Cinque tra le più strane tradizioni per il matrimonio nel mondo

In Corea (e nelle famiglie coreane in occidente) è d'uso picchiare i piedi dello sposo

Con l’arrivo della primavera si avvicina anche la consueta stagione dei matrimoni, che da aprile a giugno e da settembre ad ottobre tiene compagnia non solo ai futuri sposi, ma anche a chi funge da invitato a queste cerimonie. In certe fasi della vita, anzi, può capitare di essere invitati a due, tre o perfino quattro matrimoni nella stessa annata, trovandosi quindi quasi tutti i weekend a partecipare a interminabili pranzi o cene e a riti che, alla lunga, possono stufare.

Se cercate quindi qualche idea per portare un po’ di brio nel vostro matrimonio o in quello dei vostri amici, vi proponiamo oggi le più curiose tradizioni matrimoniali che si praticano in giro per il mondo: alcune, a dir la verità, sono un po’ crudeli, altre più goliardiche.

In ogni caso si tratta di usi che, speriamo, susciteranno la vostra curiosità e dei quali, nei limiti del possibile, cercheremo di spiegarvi l’origine e la motivazione.

   

 

1. Ingrassare invece di dimagrire

Gli obblighi della sposa in Mauritania

Siamo soliti scagliarci, giustamente, contro la moda e le tradizioni occidentali che impongono alle spose (e purtroppo non solo a loro) di dimagrire e di tenere nevroticamente sotto controllo il loro peso, come se la bellezza fosse solo una questione di girovita.

Eppure, non troppo lontana da noi c’è una cultura che al contrario obbliga le future spose ad ingrassare: in Mauritania, infatti, perché lo status sociale di un uomo si possa elevare, egli ha bisogno di una moglie grassa e per questo le ragazze in età da marito vengono allenate ad aumentare di peso.

Ingrassare in vista del matrimonio
Nel paese, che si trova nella parte nord-occidentale dell’Africa, appena sotto al Marocco e all’Algeria, è rimasta intatta la mentalità che un tempo era propria anche della stessa Europa, secondo cui una donna in carne, con letteralmente i rotoli di grasso, è segno di benessere economico.

Il problema qui, però, è che l’ingrassare non è una libera scelta delle ragazze: da quando hanno 5 anni fino a quando ne hanno 15, infatti, esse vengono mandate in appositi campi secondo una tradizione che è chiamata leblouh: qui vengono forzatamente fatte ingrassare perché questo aumenterà le loro possibilità di trovare marito.

Questa tradizione, che risale all’XI secolo, ha trovato nuovo vigore a partire dal 2008, quando una giunta militare ha preso il potere nel paese con un colpo di Stato.

 

2. Frustare i piedi dello sposo

Spostiamoci su un rito meno drammatico, anche se non del tutto esente da violenza. Nella Corea del Sud, in una tradizione che viene chiamata balaka, gli sposi non possono infatti lasciare il banchetto di nozze prima che gli amici dello sposo – e a volte anche le amiche della sposa – non si scatenino sui poveri piedi del novello marito.

La tradizione prevede infatti che lo sposo si tolga scarpe e calzini, che le sue caviglie vengano legate tra loro con una corda e che poi tutti gli invitati disponibili si mettano a picchiargli i piedi.

In Corea (e nelle famiglie coreane in occidente) è d'uso picchiare i piedi dello sposo
Il significato di questa tradizione, che viene praticata in maniera più scherzosa che violenta (un po’ come il nostro taglio della cravatta), sembra da ricercare in una sorta di invito rivolto al marito affinché tenga fede ai propri doveri nella prima notte di nozze.

Il fatto più curioso, però, è che la tradizione imporrebbe che le frustate venissero impartite addirittura con del pesce; a questo scopo sono ammesse varie tipologie ittiche, ma il pesce preferito sembra essere la corvina.

La violenza (e la puzza) coreana

Inoltre, durante il rito, allo sposo possono anche essere rivolte domande a quiz, in modo che la frustata arrivi in seguito ad un suo errore; l’idea, infatti, è che il pesce possa trasmettere al novello marito intelligenza e forza, che gli saranno utili nel matrimonio.

Di sicuro, tra piedi (che, dopo l’interminabile cerimonia, non saranno certo immacolati) e pesci morti, durante i banchetti di nozze coreani non deve aleggiare un buon odore.

 

3. Impedire agli sposi di andare in bagno

La crudele tradizione del Borneo

Abbastanza estrema, ma decisamente curiosa, è anche la terza tradizione della nostra lista, che arriva nientemeno che dalla parte settentrionale dell’isola del Borneo, vicino all’Indonesia.

