Per conoscere davvero una persona ci sono due modi: o ci si passa assieme molto tempo, osservandola in diverse situazioni della vita, o ci si parla, sperando che questa persona si apra, abbatta le proprie difese e decida di confessarci qualcosa di intimo. Cosa non facile, quest’ultima, perché si può realizzare solo quando si instaura una fiducia reciproca, un rispetto, un’attenzione molto particolari. Ma a volte queste condizioni magicamente si realizzano, e quindi viene il momento di farsi avanti. E di sciorinare le domande personali che abbiamo tenuto nel cassetto.

Come dite? Non avete nessuna di queste domande, nella vostra “scorta ideale”? Ebbene, se vi sentite persi quelle domande ve le forniamo noi, qui di seguito. Sono perfette, a nostro avviso, sia per un ragazzo che per una ragazza, soprattutto quando ci si parla a quattr’occhi. Ma anche per un gioco o per una conversazione a distanza via smartphone. Provatele.

 

1. Il sogno mai raccontato

Tutti noi abbiamo dei segreti, è abbastanza normale. E quindi li ha anche la persona che abbiamo di fronte e che abbiamo deciso di conoscere. Proprio da lì, secondo noi, bisognerebbe partire, perché i segreti sono in fondo la parte più recondita di noi, quello che più ci rappresenta e allo stesso tempo, però, quello di cui più ci vergogniamo.

Proprio per questo motivo, però, non è certo facile chiedere a una persona di aprirsi e di raccontarci i suoi segreti. Anzi, non solo non è facile: è da maleducati, è una forma di invadenza che può risultare, giustamente, fastidiosa. Ai segreti però si può accedere anche in altro modo.

Il sogno mai raccontato
Perché esistono segreti che in realtà le persone avrebbero voglia di raccontare. Segreti che sono rimasti tali solo perché non si è ancora trovata la persona giusta a cui rivelarli, o per timidezza, o per paura. A quei segreti si può accedere, e sono quei segreti legati alle speranze, alle aspettative per il futuro.

Qual è il tuo sogno nel cassetto che non hai mai raccontato a nessuno?

La frase che trovate qui sopra ci pare fare proprio al caso vostro, perché invita chi avete di fronte ad aprirsi e a raccontare un segreto che merita di essere detto. Provate ad usarla e, il più delle volte, vi sentirete comunicare qualcosa di molto bello e importante.

 

2. I fraintendimenti

Ognuno di noi, almeno in parte, si sente non capito, non compreso. La gente che ci conosce ci conosce sempre e solo fino ad un certo punto, e perfino i nostri genitori – almeno in una certa fase della nostra vita – stentano a riconoscerci. A dirla tutta, anche noi stessi stentiamo a riconoscerci, in certi frangenti.

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Non è raro, quindi, che le persone si facciano un’idea di noi che non corrisponde alla realtà, in toto o in parte. E noi magari di questo ci rendiamo pure conto, ma non riusciamo a cambiare le cose, un po’ perché continuiamo a commettere gli stessi errori, un po’ perché la gente vede sempre e solo quello che vuole vedere.

I classici fraintendimenti
Questo non accade, ovviamente, solo a noi. Succede anche agli altri ed è accaduto di sicuro anche a chi abbiamo di fronte in questo momento. In una qualche fase, per un qualche motivo anche la persona che abbiamo davanti si sarà sentita non capita, fraintesa, magari perfino da noi.

Qual è la cosa che tutti fraintendono di te? Qual è l’errore che commettono nel cercare di capirti?

Chiederle perché e soprattutto in quali aspetti è stata fraintesa può essere, quindi, un bell’esercizio, sia per noi che per lei. Per noi, perché così riusciremo a capire cosa c’è davvero dietro alla patina di apparenza che circonda ognuno di noi. Per lei, perché può diventare un’attività quasi catartica e liberatoria, di cui la persona ci sarà grata.

 

3. Cambiare il passato

Noi non siamo semplicemente ciò che siamo oggi, né siamo, banalmente, ciò che decidiamo di essere. La nostra identità, il nostro modo di porci davanti alla vita e alle persone è necessariamente anche figlio di ciò che siamo stati e di quello che abbiamo vissuto.

