I colori sono parte della nostra vita: li troviamo costantemente attorno a noi e ce ne facciamo anche inconsapevolmente influenzare. Indossare una maglia di un certo tono, ci dicono gli psicologi, comunica infatti a chi ci sta di fronte il nostro umore, e in parte anche come comunicare con noi. Ma anche nell’arte la scelta della tonalità è fondamentale per parlare al proprio pubblico. E, se di tinte vogliamo parlare, bisogna prima di tutto distinguere tra colori caldi e freddi.

Questa classificazione è infatti fondamentale quando si vuole cercare di capire qualcosa del nostro rapporto coi colori. Nell’articolo che segue cercheremo da una parte di delineare bene i confini che separano i colori caldi da quelli freddi, ma poi anche di spiegarne velocemente le implicazioni. E di suggerire qualche esercizio per gli studenti su questo tema.

 

1. I colori caldi: quali sono

Cominciamo, ovviamente, con la distinzione fondamentale: quali sono i colori caldi e quali quelli freddi? Partiamo dai primi. I colori caldi sono tutti quelli compresi nella gamma cromatica che va dal giallo al rosso. In pratica, la metà di destra della ruota che trovate qui sotto.

La ruota dei colori caldi e freddi
Sono così chiamati perché sono i colori che trasmettono l’idea del calore, perché sono associati alla luce del sole o al fuoco.

Ci sono, ovviamente, anche dei colori per così dire “borderline“, che è difficile classificare come caldi ma anche come freddi: sono ad esempio quei verdi che tendono al giallo o quei rossi che tendono al viola, quelli su cui, nel nostro disegno, passa la linea divisoria.

 

2. I colori freddi: quali sono

E i colori freddi, invece? Ovviamente sono tutti gli altri presenti nel grafico già visto, cioè quelli che variano dal verde al viola, passando per il blu, l’unico colore primario “classico” che appartiene alla categoria. Sono ritenuti freddi perché ricordano vagamente le tonalità del ghiaccio e della notte o semplicemente perché mancano di rosso e giallo.

Dall’elenco sono esclusi, come avrete notato, i colori neutri, quelli né caldi né freddi. Ovvero il bianco, il nero e tutte le tonalità che stanno in mezzo tra l’uno e l’altro (i grigi). Nel cerchio che abbiamo usato anche prima non ci sono, perché costituiscono gli estremi opposti dei colori: contengono tutti o nessuno dei colori dello spettro elettromagnetico.

 

3. I colori e l’umore

La distinzione tra colori caldi e freddi, però, non è semplicemente teorica o fine a se stessa. Ha anche un’utilità molto concreta, che si riscontra in molti lavori, dall’arredamento alla progettazione di siti web1. Negli ultimi decenni si sono infatti moltiplicati gli studi sull’impatto emotivo dei colori e su come possano influenzare l’umore.

In generale, i colori freddi suggeriscono calma, riposo e contemplazione, ma anche, a seconda dei casi, tristezza e malinconia. Quelli caldi invece passione, attivismo, fiducia, oltre che ottimismo. Pensate, per fare un esempio, ai colori dei personaggi di Inside Out e vedrete questo schema applicato in concreto.

La ruota delle emozioni teorizzata dallo psicologo Robert Plutchiks
La ruota delle emozioni teorizzata dallo psicologo Robert Plutchiks

In particolare, il giallo comunica ottimismo e l’arancione fiducia, e sono colori spesso usati ad esempio da siti di e-commerce (un esempio è il logo di Amazon). Il blu invece suggerisce la forza e l’affidabilità, soprattutto se coniugato al bianco che invece esprime equilibrio (la grafica di Facebook vi dice nulla?).

 

4. Qualche consiglio per far lavorare i ragazzi

Fin qui la teoria. Come ogni teoria, però, anche quella che riguarda i colori caldi e freddi ha bisogno di essere messa in pratica perché possa essere compresa fino in fondo. E se vi trovate ad operare con dei ragazzi, magari all’interno di una scuola, avete quindi bisogno di qualche esercizio ad hoc.

Nel paragrafo seguente vi proporremo alcune semplici schede già pronte che possono essere proposte alle varie classi (delle elementari o delle medie, soprattutto). Qui però vi suggeriamo anche alcuni possibili esercizi che non hanno bisogno di materiale scaricato dal web.

Il primo è quello di realizzare a matita un disegno con un personaggio che emerge davanti ad uno sfondo (ad esempio Topolino in mezzo a una strada, o un gatto sul cornicione di un tetto). Una volta che il disegno è pronto, fatene due fotocopie per ogni ragazzo.

L’esercizio consisterà nel colorare il primo foglio usando solo colori caldi per il personaggio e solo colori freddi per lo sfondo. Nel secondo foglio invece i toni andranno invertiti: caldi per lo sfondo e freddi per il personaggio. Poi i due disegni andranno confrontati, per cercare di capire se provocano emozioni diverse.

Un secondo esercizio può essere poi quello di far disegnare ai ragazzi un paesaggio e farglielo colorare coi toni invertiti tra caldi e freddi. Così il sole andrà fatto in blu, il fiume in giallo e così via. L’effetto sarà straniante ma interessante e li porterà a riflettere appunto sulle tonalità e i significati dei colori.

 

5. Le schede didattiche

Come promesso, però, concludiamo la nostra panoramica con alcune schede didattiche già pronte da utilizzare. Si tratta di disegni particolarmente adatti ad essere usati per l’esercizio che vi proponevamo prima, quello cioè di colorare una volta usando solo i colori caldi e un’altra volta usando solo quelli freddi. Provateli coi vostri ragazzi.

Una fattoria da colorare

Mandala da colorare

Un bicchiere da colorare

 

Note e approfondimenti

  • 1 In generale, per saperne di più sulle applicazioni del colore al marketing, qui trovate una prima, utile guida.

 

Segnala altre cose da sapere sui colori caldi e freddi nei commenti.