Per un architetto non è facile mantenersi aggiornato; se vive in una metropoli, una grande città europea, può di sicuro vedere ogni anno innalzarsi nuovi palazzi progettati dalle più grande personalità del settore, studiarne la forma e magari anche il progetto, seguendo anche gli articoli che indubbiamente la stampa locale dedica di tanto in tanto all’argomento.

Ma se non vive in queste metropoli, come può fare? Certo può viaggiare, ma c’è un modo più economico per conoscere le ultime evoluzioni stilistiche e i progetti più interessanti provenienti da tutto il mondo: quello di comprare qualche rivista specializzata.

Per tutti i gusti

Il fatto è che per quanto riguarda l’architettura e l’arredamento le riviste sono decine se non centinaia, pensate ognuna per un pubblico diverso. Ci sono quelle per i semplici appassionati e quelle per i professionisti, quelle destinate alle casalinghe vogliono rinnovare il soggiorno e quelle pensate addirittura per i geometri e così via.

L’offerta insomma è molto ampia ed è a volte difficile orientarsi. Per questo motivo cerchiamo oggi di presentare cinque tra le migliori riviste di architettura e design, scegliendole all’interno del novero di quelle che più hanno avuto un peso nello sviluppo del settore in Italia e nel mondo.

 

Domus

La rivista bilingue fondata da Gio Ponti

Domus, la decana delle riviste di architettura italianeIl 1928 è stato un anno decisivo per la storia dell’editoria italiana legata all’architettura; nelle edicole e nelle biblioteche del tempo, infatti, cominciarono ad uscire in quell’anno due riviste destinate a lasciare indubbiamente un segno sulla nostra cultura, Domus e Casabella, che per un certo periodo, a causa di varie vicissitudini editoriali, vennero anche entrambe pubblicate dallo stesso editore, l’Editoriale Domus.

Domus nacque dall’incontro tra Gio Ponti e Giovanni Semeria: il primo era uno dei più grandi architetti e designer italiani dell’epoca, progettista del Pirellone, autore del rilancio della Richard Ginori e tra i sostenitori dell’istituzione del premio Compasso d’oro; il secondo, più anziano di venticinque anni, era invece un sacerdote barnabita spesso accusato, dalle alte sfere ecclesiastiche, di modernismo e di essere troppo aperto alla cultura del tempo, da Darwin a Fogazzaro.


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Questo strano connubio diede vita a una rivista che aveva inizialmente scopi divulgativi (conteneva anche sezioni per il pubblico femminile sul giardinaggio e la cucina) ma che col tempo cominciò ad occuparsi anche di disegno industriale, urbanistica, grafica, arti applicate, comunicazione digitale e così via.

Rilevato, dopo il primo anno di uscite, dall’editore Gianni Mazzocchi che da lì avrebbe costituito un piccolo impero editoriale – oggi l’Editoriale Domus pubblica anche Quattroruote, Meridiani ed altre riviste –, il giornale è stato diretto, nel corso della sua storia, anche da Massimo Bontempelli, Giuseppe Pagano e per moltissimi anni proprio da Ponti, che finché è stato in vita ne è sempre stato il nume tutelare.

In tutto il mondo

Oggi è diretto da Nicola Di Battista e ha una diffusione internazionale, visto che ne esistono le versioni cinese, israeliana, indiana, messicana e tedesca, oltre al fatto che già dalla fine degli anni ’70 la rivista ha assunto una connotazione bilingue, con tutti gli articoli che si trovano tradotti pure in inglese.

Inoltre da qualche tempo è disponibile anche una versione per tablet che ha ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, contraddistinta com’è da una particolare attenzione sia ai contenuti, sia alla forma in cui i contenuti sono presentati; non a caso, la rivista ha potuto vantare nel corso dei decenni progetti grafici improntati da alcuni dei più grandi designer italiani e stranieri, tra i quali merita una citazione Ettore Sottsass, al quale abbiamo recentemente dedicato più di qualche riga.

