Poche città in Italia possono vantare il fascino di Trieste. Il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia è infatti non solo una città dalla storia millenaria, ma anche uno dei centri culturali più originali e vivi della nostra penisola. Basti pensare che non si può affrontare lo studio di quasi nessuna materia scolastica senza in qualche modo imbattersi in questa città. E forse anche per questo motivo è bene fare il punto su cosa vedere a Trieste quando ci si va in visita.

Qui infatti si sente l’eco della grande poesia europea, come quella ad esempio di Umberto Saba, che la descrisse come una «nova città che tiene d’una maschia adolescenza». Ma si sente anche la voce dei romanzi di Italo Svevo, della diffusione delle teorie di Sigmund Freud, delle passeggiate di James Joyce.

Qui inoltre riemerge continuamente anche la storia del nostro confine orientale, con tutti i suoi problemi che oggi sembrano superati ma che per molti decenni hanno segnato la storia d’Italia.

Qui sorgeva – e in parte sorge ancora oggi – inoltre uno dei centri più importanti anche della nostra economia. In passato Trieste era infatti il porto di riferimento dell’intero Impero Austro-Ungarico, e questo l’ha segnata.

Proprio qui sorsero infatti alcune delle più importanti ditte assicuratrici, che in principio lavoravano a stretto contatto con le imprese di navigazione. Qui ancora oggi hanno quindi sede, ad esempio, le Assicurazioni Generali, il terzo gruppo italiano per fatturato nel mondo, vero colosso del suo ramo.

Ma Trieste è anche molto più di questo. È la città della bora, dei venti che spazzano via. È la città in cui si incontrano diverse etnie, in cui per molti secoli, e anche con dolorose pause, hanno convissuto italiani, austriaci, croati e sloveni.

È l’unica città veramente multietnica della nostra penisola, o almeno l’unica ad esserlo quasi per statuto e per storia. E questa sua particolarità emerge in ogni sua strada, in ogni suo edificio.

Per questi motivi una visita a Trieste non è mai banale e la città merita anzi un’attenzione particolare. Cerchiamo allora di selezionare i luoghi di interesse più significativi con questa nostra guida alle cinque cose da vedere nel capoluogo della regione più a nord-est d’Italia.

 

1. Piazza Unità d’Italia

Cominciamo la nostra panoramica sulla città di Trieste da Piazza Unità d’Italia, il suo centro nevralgico. Questa piazza sorse infatti dall’interramento del porto romano ed è anche il cuore della città antica, carico di storia e di palazzi molto importanti.

La sua forma e struttura sono state delineate principalmente nel corso dell’Ottocento, quando la piazza fu pensata come una sorta di palcoscenico che doveva affacciare la città verso il mare. Tra tutti, un ruolo di primo piano lo ha quindi il bel Palazzo Comunale, realizzato nel 1875 da Giuseppe Bruni.

Piazza Unità d'Italia a Trieste (foto di Joergsam via Wikimedia Commons)
Piazza Unità d’Italia a Trieste (foto di Joergsam via Wikimedia Commons)

Sempre per quanto riguarda gli edifici, però, bisogna segnalare anche quello del Lloyd triestino, storica sede della più antica compagnia dei navigatori italiana. Oggi qui ha sede, invece, la Regione Friuli-Venezia Giulia. Il palazzo è ornato, tra l’altro, da due fontane allegoriche ed è di impianto neorinascimentale.

Poco più in là si erge infatti Palazzo Pitteri, più antico, risalente a fine ‘700 ma non meno bello e interessante.

Un palcoscenico sul mare

La nostra panoramica sui maestosi edifici della piazza si chiude col cosiddetto Palazzo del Governo o della Luogotenenza austriaca, edificato ad inizio ‘900 ed oggi sede della Prefettura. Inoltre può essere interessante, sempre da quelle parti, anche una passeggiata all’interno del Caffè degli specchi, molto noto in città.

In generale, questa piazza segna, nell’immaginario triestino, il punto di contatto tra mare ed entroterra. Davanti a sé ha infatti il bacino di San Giusto e il mare, verso cui partivano gli ingenti traffici commerciali che vedevano la città protagonista.

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Alle sue spalle, invece, si erge il Colle di San Giusto, dove sono edificati l’omonima cattedrale e l’omonimo castello che tra poco, idealmente, andremo a visitare.

 

2. Molo Audace

Prima di addentrarci sulle colline triestine, però, conviene chiudere la panoramica sul mare trattando del Molo Audace, il più famoso tra i tanti moli che si affacciano sull’Adriatico.

A differenza degli altri, questo molo ha una storia e un’importanza particolari. Questo è infatti il luogo del “passeggio a mare” degli abitanti di Trieste e costituisce quindi il miglior punto panoramico per gustarsi il panorama al livello delle acque.

La rosa dei venti nel Molo AudaceIl suo nome deriva dal cacciatorpediniere che, il 3 novembre 1918, attraccò proprio qui, facendo sbarcare gli italiani in città e strappando così Trieste al dominio asburgico. L’ancora di quel cacciatorpediniere è esposta ancora oggi alla base del Faro della Vittoria, costruito celebrativamente negli anni ’20.

Sul Molo è inoltre presente anche una bella rosa dei venti in bronzo, realizzata sempre nel 1925 per celebrare la vittoria nella Prima guerra mondiale. Soprattutto, però, da qui si può ammirare il bacino di San Giorgio, che nel passato era usato per gli idrovolanti, e l’edificio dell’ex Idroscalo, realizzato negli anni ’30.

 

3. Cattedrale di San Giusto

Dal punto di vista artistico e culturale, però, il vero centro di Trieste si trova lontano dal mare. Si tratta infatti della Cattedrale di San Giusto, simbolo della città che si erge alla sommità del Colle che porta lo stesso nome.

