I cinque videogiochi più venduti di tutti i tempi

Il logo di Minecraft, uno dei videogiochi sandbox più venduti di tutti i tempi

Il mercato dei videogiochi è un mercato che sembra non soffrire di cali di tensione: periodicamente, ogni manciata di anni compare un nuovo titolo che da un lato rivoluziona il settore, dall’altro vende milioni e milioni di copie facendo la fortuna della sua casa di produzione.

Ma quali sono i videogiochi più venduti di tutti i tempi? Quali quei cinque che sono finiti nelle case di praticamente ogni gamer? Anche se in certi casi è difficile stabilirlo con certezza, i dati ci sono: vediamo quindi la lista partendo dal primo in classifica e procedendo fino al quinto.

 

Tetris

Dalla Russia con amore

La classifica che illustriamo oggi è una classifica che coinvolge le vendite, il consumismo, il vile denaro e i metodi per accumulare ricchezza, ma è paradossale che in testa a questa graduatoria ci sia un gioco prima di tutto sviluppato in uno stato che aveva tentato di abolire proprio la proprietà privata e il capitalismo e, in secondo luogo, che per molti anni non ha fruttato nulla al proprio creatore.

Il celeberrimo Tetris, infatti, fu realizzato nel 1984 da Aleksej Pazitnov, un ricercatore allora ventottenne dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica, che non lo brevettò, rendendolo di fatto disponibile gratuitamente per chiunque volesse pubblicarlo almeno per i primi dieci anni (a partire dal 1996 Pazitnov ha invece cominciato a ricevere delle royalties).

Il gioco è arcinoto e consiste nel riuscire ad incastrare tra loro determinati pezzi – quelli originali erano sette e generalmente indicati con le lettere dell’alfabeto a cui assomigliavano: I, J, L, O, S, T, Z – e ha cominciato ad avere successo in Occidente dalla fine degli anni Ottanta, quando ne fu diffusa la prima versione per PC; da lì in poi è stato un susseguirsi di adattamenti: ne sono usciti per Amiga, Amstrad, Apple II, Game Boy (che ebbe un grande successo e contribuì a rilanciare il gioco in un momento di appannamento), iPod, Os X, Sega Mega Drive, Nintendo, Spectrum e, più recentemente, per praticamente tutti i tipi di telefonini, smartphone e tablet.

Perfino vari matematici si sono interessati al gioco, cercando di analizzarlo con gli strumenti dell’algebra, ma più in generale varie riviste di approfondimento videoludico, quando hanno dovuto stilare le loro classifiche di fine millennio, l’hanno sempre posto in posizioni di vertice per qualità e addictiveness; si calcola che in totale, tra console, computer e dispositivi portatili, Tetris abbia venduto non a caso tra i 150 e i 170 milioni di copie.

 

Wii Sports

Il gioco che ha lanciato la Wii

Decisamente più recente, non solo cronologicamente ma anche nella modernità dell’impianto di gioco, è Wii Sports, il secondo titolo della nostra classifica, le cui vendite sono stimate sopra agli 82 milioni di esemplari venduti. Lanciato nel 2006, il gioco era stato creato per promuovere e mostrare le potenzialità della nuova console della Nintendo, la Wii, con la quale veniva venduto in abbinamento in tutto il mondo (tranne che in Giappone), tanto è vero che fino ad un certo momento le copie vendute del gioco in Occidente corrispondevano esattamente al numero di console acquistate.

Il titolo non era altro che una raccolta di diverse attività sportive – tennis, baseball, bowling, golf e pugilato – in cui ogni giocatore doveva utilizzare il proprio Wiimote (il telecomando wireless che rileva i movimenti dell’utente su tre dimensioni) e occasionalmente il Nunchuck per dare istruzioni al corrispondente Mii, cioè il proprio personaggio virtuale. Mentre era comunque possibile giocare contro il computer, l’idea forte della console era quella di sfidare i propri amici nel salotto di casa e difatti ogni gioco era pensato per essere svolto e per rendere al meglio in modalità multiplayer; alcune attività si potevano quindi praticare in due giocatori, mentre in altre, e in particolare nel tennis, nel bowling e nel golf, il numero dei partecipanti poteva salire fino a quattro.

Certo, la stampa specializzata – pur lodando le innovazioni tecniche della Wii – a suo tempo storse un po’ il naso per la natura fin troppo semplificata dei vari sport e per la grafica grossolana, ma l’obiettivo d’altra parte della Nintendo non era tanto quello di piacere ai giocatori di lunga data, quanto di attirare tutte quelle persone che solitamente non giocavano coi videogame; obiettivo, a guardare i dati di vendita, pienamente raggiunto.

Il gioco ha avuto due seguiti: Wii Sports Resort, pubblicato nel 2009 e contenente varie nuove attività (chanbara, wakeboard, frisbee, tiro con l’arco, basket, ping-pong, motosurf, canottaggio, ciclismo e sport in quota, più la ripresa dei vecchi golf e bowling), e Wii Sports Club, riedizione per la Wii U.

 

Minecraft

Il sandbox promosso grazie a YouTube

Se i primi due titoli del nostro elenco sono ormai successi consolidati, il terzo invece è un gioco in così rapida crescita che non è impossibile pensare che, con l’andare del tempo, possa arrivare ad insidiare anche almeno la seconda posizione, visto che Wii Sports non è più in produzione. Stiamo parlando di Minecraft, il videogioco sandbox che, dopo un’iniziale partenza gratuita, sta rapidamente conquistando ampie fette di mercato, tanto è vero che lo scorso giugno le sue vendite erano stimate già superiori alle 54 milioni di copie.

