Il dibattito attorno alla guglia di Notre-Dame da ricostruire

In Francia negli ultimi mesi si è sviluppato un interessante dibattito che riguarda la guglia di Notre-Dame, la celeberrima cattedrale parigina bruciata per un incendio il 15 aprile 2019. Il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha suggerito che la guglia – aggiunta a metà dell’Ottocento – potesse infatti essere ricostruita in modo diverso da com’era, ma gli esperti sembrano aver già rifiutato la sua idea.

La cattedrale risale al XII secolo, anche se fu completata nel corso del Trecento. La guglia, nota anche come flèche, fu però realizzata dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc negli anni ’50 dell’Ottocento. Ed è proprio questa aggiunta ad aver preso fuoco l’anno scorso e ad essere poi precipitata sul tetto, trascinandolo con sé.

Il progetto di Vincent Callebaut per il tetto di Notre-Dame a Parigi
Anche per questo Macron ha suggerito che la ricostruzione potesse anche, solo in questo ambito, creare qualcosa di nuovo. Vari architetti francesi hanno colto la palla al balzo e nelle scorse settimane hanno avanzato diverse proposte. C’è stato chi, ad esempio, ha suggerito di creare una grande piscina sul tetto della Cattedrale e chi una serra e un parco.

Quella forse più innovativa e stupefacente è però a nostro avviso la proposta dell’architetto Vincent Callebaut, che vorrebbe costruire una guglia di vetro che richiami quasi la Torre Eiffel e che generi contemporaneamente energia (la potete vedere nell’immagine). Queste proposte, però, pare che non verranno mai realizzate.

Una commissione appositamente costituita ha sentito infatti il parere di vari esperti e il consenso pare unanime verso una ricostruzione fedele della Cattedrale così com’era immediatamente prima dell’incendio. Quindi la guglia dovrebbe ritornare ad essere quella ottocentesca, anche se forse si opterà per qualche materiale più sicuro.