Situato nel cuore dell’Europa e conosciuto principalmente per le sue banche e l’intensa attività finanziaria, il Lussemburgo è un paese da scoprire, ricco di storia, natura e cultura. Per questo cercheremo oggi di spiegarvi cosa vedere in Lussemburgo; ovvero, quali sono i luoghi degni di nota ma anche quali sono le cose da sapere su questo piccolo paese.

Il granducato ha, infatti, un’importanza che va ben oltre le sue dimensioni. È membro fondatore dell’Unione Europea, del Benelux, dell’ONU e della NATO, e però ha una storia più breve di quanto si pensi. È vero, infatti, che il territorio aveva già una sua identità nel X secolo, ma a partire dal XV secolo fu assoggettato ai territori vicini.

Fu così spagnolo, francese, olandese e tedesco, prima di garantirsi un’indipendenza di cui i lussemburghesi sono giustamente fieri. Ma le cose da raccontare su questo territorio sono molte e vale la pena di esplorarle una ad una. Cominciamo.

 

1. L’unico granducato al mondo

A passeggio col capo di Stato

Come dicevamo, nel corso dei secoli il Lussemburgo è stato parte dell’Impero romano ed è passato sotto il governo di francesi, spagnoli, olandesi e tedeschi. Ottenuta definitivamente l’indipendenza nel 1867, il Lussemburgo è attualmente un granducato, l’unico al mondo.

La famiglia del Granduca [1] vive nel palazzo granducale in pieno centro storico, riconoscibile per le guardie che marciano davanti all’ingresso, e viene celebrata il 22 giugno, giorno della festa nazionale del Lussemburgo. Per l’occasione, si svolge una grande parata militare e in tutta la città vengono organizzati concerti gratuiti, con un gran spettacolo di fuochi artificiali [2].

Il Palazzo Granducale del Lussemburgo (foto di Ernmuhl via Wikimedia Commons)
Il Palazzo Granducale del Lussemburgo (foto di Ernmuhl via Wikimedia Commons)

I membri della famiglia ducale sono rispettati dai lussemburghesi, e i loro volti sono immortalati su cartoline e ritratti. Essendo un paese di ridotte dimensioni, non è inoltre raro imbattersi nel Granduca in persona passeggiando per la capitale o partecipando a qualche grande evento!

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2. Un paese dall’animo europeo

L’importanza del quartiere di Kirchberg

Assieme a Germania Occidentale, Francia, Belgio, Italia e Paesi Bassi, il Lussemburgo fu – come anticipato – uno dei paesi fondatori della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, nel 1951. Proprio da quell’organismo, al tempo chiamato CECA, sarebbe derivata poi la Comunità economica europea (CEE), oggi Unione europea (UE).

Uno dei fautori di quegli accordi fu Robert Schuman, lussemburghese, considerato uno dei più importanti personaggi del paese [3].

Attualmente, il Lussemburgo ospita le sedi della Corte di giustizia dell’UE, del Tribunale dell’UE e del segretariato generale del Parlamento europeo. Gli edifici che accolgono le istituzioni europee si concentrano nel moderno quartiere di Kirchberg, una collina poco lontana dal centro storico della capitale.

 

3. Uno stato che punta all’internazionalità

Le lingue e i ristoranti

Grazie alla sua posizione geografica facilmente raggiungibile e alla grande offerta lavorativa, dovuta soprattutto alla presenza delle istituzioni europee e di aziende da tutto il mondo, negli ultimi decenni il Lussemburgo ha visto un notevole aumento demografico. Gli stranieri residenti, inoltre, hanno raggiunto il 44,5% della popolazione totale.

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Il rispetto reciproco regna sovrano, in questo melting pot di lingue e culture. A testimonianza della sua apertura e del crocevia che è stato storicamente, il Lussemburgo ha tre lingue ufficiali: francese, tedesco e lussemburghese, una lingua che ha molto in comune con quella tedesca.

Lussemburgo è una città profondamente internazionale, come dimostra il quartiere di Kirchberg (foto di Charles Betz via Wikipedia)
Lussemburgo è una città profondamente internazionale, come dimostra il quartiere di Kirchberg (foto di Charles Betz via Wikipedia)

Soprattutto nella capitale e negli ambienti di lavoro, la lingua più utilizzata è comunque l’inglese.

