Cinque tra i migliori videogiochi di calcio che hanno rivoluzionato il settore

Sensible World of Soccer e gli altri grandi videogiochi di calcio del passato

Come ogni anno, circa un mese fa è partita la tradizionale disfida dei videogiochi di calcio: da un decennio, infatti, le due principali serie di videogame dedicate a questo sport si combattono il mercato a colpi di innovazioni sempre più ardite e di una verosimiglianza sempre più estrema.

Stiamo parlando, ovviamente, di FIFA – prodotto da Electronic Arts e con più di 20 capitoli alle spalle (senza contare le versioni speciali in occasione di Mondiali ed Europei) – e di PES – sviluppato da Konami e anch’esso nato a metà anni ’90 con il nome di ISS.

Ma quali sono stati i giochi più importanti nel settore? Quali hanno segnato e cambiato il modo di giocare a calcio su console e PC? Noi ne abbiamo scelti come al solito cinque; voi dateci i vostri pareri nei commenti.

 

1. Kick Off 2

Partiamo dagli albori, e cioè dal 1990. Qualche gioco calcistico, all’epoca, era già uscito su varie piattaforme, anche se si trattava sempre di qualcosa di molto spartano.

Tra i tanti, val la pena di ricordare il giapponese Kick and Run per Nintendo (noto anche come Mexico 86), l’italiano Italy ’90 Soccer dei fratelli Dardari e Microprose Soccer, che – nota personale – fu un compagno di molti miei pomeriggi.

Nel 1989 qualcosa cambia col lancio di Kick Off, serie sviluppata da Dino Dini, all’epoca ventiquattrenne programmatore inglese figlio di immigrati italiani.

Il nuovo prodotto, sviluppato per varie piattaforme, s’impone subito per il balzo in avanti nel realismo, che diventa ancora più accentuato con l’uscita, nel 1990, del secondo capitolo, che introduce diversi fondi erbosi, la personalizzazione delle maglie e la possibilità di effettuare tiri ad effetto.

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La fortunata serie, però, si interruppe qui. Un litigio tra Dini e l’azienda portò alla rottura, con Dini che passò alla Virgin per sviluppare Goal! (un gioco che è di fatto il vero sequel di Kick Off 2 ma che non ottenne lo stesso successo commerciale) e una riscrittura da zero di Kick Off 3 che invece fu un colossale fiasco.

   

 

2. Sensible World of Soccer

Parlando di Kick Off 2, poche righe fa, abbiamo citato anche Microprose Soccer, videogioco del 1988 sviluppato per Amiga, Amstrad, Atari ST, Commodore 64 e MS-DOS, un videogioco di buon successo all’epoca ma che non diede vita a una serie di episodi.

Questo perché lo sviluppo di quel software era stato affidato alla Sensible Software, che da lì in poi decise di proseguire per conto proprio dando vita a Sensible Soccer, una delle saghe sportive di maggior successo degli anni Novanta e che vanta ancora oggi un discreto numero di aficionados.

Il primo capitolo uscì nel 1992 presentando già un buon numero di novità, ma è col 1994 che la serie si assesta, con l’uscita di Sensible World of Soccer.

I punti forti del gioco erano sicuramente il gameplay ma anche la visuale a volo d’uccello, la possibilità di gestione manageriale della squadra e la modalità carriera, che permetteva di giocare venti stagioni consecutive.

Nel 2007 il New York Times l’ha incluso nella lista dei dieci più importanti videogiochi di tutti i tempi. È esistita per lungo tempo anche una comunità italiana che ha continuato a mantenere vivo il ricordo del gioco, e ovviamente a giocarci, anche se il loro sito ha chiuso da poco i battenti.

   

 

3. Championship Manager 01/02

Championship Manager 01/02 è probabilmente un elemento anomalo in questa lista, perché non è un gioco calcistico tout court, ma piuttosto un manageriale in cui il giocatore interpreta il ruolo del manager (allenatore e direttore sportivo, come nei club inglesi) di una squadra di calcio.

Non si deve, quindi, usare la tastiera per muovere dei piccoli giocatori su un campo verde, ma semplicemente scegliere quali mandare in campo, allenarli, venderli e comprarli, gestire le pretese dei presidenti e della tifoseria, gli umori dello spogliatoio e le varie competizioni nazionali e internazionali.

