Come probabilmente già sapete, ogni anno La Repubblica e il Censis elaborano una classifica delle migliori università italiane. Una classifica che tiene conto di alcuni parametri che di sicuro non sono completi e forse non bastano a valutare l’efficienza di un ateneo, ma che comunque aiutano a farsi un’idea della qualità dell’offerta formativa dei vari dipartimenti.

In passato, non a caso, abbiamo utilizzato questa classifica per presentarvi le eccellenze italiane nel campo della medicina e dell’architettura. Ci siamo invece rifatti a graduatorie più complesse per aprirci al mondo e, ad esempio, parlarvi delle migliori Facoltà di Agraria a livello europeo.


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La lista delle discipline, però, è ancora lunga e interessante da esplorare. Oggi vorremmo perciò proporvi un piccolo viaggio all’interno di quelle che una volta si chiamavano Facoltà di Economia. Appoggiandoci sempre a quella classifica, ma poi aprendoci alla storia e alle caratteristiche di ogni ateneo, vogliamo infatti raccontarvi qualcosa di quelle che sono considerate le cinque migliori università per studiare economia. Seguiteci.

 

Università di Trento

Un Festival dell’Economia e il primo posto tra gli atenei

La sede del Dipartimento di Economia a Trento, considerato il migliore d'ItaliaIn testa alla classifica del Censis, anche se per la verità solo di un’incollatura sulle due più immediate inseguitrici, troviamo l’Università di Trento, l’ateneo di una città che all’economia è particolarmente legata. Nel capoluogo trentino, infatti, si svolge ogni anno dal 2006 l’importante Festival dell’Economia, organizzato dalle amministrazioni locali proprio in collaborazione con l’Università, Il Sole 24 Ore e la casa editrice Laterza.

Per quanto riguarda il Dipartimento di Economia e Management il punteggio assegnato dal Censis – che in realtà riguarda tutta l’area economico-statistica – è di 107 punti esatti. Un punteggio che ben si sposa con tutta una serie di altri rilievi condotti anche a livello internazionale e ministeriale. Sia nel 2009 il MIUR che nel 2013 l’ANVUR (l’Agenzia Nazionale di valutazione dell’università) hanno posizionato l’ateneo trentino al primo posto tra i più virtuosi d’Italia, sia in generale che in riferimento alle università di medie dimensioni. Questo testimonia la bontà del lavoro che lì viene svolto. E tra tutti gli ambiti, quello economico è da sempre uno di quelli con la miglior tradizione.

Tutti i corsi di laurea, anche in inglese

Il Dipartimento trentino, che nasce dalla Facoltà fondata più di trent’anni fa, offre tre corsi di laurea di primo livello: Amministrazione aziendale e diritto (con anche un percorso per commercialisti), Economia e management, Gestione aziendale (con anche un percorso per studenti part-time). Otto sono invece i corsi di laurea magistrale.

Quelli in italiano sono Economia e legislazione d’impresa, Finanza e Management e consulenza aziendale. Quelli in inglese, invece, Master in International Management, European Master in Business Studies, Master in Innovation Management, Master in Economics e European and International Studies.

Posizionato in via Inama, in pieno centro cittadino, tra l’Adige e il Duomo, il Dipartimento ha conseguito ottime valutazioni soprattutto per quanto riguarda l’inserimento lavorativo dei suoi studenti e l’apertura internazionale. Un risultato ottenuto sia ospitando studenti stranieri, sia mandando con grande frequenza, tramite l’Erasmus, i propri allievi a studiare all’estero.

 

Università di Modena e Reggio Emilia

La tradizione di Marco Biagi

La sede di Economia a Modena, uno dei migliori atenei per studiare economiaAl secondo posto a pari merito della classifica del Censis si sono posizionate due università non particolarmente distanti, né geograficamente né per punteggio, da quella di Trento. Si tratta degli atenei di Modena e Reggio Emilia da un lato e di Padova dall’altro.

Nonostante vanti una tradizione che affonda le sue radici nel Medioevo, come diretta emanazione dello Studio bolognese, l’Università di Modena e Reggio Emilia per come è strutturata oggi si è venuta a formare solo una quindicina di anni fa. A fine anni ’90, infatti, l’ateneo modenese fu notevolmente potenziato e si venne a fondere con la rinata sede di Reggio. Nonostante la giovane età, però, quest’università ha rapidamente bruciato le tappe, raggiungendo già a fine anni Duemila la vetta delle varie classifiche di settore. Nel 2007 Il Sole 24 Ore l’ha eletta infatti migliore università pubblica d’Italia, confermandosi nelle posizioni di vertice anche nelle analisi degli anni successivi.

