Decine di pagine e profili di CasaPound sono state cancellate da Facebook

Da anni, forse persino da quando sono nati, i principali social network sono inquinati da discorsi di odio, provocazioni, troll. Persone, cioè, che intervengono nel dibattito non tanto per portare il loro contributo o sostenere le proprie ragioni, ma solo per alimentare l’odio, il rancore, la discordia. Ed è una buona notizia, dal nostro punto di vista, che finalmente Facebook stia cominciando ad affrontare la questione, come ha dimostrato la cancellazione, ieri, di decine di pagine e di profili riconducibili a CasaPound.

CasaPound, come saprete, è un movimento politico di estrema destra, nazionalista, neofascista o post-fascista, a seconda delle formule che si preferisce adottare. Da piccolo gruppo piuttosto emarginato sulla scena politica, negli ultimi anni ha cominciato a far parlare di sé proprio grazie ad un sapiente uso dei social network.

Facebook ha rimosso diverse pagine riconducibili a CasaPound
Tramite gli account dei propri responsabili ma anche delle riviste o delle organizzazioni ad esso collegate (come Il Primato Nazionale) è riuscito spesso a guadagnare una certa visibilità. Visibilità che ora la società di Mark Zuckerberg vuole togliergli, sia su Facebook che su Instagram, dove si è abbattuta la sua scure.

Un portavoce della società americana ha spiegato la decisione: «Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto [in questi social] e gli account che abbiamo rimosso non potranno più essere presenti».

Grande il disappunto di Simone Di Stefano, uno dei leader del movimento, che ha addirittura parlato di «Uno sputo in faccia alla democrazia». Come se alimentare l’odio verso il diverso avesse qualcosa a che fare con la democrazia. Su Twitter, invece, i profili di questi militanti sono ancora presenti e attivi.