 

Casabella

Al centro del dibattito internazionale

Casabella, storica rivista di architettura e designFondata nel 1928 è, come detto, anche Casabella, l’altra “grande vecchia” del panorama delle riviste di architettura. Se però Domus era nata fin da subito con nomi prestigiosi e una linea editoriale ben chiara, diverso fu il destino, inizialmente, di questo secondo giornale, che cambiò più volte testata e nei primi anni di vita vivacchiò, senza riuscire a lasciare più di tanto il segno.

Fu infatti solo con il passaggio all’Editoriale Domus, che la acquistò nel 1933, che la rivista decollò. Artefice di tutto fu il direttore Giuseppe Pagano Pogatschnig, architetto razionalista, autore dell’Istituto di Fisica de La Sapienza a Roma e della sede della Bocconi a Milano. Dopo molti anni da fascista, già nel 1942 si dimise da tutti gli incarichi nel partito e si mise in contatto col movimento clandestino, pagando poi questa sua scelta con la tortura e l’internamento a Mauthausen, dove sarebbe morto nel 1945.

Le scelte di Pagano Pogatschnig

Ma il cambio di ideali di Pagano fu ben evidente anche negli editoriali che scrisse per Casabella già nel 1941, quando si scagliò contro lo stile eccessivamente monumentale dell’«architetto di regime», Marcello Piacentini.

Dopo la guerra la rivista rinacque a partire dal 1953 grazie a Ernesto Nathan Rogers, cambiando però più volte editore negli anni Sessanta fino ad arrivare, nel 1977, al Gruppo Editoriale Electa e poi, nel 1982, alla Mondadori, che pubblica ancora oggi la rivista; a dirigerla, da ormai quasi vent’anni, è lo storico dell’architettura Francesco Dal Co.


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Oggi la rivista è un punto di riferimento importante nel dibattito sulle nuove tendenze dell’architettura, presentando anch’essa una traduzione in inglese degli articoli e ospitando recensioni e analisi dei più importanti artisti internazionali (e non a caso gode di buona fama anche all’estero); inoltre un discreto spazio è riservato anche all’urbanistica, al design e alla formazione, con una serie di incontri promossi dal giornale che si svolgono periodicamente in tutta Italia.

 

Interni

Arredamento e design nella rivista che compie 60 anni

Una recente copertina di Interni MagazineEdita sempre da Mondadori è anche Interni Magazine, storica rivista di arredamento fondata nel 1954, nel pieno di quel boom economico che portava le famiglie italiane ad interessarsi per la prima volta su larga scala appunto dei modi per abbellire ed ammodernare l’interno del proprio domicilio.

Diretto dal 1994 da Gilda Bojardi – nome prestigioso del giornalismo d’architettura e ideatrice tra l’altro di quel FuoriSalone che è uno dei fiori all’occhiello organizzativi della rivista, oltre che della città di Milano –, il giornale si occupa di tutto quanto può rientrare nell’arredamento, con un occhio di riguardo verso le novità e le sperimentazioni del design italiano ed internazionale.

Le uscite collaterali

Oltre al mensile principale, presenta poi una serie di importanti uscite collaterali, come Interni/Panorama, trimestrale che esce allegato all’omonimo settimanale della Mondadori, le sue annuali guide agli eventi e alle città del design (soprattutto la storica Guida FuoriSalone, a cui si sono affiancate negli ultimi anni anche le guide al design di Parigi, New York e Mosca) e infine la Interni International KingSize, sorta di catalogo della settimana del design milanese.

Immersa in questi mesi nel pieno delle celebrazioni per i sessant’anni di pubblicazioni, la rivista vanta come art director Christoph Radl, austriaco di nascita e italiano d’adozione, designer che, dopo un’iniziale esperienza al fianco ancora una volta di Ettore Sottsass, è diventata una delle più apprezzate firme del settore grazie a importanti lavori sia nell’abito della moda che del design.

