WhatsApp è diventato un elemento fin troppo presente nelle nostre vite. Per ricevere i compiti propri o dei propri figli bisogna iscriversi alla relativa chat di classe. Se si vuole comunicare coi genitori, anche se hanno ormai superato ampiamente i 60 anni, bisogna aprire la “stanza” familiare. Per organizzare una partita di calcetto, non parliamone. Eppure, esistono delle alternative a WhatsApp. Oggi infatti cerchiamo di spiegarvi come funziona Telegram.

Questa app è stata creata nel 2013 da due fratelli russi, Nikolai e Pavel Durov, che hanno posto la sede della società a Berlino. Molte però sono le cose che caratterizzato Telegram, e che secondo molti lo rendono superiore a WhatsApp.

Ad esempio, la società che sta dietro al servizio – Telegram LLC – non ha scopo di lucro. Inoltre i client sono rilasciati come software libero [1], cosa che ovviamente piace molto a chi si occupa di informatica e dell’etica connessa.

Infine, c’è da considerare che WhatsApp è di proprietà di Facebook, con tutti i problemi – in termini di privacy e di monopolio – che a lungo termine questa situazione più provocare. È per questo che molti iniziano a preferire appunto Telegram, che ha visto crescere enormemente i propri utenti negli ultimi mesi.

Ma come si usa questo servizio di messaggistica istantanea? Cos’ha di così particolare? In cosa si distingue davvero rispetto a WhatsApp? Ecco una breve – ma speriamo completa – guida in cinque punti.

 

1. La principale differenza con WhatsApp: il cloud

Sempre sincronizzato

Diciamolo subito: WhatsApp è prodigioso. Ci permette di tenere i contatti con le persone in molti modi, sia tramite la classica messaggistica (e sostanzialmente gratis, se non per i costi di connessione), sia tramite messaggi vocali, immagini, emoji, chiamate.

Ha però anche dei difetti. E del principale ce ne accorgiamo quando, per un motivo o per l’altro, cambiamo cellulare. Quando scarichiamo l’app nel nostro nuovo dispositivo e immettiamo il nostro numero, autenticandoci, non ritroviamo però le nostre vecchie conversazioni. I gruppi ci sono, ma non i messaggi.

Dove sono finiti? La risposta è piuttosto semplice. WhatsApp fa giungere sul vostro dispositivo il messaggio, ma poi non lo conserva “nel cloud”. Il che vuol dire che non viene archiviato da nessuna parte se non, appunto, nel vostro smartphone.

Certo, cambiando cellulare è possibile esportare l’archivio. Ma se, ad esempio, non avete cambiato solo cellulare ma anche sistema operativo la faccenda si complica. Perché WhatsApp archivia in maniera diversa i messaggi su iOS e Android, e i due tipi di archivio non riescono a comunicare tra loro. L’esito più comune, quindi, è perdere le proprie conversazioni.

E su Telegram?

Su Telegram, invece, le cose funzionano in maniera diversa. Il programma utilizza il cloud per archiviare i messaggi, e così ci si può connettere da qualsiasi cellulare al proprio account.

Il vantaggio, poi, non si ha solo quando si cambia smartphone. Ad esempio, Telegram può essere usato contemporaneamente su cellulare e computer, anche via browser. Si dirà: anche con WhatsApp si può fare. In realtà, questo è vero solo in parte.

Il cloud TelegramWhatsApp, infatti, per permettervi di rispondere tramite PC ha bisogno che lo smartphone sia presente fisicamente lì con voi. E comunque l’archivio non passa mai realmente sul computer, rimanendo sempre in realtà sul cellulare.

Con Telegram, invece, la soluzione è più efficace. Inoltre questo può permettere di passare in modo straordinariamente veloce dei file da smartphone a PC: basta infatti allegarli a una chat con se stessi (viene chiamata da Telegram “Messaggi salvati“) e li si ritroverà immediatamente nel cloud, accessibili da qualsiasi postazione.

 

2. I gruppi e i supergruppi

Differenze e peculiarità

La cosa che più ci ha intrigati, in questi anni di WhatsApp, sono stati i gruppi. Le app che permettevano di chattare – al computer o sullo smartphone – esistevano già da tempo, non erano affatto una novità. Ma mai si era visto un modo così pratico (e così diffuso) di comunicare in tanti.

Anche Telegram offre però quella funzionalità. E, anzi, presenta delle caratteristiche che vale la pena di approfondire, che potrebbero portarvi ad amare questa app. Prima di tutto, ad esempio, bisogna spiegare che lì esistono due tipi di gruppi: i gruppi propriamente detti e i supergruppi.

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I primi possono contenere fino a 200 membri, sia umani che bot (e di cosa siano questi bot parleremo più diffusamente nel prossimo paragrafo). Anche qui, come su WhatsApp, è presente un admin, che può scegliere chi far entrare nel gruppo. È però possibile rendere “admin” anche tutti i membri, cosa che in certi casi velocizza di molto le operazioni.

