Alla scoperta delle tradizionali canzoni inglesi per bambini

 
Un buon modo per imparare le lingue è quello di sfruttare, parallelamente alla grammatica e agli esercizi, le canzoni. Soprattutto quando si è piccoli, infatti, la musica accompagna e favorisce l’acquisizione del lessico, spinge a rafforzare la pronuncia e fissa nella mente alcune espressioni idiomatiche. È per questo, di solito, che alle elementari si fanno imparare ai bambini tante canzoncine. Per la verità non solo nelle lingue straniere, ma perfino in italiano.

Pochi versi, facili da ricordare

Se le canzoni contemporanee possono essere troppo complesse, per fortuna vengono in nostro soccorso quelle tradizionali. Filastrocche, rime e canzoni popolari, infatti, sono in genere formate da pochi versi, facili da memorizzare. E hanno una struttura e una musica molto semplici, elementari, ripetitive.

Di solito queste canzoni si trovano all’interno dei vari libri di testo. Se però non li avete sottomano e volete provare a farli imparare a qualche bambino che vi gira per casa, ve le presentiamo qui di seguito. Con il testo completo in inglese e un po’ della loro storia. Voi leggetele e provatele, e poi votate, qui sopra, la canzone che preferite, quella a cui siete più affezionati.

 

If You’re Happy and You Know It

Se sei felice e tu lo sai…

Se avete mai fatto parte di gruppi d’animazione, conoscete di sicuro la canzone Se sei felice e tu lo sai. Si tratta di una sorta di filastrocca in cui ai bambini viene chiesto, per dimostrare la propria felicità, di battere le mani e di compiere altri gesti. Semplice nella musica, facile da eseguire in coro, dinamica, è infatti una canzone che ben si adatta ai gruppi.

La versione italiana

Il testo, come accennavamo, è molto semplice. Il verso «Se sei felice e tu lo sai batti le mani» viene ad esempio ripetuto tre volte nella prima strofa. Intervallato da un «Se sei felice e tu lo sai e mostrarmelo potrai». Pochi sanno, però, che il brano non è un’invenzione italiana ma deriva da una canzone inglese. Che esprime praticamente lo stesso identico testo e si intitola If You’re Happy and You Know It.

Non è chiaro chi sia stato il primo a scrivere ed eseguire questa canzone. Alcuni studi la fanno risalire ai primi anni del ‘900 e l’autore potrebbe essere Alfred B. Smith. Ma al di là di questo, è stata ripresa in decine di opere e forme diverse. Anche il testo, in inglese, non è cristallizzato in un’unica forma. Esistono infatti decine di versioni, in cui cambia solo una parola o un gesto. Noi vi riportiamo però quella più diffusa.


Leggi anche: Cinque libri, esercizi e regole di grammatica inglese per bambini

If you’re happy and you know it, clap your hands!
If you’re happy and you know it, clap your hands!
If you’re happy and you know it, then you really ought to show it;
if you’re happy and you know it, clap your hands!

If you’re happy and you know it, stomp your feet!
If you’re happy and you know it, stomp your feet!
If you’re happy and you know it, then you really ought to show it;
if you’re happy and you know it, stomp your feet!

If you’re happy and you know it, shout “hooray”!
If you’re happy and you know it, shout “hooray”!
If you’re happy and you know it, then you really ought to show it;
if you’re happy and you know it, shout “hooray”!

If you’re happy and you know it, do all three!
If you’re happy and you know it, do all three!
If you’re happy and you know it, then you really ought to show it;
if you’re happy and you know it, do all three!

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Old MacDonald Had a Farm

Nella vecchia fattoria, in inglese

Forse la più celebre canzone della nostra lista è Old MacDonald Had a Farm, ovvero Nella vecchia fattoria. Un canto la cui origine risale come minimo all’inizio del ‘900, ma che probabilmente affonda le sue radici anche più indietro nel tempo. Molti musicologi e studiosi del folclore americano e britannico hanno infatti cercato di dare una datazione, ma l’operazione si è rivelata piuttosto complessa.

Indietro al ‘700

La versione che conosciamo oggi, e che presentiamo qui di seguito, è infatti frutto di una standardizzazione piuttosto recente. All’inizio del secolo scorso, invece, esistevano diverse varianti di questa canzone. Tutte uguali per la musica, ma tutte differenti per il testo. L’Old MacDonald del titolo (il nostro zio Tobia) era infatti di volta in volta sostituito da un Old Macdougal che viveva in Ohio, o da un Old Missouri. E se si va a scartabellare nei libri britannici, se ne trovano alcune tracce addirittura nel ‘700, ma con fattorie e liriche che richiamavano solo alcuni dei versi del testo attuale.

