Quante volte, soprattutto in occasioni specifiche e particolari, avremmo voluto essere in grado di scrivere lettere d’amore da far piangere, missive in grado di commuovere il destinatario, di farlo riflettere ed emozionare allo stesso tempo. Eppure non è per niente facile: bisogna infatti avere un ben preciso talento per riuscire a smuovere le corde giuste nell’animo umano.

Se però credete che questo non sia un talento naturale ma che possa venir coltivato, siete nel posto giusto. Oggi cerchiamo infatti di mettere in fila alcuni consigli ed esempi su come si possa comporre una lettera di questo tipo, su quali leve toccare per emozionare una persona a cui vogliamo bene. Seguiteci e, se volete, aggiungete qualche consiglio nei commenti.

 

1. Prima regola: essere sinceri

Ci sono alcune regole da seguire, quando si vuole scrivere una lettera a cuore aperto. La prima, e probabilmente la più importante, è che bisogna essere sinceri. Sorprendentemente sinceri. Se volete davvero portare la persona a cui scrivete a commuoversi, avete bisogno infatti di instaurare un meccanismo di fiducia reciproca.

Pertanto non dovete barare inventando bugie, dicendo cose che non sentite veramente. Questa può sembrare a volte la via più semplice per stimolare certi sentimenti, ma spesso mostra più limiti che vantaggi. Se il vostro interlocutore dovesse avere anche solo un sospetto sulla vostra sincerità, infatti, il canale comunicativo risulterà compromesso.

I consigli per scrivere una bella lettera
Molto meglio, piuttosto, aprirsi e parlare a cuore aperto. Non nascondere nulla di quello che realmente si pensa, mostrare le proprie debolezze e ammettere i propri errori, ma perché li si riconosce davvero come errori e non per cercare di compiacere l’altra persona.

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Mettere le carte in tavola e mostrarsi sinceri ed indifesi è la premessa indispensabile di una buona lettera. Solo così l’altro ci darà fiducia e ci seguirà nel discorso.

 

2. Ripercorrere le tappe della vostra storia

Seconda regola: se si vuole davvero portare l’altro alla commozione, bisogna giocare l’arma del ricordo. Il presente non emoziona quasi mai, se non proprio sul momento, nell’istante in cui si vive cioè un fatto clamoroso e importante. Per il resto, a emozionarci è invece soprattutto il passato.

Per questo è bene condurre il nostro lettore lungo un percorso che affondi le sue radici indietro nel tempo. Che gli permetta di far tornare alla mente tutte le volte in cui avete scritto insieme una pagina importante delle vostre rispettive vite.

Ripercorrere le tappe di una storia d'amore
E, si badi bene, non basta accennare a questa o a quella cosa. Non basta dire: «Ti ricordi di quella volta in cui abbiamo visto Parigi?» o «Ti ricordi di quell’altra volta in cui siamo caduti nell’acqua del laghetto?». I fatti da ricordare sono questi, certo, ma non basta richiamarli in maniera così blanda.

Bisogna, invece, condurre il lettore lungo tutto il ricordo. Bisogna ri-descrivere da capo tutto quello che d’importante era successo, scegliendo parole oneste ma precise, spendendo alcune righe per riesumare le cose più significative di quei momenti. Con tre o quattro fatti precisi e ben raccontati, le lacrime cominceranno a sgorgare quasi da sole.

 

3. Capire di cosa ha bisogno e darglielo

Tutto quello che abbiamo elencato finora è, però, ancora premessa. La sincerità e il ricordo sono gli elementi da cui partire, ma non sono certo l’obiettivo ultimo di una lettera. Se vi siete messi con carta e penna a riempire fogli su fogli è perché volete ottenere qualcos’altro.

Cos’altro? Be’, dipende da voi. Se state scrivendo a una persona che amate, probabilmente volete farle capire tutto il vostro amore. Se state scrivendo a un amico o a un’amica, forse volete ringraziarlo davvero per qualcosa. In ogni caso, è molto probabile che vogliate rendere felice la persona a cui scrivete.

Dargli quello di cui ha bisogno
E per rendere felice una persona bisogna darle quello di cui ha bisogno1. Quindi, prima di mettervi a scrivere, pensate un po’ al ricevente. Se gli dite sempre che lo amate, è inutile finalizzare la lettera alla frase “Ti amo”: piuttosto puntate al dimostrarglielo con un gesto, un impegno concreto, un regalo.

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Se invece siete tipi chiusi, che raramente si esprimono, conducete il vostro lettore proprio ad una confessione strappalacrime in cui per la prima volta direte tutto quello che avreste sempre dovuto dire.

Qualunque sia l’obiettivo, questo dev’essere il punto focale della vostra lettera, l’akmé, quello che arriva dopo tutte le premesse che ci siamo detti. Non dovete buttarlo lì subito, all’inizio, ma preparare quindi la situazione giusta per comunicarlo, la giusta tensione emotiva. E, solo nel finale dunque, calare l’asso.

 

4. Un primo esempio: la lettera per lui

Dopo la teoria, passiamo anche alla pratica. Abbiamo infatti provato a scrivere due lettere d’esempio, la prima per un ipotetico “lui” e la seconda per una “lei”.

