Cinque tra le migliori università per studiare fisioterapia

I migliori corsi di laurea per diventare fisioterapista

In questi tempi di crisi e di disoccupazione giovanile, la scelta del corso di laurea a cui iscriversi dopo il liceo diventa particolarmente importante: investire tempo e denaro in un titolo di studio che non offre sbocchi lavorativi, infatti, può essere un errore che alla lunga si può pagar caro.

Per questo, alcune lauree che sembrano garantire un più facile accesso al mondo del lavoro diventano un obiettivo su cui si concentrano moltissimi studenti, e l’unico modo per farle rimanere delle lauree efficaci, e cioè capaci di sfornare un numero di laureati proporzionato ai posti effettivamente disponibili, è quello di chiuderne l’accesso, tramite test tanto vituperati quanto oramai inevitabili.


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Così è anche per fisioterapia, uno dei corsi più gettonati degli ultimi anni. Quali sono le università in cui è meglio cercare di entrare per ottenere questa laurea? Usando, come abbiamo fatto altre volte, i dati del Censis e di Repubblica, cerchiamo di darvi la risposta e qualche informazione utile.

 

Università di Verona

Il top in Italia secondo il Censis

L'Università di Verona si piazza in testa alla classifica per il corso di fisioterapia (foto di Lo Scaligero via Wikimedia Commons)
L’Università di Verona si piazza in testa alla classifica per il corso di fisioterapia (foto di Lo Scaligero via Wikimedia Commons)

L’Università italiana che consegue il miglior punteggio per quanto riguarda le lauree triennali nel settore medico-sanitario è, secondo il Censis, quella di Verona, che vanta un ottimo punteggio nella progressione di carriera (cioè nell’analisi del futuro lavorativo che incontrano i laureati dell’ateneo), secondo solo a quello di Milano Bicocca, e un punteggio più che discreto nei rapporti internazionali; il punteggio medio è così di 99,5 punti, particolarmente alto.

Il corso è a numero programmato e prevede un test d’ammissione (il prossimo si svolgerà il 4 settembre 2015) comune a tutti i corsi dell’area delle professioni sanitarie, test che vaglierà i candidati nei campi della biologia, della chimica, della fisica e della matematica, prevedendo anche l’assegnazione di determinati obblighi formativi a quegli studenti che saranno ammessi al corso ma avranno riportato dei punteggi particolarmente bassi in alcune delle materie suddette. Inoltre alcune domande potrebbero vertere su quesiti di logica o di attualità, volti a saggiare la cultura generale dello studente.

Anche a Vicenza e Rovereto

Il corso ovviamente dura tre anni e abilita alla professione sanitaria di fisioterapista. Gli insegnamenti prevedono al primo anno materie come Anatomia umana, Inglese scientifico, Metodologia della riabilitazione, Fisiologia; al secondo Neurologia, Patologia, Principi legali e bioetici, Metodologie avanzate della riabilitazione e altri; al terzo Riabilitazione viscerale e Laboratori professionali.

Oltre alla sede di Verona, lo stesso corso è attivo anche nelle succursali di Vicenza e Rovereto. Se poi si vuole proseguire gli studi con una laurea magistrale, a Verona è presente anche il corso in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie.

 

Università di Milano Bicocca

Tirocinio e alti standard, ma senza corso magistrale

L'università di Milano Bicocca
L’università di Milano Bicocca

Subito dietro a Verona, staccata di un nonnulla, si piazza l’Università di Milano Bicocca, migliore per la progressione di carriera dei suoi laureati ma un po’ indietro invece per la dimensione internazionale rispetto all’ateneo scaligero; il punteggio medio è comunque molto alto, attestato sui 95,5 punti.

Anche qui la struttura del corso è più o meno quella standard e il numero è programmato; il bando con tutta la normativa precisa che per quest’anno la prova d’ammissione si terrà il 4 settembre e permetterà l’ammissione al corso triennale che abilita all’esercizio della professione di fisioterapista. La struttura del test ricalca quella, ovviamente, delle altre università, con domande di biologia, chimica, fisica, matematica e cultura generale. Il corso poi viene effettivamente svolto in due diverse sedi decentrate: a Bergamo e a Carate Brianza, in provincia di Monza e Brianza.

Gli insegnamenti principali

Gli insegnamenti prevedono al primo anno Metodologia della riabilitazione, Basi del movimento, Cinesiologia, Tecniche ispettive e osservazionali, oltre a un consistente numero di ore di tirocinio; nel secondo anno si passa a Neuropsichiatria, neurofisiologia e sviluppo, Clinica cardio-polmonare, Clinica dell’apparato osteoarticolare, Tecniche neuroriabilitative e ancora tirocinio; il terzo anno, infine, si passa a Tecniche specialistiche, Medicina riabilitativa e soprattutto un ancor più impegnativo tirocinio. Manca invece, a Milano Bicocca, una magistrale nello stesso ramo con cui specializzarsi una volta ottenuta la laurea di primo livello.

 

Università di Modena e Reggio Emilia

Corso giovane ma già al top

L'Università di Modena e Reggio Emilia
L’Università di Modena e Reggio Emilia

Al terzo posto in classifica, con 94,5 punti, si piazza il corso di laurea organizzato dall’Università di Modena e di Reggio Emilia, particolarmente forte nei rapporti internazionali e un po’ più debole invece nelle opportunità professionali dei suoi laureati.