La sua storia parte dal XIV secolo, quando questa cattedrale fu realizzata unendo due precedenti basiliche, quella dell’Assunta, romanica, e quella di San Giusto, di origine paleocristiana.

La Cattedrale di San Giusto (foto di Twice25 & Rinina25 via Wikimedia Commons)
La Cattedrale di San Giusto (foto di Twice25 & Rinina25 via Wikimedia Commons)

La facciata è semplice, ma arricchita da un grandioso rosone gotico. Il campanile è anch’esso trecentesco, ed assomiglia quasi ad un torrione difensivo. Sia qui che in vari altri punti della struttura si vedono però elementi romani antichi, come steli funerarie o resti di antichi templi, che furono a suo tempo incorporati nella nuova struttura.

L’origine così particolare di questa chiesa la rende, d’altra parte, molto originale anche all’interno. La struttura è a cinque navate asimmetriche. La navata centrale, infatti, è quella che è derivata dalla fusione di due edifici precedenti ed ha un soffitto dipinto nel XVI secolo.

Molte sono le opere che abbelliscono inoltre l’abside e le varie cappelle, ma in particolare conviene prestare attenzione ai numerosi mosaici, di epoche diverse – ma perlopiù bizantini – e non sempre completi, anche se molto originali e affascinanti.

Il Castello di San Giusto

Infine, non distante dalla cattedrale sorge anche il Castello di San Giusto, costruito in un lungo arco di tempo che va dal 1470 al 1630. Anche questo sorge sul sito di una precedente fortificazione, di epoca veneziana, che a sua volta edificata a partire da una precedente costruzione probabilmente preromana.

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Nel corso del ‘900 il castello è stato restaurato e trasformato in museo, ma è anche il luogo in cui si tengono numerosi spettacoli all’aperto. La cosa però più interessante è che dai suoi bastioni si può ammirare uno dei più bei panorami sulla città di Trieste e sul suo golfo.

 

4. Castello di Miramare

Per completare la nostra panoramica abbiamo deciso di spostarci un po’ anche fuori della città vera e propria, mostrandovi due luoghi però imperdibili se capitate in zona. Il primo è il celebre Castello di Miramare, che sorge a circa 8 km dalla città in direzione nord-ovest.

Questo edificio fu costruito per volere di Massimiliano d’Asburgo attorno alla metà del XIX secolo, su progetto dell’architetto austriaco Carl Junker. Lo stile è neorinascimentale, con forti influenze inglesi, ed è celebre per questioni storiche, architettoniche e perfino letterarie.

Il Castello di MiramarePer quanto riguarda la letteratura vi basti ricordare l’ode Miramar firmata da Giosuè Carducci. Per quanto invece riguarda la storia, qui l’Arciduca Massimiliano visse fino all’aprile del 1864, mese in cui si imbarcò per il Messico, dove era diretto per assumere la corona imperiale che gli era stata assegnata.

Il destino dell’Asburgo, però, non fu affatto dei più rosei, visto che l’imperatore finì giustiziato, sempre in Messico, appena tre anni dopo.

Un palazzo principesco

In ogni caso, il palazzo non perse il suo rango e negli anni ’30 del ‘900 divenne anche dimora di Amedeo di Savoia-Aosta. D’altra parte è ancora oggi una ricca e bella residenza principesca, degna dell’alta nobiltà.

Sorge all’estremità di un promontorio che permette di avere una vista mozzafiato sulle zone circostanti e in particolare sul mare, come ben denota il suo nome.

Cosa vedere a Trieste? La vista dal Castello di Miramare, ad esempioAl suo interno, tra l’altro, sono custoditi mobili, dipinti, porcellane e tanti altri elementi di arredamento che lo impreziosiscono. Inoltre, all’esterno vi è un vasto giardino all’italiana molto apprezzato non solo dagli amanti del genere.

Infine, attorno al promontorio il tratto di mare che circonda il castello è stato elevato al rango di riserva marina negli anni ’80. Questo è dovuto alle sue particolari caratteristiche idrologiche e biologiche, che costituiscono un unicum nel Mediterraneo.

 

5. Risiera di San Sabba

Dopo aver parlato di tante belle cose, concludiamo purtroppo con una nota dolente, seppur necessaria. A sud della città, in posizione tutto sommato opposta rispetto al Castello di Miramare, sorge infatti un altro luogo di interesse che vale la pena di visitare.

Si tratta della Risiera di San Sabba, che un tempo sorgeva nella zona industriale della città. Era infatti, allora, uno stabilimento per la pilatura del riso, che però durante la Seconda guerra mondiale venne purtroppo convertito ad altro incarico.

La Risiera di San SabbaTra il 1943 e il 1945, durante l’occupazione nazista del territorio, lo stabilimento fu infatti trasformato prima in un centro di smistamento verso i campi di concentramento e poi, nell’ultima fase della guerra, in un vero e proprio campo di sterminio. Fu l’unico presente sul suolo italiano.

Per questi motivi, nel corso degli anni ’60 la risiera è stata recuperata alla collettività e trasformata in monumento nazionale, importante per preservare il ricordo dello sterminio. E anche, purtroppo, per ricordare le complicità che il regime nazista trovò sul nostro territorio.

All’interno della risiera, la cui fama è aumentata nel corso degli anni, sono presenti numerosi documenti e immagini, oltre a percorsi specifici. Il tutto permette di affrontare un vero e proprio viaggio all’interno di un orrore che non va dimenticato1.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Qui trovate il sito ufficiale del museo, con ulteriori informazioni.

 

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