L’Italia è interessante praticamente in ogni suo angolo: dovunque si vada, si è sicuri di trovare almeno una chiesa o una piazza che meritano di essere viste e fotografate. Ci sono però dei luoghi in cui – per motivi storici o per pura fortuna – la concentrazione di bellezze è maggiore. Uno di questi è ad esempio l’Umbria. Ma tra tutte le cose che ci sono, cosa vedere in Umbria, appunto?

La regione del centro Italia non è infatti particolarmente grande, ma ha moltissimi luoghi di interesse. Basta prenderne in mano la cartina per venirne sommersi: Perugia, Assisi, Norcia, Città di Castello, Orvieto, Gubbio, Spello, Spoleto, Terni, Foligno, Todi, Castiglione del Lago…

Senza contare che anche al di fuori delle città e dei borghi quel territorio offre dei paesaggi bellissimi ed indimenticabili, perché ci sono montagne e fiumi, oltre al grande Lago Trasimeno.

Insomma, ci sarebbe materiale per scrivere non uno, ma almeno quattro o cinque articoli. Oggi però non è questo il nostro scopo. Oggi vogliamo invece fornirvi un’introduzione di massima a questa bellissima regione, in modo che possiate orientarvi tra i cinque luoghi veramente imperdibili.

Più avanti nel tempo ci sarà modo, di sicuro, di esplorare tutti i borghi, le città e i luoghi naturalistici che per forza di cose abbiamo dovuto lasciare fuori da questo primo elenco. E ora procediamo.

 

1. Perugia

Cominciamo da quella che è la città più popolosa e importante della regione, oltre che forse la più bella: Perugia. Capoluogo da più di 160mila abitanti, manifesta ancora nel suo centro storico la sua origine antica, e in particolare le sue radici medievali.

Fondata dagli etruschi, si erge su una serie di colline, almeno nei suoi quartieri più antichi. Appena fuori città tra l’altro passa il fiume Tevere, mentre qualche chilometro più a ovest si distende il Lago Trasimeno, col suo bel parco regionale.

Perugia di notteI luoghi di interesse in città sono parecchi. Tutta la città vecchia, anzi, merita una approfondita analisi, come già aveva intuito a fine ‘800 un visitatore straniero di pregio come Henry James, che scrisse:

«Forse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno». [1]

Infatti passeggiare per il centro offre uno spettacolo difficilmente eguagliabile. Già nella piazza principale, Piazza IV Novembre, troviamo infatti la Fontana Maggiore e il Palazzo dei Priori.

La piazza

La fontana risale al XIII secolo ed è forse il monumento più famoso della città. È costituita da due vasche in marmo, poligonali e concentriche, con sopra una tazza bronzea. Tutto intorno sono inoltre scolpiti dei bassorilievi ad opera di Nicola Pisano e Giovanni Pisano, maestri del gotico italiano.

Ad essere rappresentati in questi bassorilievi sono degli elementi della vita medievale, come i segni zodiacali o le arti liberali, oppure delle figure bibliche e mitologiche.

Piazza IV Novembre a PerugiaIl Palazzo dei Priori, che sorge poco oltre, è successivo, visto che fu edificato tra la fine del Duecento e la metà del Quattrocento. Ancora oggi ospita il municipio di Perugia, e al suo interno ha sede anche l’interessante Galleria Nazionale dell’Umbria, che, se avete tempo, merita una visita.

Il palazzo in sé è costruito in stile gotico, ma ha subìto varie aggiunte e ampliamenti nel corso dei decenni. All’interno è interessante la Sala dei Notari, con otto archi trasversali a tutto sesto molto suggestivi. Belle anche la Sala del Collegio del Cambio e la Sala del Collegio della Mercanzia, con affreschi di Pinturicchio e Perugino.

Da ammirare, sempre nella stessa piazza, anche la Cattedrale di San Lorenzo, costruita in stile gotico tra la metà del ‘300 e la fine del ‘400. Qui è molto suggestiva l’architettura, godibile anche dall’interno.

La Rocca e l’Arco

Non c’è solo la piazza, però, da visitare a Perugia. Interessante è infatti vedere, ad esempio, quel che resta della Rocca Paolina, antico simbolo del potere papale sulla città, nei cui ambienti si svolgono oggi varie manifestazioni culturali.

