) e in Oklahoma le persone che fanno “brutte facce” ai cani possono essere multate o arrestate (!!!).


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Tra tutte le leggi strane in giro per il mondo ne abbiamo scelte cinque che ci sembrano del tutto particolari e abbiamo provato a capirne le motivazioni alla base.

 

Vietato morire, per legge

Non c’è posto al cimitero, quindi resta vivo, per favore…

Il cimitero di Praga, dove i problemi di spazio sono stati risolti facilmenteA Falciano del Massico, in provincia di Caserta, è vietato morire. La notizia dell’ordinanza del sindaco ha fatto il giro del mondo qualche anno fa. Le parole di Giulio Cesare Fava, d’altronde, erano chiare e non lasciavano spazio a dubbi: «È fatto divieto ai cittadini residenti, o comunque di passaggio, di oltrepassare il confine della vita terrena per andare nell’aldilà». Il fatto è che a Falciano del Massico, che conta 3.751 anime (non autorizzate a lasciare i corpi!), non c’è un cimitero e quindi non si saprebbe dove seppellire chi intraprende il grande viaggio, per usare le parole del sindaco. Il camposanto c’è, a dire il vero, ma appartiene al comune di Carinola, di cui Falciano del Massico è stata una frazione fino al 1964, anno in cui ottenne l’indipendenza. Cimitero a parte.

Ma non si creda che Falciano del Massico sia l’unico posto al mondo in cui non si può morire: stessa sorte tocca ai cittadini di Sellia, in provincia di Catanzaro, che sono invitati a mantenersi in buona salute. A Sarpourenx, in Francia, hanno lo stesso problema di Falciano del Massico e chi muore viene pure multato! Diversi altri comuni in giro per il mondo hanno problemi di spazio cimiteriale e per questo impongono ai cittadini di non morire. Certo, il caso di Longyearbyen, l’insediamento più popoloso delle isole Svalbard, in Norvegia, è superlativo: è supervietato morire perché il troppo freddo non fa decomporre i cadaveri!

 

In Francia puoi sposare una persona defunta

Per la serie: amore oltre la morte

Gli amanti di Teruel (foto di José Luis Mieza via Flickr)Se in alcuni comuni del mondo è vietato morire per legge, in altri la vita continua pure dopo la morte. I cugini francesi, infatti, possono sposare una persona defunta. Se si può dimostrare che la persona è morta dopo aver espletato tutte le formalità di legge per celebrare il matrimonio e l’intenzione di convolare a nozze era evidente, allora il matrimonio può avvenire anche tra chi è rimasto su questa Terra e chi sta nell’aldilà.

Questa legge è dovuta a Charles de Gaulle, che la emise dopo che il 2 dicembre 1959 la diga di Malpasset (a circa sette chilometri da Fréjus, sul torrente Reyran, nel dipartimento del Varo) si ruppe causando un’inondazione che provocò la morte di oltre quattrocento persone. Per permettere alle donne che dovevano sposarsi e che videro morire i propri fidanzati in quella tragedia di accedere all’assistenza dovuta per le vedove, venne promulgata quella legge. Ancora oggi, stando alle nostre informazioni, in Francia è possibile sposare una persona defunta e per farlo c’è bisogno di un decreto speciale del Presidente della Repubblica.

 

In Grecia sono vietati i giochi elettronici

Niente più solitari, ahimè!

Videogiochi vietati in GreciaSiete amanti dei vari giochi e giochini elettronici? Allora probabilmente la Grecia non è il paese che fa per voi. Secondo la legge 3037 del 2002, infatti, tutti i giochi elettronici erano vietati in terra ellenica. Tale norma è stata introdotta per cercare di arginare il gioco illegale, tuttavia ha avuto effetti su tutti i giochi e per il Governo non esistevano distinzioni tra una partita a solitario fatta per ammazzare il tempo con il proprio computer e una con altri giochi d’azzardo.

A dicembre 2003, comunque, la legge è stata aggiornata e si è chiarita la differenza tra gioco d’azzardo e altri tipi di giochi. Tuttavia i videogames sono ancora vietati negli Internet Café, che devono installare sui computer in dotazione un software che possa identificare e criptare gli eventuali giochini utilizzati dagli utenti.

 

Settimana Santa senza cavalli, carri o petardi in Messico

Una settimana che più santa non si può

Il Giuda messicano (foto di Alejandro Linares Garcia via Wikimedia Commons)In Messico la Settimana Santa deve essere rispettata in tutti i modi possibili, per cui durante quella settimana non si possono usare cavalli o carri nelle città e non si possono lanciare i petardi. Che c’entrano questi divieti con la Settimana Santa?

Bisogna sapere che in Messico c’era l’usanza di bruciare una statua di Giuda come culmine dei festeggiamenti che portavano verso la Pasqua (anche se poi il fantoccio bruciato spesso non somigliava a Giuda e aveva le sembianze dei politici locali, ma questo è un altro discorso…). A questi falò partecipava moltissima gente e pertanto l’uso di cavalli e carri avrebbe potuto facilmente creare problemi alla libera circolazione e, nel caso in cui i cavalli si fossero imbizzarriti, la tragedia sarebbe stata dietro l’angolo.


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Un decreto del Colonnello Miguel Maria de Azcarate vietava, inoltre, di lanciare petardi in quella settimana. Soprattutto era vietato lanciarli contro le immagini che rappresentavano le persone o una classe sociale in generale. Considerato che, come detto prima, a bruciare spesso non era il fantoccio di Giuda ma quello di qualche politico, anche questa norma ha il suo perché.

 

Venticinque anni di prigione a chi taglia un cactus in Arizona

Il fiore del Saguaro è il simbolo del Paese

Il Saguaro dell'ArizonaNon ci vanno per il sottile in Arizona: chi taglia un cactus rischia ben venticinque anni di carcere. Il cactus in questione è il Saguaro, il cui nome scientifico è Carnegiea gigantea in onore di Andrew Carnegie (1835-1919), industriale e filantropo statunitense. È anche noto come cactus a candelabro o cactus gigante (può raggiungere i tredici metri di altezza e i tre di circonferenza). Questo cactus cresce nel deserto di Sonora, Arizona del sud, e nell’area messicana adiacente (in Italia, comunque, si può vedere un esemplare di saguaro presso l’Orto botanico di Palermo). Si tratta di una specie minacciata, sia perché cresce solo in questa zona, sia perché cresce e si propaga molto lentamente (settantacinque anni per la prima ramificazione).

La legge si è resa necessaria perché sembra che alcune persone in Arizona – ma non solo – provassero una sorta di piacere nel tagliuzzare o abbattere questi cactus (che, tra l’altro, possono raggiungere anche i trecento anni di età).

 

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