Instagram è, ormai da qualche tempo, il social network su cui puntare. Facebook sta attraversando una profonda crisi, incapace di trovare una propria dimensione tra fake news e chiusura in se stesso; Twitter è ormai sempre più una piattaforma di nicchia. Altri social come TikTok hanno ancora molta strada da fare. Quello fotografico, nel frattempo, domina ormai incontrastato, soprattutto tra i giovani. Così diventa sempre più rilevante, per chi vuole usare questi strumenti in senso professionale, trovare delle strategie per aumentare i follower su Instagram.

Se cercate sul web, di guide di questo tipo ne trovate a bizzeffe, anche se spesso non molto aggiornate. Noi qui vogliamo però darvi qualcosa in più. Vi presenteremo, nei paragrafi che seguiranno, la più completa guida attualmente disponibile in Italia, e soprattutto la più aggiornata.

Proprio per la sua forte crescita, infatti, Instagram è un social network anche in rapido mutamento. Le Storie, introdotte qualche anno fa, l’hanno completamente rivoluzionato, e l’apporto di nuove generazioni (e la concorrenza sempre più serrata) continuano a cambiarlo giorno dopo giorno.

Pertanto, se volete in qualche modo emergere in questo marasma vitale e pulsante, avete bisogno di una strategia precisa. Cercheremo di darvi una mano a delinearla con la nostra guida, che, come vedrete, è articolata in cinque punti principali ma presenta anche varie sottosezioni. Cominciamo.

 

1. Cerca uno stile unico

Mettiamo subito in chiaro le cose: in questa guida ci saranno tantissimi suggerimenti per cercare di far emergere il vostro profilo Instagram e portarlo a guadagnare rapidamente dei follower. C’è però una cosa, la più importante di tutte, che deve essere chiara fin da subito: tutto si basa sullo stile.

Instagram conta infatti diversi milioni di utenti, e il principale rischio è quello di diventare irrilevanti. Se avete un profilo in cui fotografate le stesse cose che fotografano tutti, con gli stessi filtri e con le stesse inquadrature, perché qualcuno dovrebbe scegliere di seguire proprio voi?

«L’unica via per emergere è quindi quella di differenziarvi da tutti gli altri»

L’unica via per emergere è quindi quella di differenziarvi da tutti gli altri. Cosa comunque molto difficile, perché non sarete certo gli unici a tentare di fare una cosa del genere: tutti i brand, tutti gli influencer cercano proprio questa stessa cosa, cioè l’unicità.

Per fortuna, esistono vari modi per trovare il proprio stile. Qui di seguito vi elenchiamo quattro idee da cui partire, quattro modalità che potrebbero ispirarvi. Ovviamente, però, si tratta solo di spunti, di esempi per farvi capire cosa intendiamo.

L’ideale, infatti, sarebbe che ognuno di voi trovasse la propria strada. Solo in questo modo il vostro stile potrà diventare davvero unico, magari mescolando tra loro alcuni dei nostri suggerimenti con idee nuove che vi saranno venute in mente e che sentirete pienamente vostre.

Idea 1: utilizza due soli filtri

Prima di tutto, parliamo dei filtri. Fin dall’inizio della sua corsa, Instagram ha messo a disposizione degli utenti una gamma di effetti con cui abbellire le fotografie. Quando ci si è iscritti da poco, quei filtri paiono una manna dal cielo, perché trasformano foto piuttosto banali in opere quasi degne di un professionista.

Il problema è che i filtri non sono tantissimi e li usano tutti. Il rischio, cioè, è quello di banalizzare questi strumenti che erano nati, invece, con lo scopo di aiutare l’originalità. Per fortuna c’è un modo per usarli in modo comunque proficuo.

Quello che vi suggeriamo noi, infatti, è di usare solo un filtro o al massimo due filtri per tutte le vostre foto. In pratica, quando qualcuno accederà al vostro profilo e scorrerà i vostri vecchi scatti, dovrà imbattersi in immagini a cui avete applicato sempre e solo lo stesso effetto.

Il motivo di questo suggerimento è di facile comprensione: ogni filtro dà un particolare tono alla foto. Usarne di diversi ogni volta dà alle vostre foto toni sempre diversi, privi di uniformità. Scorrere un feed plasmato da uno o al massimo due filtri, invece, dà all’occhio un’idea di ordine, di rigore, di stile, di cui avete assoluto bisogno.

Idea 2: che ci sia sempre un certo colore

Questa prima idea, poi, può essere anche estremizzata. Provate ad aprire il profilo di un vostro amico su Instagram. Cosa ci trovate? Tante foto slegate tra loro, che a prima vista non comunicano nulla di unitario. Sono un ammasso di cose tra loro sconnesse.

