Come scrivere un tema sul bullismo e sul cyberbullismo a scuola

Come si scrive un tema sul bullismo e sul cyberbullismo?

Vi trovate davanti un compito ingrato: dovete scrivere un tema sul bullismo o sul cyberbullismo e non sapete da dove partire.

Perché l’argomento è interessante, certo, ma in casi come questo si rischia di elencare le solite banalità, di cadere nello scontato, di scrivere le cose che scriveranno anche tutti gli altri compagni.

Come cavarsela, in una situazione del genere?

Non disperate: qualche suggerimento ve lo diamo noi. Strutturato, come al solito, in cinque punti chiave.

 

1. Cosa sono bullismo e cyberbullismo

Prima di tutto bisogna cercare di definire bene l’argomento del tema e di comprenderlo a fondo. In generale, il bullismo è un fenomeno tramite cui una persona più debole o indifesa subisce ripetutamente, nel tempo, varie azioni offensive da parte di uno o più compagni o coetanei.

È un fenomeno che si verifica principalmente a scuola, dove non è infrequente che emergano dinamiche segnate dalla prevaricazione. In genere un piccolo gruppo prende di mira un ragazzo più emarginato, debole o timido e inizia a deriderlo, spesso in modi pesanti, e nei casi più gravi anche a minacciarlo, picchiarlo o derubarlo.

I social network, in cui possono verificarsi anche casi di cyberbullismo
Il cyberbullismo è poi la sua variante più moderna, in cui le azioni offensive non avvengono di persona, faccia a faccia, ma filtrate attraverso lo schermo di un dispositivo elettronico. Di solito questa forma di prevaricazione avviene tramite i social network, in particolare quelli che garantiscono l’anonimato.

Proprio quest’ultimo tipo di bullismo è in rapido aumento, perché più facile da mettere in campo. Non serve nemmeno avere un gruppo alle spalle, e l’anonimato garantisce di non poter essere perseguiti per i propri comportamenti. Inoltre, il fatto che le violenze avvengano di nascosto può rendere più difficile l’intervento degli insegnanti o delle famiglie.

   

 

2. Hai mai assistito a episodi del genere?

Una volta compreso di cosa stiamo parlando, bisogna fare un’analisi dei propri ricordi. Vi è mai capitato di assistere ad atti del genere? Non serve per forza pensare a botte e pugni: a volte il bullismo è più subdolo e si manifesta in modi meno evidenti, ma comunque pesanti.

Vi è capitato, ad esempio, che un vostro compagno venisse preso in giro ripetutamente da una banda di coetanei? Che venisse deriso? Che i compagni lo additassero? Oppure che a un ragazzo più debole si facessero pressioni pesanti affinché consegnasse qualcosa di suo ad alcuni bulli?

Casi di bullismo
Quasi sicuramente vi è capitato di assistere a situazioni di questo genere. Provate a ricordare: cosa avete fatto, in quei casi? Siete stati in disparte o vi siete fatti avanti? Eravate le vittime o i carnefici? E cosa vi ha bloccato, se non ve la siete sentita di intervenire?

Per scrivere un buon tema su questo argomento bisogna infatti puntare sull’onestà e sui piccoli (ma importanti) casi quotidiani che ci circondano. Il bullismo è un fenomeno molto vicino a noi: gli insegnanti vogliono che in un tema del genere ci mettiamo qualcosa di nostro, ovvero le nostre esperienze personali. Quindi provate a pensarci per bene.

   

 

3. Secondo te, quali sono le cause del bullismo?

Ora, una volta raggruppate le prime idee, si tratta di approfondire. Dovete chiedervi: cosa c’è dietro? Come mai questo fenomeno emerge in contesti in cui dovrebbero esserci solo amicizia e collaborazione? Perché alcune persone trovano piacere ad umiliare gli altri?

Per tentare di dare delle risposte potete appellarvi alle esperienze personali che citavamo prima. Cos’è che spingeva quei vostri compagni a comportarsi così? Era la forza del branco? Oppure il tentativo di mettersi in mostra? Oppure ancora tutto dipendeva da un’educazione sbagliata ricevuta a casa?