D’altronde, quando una canzone viene tramandata solo oralmente, è normale che venga modificata e adattata, anche involontariamente. È stato solo l’avvento del grammofono e delle registrazioni, infatti, a uniformarne il testo. D’altra parte, nel corso del ‘900 molti artisti si sono impegnati ad incidere il brano. Tra i tanti bisogna ricordare almeno Frank Sinatra, Elvis Presley ed Ella Fitzgerald. Senza dimenticare varie trasmissioni TV per bambini come Alvin and the Chipmunks, Sesame Street o Barney & Friends.

Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.
And on his farm he had a cow,
E-I-E-I-O.
With a moo-moo here,
and a moo-moo there,
here a moo, there a moo,
everywhere a moo-moo.
Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.

Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.
And on his farm he had a pig,
E-I-E-I-O.
With a oink-oink here,
and a oink-oink there,
here a oink, there a oink,
everywhere a oink-oink.
Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.


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Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.
And on his farm he had a duck,
E-I-E-I-O.
With a quack-quack here,
and a quack-quack there,
here a quack, there a quack,
everywhere a quack-quack.
Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.

Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.
And on his farm he had a horse,
E-I-E-I-O.
With a neigh-neigh here,
and a neigh-neigh there,
here a neigh, there a neigh,
everywhere a neigh-neigh.
Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.

Old MacDonald had a lamb,
E-I-E-I-O.
And on his farm he had a cow,
E-I-E-I-O.
With a baa-baa here,
and a baa-baa there,
here a baa, there a baa,
everywhere a baa-baa.
Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.

Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.
And on his farm he had some chickens,
E-I-E-I-O.
With a cluck-cluck here,
and a cluck-cluck there,
here a cluck, there a cluck,
everywhere a cluck-cluck.
With a baa-baa here,
and a baa-baa there,
here a baa, there a baa,
everywhere a baa-baa.
With a neigh-neigh here,
and a neigh-neigh there,
here a neigh, there a neigh,
everywhere a neigh-neigh.
With a quack-quack here,
and a quack-quack there,
here a quack, there a quack,
everywhere a quack-quack.
With a oink-oink here,
and a oink-oink there,
here a oink, there a oink,
everywhere a oink-oink.
With a moo-moo here,
and a moo-moo there,
here a moo, there a moo,
everywhere a moo-moo.
Old MacDonald had a farm,
E-I-E-I-O.

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Oh My Darling, Clementine

La canzone della corsa all’oro

Le canzoni che abbiamo presentato fino ad ora sono tutte molto semplici, sia nella struttura che nel linguaggio. Oh My Darling, Clementine, invece, contraddice in parte questo assunto. Il testo, infatti, può risultare particolarmente ostico per un bambino, soprattutto se ci si addentra nelle strofe. Se però ci si accontenta di fermarsi al ritornello (magari cantando in italiano tutto il resto), il brano ritorna semplice e godibile.

Che il linguaggio sia un po’ particolare, non deve sorprendere. La canzone ha un’origine infatti che risale al XIX secolo, e da allora il testo è rimasto immutato. Se ne ha notizia, infatti, già nel 1884, con la firma di Percy Montrose. Probabilmente, però, questa versione si appoggiava a una canzone precedente, di circa vent’anni prima. Che a sua volta, a quanto pare, traeva la musica da una melodia cantata dai minatori messicani durante la corsa all’oro del 1849. In questo modo si spiega anche il riferimento al padre di Clementine nel testo, definito un forty-niner.


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Near a cavern, across from a canyon,
excavating for a mine,
lived a miner, forty-niner
and his daughter Clementine.

Oh my darling, oh my darling,
oh my darling, Clementine,
you are lost and gone forever,
dreadful sorry, Clementine.

Light she was and like a fairy,
and her shoes were number nine.
Herring boxes without topses
sandals were for Clementine.

Oh my darling, oh my darling,
oh my darling, Clementine,
you are lost and gone forever,
dreadful sorry, Clementine.

Drove she ducklings to the water
every morning just at nine,
hit her foot against a splinter,
fell into the foaming brine.

Oh my darling, oh my darling,
oh my darling, Clementine,
you are lost and gone forever,
dreadful sorry, Clementine.

Ruby lips above the water,
blowing bubbles soft and fine,
but alas, I was no swimmer,
so I lost my Clementine.

Oh my darling, oh my darling,
oh my darling, Clementine,
you are lost and gone forever,
dreadful sorry, Clementine.

Oh my darling, oh my darling,
oh my darling, Clementine,
you are lost and gone forever,
dreadful sorry, Clementine.

Then the miner, forty-niner,
soon began to peak and pine.
Thought he oughter join his daughter,
now he’s with his Clementine.

Oh my darling, oh my darling,
oh my darling, Clementine,
you are lost and gone forever,
dreadful sorry, Clementine.

In the church yard in the canyon
where the myrtle doth entwine,
there grows roses and other posies
fertilized by Clementine.

Oh my darling, oh my darling,
oh my darling, Clementine,
you are lost and gone forever,
dreadful sorry, Clementine.