Creato dallo svedese Markus Persson – e sviluppato negli ultimi anni da Jens Bergensten –, il software si concentra sulla creatività e l’ingegno dei giocatori, spingendoli a creare un mondo immaginario in cui giocare, affrontare sfide e interagire con altri giocatori in modalità multiplayer.

La crescita esponenziale è avvenuta soprattutto tra il 2011 e il 2013, quando il gioco è stato portato anche sugli smartphone e sulle console, tanto è vero che si è stimato che ormai i giocatori su PlayStation 3 e 4 e Xbox 360 e One abbiano superato quelli su PC, che comunque continuano ad usufruire dei continui sviluppi del gioco e a sfruttarne le possibilità di espansione.

Leggi anche: I videogiochi più famosi: guida alle cinque migliori serie

Il segreto del successo di questo titolo è comunque da ricercare sicuramente nella novità e nella estrema libertà lasciata agli utenti, ma anche nel passaparola garantito dai social network: una ricerca dell’Università della Pennsylvania ha infatti evidenziato che circa un terzo dei giocatori di Minecraft ha appreso del gioco tramite video postati dai loro amici, video che hanno cominciato a riscuotere un successo sempre maggiore su YouTube a partire dal 2010; già nel 2012, infatti, i filmati caricati sul popolare sito di Google relativi a Minecraft avevano superato quota 4 milioni.

Recentemente, tutto questo interesse per il legame tra audiovisivi e gioco sembra aver smosso anche la Warner Bros, che a quanto è dato sapere è in trattativa con la Mojang – la software house di Persson – per trarne un lungometraggio.

 

Super Mario Bros.

L’idraulico coi baffi più famoso del mondo

Ritorniamo agli anni ’80 con un altro classico che ha plasmato i gusti e le abitudini di milioni di giocatori e che è stato protagonista probabilmente della serie più lunga e di maggior successo della storia dei videogiochi: Super Mario Bros., lanciato nel 1985 – anche se in Europa arrivò solo due anni più tardi – dalla Nintendo.

Ideato da Shigeru Miyamoto, già creatore di Donkey Kong e futuro sviluppatore di The Legend of Zelda, il gioco era il primo che aveva come protagonista l’idraulico Mario, capace di ottenere un successo tale da diventare nel giro di poco tempo addirittura la mascotte della sua casa di produzione; strutturato come un platform, genere di cui contribuì a delineare le caratteristiche, il gioco vedeva impegnato il baffuto protagonista (e suo fratello Luigi, se si giocava in due) nell’affrontare Bowser per cercare di liberare la principessa Peach, attraversando diversi livelli e scenari.

Le stime parlano di più di 40 milioni di copie vendute solo per Nintendo Entertainment System, ma il successo di quel videogioco si misura anche dando un’occhiata alla lunghissima lista di sequel, remake e giochi derivati: tra i più apprezzati e venduti si segnalano Super Mario Bros 3, Super Mario World, Super Mario 64, Super Mario Galaxy, Super Mario 3D World ma anche gli spin-off Mario Kart (di cui parleremo a brevissimo), Mario Party, Mario Sports, Mario & Yoshi, Mario & Sonic ai Giochi Olimpici e così via.

Il successo però non si è fermato solo ai videogiochi: Mario è diventato protagonista di un film prodotto ad Hollywood con Bob Hoskins, John Leguizamo e Dennis Hopper, un manga, tre serie anime e un infinito merchandising.

 

Mario Kart Wii

Al volante della propria Wii

A quota trentacinque milioni e mezzo di copie vendute si piazza, infine, il quinto videogioco della nostra classifica, Mario Kart Wii, ancora una volta prodotto dalla Nintendo (che fa man bassa con tre titoli nelle prime cinque posizioni, ma se allargassimo la classifica ai primi dieci posti – includendo anche Wii Sports Resort, New Super Mario Bros e Wii Play – la situazione sarebbe analoga con sei titoli tra i primi dieci).

Il gioco, uscito nel 2008, non era la prima incursione del personaggio di Mario all’interno delle corse automobilistiche: l’esordio era avvenuto addirittura nel 1992 con Super Mario Kart, rilasciato per Super Nintendo, seguito poi quattro anni più tardi da Mario Kart 64 (per Nintendo 64) e poi, via via, Mario Kart: Super Circuit per Game Boy Advance, Mario Kart: Double Dash!! per GameCube e Mario Kart DS per Nintendo DS, senza contare i titoli destinati al solo mercato giapponese.

Mario Kart Wii però fu il primo titolo pensato per la nuova ed innovativa console basata sul movimento, e venne venduto spesso in abbinamento con il Wii Wheel, un volante all’interno del quale andava incastonato il WiiMote: in questo modo l’esperienza di gioco, seppur non diversa da quella di altri programmi disponibili anche su PC, riuscì ad affascinare il grande pubblico, che per la prima volta poteva simulare la vera guida a prezzi contenuti e all’interno di un’ambientazione comunque fantasiosa e giocosa.

Uno dei punti di forza del titolo, infatti, era la grande varietà di personaggi tra cui si poteva scegliere di giocare (e si poteva importare pure il proprio Mii), oltre al buon numero di circuiti e percorsi che si potevano intraprendere. Particolarmente riuscita, in questo senso, era anche l’esperienza multigiocatore, soprattutto quella vissuta dal vivo contro altre tre persone reali con cui si gareggiava usando anche mezzi “sporchi” e astuzie che rendevano Mario Kart Wii qualcosa di più di un semplice gioco di automobilismo.

 

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