Come si scrive un tema sul bullismo e sul cyberbullismo?
Avete avuto anche voi, in alcune circostanze, la tentazione di aggregarvi ai bulli, di prendere in giro un compagno meno forte o isolato? E perché avete avuto quella voglia? Cosa speravate di ottenere, sotto sotto? Qual era il desiderio che volevate appagare? O la paura che speravate di nascondere?

Oppure ancora: il bullismo è legato in qualche modo al “pubblico” che si ha davanti? O è puro odio, pura voglia di far star male un’altra persona? Sono tutte domande a cui dovrete cercare di rispondere (o almeno di ipotizzare una risposta) se vorrete venire a capo del vostro testo.

   

 

4. Alcuni dati, per concepire il fenomeno

Per rendere più corposo il tema, infine, è possibile anche citare qualche dato statistico. Attenzione, però: usate queste informazioni solo se il tema vi è stato assegnato come esercitazione per casa, con la chiara autorizzazione ad usare il web per reperire informazioni. Altrimenti, meglio basarsi solo sulle proprie esperienze personali.

Il fenomeno è ben presente nella scuola italiana, anche in percentuale superiore a quanto sia documentato all’estero. Si stima che nella scuola elementare italiana il numero di bambini vittime di regolari prepotenze oscilli tra il 13 e il 19%. Alle medie la percentuale si abbassa, anche se non di molto: tra il 10 e l’11%.

La scuola è il luogo in cui si verificano più spesso casi di bullismo
Il Telefono Azzurro e DoxaKids nel 2014 hanno inoltre condotto un’indagine tra 1.500 studenti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni. Il 34,7% degli intervistati ha ammesso di aver assistito a casi di bullismo; il 67,9% ha detto che questi casi si sono verificati a scuola, mentre il 10% li ha vissuti nell’ambiente sportivo1.

Tra il 2013 e il 2014 il Telefono Azzurro è intervenuto in 485 di questi casi di bullismo. Le vittime erano principalmente bambine e il 10,2% dei coinvolti era di nazionalità straniera. Inoltre bisogna ricordare che il Parlamento sta studiando proprio in questi mesi una legge sull’argomento: qui trovate un interessante intervento al riguardo.

   

 

5. Come strutturare il tema

Ci rimane un’ultima questione da affrontare: come mettere giù sulla carta tutte queste idee raccolte. Prima di tutto, prima di mettersi a scrivere, è bene strutturare una scaletta che identifichi al meglio le parti del vostro testo.

Il primo punto da affrontare sarà un’introduzione che spieghi che cos’è il bullismo. Vi consigliamo di partire da una definizione generale del fenomeno, passando poi, subito dopo, a spiegare anche che cos’è il cyberbullismo e come si è diffuso negli ultimi anni.

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Poi conviene dare velocemente un’idea della portata del fenomeno, spiegando che è presente soprattutto a scuola e che è registrato in aumento negli ultimi anni. Potete usare, se volete, anche i dati che abbiamo segnalato nel paragrafo precedente.

Passate quindi alle vostre esperienze personali, cercando di usarle come punto d’avvio per un’analisi più approfondita: da dove nasce questo fenomeno? Quali motivazioni ha? Formulate delle ipotesi coerenti, senza aver troppa paura di rischiare.

Infine, cercate di tirare le somme e di proporre, soprattutto, quelle che secondo voi possono essere le soluzioni per fermare il bullismo. Ad esempio, potreste suggerire una maggior attenzione da parte delle famiglie all’educazione dei figli; oppure lezioni informative da tenere a scuole; oppure ancora campagne di sensibilizzazione o altro.

La scaletta

Riassumendo, la scaletta potrebbe essere questa:
1. Introduzione e definizione dell’argomento
1a. Cos’è il bullismo
1b. Cos’è il cyberbullismo
2. Quanto è diffuso il fenomeno
3. Esperienze personali
4. Da dove nasce il bullismo
5. Cosa si può fare per fermarlo

 

E voi, quale consiglio per il tema sul bullismo preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 I dati completi li trovate qui.

 

Abbiamo detto tutto? Scriveresti qualcos’altro in un tema sul bullismo? Segnalacelo nei commenti!