Se abbiamo avuto dei forti dolori affrontiamo le cose in un certo modo, mentre se non li abbiamo avuti in un altro. Se la vita ci ha sempre sorriso siamo più aperti e disponibili, mentre se ci ha preso a randellate probabilmente abbiamo sempre una certa ansia, un’attenzione particolare. E, come al solito, se questo vale per noi vale anche per gli altri.

Cosa cambieresti del tuo passato?
Così, se vogliamo davvero conoscere una persona dobbiamo anche andare ad esplorare il suo passato. E in particolare quei momenti del passato che sono stati davvero decisivi per la formazione del suo carattere. A nessuno importa realmente sapere dove l’altro abbia passato le ultime vacanze; ma sapere qual è stato l’ultimo errore, sì.

Se potessi cambiare una sola cosa del tuo passato, una tua scelta o comportamento, quale cambieresti?

La frase che riportiamo qui sopra ci sembra quindi ben adatta alla situazione. Costringe il nostro interlocutore a scegliere, nel proprio passato, un evento particolarmente importante e, se vuole, a raccontarcelo. Ne possono uscire risposte molto interessanti.

 

4. I complimenti

Una persona si conosce esplorando le sue debolezze, le sue mancanze, i suoi errori, ma si conosce anche andando a comprendere quali sono i suoi punti di forza. Non vogliamo infatti che questo dialogo a due che abbiamo cominciato ad instaurare diventi solo un rivangare i dolori del passato.

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Perché una conversazione di questo tipo funzioni, infatti, bisogna anche rischiarare ciò che c’è di buono. E andarlo a scoprire, farcelo mettere in mostra dalla persona che abbiamo davanti, senza eccessive modestie. La sincerità è infatti tutto, sia quando si affrontano le cose negative, sia quando si parla di quelle positive.

Il complimento più bello
Certo, i pregi è difficile vederli all’opera quando ci si trova semplicemente seduti a un tavolino di un bar o, peggio ancora, quando si sta chattando tramite un cellulare o un dispositivo elettronico. Ma si può fare in modo di farli saltare fuori con una semplice domanda.

Qual è il complimento che davvero ti fa emozionare? E dato da chi?

Quella che vi riportiamo qui sopra, a nostro avviso, costringe il nostro interlocutore a rivelarci qual è il pregio di cui va più fiero, visto che è sicuramente quello che lo fa più emozionare quando viene riconosciuto da qualcun altro1. E lo spinge a consegnarcelo, sinceramente e apertamente.

 

5. La paura per il futuro

Siamo partiti parlando dei sogni da realizzare, concludiamo tornando a proiettarci in avanti, verso il futuro. Con qualcosa di però completamente diverso: l’ultima nostra domanda verte infatti non sulle speranze, che sono sane, ma sulla paura per il futuro.

Ciò che ci attende ci genera, sempre, questa doppia e ambivalente reazione. Da un lato, speriamo che il domani ci regali sorprese positive, ci veda realizzare i nostri sogni e raggiungere finalmente gli obiettivi che ci siamo posti. Dall’altro, però, temiamo anche di non farcela, perché le insidie sono sempre dietro l’angolo.

La paura per il futuro
L’ultima frase gioca proprio su questo, chiedendo – come potete leggere qui di seguito – al nostro interlocutore di raccontarci la sua più grande paura riguardante il futuro. Che cosa teme? Cosa davvero lo preoccupa? Che è un modo come un altro per chiedere, in fondo, che cosa sia per lui davvero importante.

Qual è la cosa che ti terrorizza di più del tuo futuro?

Certo, anche in questo caso – come in tutti i precedenti – serve un certo grado di confidenza per rispondere a una domanda così personale. Confidiamo che però ci sia, quantomeno, fiducia reciproca e che il vostro dialogo costituisca il momento giusto per aprirsi definitivamente.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Se poi volete approfondire l’importanza psicologica dei complimenti, leggete qui.

 

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