All’interno della comunità Tidong, infatti, è comune l’uso di impedire agli sposi di andare in bagno per tre giorni e tre notti consecutive – cioè 72 ore filate – dopo il fatidico sì.

Anche agli sposi scappa la pipì
Un divieto che non è solo simbolico: familiari dei due sposi sono infatti tenuti a fare la guardia al bagno di casa e a controllare che i novelli sposi si cibino in maniera molto parca e bevano pochissima acqua, proprio per impedire che cedano alla tentazione di rilasciare le proprie viscere prima dei tre giorni.

Il motivo di una tradizione che a noi – abituati a banchetti interminabili che ci impongono lunghe sessioni in bagno – pare totalmente assurda è la credenza che se una coppia riesce a resistere a una privazione del genere per tre giorni, allora riuscirà ad affrontare qualsiasi problema che la vita le riserverà.

Soffrire subito dopo la cerimonia, insomma, preparerebbe ad affrontare meglio gli anni a venire. Non riuscire a trattenere le proprie viscere e finire in bagno è pertanto considerato un cattivo auspicio, il segno che la coppia potrebbe non durare o non riuscire ad avere figli.

   

 

4. Annerire la sposa

Affari sporchi dalla Scozia

Finora sembra che per trovare tradizioni matrimoniali curiose ci si debba spostare ben lontano da noi, scendendo in Africa o andando verso Oriente. In realtà, anche la cara e vecchia Europa ha le sue stranezze e infatti abbiamo riservato proprio al nostro continente le ultime due posizioni della nostra classifica.

Partiamo dalla Scozia, dove la tradizione vuole che la futura sposa, in una sorta di assurdo addio al nubilato, venga letteralmente annerita dalle amiche e dagli amici.

I terribili riti scozzesi nei confronti dei fidanzati
In pratica, senza che se lo aspetti e prendendola di sorpresa in uno qualsiasi dei giorni che precedono la cerimonia, la promessa sposa viene sporcata con sostanze di dubbio gusto come latte cagliato, uova, pesci morti, cibo avariato, catrame e piume, in una versione veramente senza limiti di quella goliardica cerimonia che da noi accompagna, almeno in certe zone, la laurea.

Ma le umiliazioni per la sposa scozzese non finiscono qui: la ragazza, così conciata, viene infatti di solito legata ad un albero e lasciata per qualche tempo esposta al pubblico ludibrio.

Dopodiché i nodi vengono sciolti e la giovane viene portata fuori a bere per tutta la sera. La convinzione è che se una futura sposa riesce a sopportare tutto questo, riuscirà bene a sopportare l’umiliazione più grande, cioè il matrimonio.

 

5. Tenerli svegli tutta la notte

Concludiamo con una tradizione francese che in parte è presente anche alle nostre latitudini, anche se forse la variante nostrana è meno chiassosa.

Spesso in Italia, infatti, gli amici della coppia riescono a farsi dare le chiavi di casa e fare visita all’abitazione dei novelli sposi qualche ora prima della cerimonia, preparando così una serie di scherzi (bicchieri pieni d’acqua su tutto il pavimento, sveglie nascoste in giro per l’appartamento) che non allieteranno la prima notte di nozze degli sposini.

In Francia la tradizione è meno giocata sullo scherzo e più sulla ritualità sociale: è d’uso infatti che parenti e amici degli sposi si radunino davanti alla casa con piatti, padelle e posate e inizino a far rumore, cantando e urlando.

A tutto questo gli sposi devono rispondere con savoir-faire, uscendo a conversare con gli amici e, in certi casi, offrendo anche qualche snack, pena il continuare degli schiamazzi per tutta la notte (e in certi casi anche atti di vandalismo).

Lo Charivari e la sua storia

Questa tradizione, chiamata charivari, ha un’origine piuttosto antica e nelle culture rurali ha continuato ad esistere fino agli albori del XX secolo, anche se in origine non aveva affatto un significato festoso.

Lo spiattellare o il far rumore davanti alla casa di una coppia era infatti un rito a suo modo violento, attraverso cui la comunità esprimeva la propria riprovazione nei confronti del comportamento di membri della comunità stessa.

Lo charivari subito dopo un matrimonio è una delle tradizioni più diffuse anche in Europa
Ad esempio cose del genere accadevano quando un vedovo o una vedova si risposavano troppo presto, o quando veniva scoperta una relazione adulterina, o ancora quando il matrimonio coinvolgeva persone di età molto diverse.

Era, insomma, una sorta di umiliazione pubblica che, se continuata, portava chi la subiva a doversene andare o, nei casi più gravi, addirittura al suicidio.

 

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