Avrete sicuramente sentito parlare, nella vostra vita, della famiglia Rockefeller. Questo cognome è infatti sinonimo di grande ricchezza e di altrettanto grande potere. Deriva d’altronde da una delle famiglie economicamente più importanti della storia, capace di accumulare enormi ricchezze tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

A costruire questa fortuna quasi dal nulla fu John Davison Rockefeller, di cui parleremo diffusamente all’inizio di questo articolo. Ma poi il patrimonio è passato agli eredi, ovviamente dividendosi e diventando meno rilevante. Il peso della famiglia nella politica, però, si è forse addirittura accresciuto.

Se John Davison, come vedremo, ebbe notevoli problemi con i politici americani, che cercarono in più occasioni di mettergli i bastoni tra le ruote, i suoi eredi se la cavarono decisamente meglio. Uno, Nelson, di cui parleremo, divenne anche vicepresidente degli Stati Uniti, non molti anni fa.

E allora ci pare valga la pena di scoprire la storia della fortuna della famiglia Rockefeller, a partire appunto da John D. ed arrivando fino ai giorni nostri. Procediamo.

 

1. John D. Rockefeller (1839-1937)

Non è del tutto chiara quale sia l’origine della famiglia Rockefeller. La tesi più accreditata li vede provenire dalla Francia passando per la Germania. Secondo gli studiosi, infatti, i Rockefeller si sarebbero chiamati in origine Roquefeuille e sarebbero stati ugonotti1.

Per via delle persecuzioni patite sotto Luigi XIV, sarebbero emigrati verso i paesi tedeschi, più tolleranti ed interessati ad accoglierli, visto che erano abili mercanti e artigiani. Da lì poi, nel Settecento, i Rockenfeller sarebbero emigrati in America, modificando ancora il loro cognome con la perdita di una “n”.

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John D. Rockefeller nacque così a New York nel 1839. Suo padre era un uomo di poco conto, che lo stesso John più avanti negli anni non esitò a definire un “ciarlatano“. Girava infatti gli Stati Uniti cercando di vendere pozioni medicinali miracolose che, garantiva, guarivano da ogni male.

Ad ogni modo in questa maniera riuscì a mantenere la famiglia, anche se la costrinse più volte a trasferirsi. John D. Rockefeller frequentò così l’ultima parte delle scuole a Cleveland, in Ohio, e lì trovò i primi impieghi come contabile.

Gli affari col petrolio

Lavorando all’interno di varie aziende della zona si rese conto che il settore in cui investire i suoi primi risparmi doveva essere quello petrolifero. Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, l’oro nero stava gradualmente diventando una risorsa sempre più importante, e a Cleveland stavano nascendo diverse raffinerie.

John D. Rockefeller, il più ricco uomo della storiaIl giovane Rockefeller fondò così la sua prima società già nel 1858 e cinque anni dopo poté permettersi di comprare una raffineria. Non gli bastava, però, essere uno dei tanti operatori dell’Ohio: voleva essere il primo, se non addirittura l’unico.

Così iniziò a stipulare dei contratti particolari coi trasportatori, che misero subito in difficoltà le aziende rivali. Poi passò ad acquisire varie altre raffinerie, a volte anche con metodi bruschi.

Se infatti un imprenditore non voleva cedere, John finiva per fargli una vera e propria guerra commerciale, fino a mandarlo in bancarotta. Così poi poteva acquisirne la società all’asta fallimentare, senza particolari problemi.

La Standard Oil

In questa maniera Rockefeller divenne, in pochi anni, il principale magnate del petrolio dell’Ohio. Ovviamente cercò quindi di espandersi anche nel resto degli Stati Uniti. Nel 1870 fondò così la Standard Oil, una compagnia che negli anni successivi continuò ad ingrandirsi e ad aumentare il suo peso.

Per aggirare alcune leggi, che rendevano difficile operare negli stati della federazione se la sede era in uno stato diverso, Rockefeller ideò una divisione della società in tante branche, formalmente autonome ma controllate dagli stessi dirigenti. Così ogni stato aveva una sua Standard Oil, al cui vertice c’era però sempre Rockefeller.

Una vignetta satirica dei primi anni del ‘900 che criticava il potere della Standard Oil

Negli anni ’80 e ’90 dell’Ottocento la società quindi crebbe esponenzialmente, portando Rockefeller a divenire sicuramente l’uomo più ricco del pianeta e forse della storia. Le stime di oggi dicono che, agli attuali tassi di cambio, arrivò a controllare una fortuna che sfiorerebbe i 700 miliardi di dollari attuali.

Da solo, guidava quindi l’1,5% del PIL degli Stati Uniti, in un momento tra l’altro in cui gli States erano in rapidissima crescita.