L’attentato, la Fondazione e il centro studi

Il Dipartimento di Economia, però, non è legato solo alla storia dell’Università emiliana, ma anche alla figura di Marco Biagi, a cui è stato non a caso intitolato. Come ricorderete, l’economista bolognese insegnò come docente ordinario proprio a Modena per quindici anni, dal 1987 fino al giorno della sua morte. Qui divenne uno degli esperti più importanti in campo nazionale per quanto riguardava il diritto del lavoro e gli studi comparati sul settore.


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Fu ucciso, davanti alla sua abitazione bolognese, nel marzo 2002 da un commando che faceva parte delle Nuove Brigate Rosse. In seguito a quell’evento luttuoso, l’Università, d’accordo con la famiglia di Biagi, ha provveduto all’intitolazione dell’allora Facoltà. Ma col tempo ha anche dato vita a una Fondazione e ad un centro studi specializzato nelle ricerche sul diritto del lavoro.

Gli studi sul mercato del lavoro

La tradizione inaugurata da Biagi è così rimasta viva nell’ateneo, che ancora oggi è ai vertici per gli studi che afferiscono al mercato del lavoro. Fondata nel 1968 e oggi ubicata nel Foro Boario di Modena, la Facoltà era ed è fortemente aperta sia ai rapporti internazionali che al mondo del lavoro. E offre inoltre anche sedi e spazi all’avanguardia: ogni aula, solo per fare un esempio, è dotata di apparecchi che permettono la trasmissione della lezione in streaming.

I corsi di laurea a numero chiuso sono quelli di Economia aziendale, Economia e finanza ed Economia e marketing internazionale. I corsi di laurea magistrale, invece, sono quelli di Analisi, consulenza e gestione finanziaria, Direzione e consulenza d’impresa, Economia e politiche pubbliche, Management internazionale e Relazioni di lavoro. Inoltre da segnalare il corso interfacoltà in Economia e diritto per le imprese e le pubbliche amministrazioni, l’unico che si tiene a Reggio Emilia.

 

Università di Padova

Un’eccellenza a tutti i livelli

La sede di Economia a PadovaDopo due dipartimenti relativamente giovani e cresciuti negli ultimi anni, ci spostiamo ora su atenei storici, che hanno riscosso ottimi risultati non solo nel campo dell’economia, ma anche degli altri di cui ci siamo già occupati. Tutti e tre quelli che vedremo negli ultimi tre punti di questa cinquina, infatti, erano nella top five anche per Medicina.

Partiamo da Padova. Il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali è qui intitolato a Marco Fanno. Si tratta di un economista veneto che insegnò nell’università patavina dal 1920 al 1953, ben prima della nascita della relativa Facoltà. Questa infatti vide la luce solo nel 1993, puntando però fin da subito ai vertici delle classifiche nazionali. Varie indagini condotte negli ultimi anni hanno infatti sottolineato l’eccellenza di tutto l’ateneo patavino ma in particolare dei dipartimenti di Scienze matematiche, fisiche e naturali, di Agraria, di Medicina e appunto di Economia.

I rapporti col Michigan e con la Cina

I corsi di laurea attivati provengono dalle vecchie Facoltà di Economia e di Scienze Politiche. Sono quelli di Economia e management e Economia internazionale per quanto riguarda le lauree triennali. Per le magistrali in italiano bisogna segnalare invece Economia e diritto ed Economia internazionale. Infine ecco Business Administration e Economics and Finance per quanto riguarda le lauree magistrali in lingua inglese.

L’offerta formativa, inoltre, si articola anche con frequenti scambi con l’estero, in particolare con le università gemellate di Dearborn, nel Michigan, e di Guangzhou, in Cina. D’altro canto, l’internazionalizzazione dell’offerta formativa è stata al centro dei programmi di sviluppo degli ultimi anni. Programmi che hanno consentito al Dipartimento di raggiungere 106,5 punti nella classifica del Censis.

Le sedi del Dipartimento sono tre, tutte ubicate a Padova. Nella centrale via del Santo si trovano sia il Palazzo Levi Cases che il Palazzo Ca’ Borin, mentre in via Bassi trova spazio la Torre Portello C3 che vedete anche in foto.

 

Università di Bologna

Tanti corsi e l’impronta statistica

L'entrata di Economia a BolognaCon 105,5 punti, al quarto posto della nostra classifica troviamo la Scuola di Economia, Management e Statistica dell’Università di Bologna. Si tratta di un organo che ha raccolto l’eredità di varie vecchie Facoltà (tra cui quella di Economia) e che manifesta programmaticamente una dimensione internazionale, ormai necessaria per intraprendere seriamente questo tipo di studi. Nell’offerta formativa sono presenti, infatti, non solo i corsi di laurea in lingua straniera, ma anche corsi svolti in collaborazione con atenei esteri e con una forte apertura ai programmi di mobilità internazionale Erasmus e Overseas.