Il corso viene svolto effettivamente a Reggio Emilia presso il Campus Universitario San Lazzaro ed è a numero programmato, con ogni anno circa una trentina di studenti che vengono ammessi alla frequenza. In generale si tratta di un corso piuttosto giovane, visto che è stato varato – a seguito della riforma – per la prima volta nel 2011, ma i risultati hanno già cominciato ad arrivare, come dimostra l’ottimo piazzamento nella classifica del Censis. La data del test di ammissione è fissata, come in tutta Italia, per il 4 settembre, e le domande vertono sugli stessi argomenti già segnalati altrove.

Al Campus San Lazzaro

Anche qui manca un corso di laurea magistrale con cui potersi specializzare dopo i tre anni, ma già il corso di laurea offre insegnamenti interessanti come Metodologia generale della riabilitazione e cinesiologia, Scienze psico-pedagogiche, Fisiologia, Anatomia e tirocinio al primo anno, Malattie dell’apparato locomotorio, Riabilitazione e fisioterapia in neurologia, Basi di patologia e farmacologia, Medicine specialistiche e fisioterapia e Neuroscienze al secondo anno e infine Fisioterapia specialistica, Management in area sanitaria, Metodologia della riabilitazione in età evolutiva e molto tirocinio all’ultimo anno.

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Università di Perugia

Nella sede di Foligno

L'Università di Perugia (foto di Francesco Gasparetti via Flickr)
L’Università di Perugia (foto di Francesco Gasparetti via Flickr)

Al quarto posto, giusto un’incollatura dietro a Reggio Emilia, si piazzano a pari merito due diverse università del centro-nord, appaiate per motivi diversi a quota 94 punti esatti. La prima delle due è quella di Perugia, che ottiene un punteggio buono sia nella progressione di carriera dei suoi laureati, sia nei rapporti internazionali del corso di laurea.

Il corso di fisioterapia qui è in realtà ospitato nella sede decentrata di Foligno (anche se la segreteria e gli altri elementi amministrativi si trovano a Perugia) ed è ovviamente a numero chiuso, con esame d’ammissione che si svolgerà il 4 settembre; l’unico altro modo per accedere al corso è quello di ottenere un trasferimento da un altro corso di laurea in fisioterapia, ma sempre a condizione che nella sede di Foligno ci sia effettivamente posto, magari per la rinuncia di uno studente già iscritto. Per l’anno accademico 2015/16 sono previsti 38 posti, 35 dei quali riservati a studenti dell’Unione Europea, 2 a studenti extracomunitari e 1 a uno studente cinese, confermando la vocazione internazionale dell’ateneo perugino.

E si può continuare con le Scienze riabilitative

Il piano di studi prevede al primo anno l’approfondimento delle Basi morfologiche e funzionali (Anatomia umana, Fisiologia umana, Neurofisiologia), delle Basi psicologico-relazionali (Psichiatria, Sociologia generale, Pedagogia generale e sociale) e delle Scienze del movimento (Fisiologia articolare, Cinesiologia del movimento), oltre a un consistente tirocinio; nel secondo anno spazio alla Patologia dell’apparato locomotore e riabilitazione, alle Medicine specialistiche e riabilitazione e ad un tirocinio ancora più impegnativo; nell’ultimo anno, infine, si approfondiscono la Metodologia della riabilitazione speciale e la Riabilitazione in area critica. Se poi si vuole continuare con una laurea magistrale, nella sede di Perugia è attivo il Corso di laurea in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie.

 

Università di Udine

Il migliore per i rapporti internazionali

L'Università di Udine (foto di Sebi1 via Wikimedia Commons)
L’Università di Udine (foto di Sebi1 via Wikimedia Commons)

Concludiamo con l’Università di Udine, che, come detto, si piazza a pari merito con Perugia/Foligno al quarto posto della graduatoria ma per motivi piuttosto diversi: mentre il corso di laurea umbro è infatti abbastanza equilibrato nelle due voci analizzate dal Censis, quello friulano eccelle nei rapporti internazionali (è infatti da questo punto di vista il migliore d’Italia) mentre non brilla eccessivamente nella progressione di carriera dei suoi laureati, attestandosi un po’ al di sotto della media dei migliori.

Il corso, come sempre a numero programmato e ad ammissione tramite concorso che si terrà quest’anno il 4 settembre, ha durata triennale e si svolge a Udine. Come nel caso delle altre università, il test è lo stesso che viene somministrato per tutti i corsi che riguardano le professioni sanitarie (e quindi anche infermieristica, ostetricia, scienze motorie) ed è, nel caso di Udine, preparato da Cineca, responsabile poi anche della correzione; il programma da studiare è però quello stabilito dal ministero e verte su quesiti di livello liceale di chimica, biologia, fisica, matematica e cultura generale (oltre a qualche quesito di logica).

Gli insegnamenti principali dei tre anni di corso

Gli insegnamenti del piano di studi prevedono al primo anno Basi morfologiche del corpo umano (Anatomia umana, Neuroanatomia), Fisiologia, neurofisiologia e patologia generale e Metodologia della riabilitazione 1; nel secondo anno si aumentano le attività di tirocinio, a cui si affiancano Neurologia e neuroriabilitazione, Clinica e riabilitazione dell’apparato locomotore, Pediatria e riabilitazione pediatrica e Metodologia della riabilitazione 2; infine al terzo anno si fa ancora più intenso il tirocinio mentre gli esami vertono perlopiù su Clinica e riabilitazione delle disabilità viscerali, speciali e delle lesioni midollari. Chi punta a completare il proprio percorso di studi con una laurea magistrale, comunque, tenga presente che neppure qui a Udine ve n’è una che afferisce specificatamente all’area della riabilitazione.

 

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