L'azzurro e l'arancione, in un tono tra l'altro piuttosto particolare, sono i colori fondamentali del feed di dreaming_outloudImmaginate, invece, se in tutte quelle foto tornasse sempre, come costante, un certo colore. Se tutte quelle foto avessero, ad esempio, una dominante gialla, o comunque del giallo da qualche parte. Se in ognuna di esse – al mare, in montagna, a scuola, al lavoro – ci fosse almeno un elemento giallo.

Sicuramente la cosa vi rimarrebbe impressa. E ogni volta cerchereste, in una sua nuova immagine, quell’elemento giallo a cui vi sareste ormai abituati. Ebbene, questa è una strada che si può percorrere: contrassegnare le proprie foto con un colore distintivo e ricorrente, che le faccia emergere.

 
Se poi siete responsabili di un brand commerciale, questa scelta può rivelarsi particolarmente azzeccata. Usare il colore (o i colori) del vostro marchio in ogni foto aiuta a fissare nella mente dell’osservatore quella particolare gamma cromatica.

Idea 3: l’inquadratura ricorrente

La terza strategia che vi proponiamo consiste nel non usare solo gli stessi colori o gli stessi filtri, ma nel cercare di creare un proprio stile anche per quanto riguarda l’inquadratura. Si tratta di una strategia più difficile da mettere in atto, ma che può dare risultati ancora più duraturi.

«Immaginate se invece riusciste a replicare sempre una certa inclinazione della fotocamera»

Spesso, infatti, le inquadrature delle nostre foto sono più o meno casuali, dettate dall’occasione del momento o dalla fretta di immortalare una certa scena. Immaginate se invece riusciste a replicare sempre una certa disposizione degli oggetti o una certa inclinazione della fotocamera.

Se, ad esempio, amate fotografare i monumenti, potreste scegliere di inquadrarli tutti esattamente al centro dello schermo. Torre Eiffel, Torre di Pisa, Colosseo e tutto quello che volete sempre rigorosamente, e simmetricamente, al centro. Oppure, sfruttando le griglie delle fotocamere, potreste posizionarli sempre un po’ a destra, o un po’ a sinistra.

Oppure ancora, potreste decidere di ruotare lievemente il cellulare ogni volta che state per fare una foto (o ruotarla quando caricate la foto su Instagram), in modo che la linea dell’orizzonte sia inclinata di uno stesso angolo, in maniera ricorrente.

Idea 4: usa i bordi

Infine, l’ultimo suggerimento che vi proponiamo è quello di usare degli specifici bordi per le vostre immagini. Ad esempio, in tutte potreste aggiungere una grossa bordatura bianca, o nera, in modo che le vostre foto assomiglino alle vecchie Polaroid.

Questo effetto risulta particolarmente d’effetto quando si apre la pagina profilo di un utente. L’occhio è talmente abituato, su Instagram, a trovarsi davanti foto tra loro appiccicate che un minimo stacco dovuto a un bordo inatteso finisce subito per colpire e destare l’attenzione.

Foto di Instagram con i bordi larghi
Anche coi bordi, poi, si può giocare. Ad esempio variare sempre la grandezza di questi bordi aiuta a creare un curioso effetto puzzle nella pagina profilo. Usarli solo in orizzontale dà un effetto quasi cinematografico alle immagini, mentre piazzarli solo in verticale slancia le figure.

Insomma, ci sono molti modi per far viaggiare la fantasia. I bordi si possono aggiungere con apposite app di fotoritocco: nei vari store ne esistono a bizzeffe, come SnapSeed1, Adobe Photoshop Express2 o Pixlr3, solo per citare le più famose e scaricate.

      

 

2. Organizza il tuo profilo

Come avrete forse già capito, un punto chiave per accumulare nuovi follower su Instagram è la propria pagina profilo. È lì che, secondo gli studi e secondo il buon senso, gli utenti scelgono se seguirvi oppure no. Quindi quello che compare lì è particolarmente rilevante.

In primo luogo bisogna pertanto scrivere una descrizione accattivante. Ancora più importante, però, è riuscire a colpire con le immagini che compaiono subito sotto alla descrizione, con cioè il feed personale. Instagram lo propone inizialmente organizzato a griglia, con tre immagini per riga, anche se l’utente può optare per una visione per immagini singole.