La Scuola è al suo interno articolata in sei dipartimenti: Scienze Economiche, Scienze Aziendali, Scienze Statistiche, Matematica, Scienze Giuridiche, Sociologia e Diritto dell’Economia. Questi dipartimenti offrono una serie piuttosto ampia di corsi di laurea e corsi di laurea magistrale. Quelli che afferiscono all’area economica sono in particolare quelli di Economia aziendale, Economia, mercati e istituzioni e Management e marketing.

Nelle sedi decentrate di Rimini e Forlì

Nelle sedi decentrate poi si segnalano Economia del turismo (a Rimini), Economia dell’impresa (a Rimini), Finanza, assicurazioni e impresa (a Rimini), Economia e commercio (a Forlì). In lingua inglese invece si svolgono i corsi di Business and Economics ed Economics and Finance, entrambi a Bologna.

Per quanto riguarda le lauree magistrali, invece, a Bologna ci sono Direzione aziendale, Economia e diritto, Economia e politica economica, Economia e professione, Finanza, intermediari e mercati e Statistica, economia e impresa. Nelle altre sedi, invece, Amministrazione e gestione d’impresa (a Rimini), Scienze statistiche, finanziarie e attuariali (a Rimini), Economia e commercio (a Forlì), Economia e gestione aziendale (a Forlì) e Management dell’economia sociale (a Forlì). Infine, nell’ambito delle magistrali in lingua inglese si segnalano Economics (a Bologna), Quantitative Finance (a Bologna), Resource Economics and Sustainable Development (a Rimini) e Tourism Economics and Management (a Rimini).


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I corsi – molti e molto variegati – si svolgono nella sede storica di Bologna, ma anche, come evidente da quanto scritto finora, nelle sedi afferenti di Forlì e Rimini. Non c’è però da preoccuparsi. Ogni laurea e laurea magistrale hanno perlopiù lezioni che si svolgono in un’unica città, in modo da favorire i numerosi studenti provenienti da altre regioni, che così possono effettuare tutto il percorso di studi in un’unica sede. Degna di nota, infine, la buona presenza di corsi in lingua inglese già al primo livello e la forte connessione con la dimensione statistica, da sempre uno dei fiori all’occhiello dell’Università di Bologna.

 

Università di Pavia

Nella cornice altomedievale del Monastero di San Felice

Il Monastero di San Felice a PaviaConcludiamo, dopo le università emiliane e del nord-est, con quella di Pavia, che chiude un ideale (e irregolare) pentagono che abbraccia una zona d’oro per lo studio dell’economia in Italia. Un pentagono che da Bologna risale lungo la via Emilia, sfocia a Pavia, da qui sale sulle montagne del Trentino e poi ridiscende in pianura, a Padova. Un pentagono da cui, d’altra parte, sono usciti negli ultimi cinquant’anni alcuni dei più importanti economisti italiani.

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali di Pavia, forte dei suoi 100 punti netti nella classifica del Censis, rinforza questo legame storico tra Università e territorio. Un legame rinsaldato anche nella sua sede istituzionale, ubicata all’interno del Monastero di San Felice, una struttura che la leggenda vuole attribuire all’ultimo re longobardo, Desiderio, e quindi all’VIII secolo d.C. Non per nulla, nella sala di lettura che è stata ricavata dall’antica chiesa del monastero sono state rinvenute, meno di vent’anni fa, alcune tombe altomedievali finemente decorate.

I corsi di laurea e i semestri comuni

I corsi di laurea triennale attivi sono tre, cioè quelli di Amministrazione, controllo e finanza aziendale, Economia e Management. Quattro, invece, i corsi di laurea magistrale, ovvero Economics, Finance and International Integration (in lingua inglese), Economia e gestione delle imprese, Economia e legislazione d’impresa e International Business and Economics (ancora in inglese).

In ogni caso il Dipartimento ha spinto molto sull’interdisciplinarietà e la generalità, tanto è vero che i primi tre semestri di ingesso sono costituiti da insegnamenti comuni. In questo modo si spera di fornire una base di partenza solida e anche aiutare gli studenti a valutare meglio le proprie propensioni e interessi.

Per quanto riguarda le lauree di secondo livello, infine, si è investito parecchio anche sull’enfatizzare la dimensione internazionale dell’università pavese. Un risultato ottenuto sia dando il via a corsi in lingua inglese – come avviene in tutte le università di questa nostra cinquina – ma anche stringendo convenzioni con atenei francesi, spagnoli, tedeschi, svizzeri e finlandesi (mentre sono in fase di definizione nuovi accordi con università greche e russe). Questo fa sì che un corso che viene iniziato in Italia possa essere concluso anche all’estero.

 

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