Ogni articolo viene redatto, come anche nelle due riviste che abbiamo già presentato, in italiano e in inglese e ogni numero, oltre alle news dal mondo dell’architettura e del design, è corredato da presentazioni sui più grandi progetti realizzati in giro per il mondo, approfondimenti su innovazioni, eventi e fiere, retrospettive sull’opera di grandi designer.

 

Abitare

La testata della Rizzoli pronta, a settembre, al rilancio

Una recente copertina di AbitareSempre bilingue è pure Abitare, ennesima rivista figlia degli anni del boom economico che fu fondata (e diretta per molti anni) da Piera Peroni nel 1961, rivista che tra l’altro negli ultimi mesi è stata al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori anche per una presunta possibile chiusura, annunciata già a gennaio dalle sigle sindacali dopo un incontro con il management della Rizzoli, che pubblica il giornale.

La crisi economica infatti ha portato negli ultimi mesi alla chiusura o alla messa in discussione anche di parecchie testate storiche del gruppo (Il Mondo, L’Europeo, Max, anche la Bravacasa che, sebbene più divulgativa, avrebbe potuto rientrare anche in questa nostra cinquina) e anche Abitare sembrava dovesse cadere vittima dei tagli.

La rinascita

Successive notizie – e in parte anche le proteste del mondo intellettuale – hanno portato a una diversa soluzione. Abitare ripartirà a settembre “dalle origini”, in una versione cartacea ma fortemente coordinata con il web diretta da Silvia Botti, già caporedattore di Casamica e consulente di quello Stefano Boeri che è stato direttore di Domus e proprio anche di Abitare, prima di diventare assessore alla cultura del Comune di Milano.

La nuova veste del giornale, in realtà, è necessaria a un rilancio non tanto dei contenuti, che erano indubbiamente di qualità anche prima, quanto piuttosto ad aprirsi ancora maggiormente a un mercato internazionale e ad attirare nuovi investitori, sia tramite le inserzioni pubblicitarie che con varie forme di crowdfunding.

In ogni caso la rivista, che si occupa ovviamente sia di architettura che di design, ha ancora una buonissima diffusione e una storia importante alle spalle, dovuta in buona parte alle lunghe e intelligenti direzioni della già citata Piera Peroni e di Italo Lupi.

 

AD – Architectural Digest

A scoprire le dimore dei VIP di tutto il mondo

La versione italiana di ADLa più giovane delle riviste che abbiamo scelto per la nostra cinquina è AD, acronimo che sta per Architectural Digest, giornale nato negli Stati Uniti nel 1920 ma importato con successo in Italia nel 1981.

Di stampo più divulgativo rispetto a tutte quelle presentate finora, la rivista ha una diffusione molto importante ed è edita da Condé Nast, il colosso editoriale di Manhattan che negli Stati Uniti pubblica riviste patinate come Condé Nast Traveler, Epicurious, GQ, il New Yorker, Vogue, Vanity Fair e Wired, mentre nel nostro paese dà alle stampe, oltre alle versioni in italiano delle riviste già citate, anche Glamour, Sposabella ed altre testate.

Un target medio-alto

Diretta dall’architetto e designer Ettore Mocchetti (già direttore artistico di varie riviste per Mondadori e Rizzoli e da poco scelto anche per dirigere La cucina italiana, appena acquisita da Condé Nast), la rivista esce con numerosi allegati nel corso dei vari mesi – AD Ristrutturare, AD Orologi, AD Yachts, AD Belle Cucine e AD Sale da bagno – che rendono anche evidente che il target della rivista è quello delle classi medio-alte.

Più in generale, all’interno grande spazio è lasciato all’esplorazione delle case di vari VIP italiani ma anche pescati in giro per il mondo, VIP che aprono le porte delle loro dimore ai fotografi della rivista per mostrare le loro scelte a livello di architettura e soprattutto di interior design.

Inoltre si dà notizia delle più recenti tendenze dell’architettura e dell’arredamento, si seguono i principali eventi del settore e si presentano interessanti prodotti e case. Molte aspettative sono inoltre riposte nella versione per tablet della rivista, i cui dati di vendita sembrano essere particolarmente incoraggianti.

 

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