Quando si è in tanti

I supergruppi, invece, sono una cosa completamente nuova per chi non ha mai usato Telegram. Sono, in sostanza, dei gruppi potenziati, utili quando si deve gestire una grandissima mole di persone. Questi possono arrivare, infatti, fino a 50.000 iscritti (sì, avete letto bene: 50.000). Un gruppo che si ingrandisce può insomma essere convertito in supergruppo.

Se avete paura che una volta entrati in un supergruppo il vostro telefono sarà invaso da continui “beep”, non spaventatevi. Di default, infatti, i supergruppi sono “silenziati” e non inviano notifiche (anche se potete attivarle, se volete). In ogni caso, il “mute” è aggirabile menzionando nel proprio commento un utente: in quel caso la notifica gli arriverà.

Inoltre, sempre di default, una volta entrati in un supergruppo potete leggere anche la cronologia dei messaggi scritti prima del vostro arrivo. D’altronde, questa modalità è pensata non certo per chi si dice le cose in privato, ma per chi ha bisogno di trovare informazioni condivise. In ogni caso, anche questa particolarità è disattivabile dall’admin.

Se però avete bisogno di diramare informazioni senza che i membri rispondano, in un’ottica unidirezionale, forse vi conviene optare per i canali, di cui parliamo nel prossimo paragrafo.

 

3. I canali e i bot

Cosa sono, come si usano e a cosa servono

Visto che li abbiamo citati, spieghiamo dunque cosa sono questi canali. Si tratta in pratica di gruppi unidirezionali, in cui solo l’amministratore può postare dei messaggi mentre gli utenti possono semplicemente leggerli e non commentarli.

Perché iscriversi a canali del genere? I motivi possono essere vari. Alcuni vogliono vedersi recapitare sul cellulare le principali notizie del giorno, senza andarsele a cercare sui vari siti. Alcuni altri vogliono essere aggiornati sulle partite di calcio. Altri ancora vogliono scoprire recensioni di tecnologia o ricette di cucina.

Certo, queste sono cose che, bene o male, si possono fare normalmente anche con i feed o iscrivendosi ad apposite newsletter. L’aspetto forse più innovativo di questi canali è però quello legato a notizie “a termine”, a messaggi da consultare in breve tempo. È questo il caso, ad esempio, delle offerte.

Esistono infatti appositi canali che vi segnalano ad esempio le offerte del giorno di Amazon, o che vi fanno arrivare direttamente su Telegram dei buoni sconto o dei codici promozionali. È chiaro che lì la cosa più importante è agire in fretta, e usare la chat può essere un modo per velocizzare i tempi.

I canali a cui iscriversi

I canali de La Stampa su TelegramLa cosa più complicata in tutta questa faccenda è riuscire a trovare i canali giusti a cui iscriversi. Vi spieghiamo come fare. Una volta aperta l’app si può effettuare una ricerca cliccando sull’icona della lente d’ingrandimento. Lì si può cercare tra i propri contatti, ovviamente, ma anche tra i canali.

Ad esempio, se nel campo di ricerca scrivete “Amazon” vi compaiono “Amazon.it >50% SCONTO” e “Offerte Amazon & Co.”, due gruppi che insieme contano più di 9.000 iscritti. Sono canali che diramano, appunto, offerte dello store di Jeff Bezos.

Se invece scrivete, ad esempio, “lastampa”, vi compaiono il canale ufficiale del giornale e il suo canale sulla tecnologia. Insomma, si tratta solo di provare a inserire parole chiave e scoprire nuove realtà. In ogni caso i canali hanno sempre di fianco al loro nome l’icona di un megafono, utile a riconoscerli.

E i bot cosa sono?

Con queste ricerche, però, vi capiterà di imbattervi anche nei cosiddetti “bot”. Di cosa si tratta? I bot sono degli account Telegram non gestiti, come di solito avviene, da una persona reale ma da un programma. In pratica, si interagisce con loro per ottenere delle risposte automatiche.

Il bot che trova gli stickers a partire da delle emoji su TelegramAd esempio, scrivendo in qualsiasi chat “@gif” si attiva il relativo bot ufficiale, che consente di cercare una gif animata. Il bot “@vid” consente di condividere video da YouTube. Il bot “@bing” di inviare immagini col motore di ricerca Bing e così via.

Tra i bot più interessanti ci sono inoltre “@bold”, che permette di formattare un testo in grassetto o corsivo, e “@sticker” che, seguito da un’emoji, vi permette di trovare immagini simili particolarmente divertenti da inviare ai vostri amici a commento di un post.

Inoltre, se si è in grado di programmare è possibile anche creare i propri bot personalizzati [2].

