Cinque uomini con cui abbiamo avuto un primo appuntamento (e, speriamo, solo quello)

I leggendari primi appuntamenti di Grey's Anatomy

Quando avevo 15/16 anni, adoravo i primi appuntamenti. Quella magia che si trascinavano dietro sia prima che una volta passati. Era tutto una scoperta, tutto una prima volta, tutto un’attesa. Poi con il passare degli anni, con più casi umani uscivo, più quella magia sfumava. Per carità, non sempre, eh, sennò avrei smesso. Ho avuto anche io la mia buona dose di farfalle nello stomaco… Diciamo però che iniziavo a pensare che tutta quella storia del principe azzurro fosse solamente una grande montatura. D’altro canto c’era da aspettarselo: uno bello, gentile e in calzamaglia, o è gay o è pura fantasia.


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Nella pratica comunque i primi appuntamenti sono un po’ un mix tra la legge dei grandi numeri e la legge di quell’inguaribile ottimista di Murphy. «Se qualcosa può andare male, lo farà»: di conseguenza, più primi appuntamenti avremo, più la probabilità che vadano male tenderà all’infinito. Evvai! Loro l’hanno fatta tanto lunga con ‘ste leggi, ma in realtà poi il tutto era facilmente sintetizzabile con un classicissimo: «Mai ‘na gioia».

Non è che non mi piace nessuno, è che non mi piacciono tutti.

Ma torniamo al punto. Per quanto le donne amino professarsi libere e indipendenti dagli uomini, passiamo tutte prima o poi quel periodo, comunemente detto “di magra”, che sta esattamente tra il “Non ho bisogno degli uomini, sto benissimo così!” e l’astinenza forzata. Quando ci torna un po’ quella voglia di riprovare l’emozione che solo un primo incontro sa darti. E allora iniziamo ad abbassare i nostri standard di selezione e accettiamo qualche invito in più. Eccovi quindi cinque categorie di uomini con le quali abbiamo avuto tutte (o quasi) almeno un appuntamento.

 

Il bello

Che non balla

Il bello: fisico (e cultura) da tronistaSì, sì, proprio lui. Quello “così carino da vedere” che poi però sarebbe meglio non parlasse. Sono quelli baciati da madre natura per quanto riguarda l’aspetto estetico, ma che quando distribuivano cervello e carisma erano in fila davanti all’Apple Store.

Ebbene sì, è capitato a tutte. Lo vedi in un locale, troppo carino, impossibile stia guardando proprio te e invece… I giorni dopo lo stalkerizzi attraverso le foto della serata nel locale, lo trovi, gli mandi la richiesta di amicizia e lui ti scrive. Che emozione! «Ti ho notata ieri sera, se avrei avuto coraggio ti offrivo da bere!» Ah. Ok. Peccato, era così carino. Che spreco!

Se avete la sfortuna di scoprire durante un appuntamento che è solamente carino da vedere, invece, allora o scappate o trovate un modo per farlo tacere… In fondo è carino e poi, dai, un limone non si nega a nessuno. In più avete comprato un rossetto nuovo per l’occasione, quindi, se anche l’appuntamento è andato male, tanto vale approfittare della situazione quantomeno per testarne la resistenza.

 

Lo stalker

«Mollami!»

I messaggi aumentanoL’appuntamento non è neanche andato così male. Il problema è il post. Il bello dei primi appuntamenti, prima dell’attesa, è proprio il dopo. Quando inizia il gioco di tira e molla per chi scriverà per primo… Tu aspetti lui, lui aspetta te, intanto si conosce altra gente, ci si sposa, si fanno figli, arrivano i nipoti. No, dai, scherzo.


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Però un po’ di attesa ci vuole. Un po’ di desiderio. Con lui invece è impossibile. Messaggio della buonanotte, del buongiorno, del buon pomeriggio, della buonasera, intervallati da almeno trenta chiamate e circa un centinaio di «Allora, quand’è che replichiamo?». Mai. Mai. Mai. Le basi, proprio!

 

Il focoso

Un unico obiettivo per la serata

Barney Stinson è il tipico focoso: un obiettivo solo in testaEcco, questo genere ha due sottocategorie: il playboy o il “morto di figa”. Scegliete voi quale sia peggio. Hanno entrambi lo stesso unico obbiettivo per la serata, solo che hanno modi diversi per raggiungerlo.

Il playboy è perfettamente consapevole delle sue capacità: sa che siete uscite con lui e quindi il più del lavoro è fatto, deve solo giocarsela bene. Sarà dolce e carino per tutta la sera, o almeno finché non capirà che “non porterà a casa il risultato”. Allora verrà fuori tutto il suo lato sincero. Perderà interesse nella serata, inizierà a guardarsi intorno, a guardare l’orologio, finché non proporrà di andare.

Per l’altra sottocategoria invece sarà tutto un allungare le mani e tentate l’approccio fisico, finché non saremo noi, sfinite, a proporre di andare. Sono solamente due facce della stessa moneta.

 

Il social

Quello che non sa posare il cellulare

A tavola col cellulare in manoCellulare sempre a portata di mano, difficilmente riuscirete a vedergli il colore degli occhi e già a metà serata se ne uscirà con un «Ti aggiungo. Hai FB/Twitter/Instagram/Vine/Google+?» «Mmmh, no, però se ti può interessare interagire con me sono proprio qui di fronte a te!»

 

Il narcisista

Più depilato di voi

Ceretta come Mel Gibson in What Women WantQuello che si cura più di noi. Magari a prima vista non avevate fatto caso ai dettagli, ma una volta di fronte a lui vi accorgerete delle sopracciglia appena fatte, delle mani curatissime, del petto depilato e chissà che altro. Magari passerete l’appuntamento a scambiarvi i numeri delle estetiste.


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Ad alcune di noi non dispiace questa categoria, almeno fino a che lui non inizia a fare storie perché dopo una settimana pesantissima, di lavoro no-stop, vi siete dimenticate di depilarvi quei tre peli che avete sull’avambraccio. Occhio perché dal primo appuntamento al chiedergli se in borsa ha un assorbente da prestarvi è un attimo.

L'opinione della Charlotte di Sex and the City

 

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