How I missed her, how I missed her,
how I missed my Clementine!
Til’ I kissed her little sister,
and forgot my Clementine.

 

London Bridge Is Falling Down

Una filastrocca per innumerevoli giochi

Dopo una canzone piena di parole difficili, torniamo su un canto più facile. Soprattutto da memorizzare, perché ha la struttura della filastrocca. Stiamo parlando di London Bridge Is Falling Down, canzoncina che viene spesso insegnata a scuola. Il testo, che trovate qui di seguito, è in effetti piuttosto lungo, ma basta imparare poche parole per riuscire a ricordarlo tutto.

Una storia che proviene dall’XI secolo

Il canto ha un’origine antichissima. I primi riferimenti scritti risalgono addirittura al 1659. La più antica versione completa, con il testo, è del 1744, ma probabilmente a quel tempo la filastrocca era già molto conosciuta e usata dai bambini in innumerevoli giochi. D’altronde, il ponte di Londra fu bruciato una prima volta nel 1013 da re Edredo d’Inghilterra durante una guerra che vedeva coinvolte anche Norvegia e Danimarca. La “my fair Lady” a cui si riferisce costantemente la filastrocca, d’altra parte, potrebbe essere la regina Eleonora a cui il re Enrico III, nel 1269, garantì la proprietà del ponte.

In realtà, però, il significato della canzone è ampiamente dibattuto e non c’è accordo tra gli studiosi. C’è chi vi vede un riferimento all’incendio di Londra del 1666, mentre la “fair lady” potrebbe essere anche il fiume Lea, affluente del Tamigi. La filastrocca è comunque così popolare che viene usata dai bambini inglesi in vari giochi, in genere come se fosse una conta. Inoltre, è ormai diffusa anche ben al di fuori dell’Inghilterra, sia nei paesi madrelingua che in quelli in cui l’inglese è solo una lingua straniera da studiare a scuola.


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London Bridge is falling down,
falling down, falling down.
London Bridge is falling down,
my fair lady.

Take a key and lock her up,
lock her up, lock her up.
Take a key and lock her up,
my fair lady.

How will we build it up,
build it up, build it up?
How will we build it up,
my fair lady?

Build it up with silver and gold,
silver and gold, silver and gold.
Build it up with silver and gold,
my fair lady.

Gold and silver I have none,
I have none, I have none.
Gold and silver I have none,
my fair lady.

Build it up with needles and pins,
needles and pins, needles and pins.
Build it up with needles and pins,
my fair lady.

Pins and needles bend and break,
bend and break, bend and break.
Pins and needles bend and break,
my fair lady.

Build it up with wood and clay,
wood and clay, wood and clay.
Build it up with wood and clay,
my fair lady.

Wood and clay will wash away,
wash away, wash away.
Wood and clay will wash away,
my fair lady.

Build it up with stone so strong,
stone so strong, stone so strong.
Build it up with stone so strong,
my fair lady.

Stone so strong will last so long,
last so long, last so long.
Stone so strong will last so long,
my fair lady.

 

Happy Birthday to You

La canzone inglese più riconoscibile del mondo

Come saprete, il Guinness dei Primati è un libro originale. Al suo interno si trovano record encomiabili ma anche particolari curiosi o folcloristici. Primati di cui, a volte, non solo non conoscevamo il detentore, ma di cui nemmeno avremmo immaginato l’esistenza. Uno fra questi è quello che assegna la palma di “canzone inglese più riconoscibile del mondo”. Al secondo posto c’è un canto che non rientra in questa nostra lista, perché più adatto alle feste al pub, For He’s a Jolly Good Fellow. Ma in testa c’è Happy Birthday to You.

Una canzone di cui conosciamo l’origine

Sì, esatto: proprio la canzone che si esegue per augurare buon compleanno è la più nota, internazionalmente, in lingua inglese. D’altronde, lei o le sue traduzioni vengono cantate ogni anno da milioni di persone, giovani ed adulte, istruite ed ignoranti. E, per una volta in questa lista, conosciamo anche gli autori e l’anno di nascita di questo canto così popolare.

Happy Birthday to You si ispira, infatti, a Good Morning to All, un brano del 1893. Secondo la tradizione, quest’ultimo fu scritto a Louisville da due sorelle, Patty e Mildred Hill. La prima era la preside di una scuola, la seconda una pianista. Composero il pezzo proprio con l’intento di creare una canzoncina adatta ad essere cantata dai bimbi. In breve però il testo fu cambiato e adattato per celebrare i compleanni, e nel corso dei primi anni del ‘900 si diffuse in tutta America. Fino a venir cantata perfino alle feste presidenziali, come nel celeberrimo caso di Marilyn Monroe nel 1962.

Happy birthday to you
Happy birthday to you
Happy birthday dear [nome]
Happy birthday to you.

 

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