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Ha un grande valore storico, poi, anche l’Arco etrusco, una delle sette porte dell’antica città. Risale al III secolo a.C. e viene chiamato anche Arco di Augusto perché fu ristrutturato per volere dell’imperatore romano nel 40 a.C.

Tempio di Sant'Angelo a PerugiaInfine, per quanto riguarda gli edifici religiosi vi consigliamo di visitare il Tempio di Sant’Angelo, una chiesa dalla caratteristica pianta circolare che sorge a nord della città. Si tratta di una costruzione paleocristiana che risale al V secolo, e che sorse su precedenti edifici romani ed etruschi.

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2. Assisi

Se Perugia è la città più grande, Assisi è di sicuro quella più visitata. Non certo per le sue dimensioni – ancora oggi non arriva a 30mila abitanti – ma per i monumenti e i grandi personaggi che qui hanno vissuto. Come certamente sapete, infatti, Assisi è la città di San Francesco e Santa Chiara, due tra i santi più venerati del cattolicesimo.

Buona parte dell’economia della città è legata quindi al fiorente settore del turismo, soprattutto quello religioso. E la vocazione internazionale del centro umbro è confermata anche dai prestigiosi gemellaggi, che vedono Assisi legata a Betlemme, San Francisco, Santiago de Compostela e Wadowice.

La Basilica di San Francesco ad Assisi

Il monumento sicuramente più celebre della città è la Basilica di San Francesco d’Assisi, divisa in Basilica superiore e Basilica inferiore. Costruita a partire dal 1228, immediatamente dopo la morte del Santo, fu consacrata nel 1253 e conserva ancora oggi le spoglie del Santo

La Basilica di San Francesco

Dal punto di vista artistico, l’edificio fu progettato da una serie di architetti di cui non si conoscono i nomi. Di solito, come autore, si riporta Elia da Cortona, il frate che sovrintendeva al tutto, che però non aveva particolari competenze artistiche.

Ad ogni modo la chiesa fu costruita secondo i dettami del gotico, contribuendo notevolmente alla sua diffusione in Italia. La scelta di creare una Basilica di dimensioni notevoli contrastava, tra l’altro, con i desideri testamentari dello stesso Francesco, che aveva chiesto una sepoltura molto umile.

Un'altra visuale della Basilica di San Francesco ad AssisiD’altronde, dal punto di vista della Chiesa cattolica c’erano problemi ben più grandi delle volontà di Francesco. Assisi stava diventando meta di frotte sempre più copiose di pellegrini, e serviva un edificio in grado di accoglierli.

D’altro canto, pure il papato voleva che Assisi diventasse il simbolo della nuova attenzione del clero verso i poveri. E, per quei poveri che non sapevano né leggere né scrivere, serviva una basilica piena di affreschi e messaggi didascalici, e quindi ricca e grande.

Oltre all’architettura e alla storia, sono importantissimi quindi anche i dipinti interni. Vi si trovano lavori di Cimabue, Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti e di molti altri maestri medievali.

La Porziuncola

Ad Assisi, però, non c’è solo la Basilica di San Francesco. Rimanendo in ambito religioso bisogna citare la Basilica di Santa Maria degli Angeli. All’interno di questo edificio si trova infatti la piccola chiesa della Porziuncola, edificata forse nel IV secolo.

Affidata ai benedettini, fu la terza chiesa riparata da San Francesco dopo la sua vocazione. Come ricorderete, il santo vi si dedicò dopo aver sentito, mentre pregava, una voce che gli diceva: «Va’ e ripara la mia chiesa».

In questa stessa chiesa il santo decise di vivere secondo il Vangelo e fondò l’Ordine francescano. Inoltre lì viene concessa ogni anno l’indulgenza plenaria chiamata “Perdono d’Assisi[2].

Gli altri luoghi da visitare

Ad Assisi sono però ancora molti i luoghi che meriterebbero di essere visitati. Sempre sul versante religioso, menzioniamo velocemente la Chiesa di San Damiano, dove Francesco sentì per la prima volta la voce di Dio, e l’Eremo delle Carceri, dove il santo si rifugiava per meditare.

Sul versante civile, invece, ricordiamo il Museo civico e Foro romano, con una bella collezione archeologica, la Rocca Maggiore che domina la città e la piazza del Comune.