Chiaramente in alto compaiono le ultime foto fatte, mentre quelle più vecchie finiscono più in basso. Pertanto, anche un cambio di strategia può rivelarsi proficuo nel medio-lungo periodo, quando le nuove foto – più pensate e programmate – vanno via via a prendere il posto delle vecchie, più ingenue e spontanee.

Dunque, quelle foto – le 6, 9, 12 o 15 che colpiscono immediatamente l’occhio – sono le più rilevanti per catturare l’attenzione. Organizzarle nel modo giusto diventa decisivo. Per fortuna ci sono delle app apposite che ci aiutano nel difficile compito. Le vedremo nei prossimi paragrafi.

Prima di addentrarci nei servizi esterni che ci aiutano a gestire Instagram, però, vogliamo spendere due ulteriori parole sul versante organizzativo. Infatti non solo ci si può organizzare nel disporre le foto, ma anche nel decidere quando postare le nostre immagini e nell’analizzare i dati. Vediamo come.

Studiare gli orari giusti

Per prima cosa, se si vuole diventare una piccola star di Instagram bisogna imparare a conoscere i propri follower. Cercare di capire cosa amano, quali post apprezzano di più e quando sono contenti di trovarseli davanti. Cioè studiare i dati analitici o, per dirla all’inglese, gli Analytics.

Prima di tutto parliamo dell’orario. Ci sono infatti dei momenti della giornata in cui Instagram – come ogni social network – è più frequentato ed altri in cui invece registra la presenza di meno persone. Ovviamente, nel primo caso si possono più facilmente conquistare follower, nel secondo meno.

Come passare a un account aziendale

Per fortuna, Instagram dispone di strumenti che possono informarci su tutto questo, a patto di avere un account aziendale. Non vi preoccupate, non bisogna pagare alcunché: basta andare nelle impostazioni dell’app e poi cliccare su Account > Passa a un account aziendale. In questo modo il vostro account verrà immediatamente convertito in uno con funzionalità avanzate.

A questo punto, basterà cliccare sulla voce Dati statistici del menù e poi su Pubblico. Lì, scorrendo la pagina fino in basso, troverete i dati relativi ai vostri follower, con un’immagine chiara degli orari e dei giorni della settimana in cui passano più tempo su Instagram. Così potrete programmare i vostri post perché escano proprio in quei momenti.

Analizzare i dati

Rimaniamo però un altro attimo su questa pagina di Dati statistici, come la chiama Instagram, perché offre molti elementi che meritano di essere analizzati, per capire meglio come agire e come muoversi in futuro. La prima etichetta è chiamata Contenuto, e ci permette di capire quali post funzionano meglio.

Una delle schermate dei dati di InstagramAnalizzando Post del feed e Storie possiamo infatti vedere quali nostre immagini hanno avuto il più alto numero di interazioni, e quindi hanno attratto i nostri follower. Inoltre, cliccando proprio su Interazioni si può variare anche il criterio di ordinamento, vedendo quali sono stati maggiormente condivisi, quali hanno portato più visite al profilo e così via.

Cliccando invece su Attività si possono analizzare le performance dell’ultimo periodo e confrontarle con la settimana precedente, per cercare di capire se stiamo guadagnando o perdendo engagement. Pubblico, infine, ci permette di conoscere meglio i nostri follower: sono uomini o donne? Di che età? E dove vivono?

 
Tutti questi dati, se ben interpretati, ci forniscono molte chiavi per migliorare le nostre performance su Instagram. Se le nostre foto sul cibo non funzionano, conviene ad esempio farne di meno e concentrarsi magari su quelle sui vestiti, che forse vantano interazioni migliori. O adottare un linguaggio più giovanile, se ci seguono dei teenager. E così via.

Gli strumenti giusti: Later

Dicevamo però che, una volta capiti gli orari e le giornate migliori, può essere utile anche programmare i propri post, cioè farli uscire ad un preciso momento. Questa è una strategia che alla lunga può rivelarsi particolarmente efficace, ma anche di difficile attuazione.

Mettiamo il caso che l’orario migliore per i vostri follower sia il giovedì alle 16, ma che voi a quell’ora siate sempre impegnati in interminabili riunioni di lavoro. Non potrete certo mettervi a far foto e a postarle mentre il vostro capo si rivolge direttamente a voi.

«Sono nati strumenti che permettono di programmare i post con largo anticipo»

Ebbene, proprio per ovviare a questi problemi sono nati, negli ultimi anni, vari strumenti che permettono di programmare i post con largo anticipo, stabilendo giorno e ora della loro pubblicazione. Alcuni – come Buffer o Hootsuite – si occupano in generale di diversi social network. Ma altri si focalizzano espressamente su Instagram.