 

4. Le chat segrete

Privacy estrema

Esiste un’altra particolarità di Telegram su cui vale la pena di insistere: si tratta delle chat segrete. Si dirà: ma come, esistono chat che non sono segrete? No, non è proprio così. Bisogna però capirsi su cosa intendiamo con “segrete”.

Le chat di Telegram, tutte le chat, sono cifrate. Il che vuol dire che nel tragitto tra il server e il vostro dispositivo vengono rese illeggibili da chiunque volesse o potesse intercettarle. Da questo punto di vista siete sempre abbastanza tranquilli, anche se è comunque buona norma non condividere informazioni vitali in nessuna chat.

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Come abbiamo detto, Telegram però permette di accedere al proprio account da più device. Il che vuol dire che le vostre chat saranno leggibili non solo dal vostro cellulare, ma anche dal vostro computer, da un vostro secondo smartphone, dal web e così via, una volta autenticati.

Questo in certi casi può rappresentare un problema. Mettiamo il caso, ad esempio, che dobbiate organizzare una festa a sorpresa per il vostro fidanzato o la vostra fidanzata, e stiate preparando il tutto comunicando con il suo migliore amico o amica.

In quel caso, se userete una chat normale la vostra conversazione non resterà confinata ai vostri smartphone, ma comparirà anche sul vostro computer. Così, se il vostro partner dovesse per qualche motivo usare il vostro iPad o il vostro PC, potrebbe incappare anche involontariamente nel vostro scambio di messaggi.

I vantaggi

Per ovviare a questa possibilità, Telegram offre anche l’opzione delle chat segrete. Si tratta di particolari chat che hanno una cifratura end-to-end; in pratica i messaggi vengono cifrati solo da device a device, senza rimanere nei server della società.

L'inizio di una chat segreta su Telegram

Questo vi garantisce una privacy estrema. Nell’esempio che abbiamo fatto sopra, i messaggi saranno archiviati solo nel vostro smartphone e in quello dell’amico/a, e in nessun altro luogo.

Inoltre, a maggior tutela, Telegram permette – se lo si vuole – di impostare in queste chat una sorta di timer di autodistruzione. In pratica, potete decidere che allo scattare di un certo momento dopo la lettura del vostro messaggio, lo stesso messaggio sia distrutto e scompaia da tutti i device.

In questo modo, nessuno potrà mai trovare prove compromettenti, se questo è il rischio che correte quando chattate con qualcuno.

 

5. Su quali sistemi gira

Tutte le versioni disponibili

Ci sarebbero, ad aver spazio, ancora altri temi da approfondire, come la questione degli stickers, le chiamate vocali ed altro. Ma – ci sembra – abbiamo qui individuato quelle che sono le cose fondamentali per cominciare ad orientarsi nel mondo di Telegram.

Ci rimane solo un ultimo, veloce argomento: le piattaforme su cui l’app gira. In primo luogo partiamo dai cellulari, visto che è per questi device che in origine Telegram è stato pensato.

Telegram per Android WearTelegram esiste innanzitutto per Android e iOS [3], e in entrambi i casi l’app offre tutte le funzionalità che vi abbiamo presentato. Ovviamente, gira anche sui relativi tablet. Inoltre è stata creata anche la versione per Android Wear e Apple Watch: il che vuol dire che anche dal vostro smartwatch potrete non solo accedere ai messaggi, ma anche rispondere.

Esistono inoltre versioni per Windows Phone e Windows 10 Mobile, per Firefox OS, per BlackBerry e per Ubuntu Touch. Non tutte queste app, però, sono ufficiali e non tutte supportano le chat segrete.

E su destkop?

Come dicevamo, però, Telegram può essere utilizzato anche su computer. Ne esistono versioni per Windows, Linux e Mac. Anzi, per Mac ne esistono addirittura due: entrambe ufficiali, anche se una ha le chat segrete e l’altra no.

Su Windows, invece, questa opzione manca, mentre su Linux manca nell’app ufficiale, ma è presente in un client a riga di comando, Telegram CLI.

Telegram per MacInfine, su desktop si possono utilizzare le funzionalità di Telegram anche senza scaricare e installare la relativa app. Basta usare il browser. Andando all’indirizzo web.telegram.org si può collegare il proprio account e recuperare tutti i propri messaggi (tranne le chat segrete, ovviamente).

Inoltre, se utilizzate il browser Chrome di Google, esiste anche un’estensione apposita [4] che vi permette di utilizzare il programma senza neppure dover aprire una nuova tab.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Il codice del software lato server non è invece stato rilasciato, come si legge anche nelle FAQ ufficiali del sito.
[2] Qui trovate una guida in italiano sull’argomento, ma molte altre risorse sono disponibili online.
[3] La versione per Android la potete scaricare qui, mentre quella per iOS a quest’altro link.
[4] L’estensione può essere installata da qui.

 

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