Il tempio di Minerva ad AssisiInfine, merita assolutamente una visita il Tempio di Minerva. Eretto nel 30 a.C., era dedicato originariamente a Ercole [3], ma fu trasformato in chiesa nel XVI secolo. È uno dei templi romani meglio conservati dell’antichità.

 

3. Orvieto

Perugia e Assisi rappresentano sicuramente le due città con maggiori attrazioni turistiche per il visitatore che si reca in Umbria. Ma la regione del centro Italia è piena zeppa di altri luoghi, molto interessanti e belli anche se magari i monumenti sono numericamente inferiori.

Uno di questi straordinari luoghi è Orvieto, vicina al confine con il Lazio, a metà strada tra il Lago di Bolsena e la città di Todi (altro borgo di cui però non faremo in tempo a parlare).

Dettaglio della facciata del Duomo di OrvietoSicuramente il monumento più importante della città è il Duomo, uno dei principali capolavori del gotico in Italia. Edificato a partire dal 1290, fu disegnato inizialmente da Arnolfo di Cambio (anche se questa attribuzione non è certa).

Poi però si susseguirono altri architetti, fino a quando il progetto non finì nelle mani di Lorenzo Maitani, che apportò le modifiche più importanti al progetto iniziale. A lui si devono in particolare buona parte delle forme gotiche.

Davanti al Duomo, dentro, fuori e sotto

Celebri, sulla facciata, sono anche i mosaici, che però sono stati pesantemente modificati nei vari restauri dei secoli successivi. All’interno, al di là delle forme armoniose e dell’alternanza di fasce di basalto e travertino, si segnala la Cappella di San Brizio.

Questa cappella fu costruita nei primi decenni del ‘400 e affrescata nella seconda metà del secolo. Il primo a lavorarci fu il Beato Angelico, anche se non andò molto avanti coi lavori. Il completamento fu invece firmato da Luca Signorelli, autore della maggior parte degli affreschi e soprattutto del ciclo del Giudizio Universale.

Una panoramica su OrvietoAl di là del Duomo, ci sono però molte altre cose che meritano di essere citate. Ad esempio l’Orvieto sotterranea, cioè una serie di cunicoli che scorrono sotto la città. Questi cunicoli sono stati scoperti abbastanza di recente ed è possibile visitarne una parte.

Oppure anche il Pozzo di San Patrizio, costruito nel ‘500, dopo il sacco di Roma, per fornire acqua anche in caso di assedio. Un pozzo che è profondo 54 metri ed è un vero e proprio capolavoro di ingegneria, oltre a manifestare una certa aura di mistero e magia, aura che ne ha decretato il successo popolare.

 

4. Gubbio

Spostiamoci ora a nord della regione, verso il confine con le Marche. Qui sorge un’altra cittadina di grande bellezza, Gubbio, dotata di alcuni monumenti di rilievo ma anche di varie attività artigianali. Qui, infatti, c’è una tradizionale e pregiata produzione di ceramiche e di gioielli.

Ma Gubbio è famosa, nel resto d’Italia, anche per le vicende legate a San Francesco d’Assisi, e in particolare alla storia del lupo. Francesco trovò rifugio nella città e, secondo quanto raccontano i Fioretti, qui compì il miracolo di ammansire un lupo locale.

Un bello e caratteristico scorcio di Gubbio, che dimostra cosa vedere in Umbria (monumenti a parte)D’altronde, proprio tra ‘200 e ‘300 la città visse un periodo di grande splendore, diventando anche libero comune. E questo si vede nelle architetture più importanti, ad esempio in quelle che circondano Piazza Grande. Qui troviamo infatti sia il Palazzo dei Consoli che il Palazzo Pretorio.

Gli edifici civili e religiosi

Il Palazzo dei Consoli ha un’origine trecentesca ed è uno dei più imponenti palazzi dell’epoca. L’ispirazione veniva da un analogo edificio eretto ad Arezzo e ora scomparso. Segue i principi architettonici del gotico ed ha una struttura molto complessa, anche se la pianta è rettangolare.

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Poco distante sorge anche il Duomo cittadino, intitolato ai santi Mariano e Giacomo. Questo edificio fu cominciato nel XII secolo e completato nel 1241, anche se fu più volte rimaneggiato nei secoli successivi. I restauri di inizio ‘900 ne hanno però ripristinato in una certa misura l’architettura originale.