Uno dei più interessanti da questo punto di vista è Later4. Offre alcuni servizi gratuiti ed altri, più avanzati, a pagamento e permette di programmare i post, studiarne le statistiche, condividere le foto altrui ed altro ancora. E permette anche di fare tutto questo con le Storie.

Gli strumenti giusti: Preview

Un servizio simile a quello di Later (che funziona sul web o tramite app) è quello offerto da Preview, che invece è disponibile solo sui vari store per smartphone5. Anche qui le funzionalità sono molte: si può lavorare sulle foto con filtri appositi, si possono aggiungere bordi e disegni a mano e così via.

Un feed Instagram organizzato con PreviewL’aspetto più interessante, dal nostro punto di vista, è la funzionalità che permette di programmare i post, ma c’è un buon reparto Analytics, c’è un’ottima gestione degli hashtag, c’è la possibilità di fare il repost di altre immagini.

La cosa però più originale è che si può lavorare anche sulla pagina profilo di Instagram. Si possono infatti spostare le foto e riorganizzarle nel modo voluto, accostandole magari in base al colore, o al tema, in modo che le migliori e più performanti siano sempre nella zona alta, la più in vista del feed6.

 
Anche Preview offre una parte delle sue funzionalità gratuitamente. Le funzioni più avanzate sono invece disponibili, come per Later, tramite un abbonamento mensile che costa qualche dollaro. Altri pacchetti più professionali, invece, hanno un costo maggiore.

      

 

3. Usa dei template per le Storie

Instagram è nato, nel 2010, come un social network visivo, in un momento in cui vari possibili rivali cominciavano a diffondersi. La sua fortuna inizialmente si è basata su alcune particolarità – il formato rigorosamente quadrato, alcuni filtri, l’iniziale esclusiva per iOS – che però sono andate via via diluendosi.

Il vero colpo da maestro per sbarazzarsi della concorrenza il team di Instagram l’ha messo a segno quando ha introdotto le Storie. Non si trattava, per la verità, di un’idea originale, visto che era stata più o meno platealmente copiata da Snapchat. Ma fu un’idea che fu sfruttata bene e funzionò.

A distanza di qualche anno, tra i più giovani Instagram è usato principalmente per le Storie, che hanno ormai più importanza del feed principale. Per questo motivo, se si vuole aumentare rapidamente il proprio numero di follower bisogna in qualche modo ricorrere anche a questo strumento.

Se non le conoscete, le Storie sono particolari immagini (fotografie, decorate anche in maniera vistosa con scritte, disegni, animazioni) che rimangono visibili solamente per 24 ore, dopodiché scompaiono, a meno che l’autore stesso non desideri salvarle per il futuro.

Un’altra particolarità delle Storie sta nel fatto che chi le posta può sapere chi le ha visualizzate. In questo modo Instagram fornisce non solo uno strumento analitico, che permette di misurare le interazioni, ma anche i nomi di chi ha effettivamente interagito, in modo da capire meglio gli orari e gli interessi del proprio pubblico.

Per cosa vengono usate le Storie

Prima di vedere nel dettaglio come fare per sfruttare al massimo le possibilità delle Storie, presentiamo anche in che modo vengono usate dagli utenti. Lo scopo primario è quello di mostrare un lato di sé – o della propria attività – più spontaneo ed immediato.

«L’idea è che una foto nelle Storie sia più veloce e meno pretenziosa»

L’idea di fondo, infatti, è che una foto nel feed “ufficiale” richieda tempo e lavoro, mentre una foto nelle Storie sia più veloce e meno pretenziosa. Se nel feed infiliamo uno scatto di un panino che stiamo per mangiare fatto con una bella luce e un’inquadratura ardita, nella Storia possiamo mettere un video alla buona di noi mentre lo mangiamo.

Questo, però, è solo uno dei molti modi in cui si possono usare le Storie. Immaginate di essere ad esempio in viaggio in una capitale straniera. Vi viene da fotografare qualsiasi cosa, e avreste voglia di condividere ogni scatto. Questo però non si può fare, perché “inquinereste” il vostro feed con decine di immagini tutte più o meno uguali.

Allora in questo caso può aver senso postare le foto nelle Storie, scegliendo solo la migliore del giorno per il feed. E allo stesso modo si può procedere quando partecipiamo a un evento sportivo, a un concerto o a una conferenza interessante, visto che che nelle Storie si può dividere un lungo video in vari spezzoni continuativi.