La serie, sviluppata a partire dal 1992 dai fratelli Paul e Oliver Collyer, arrivò verso la fine degli anni ’90 a sbaragliare la concorrenza e a stabilire soprattutto in Inghilterra degli inattesi record di vendita.

Il capitolo uscito per la stagione 2001/02 è unanimemente considerato uno dei migliori della serie, perché riusciva a trovare un equilibrio tra numero di funzioni disponibili e giocabilità.

Verso Football Manager

Pochi anni dopo, nel 2004, gli sviluppatori di Sports Interactive ruppero con la Eidos – che continua ancora oggi con minor fortuna a pubblicare la serie Championship Manager – e passarono alla SEGA, dove continuano a sviluppare il loro software sotto il nome di Football Manager.

Ad ogni modo, esiste ancora oggi un’ampia comunità di utenti che regolarmente aggiorna il vecchio 01/02 con le rose attuali e con altre modifiche1.

Qui sopra, infine, una chicca: un video che presenta uno dei giocatori più forti del gioco, Tó Madeira, sul quale esiste un vero e proprio caso visto che è probabilmente l’unico del database originale a non esistere nella realtà.

   

 

4. Pro Evolution Soccer 3

Arriviamo all’epoca moderna dei videogiochi calcistici, partita a metà anni ’90, come accennavamo all’inizio, con FIFA da un lato e ISS dall’altro.

In origine, il predominio del mercato, almeno in Italia e in Europa, era decisamente appannaggio della serie della EA Sports, che da anni produceva i suoi giochi per PC e console, li localizzava in italiano con i vari commentatori sportivi e offriva un gameplay per l’epoca di prim’ordine.

Negli anni 2000, però, la Konami – che dominava in Giappone – decise di puntare con maggior vigore al mercato europeo, rilanciando la sua serie sotto l’etichetta PES – Pro Evolution Soccer e riuscendo nei giro di poco tempo a strappare a FIFA in modo netto i favori della critica e del pubblico.

Pro Evolution Soccer 3 fu, probabilmente, il punto d’arrivo e il vertice di questa rincorsa. Presentava per la prima volta alcune licenze ufficiali2, era per la prima volta disponibile anche per Windows e fece parlare di sé anche per la scelta di mettere in copertina non un giocatore, ma l’arbitro Pierluigi Collina, che l’anno prima aveva diretto la finale dei Mondiali.

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La serie, come detto, continua ancora oggi con buon successo, anche se negli ultimi anni FIFA ha recuperato il gap e probabilmente è riuscita di nuovo a superare la qualità del prodotto Konami.

   

 

5. FIFA 10

E arriviamo quindi al videogioco più recente della nostra rassegna, FIFA 10, uscito ormai quattro anni fa e capace di vendere circa 10 milioni di copie nei primi mesi di commercializzazione e addirittura 1,7 milioni nella sola prima settimana di lancio.

Il gioco fu infatti molto apprezzato sostanzialmente per due importanti innovazioni. Da un lato, il miglioramento della fisica di gioco, che ha introdotto un realismo senza precedenti nei movimenti dei giocatori e della palla ma soprattutto negli stop, nei passaggi e nei tiri.

Dall’altro, si sono ridotti notevolmente i tempi di caricamento sia per il gioco in locale che per quello online (anche se in quest’ultimo caso molto era già stato fatto nella versione immediatamente precedente), rendendo il gioco più rapido.

Inoltre, si sono arricchite la parte manageriale e la gestione dello sviluppo e dell’allenamento dei giocatori. Nella versione italiana, testimonial nella copertina del gioco erano Chiellini e Ronaldinho, mentre la telecronaca era affidata come al solito a Fabio Caressa e Beppe Bergomi.

   

Note e approfondimenti

  • 1 Anche questa comunità è raggiungibile, cliccando qui.
  • 2 Anche se solo di sei squadre, tra cui comunque non mancavano Milan, Juve, Roma e Lazio.

 

Segnala altri tra i migliori videogiochi di calcio nei commenti.

1 COMMENTO

  1. voto tutta la vita per championship manager, o football manager come in realtà si chiama ora. secondo classificato fifa, poi pes. nella mia gioventù ricordo anche tante ore a kick-off 2, ma era l’anteguerra

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