La varietà si riflette anche nella gastronomia, con un’ampia scelta di ristoranti, soprattutto portoghesi e italiani. Queste d’altronde sono le due comunità più numerose in Lussemburgo.

 

4. Cosa visitare nella capitale?

Passeggiate e musei

Inizialmente chiamata Lucilinburhuc, cioè “piccolo castello”, e oggi conosciuta come Lëtzebuerg, la città capitale era inizialmente una fortezza costruita sul promontorio del Bock.

Con il passare dei secoli e delle conquiste straniere, la città è cresciuta ed è attualmente sviluppata su due parti: la parte “alta”, con la Cattedrale di Notre-Dame, le vie dello shopping e la stazione, e la parte “bassa”, con il quartiere Grund che si affaccia sul fiume Alzette.

Per passare tra l’una e l’altra si può optare per una piacevole passeggiata panoramica o per i rapidi ascensori predisposti. Le migliori viste sulla valle si hanno dalla Corniche, una passeggiata che percorre i bastioni delle mura, oppure visitando le Casemates du Block, un insieme di gallerie lunghe 17 km scavate nella roccia, all’interno dell’antica fortezza.

Non mancano inoltre i musei, quali il Museo d’arte della città immerso nel parco della Villa Vauban, il MUDAM, museo di arte moderna il cui edificio è stato progettato dall’architetto della piramide del Louvre [4], e infine il museo di storia della città, che divide su 6 piani le tappe della storia del Lussemburgo.

 

5. Ardenne, castelli e dintorni

Le migliori escursioni

Date le brevi distanze, è facile raggiungere in giornata le varie località del Lussemburgo. E conviene farlo, visto che il granducato è considerato il paese dei castelli: tra i più spettacolari bisogna segnalare quelli di Vianden, Bourscheid, Clervaux, Esch-Sauer e Wiltz, immersi nel paesaggio collinare delle Ardenne.

Il castello di Vianden (foto di Lexe-I via Flickr)
Il castello di Vianden (foto di Lexe-I via Flickr)

Per gli amanti della natura, non mancano neppure le escursioni. Una fra tutte è quella a Eschternach, tra peculiari formazioni rocciose e foreste che le hanno valso l’appellativo di “piccola Svizzera”. Sulle rive dell’omonimo lago, sorgono anche i resti di una villa romana.

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Essendo poi ben collegato con i paesi confinanti, con un comodo treno è possibile raggiungere le vicine città di Treviri in Germania e Metz in Francia. In un paio d’ore si arriva a Strasburgo e in circa tre ore nella capitale belga di Bruxelles.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Quello attuale si chiama Enrico di Lussemburgo. Nato nel 1955, è salito alla carica più alta del paese dopo l’abdicazione del padre, avvenuta nel 2000. È sposato con una cubana, Maria Teresa Mestre y Batista, conosciuta a Ginevra in gioventù durante gli studi. Da notare che Enrico appartiene alla famiglia dei Borbone ed è un discendente diretto di Luigi XIV, il celebre Re Sole.
[2] In questo filmato potete vedere proprio la famiglia del granduca durante una di queste celebrazioni.
[3] L’avventurosa vita di quel grande uomo politico meriterebbe una trattazione a sé. Nato in Lussemburgo da madre lussemburghese e padre francese (ma diventato tedesco dopo il passaggio dell’Alsazia-Lorena alla Germania), crebbe nel piccolo granducato. Studiò poi in Germania e visse a lungo a Metz, allora città tedesca. Quando, alla fine della Prima guerra mondiale, tutto quel territorio tornò alla Francia, assunse la cittadinanza francese e cominciò a fare carriera politica. Dopo la Seconda guerra mondiale, da ministro degli esteri transalpino, fu uno dei politici che più si adoperarono per la nascita di una unione tra i vari stati europei. D’altronde, parlava francese, tedesco e lussemburghese, e aveva avuto la cittadinanza di tutti e tre questi paesi: era insomma l’uomo giusto per cercare la pacificazione.
[4] Se siete curiosi, si tratta di Ieoh Ming Pei, grandissimo architetto cinese naturalizzato statunitense. Vincitore di numerosi premi e considerato uno dei più grandi artisti del Novecento, è ancora vivo, nonostante abbia ormai sorpassato i 100 anni d’età.

 

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