Come renderle originali e coinvolgere gli utenti

È chiaro, quindi, che le Storie possono diventare uno strumento estremamente utile per comunicare in modo veloce con migliaia di utenti. Il difetto, casomai, è che si tratta di uno strumento ormai noto a tutti: per conquistarvi il vostro spazio dovrete quindi sgomitare con centinaia di altre persone.

Le cose che si possono aggiungere alle Storie di InstagramQuindi non basta creare delle Storie: bisogna renderle anche interessanti, ancora una volta degne di essere visualizzate. In una parola: originali. Uno scopo che si può raggiungere in due modi. Il primo è quello di usare degli strumenti esterni ad Instagram, di cui parleremo nei prossimi punti della nostra guida.

Il secondo invece è puntare su contenuti mai visti prima. Cioè dovete pensare a qualcosa che valga davvero la pena di essere visto: un dietro le quinte, un elemento originale di per sé, un segreto. Mostratevi come nessuno vi ha visti mai, o mostrate qualcosa che nessuno ha visto mai.

 
Oppure, come suggerivamo nel titolo di questa sottosezione, cercate qualcosa di coinvolgente. Da qualche tempo ad esempio è possibile introdurre nelle Storie degli elementi interattivi, come sondaggi o barre di valutazione. Usateli spesso e i vostri follower ricambieranno la fiducia.

I template di Canva

Un altro modo per rendere particolarmente interessanti le Storie, e farle emergere rispetto alla “concorrenza”, è quello di renderle uniche dal punto di vista visivo. Questo si può farlo se si utilizzano degli strumenti esterni ad Instagram, che altri utenti non sanno neppure esistere.

Si tratta dei cosiddetti template, cioè dei modelli che poi è facile personalizzare e fare propri, senza però doversi inventare ogni volta qualcosa di nuovo. Vi presentiamo, in questo e nel prossimo punto, due siti che in questo senso vi possono essere d’aiuto. Il primo è Canva, una sorta di Photoshop gratuito online pensato soprattutto per i social media.

Il sito ha un’interfaccia piuttosto intuitiva7, che vi fornisce da subito dei modelli su cui mettere le mani. In più, però, ha anche un blog in cui dà spesso indicazioni ai propri utenti. Anche per quanto riguarda le Instagram Stories abbiamo, lì, qualche risorsa che ci può tornare utile.

Ad esempio, ci trovate un tutorial per partire con le proprie prime Storie8, oppure una guida passo-passo per creare uno stile ricorrente per le proprie storie9. Infine, ci sono anche degli esempi già pronti10.

I template di Crello

Se non vi doveste trovare bene con Canva, esiste un’alternativa molto simile, ma ancora più finalizzata per i social media. Si tratta di Crello, altro strumento online11 che permette di creare grafiche molto accattivanti in pochi tocchi, a partire da modelli già preimpostati.

Anche qui ci sono dei template pronti per le Storie di Instagram12, ma è possibile anche crearseli da zero facendosi guidare dagli articoli del blog13. In particolare, il pezzo forte di Crello sono le Video Storie.

I formati di Crello
Come probabilmente sapete, nelle Storie si possono infatti caricare immagini statiche ma anche clip video. In particolare, il formato che attira maggiore attenzione è quello dei video con piccole animazioni mirate, che catturano l’occhio su un dettaglio importante.

Crello riesce a proporvi diverse soluzioni in questo campo14. Le possibilità sono molte: scritte che compaiono, oggetti che si muovono, elementi decorativi che appaiono e scompaiono. Il tutto per far sì che i follower rimangano sulle vostre Storie e le assaporino fino in fondo.

 

4. Crea degli hashtag che funzionino e localizzati

Finora abbiamo illustrato delle tecniche che sono particolarmente utili a tenersi stretti i follower, a coinvolgerli e a farli tornare a farci visita. Ma i follower bisogna prima di tutto trovarli, attirarli. Bisogna insomma individuare un metodo per farsi conoscere da chi ancora non sa chi siamo.

«Il modo più facile per farsi trovare su Instagram è sfruttare gli hashtag»

Il modo più facile per farsi trovare su Instagram, per certi versi l’unico, è sfruttare gli hashtag. Se siete proprio digiuni dei social network, sappiate che si tratta di parole chiave precedute dal “cancelletto” (il simbolo #).

Questi hashtag sono cliccabili e ricercabili. Così, se entrate dentro a Instagram potete rapidamente trovare tutte le foto che si occupano di un certo argomento, o sono state effettuate in un certo luogo. Qualcuno lo fa, e trova in questo modo nuova gente da seguire.

Il problema è che questo trucchetto degli hashtag lo conoscono in molti, e quindi per sfruttarlo a dovere bisogna usare qualche accorgimento. Non basta più, come qualche anno fa, farcire le proprie fotografie con tutti gli hashtag più popolari: lo fanno già in troppi.