Inutile dire che non potete semplicemente copiarle e incollarle: non sarebbero sincere e non sarebbero vostre, anche perché sono piuttosto brevi. Potete però usarle come punto di riferimento, per capire come muovervi.

L'importanza della lettera

Amore della mia vita,
lo so che sei un tipo di poche parole, che non ama i fronzoli e che invece pensa che a contare siano solo i fatti. E ti do ragione. Però a volte questi fatti bisogna anche sottolinearli con le parole.
 
Stiamo insieme da ormai cinque anni. Sono stati cinque anni intensi, pieni, vivi. Abbiamo condiviso le gioie e i dolori, le fatiche della vita di tutti i giorni e la speranza che i nostri sogni si realizzassero. Ti ricordi la prima volta che siamo usciti assieme? Tu eri così timido, insicuro. Mi hai portata a mangiare la pizza e a un certo punto pareva non avessimo più niente da dirci. Io allora ho fatto tutte quelle gaffe, più che altro perché avevo il terrore di quel silenzio… come quando feci la battuta sui vecchi che morivano e tua nonna era morta due giorni prima. Che figura! Eppure quanto ci abbiamo riso, poi.
 
Oppure ti ricordi quando siamo andati per la prima volta in vacanza assieme, in tenda? Ti ricordi come dormivamo scomodi, in quel campeggio, ma di come non ce ne fregasse niente visto che eravamo abbracciati e da soli? Ti ricordi che non riuscivi mai a spalmarmi la crema solare e quell’anno mi è venuta tutta un’abbronzatura a macchie? Quanto mi ero incazzata! Eppure, a ripensarci oggi, quanto fu bella quella vacanza! La rifarei subito.
 
E ti ricordi, ancora, del nostro primo bacio, così impacciato? Eravamo in quell’angolo di strada vicino a casa mia, dove il muretto è tutto sfatto, distrutto. C’era freddo e tanta umidità. Era forse il posto peggiore per baciarsi, no? Eppure è venuto tutto così bene, anche se eravamo così imbranati.
 
Insomma, ce ne sarebbero ancora tante da raccontare, ancora un’infinità. E ce ne saranno ancora tante. Perché ho pensato alla tua proposta di andare a vivere assieme, ora che il lavoro sembra arrivare e… be’, come potrei dirti di no? Voglio accumulare ancora tanti ricordi con te, costruire la mia vita assieme a te.
 
Ti amo.

 

5. Un secondo esempio: la lettera per lei

Come promesso, ecco anche un esempio di lettera “per lei“.

Scriverle una lettera, ma in modo originale

Amore mio,
forse questa mia lettera ti sorprenderà. Non te ne ho mai scritte, e non sono mai stato particolarmente abile con le parole. Per me, dire certe cose è difficile, ma non è che per questo non le senta. E oggi ti scrivo proprio perché ho qualcosa di importante da dirti.
 
Ormai stiamo insieme da quasi cinque anni. All’inizio non sapevo se e quanto sarebbe durata. Non per causa tua: tu sei sempre stata la parte migliore di noi. Per causa mia. Non sono bravo a parlare ma a dirla tutta non sono bravo nemmeno a fare le cose, e tante volte in questi cinque anni ho rischiato di rovinare il nostro rapporto, con parole stupide o con gesti sciocchi.
 
Per fortuna tu hai saputo aspettarmi, hai saputo sopportarmi. E mi hai regalato alcuni tra i momenti più belli della mia vita. Anzi, in assoluto proprio i momenti più belli. Ti ricordi, dopo quell’esame in cui il professore mi mandò via, bocciato, come riuscisti a consolarmi portandomi in quella bettola di periferia? Pareva di essere nei peggiori bar di Caracas, e tutta l’umiliazione di quello stronzo mi è scivolata via, solo grazie a te.
 
E quando mi operarono alla gamba? Mi ricordo che continuavo a svegliarmi dall’anestesia e a riaddormentarmi, e ogni volta che aprivo gli occhi però tu eri lì, seduta di fianco al letto. E mi guardavi, sorridendo. Quanto ero felice di vederti lì, ogni volta. Non capivo niente, perché ero ancora rintronato dall’anestesia, ma vederti lì mi dava una sicurezza enorme. Mi tranquillizzava.
 
Ci sarebbero ancora tante altre cose da dire, ma non sono capace di scrivere pagine e pagine. Lo sai già, mi conosci. Meglio arrivare al dunque, allora. Sei, e lo sei sempre stata, la persona più importante della mia vita. E voglio che continui ad esserlo. Te lo chiedo qui perché a voce, temo, non ne sarei capace, non riuscirei a finire la frase: che ne dici di venire a vivere con me? Non te l’ho detto, ma ho già visto un paio di appartamenti, e sono sicuro che potrebbero piacerti. Potremmo sceglierne uno assieme, uno di quei due o qualunque altro ti piaccia.
 
Ti amo.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Certo, capirlo non è certo facile, perché bisogna essere in grado in una qualche misura di “leggere” l’altro. Ecco, se volete, qualche nozione introduttiva sull’argomento.

 

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