Il Palazzo dei Consoli a GubbioUna menzione va poi riservata anche alla Basilica di Sant’Ubaldo, sul monte Ingino. In questo santuario sono conservate anche le reliquie del patrono della città, appunto Sant’Ubaldo, che fu vescovo di Gubbio nel XII secolo.

Importanti sono infine anche i siti archeologici, come il Teatro Romano, che risale al I secolo a.C. Lì si sono ritrovati dei bei mosaici e sono ben conservate anche le arcate inferiori della struttura.

 

5. Spoleto

Concludiamo il nostro tour dell’Umbria con Spoleto. Rispetto alle altre città che abbiamo presentato finora, questa visse il suo periodo di massimo splendore molto prima, già nell’alto Medioevo. Coi longobardi divenne infatti capitale di un grande ducato e mantenne il suo prestigio anche nei secoli successivi.

La decadenza, o comunque la perdita dell’importanza, cominciò col passaggio allo Stato della Chiesa, già in epoca rinascimentale. Dal punto di vista culturale però la città mantenne a lungo un ruolo di prestigio.

Il Duomo di SpoletoIl monumento più importante della città è il Duomo. Costruito tra il 1151 e il 1227, sorse su un edificio preesistente, ma venne rimaneggiato anche nei decenni successivi, tanto è vero che oggi è difficile individuare uno stile architettonico unico. Il gotico si mescola infatti ad elementi rinascimentali e anche ad alcune influenze barocche.

L’esterno rimane comunque pregevole, mentre all’interno sono molto importanti gli affreschi. In particolare sono celebri le Storie della Vergine di Filippo Lippi, dipinte tra il 1467 e il 1469. Inoltre nella Cappella del vescovo Eroli si segnalano importanti affreschi del Pinturicchio.

Dalla Rocca al ponte

Un po’ fuori dal centro abitato si trovano inoltre due costruzioni molto famose. La prima è la Rocca Albornoziana, una fortezza che domina la città e che sorge sul colle Sant’Elia. Costruita nel ‘300, la rocca ospitò tra l’altro vari pontefici. Oggi è sede del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto e rimane altamente suggestiva.

L’altra costruzione è il Ponte delle Torri, un acquedotto probabilmente di origine romana, che unisce proprio la Rocca al Fortilizio dei Mulini. Il ponte è lungo 230 metri e alto 80, misure che gli conferiscono un aspetto imponente, soprattutto in rapporto alla sua età.

La Rocca Albornoziana e il Ponte delle Torri in una suggestiva foto dall'altoLa datazione è però l’aspetto più misterioso di questo ponte. Lo stile di molti elementi richiama al Trecento, quando fu probabilmente rimaneggiato e sistemato sulla base di una costruzione precedente. In ogni caso, il ponte ha sempre affascinato i visitatori, come dimostra anche questa celebre pagina di Goethe:

«Sono salito a Spoleto e sono anche stato sull’acquedotto, che nel tempo stesso è ponte fra una montagna e l’altra. Le dieci arcate che sovrastano a tutta la valle, costruite di mattoni, resistono sicure attraverso i secoli, mentre l’acqua scorre perenne da un capo all’altro di Spoleto. È questa la terza opera degli antichi che ho innanzi a me e di cui osservo la stessa impronta, sempre grandiosa. L’arte architettonica degli antichi è veramente una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili».

 

 

Note e approfondimenti

[1] La citazione proviene dai Transatlantic Sketches. Il libro fu pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1875.
[2] Questa indulgenza, in realtà, viene concessa a chiunque compia un certo rituale (confessione, comunione, preghiere e altro) tra l’1 e il 2 agosto, e visiti una qualsiasi chiesa francescana nel mondo. In origine però per ottenerla bisognava recarsi proprio alla Porziuncola e per questo motivo molti di quelli che vogliono ottenere questa indulgenza continuano a recarsi lì in pellegrinaggio.
[3] Il nome di Minerva deriva quindi da un equivoco. Si pensava infatti che il tempio fosse dedicato alla dea per la presenza al suo interno di una statua femminile, ma il successivo ritrovamento di una lapide votiva intitolata ad Ercole ha permesso di comprendere a chi fosse realmente dedicato. Anche se, per abitudine, poi si è continuato a chiamarlo nel vecchio modo.

 

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