Bisogna, piuttosto, cercarne di nuovi e accattivanti, magari come semplici variazioni di quelli più popolari. In questo modo, la gente che andrà a cercare la classica e abusata parola chiave si troverà suggerita anche quella – meno frequente, ma più curiosa – che avrete creato voi. Ma vediamo nel dettaglio come implementare questa tecnica.

Gli hashtag migliori: qualche esempio concreto

Poniamo il caso che vi dilettiate di foto di cibo. Il settore dei foodblogger, su Instagram, è già ampiamente inflazionato e il rischio concreto è quindi quello di non riuscire ad emergere e farsi notare. Uno degli hashtag più famosi, ad esempio, è #foodporn, che però al momento in cui scriviamo conta ben 201 milioni di post.

Aggiungere #foodporn in fondo alla didascalia della vostra foto, insomma, potrebbe non bastare. Vi farà comparire nel feed di quella parola chiave, ma solo per un attimo, prima di essere rimpiazzati da decine di altri scatti. Allora bisogna cercare una soluzione più innovativa.

Ad esempio, iniziando a scrivere #foodporn nel campo di ricerca si possono notare dei suggerimenti, cioè altri hashtag simili che Instagram ci segnala. Uno dei più curiosi è #foodpornnapoli, che conta appena 32mila post, molti meno. Chi userà quell’hashtag, quindi, entrerà in un giro meno frequentato, ma in cui ci si riesce a far notare di più.

Oppure c’è #foodpornny, appena 17mila post. Per non parlare di #foodporno, #foodporndaily o #foodpornstar. E se questo vale per un hashtag popolare, figuratevi quello che non potete inventare per tutti gli altri. Perché sì, gli hashtag potete anche crearli voi, da zero. E se continuerete ad usarli con costanza, li vedrete crescere.

Come crearne di personali

Proprio questa, infatti, è la seconda chiave per sfruttare gli hashtag in maniera efficace: quella della personalizzazione. #foodporn – per continuare col nostro esempio – è un hashtag che non appartiene a nessuno, perché è stato usato da milioni di persone. Ma provate a immaginare di essere il creatore di un hashtag.

Cercare l'hashtag giustoRiprendiamo in mano uno degli hashtag che abbiamo citato prima, #foodporndaily. Questa parola chiave conta, al momento, 165mila post. Alcuni sono belli e interessanti, altri completamente anonimi, una piccola parte anche assurdi o disgustosi. Ma è un hashtag abbastanza popolare.

Probabilmente, il primo che l’ha usato l’ha creato per pubblicare una foto di cibo al giorno, e poi la sua creatura gli è scappata di mano, venendo ripresa da migliaia di altre persone. Ebbene, se voi foste quell’utente iniziale, probabilmente mettereste nella vostra bio qualcosa come: «Creatore dell’hashtag #foodporndaily».

 
Ecco, dovete fare qualcosa del genere. Cioè creare un hashtag che sia simile a quelli più popolari, ma non identico; che sia inedito, cioè che voi siate i primi ad usare; che poi voi siate in grado di riproporre ogni giorno, per parecchio tempo. E che possa infine attrarre altre persone, sia come spettatori che come fotografi.

Come promuoverli

Una volta creato l’hashtag desiderato, si tratta però anche di promuoverlo. Cioè di farlo conoscere in giro. E prima di tutto di usarlo, non solo nelle fotografie del feed. I vostri hashtag possono infatti essere inseriti nella bio e messi anche all’interno delle Storie, dove finiscono anzi per acquisire ancora maggior rilievo.

Inoltre potreste iniziare ad inserire le vostre fotografie con l’hashtag anche su altri social network, come Facebook o Twitter. Oppure ancora potreste taggare degli amici, sperando così di coinvolgerli e spingerli ad usare quello stesso hashtag per le loro prossime foto.

Insomma, le possibilità sono molte. Senza dimenticare che Instagram sta investendo molte risorse nel suo tentativo di monetizzare. Così, sul social di proprietà di Mark Zuckerberg si possono acquistare spazi pubblicitari più o meno come su Facebook, per avere maggior visibilità e diffondere ulteriormente la propria creatura.

Infine, una strategia che sembra funzionare piuttosto bene è quella di ripostare i contenuti di altri utenti che stanno cercando di allinearsi al proprio progetto (ovviamente chiedendo prima loro il permesso). In questo modo, tutto il brand che state mettendo in piedi comincerà a crescere esponenzialmente.

L’importanza del geotag

Un’ultima nota, prima di passare all’ultimo punto della nostra guida: non dimenticate di geotaggarvi. L’abbiamo accennato anche prima, ma ora vale la pena di soffermarsi un attimo su questo aspetto. Il geotag è infatti uno degli strumenti più efficaci, sia nel feed, sia, negli ultimi tempi, nelle Storie.

Geotaggare le foto e le storie su InstagramNon lasciatevi spaventare dal nome di questa cosa, che può sembrare un po’ astrusa: il geotag non è altro che un hashtag di natura geografica. L’avrete notato magari in qualche Storia. Una vostra amica è ad un concerto e nella foto o nel video del cantante preferito compare una scritta con un’icona particolare: “Stadio di San Siro”. Oppure “Milano”.

Questi tag geografici diventano estremamente importanti quando si partecipa a un qualche evento in cui sono radunate centinaia di persone. Pensate, appunto, ad un concerto in un grande stadio. La gente riprende il cantante e immediatamente posta su Instagram il proprio scatto o il proprio pensiero, aggiungendovi il tag.

 
Dopodiché, viene naturale andare a cliccare sul tag stesso per vedere gli altri post realizzati, magari da altri angoli dello stadio, quella stessa sera. Ecco perché taggare sempre il luogo in cui si è può rivelarsi, alla lunga, molto efficace per farsi notare da altri utenti.

      

 

5. Punta sulle persone

Dedichiamo l’ultimo punto della nostra guida alle persone. Perché varie ricerche negli ultimi anni hanno indicato che sì, su Instagram viene presentato davvero di tutto, dal cibo ai viaggi, ma i soggetti che riscuotono i maggiori consensi sono sempre gli esseri umani.

Le fotografie che hanno infatti una persona al centro dell’immagine – siate voi direttamente, cioè i proprietari dell’account, o familiari o amici – sono quelle che ricevono il maggior numero di like, in proporzione. Segno che, anche istintivamente, le persone sono i soggetti che suscitano maggior interesse nel pubblico.

«Cercate di inserire il più spesso possibile una persona all’interno di esse»

Se volete quindi che le vostre foto siano viste e piacciano, cercate di inserire il più spesso possibile una persona all’interno di esse. Certo, non è sempre facile: come si può far stare una persona dentro alla foto di un bel piatto di spaghetti alla carbonara? O in un arcobaleno scorto di sfuggita dalla macchina?

Non è sempre facile, ma in realtà non è neppure impossibile. Invece di fare una foto al piatto che avete davanti, fatela al vostro amico nel momento in cui inforca uno spaghetto. E invece di fotografare quell’arcobaleno dal finestrino, parcheggiate l’auto da qualche parte e scendete, facendovi immortalare di fianco ad esso.

È proprio così, d’altra parte, che le fotografie diventano davvero personali. Ci sono miliardi di foto della torre Eiffel, e la vostra non è detto che sia migliore delle altre. Ma una foto con voi sotto la torre Eiffel è già qualcosa di unico (a patto che poi la foto sia originale).

Ritratti che raccontino una storia

Attenzione, però: non basta aggiungere semplicemente una persona all’interno di una foto per veder aumentare il numero dei propri follower. Bisogna cercare di fare in modo che quella immagine, che quel ritratto racconti in un certo senso una storia.

Ci sono miliardi di fotografie di persone davanti alla torre Eiffel, ma se vi fate fotografare con in mano il sacchetto di una famosa boutique parigina, la cosa comincia a farsi più interessante. E se poi nel vostro ritratto introducete un paio di altri turisti appena conosciuti, l’immagine comincia a raccontare qualcosa.

Insomma, bisogna scegliere degli scatti che possano permettere ai vostri follower di ragionarci un po’ su, di cercare di riempire i tasselli mancanti. Una foto in cui tutto è esplicito non è rilevante, non emerge dalla massa. Ma una foto che stuzzica la curiosità o sottintende delle informazioni invece cattura l’attenzione.

Tutte queste cose possono essere ottenute con l’istantanea giusta, ovviamente, ma anche con un’adeguata didascalia. Il testo che scrivete a corredo della vostra immagine deve proprio servire a raccontare qualcosa, a mostrare che quella foto è solo il primo pezzo di un puzzle molto più ampio, che magari si potrà scoprire continuando a seguirvi.

Selfie, selfie, selfie

Non sempre, d’altra parte, è possibile farsi fotografare sotto alla torre Eiffel, sia perché viaggiare continuamente in luoghi importanti costa molto, sia perché, anche quando ci si trova davanti a un evento particolare, per farsi fare una foto bisogna essere quantomeno in due.

Il feed di Chiara Ferragni è pieno di selfie o ritrattiPer ovviare a questo problema esiste, però, una soluzione alternativa: quella dei selfie. Fino a qualche anno fa nessuno aveva mai sentito parlare di questa pratica, perché di fatto le vecchie macchine fotografiche la rendevano estremamente complessa. Ma da quando esistono gli smartphone con la fotocamera frontale scattarsi centinaia di “autoscatti” è diventata una passeggiata.

Anche qui, però, c’è bisogno di tenere presenti alcune strategie. I selfie attirano l’attenzione più di quanto non riescano a fare le fotografie degli oggetti, ma è facile eccedere e riempire il proprio feed di autoritratti poco significativi.

 
Per questo, è bene che i selfie si alternino a ritratti più tradizionali, fatti da altre persone che possano inquadrarci da lontano, a figura intera. Inoltre, è bene che anche nei selfie il nostro volto non sia l’unica cosa inquadrata, ma ci sia spazio anche per qualche altro elemento che possa, appunto, aiutarci a “ingrandire la storia”.

Ritrai gli altri e taggali

Inoltre, sia nei selfie che nelle foto più tradizionali, è meglio non creare delle immagini troppo autoreferenziali, che possono dare l’impressione di essere davanti a una persona egocentrica. Meglio, piuttosto, ritrarsi non da soli ma assieme a qualcun altro, o lasciare addirittura tutto lo spazio ad altri soggetti.

Taggare persone nelle storieInstagram dispone, infatti, di uno strumento potente che abbiamo finora solo sfiorato: quello del tag. Come su Facebook e su Twitter, anche in questo social network potete infatti “taggare” delle persone, sia che vogliate far vedere loro il vostro scatto, sia che queste persone siano presenti all’interno della stessa foto.

Il tag diventa, in questo senso, un modo per coinvolgere gli altri all’interno del vostro feed, per mostrare loro quello che state facendo e, indirettamente, per spingerli a diffondere la vostra immagine.

 
Pensateci: siete in giro per la città con un’amica e decidete di immortalare il momento, facendovi un selfie insieme.

A questo punto potete postare la foto nel vostro feed principale o nella forma di una Storia: in entrambi i casi potete taggare la vostra amica (che avrà sicuramente un account Instagram) e questa potrà a sua volta condividere l’immagine in una sua Storia, facendola diventare virale.

Interagisci con altre persone

E questo ci porta all’ultimo punto della nostra lunga guida; ultimo però non certo per importanza. Anzi, quest’ultimo discorso che vogliamo affrontare è forse quello più importante di tutti. Perché per vedere aumentare il proprio numero di follower su Instagram bisogna prima di tutto interagire con gli altri.

«I modi che Instagram ha saputo creare per stimolare l’interazione tra utenti sono ormai parecchi»

Cosa significa, in concreto? In primo luogo farsi foto assieme ad altre persone, quando capita, e poi, come abbiamo detto, taggarle. Ma anche commentare le foto che queste altre persone postano per conto loro, mettere dei like abbastanza spesso, ricondividere le Storie e commentare le stesse Storie.

I modi che Instagram ha saputo creare per stimolare l’interazione tra utenti sono ormai parecchi, e ognuno ha i propri preferiti. L’importante, in ogni caso, è sfruttarli e non rimanere chiusi nel proprio guscio. Instagram è infatti, in primo luogo, un social network, e per farlo funzionare bisogna socializzare.

E, soprattutto, socializzare col numero più ampio possibile di persone. Non limitatevi ai soliti quattro o cinque utenti con cui avete maggior confidenza. Apritevi, piuttosto, agli sconosciuti, o quantomeno a quelli più interessanti, e costruite delle relazioni. Ci vuole tempo, ma il successo, alla lunga, è assicurato.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Qui per Android e qui per iPhone.
  • 2 Il sito ufficiale dell’app lo trovate qui.
  • 3 Quest’app funziona anche su web, da qui.
  • 4 Lo potete provare qui.
  • 5 Qui su Google Play e qui su App Store.
  • 6 Qualche suggerimento al riguardo lo trovate anche sul blog della stessa app, qui.
  • 7 La trovate qui.
  • 8 L’indirizzo è questo.
  • 9 La guida è qui, in inglese.
  • 10 Qui.
  • 11 Lo trovate qui.
  • 12 Qui li potete vedere tutti insieme.
  • 13 Uno, interessante, lo trovate ad esempio qui.
  • 14 Altre le trovate anche qui.

 

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