Le noie con l’antitrust

Questo accentramento di denaro e di potere non poteva però durare a lungo. All’inizio del Novecento, infatti, si fecero sempre più pressanti le richieste dell’opinione pubblica e degli altri imprenditori affinché il governo intervenisse a regolamentare la questione.

I nodi vennero al pettine nel 1911, quando la Corte Suprema sancì finalmente che il monopolio di Rockefeller era incostituzionale e costrinse il magnate a sciogliere la Standard Oil. Le varie compagnie statali vennero così rese autonome le une dalle altre, anche se John mantenne una quota di minoranza in ognuna.

La sontuosa residenza di Kykuit, costruita nel 1913 per volere di John D. Rockefeller (foto e copyright di Ad Meskens via Wikimedia Commons)
La sontuosa residenza di Kykuit, costruita nel 1913 per volere di John D. Rockefeller (foto e copyright di Ad Meskens via Wikimedia Commons)

Nacquero così la Standard of California, che sarebbe poi divenuta Chevron, la Standard of New Jersey, l’attuale Esso/Exxon, la Standard of New York, cioè la Mobil, e molte altre società.

John D. Rockefeller si era comunque già ritirato dall’attività in prima persona per via di motivi di salute. Lasciò al figlio, John Davison Rockefeller Jr., il compito di amministrare le sue società, anche se visse fino a 97 anni. Morì nel 1937.

 

2. Nelson Rockefeller (1908-1979)

Il secondo Rockefeller della nostra lista è Nelson, nipote di John D., terzo figlio del suo unico discendente, John jr. Nato nel Maine nel 1908, Nelson non sembrò, sulle prime, destinato a una grande carriera: a scuola infatti aveva notevoli difficoltà.

Soffriva infatti con ogni probabilità di dislessia, problema che all’epoca non veniva diagnosticato né affrontato seriamente. Non riuscì così ad accedere a Princeton, nonostante il cognome che portava, e dovette accontentarsi del meno altisonante (ma comunque prestigioso) Dartmouth College.

Nelson Rockefeller nel 1940, quando lavorava al Coordinamento degli Affari Interamericani
Nelson Rockefeller nel 1940, quando lavorava al Coordinamento degli Affari Interamericani

Nel 1930 si laureò e l’anno dopo, molto velocemente, si sposò e iniziò a lavorare nell’azienda di famiglia. A interessargli era però soprattutto la politica, tanto da decidere per un intervento diretto in quel settore.

All’inizio sembrò più vicino ai Democratici. Fu infatti il presidente Franklin D. Roosevelt a coinvolgerlo nella cosa pubblica, affidandogli, durante la Seconda guerra mondiale, il Coordinamento degli Affari Interamericani. Si occupò così di tenere i contatti (e di fare propaganda) in Sud America.

Coi Repubblicani

Nel 1952 decise di schierarsi però definitivamente coi Repubblicani, appoggiando la candidatura alla presidenza di Dwight Eisenhower ed entrando nel suo staff. L’incarico però durò poco, tanto che lo stesso Rockefeller venne allontanato dal gruppo dopo un litigio con il futuro Segretario di Stato, John Dulles.

Il carattere esuberante di Norman Rockefeller si attenuò comunque con gli anni. E gli permise, nel 1958, di candidarsi alla carica di Governatore dello Stato di New York. Un’impresa che veniva ritenuta difficile: da molti decenni quello stato era infatti appannaggio dei Democratici.

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Rockefeller riuscì però a trionfare, forte delle sue posizioni che erano considerate piuttosto “liberal” all’interno del fronte repubblicano. E non si accontentò di un solo mandato: riuscì a farsi rieleggere per altre 3 volte, stando al suo posto per ben 15 anni.

Mentre era governatore, però, tentò più volte di candidarsi anche alla presidenza degli Stati Uniti. Si presentò alle primarie nel 1960, nel 1964 e nel 1968, ma tutte e tre le volte venne battuto. All’interno del suo partito gli si rimproveravano idee troppo “di sinistra”, oltre al fatto di essere un divorziato.

Vicepresidente degli Stati Uniti

Per la verità, nell’ultimo mandato come governatore le sue posizioni si spostarono abbastanza a destra. Varò infatti una serie di leggi molto dure sulla criminalità e soprattutto represse nel sangue la rivolta del carcere di Attica, provocando un certo sconcerto.

La foto ufficiale di Nelson Rockefeller come vicepresidente degli Stati UnitiQuando nel 1974 Nixon fu costretto alle dimissioni, divenne presidente Gerald Ford, il suo vice. Quest’ultimo dovette quindi nominare un proprio nuovo vice e scelse Norman Rockefeller, che così entrò finalmente alla Casa Bianca, anche se dalla porta secondaria.

Rimase vicepresidente per tre anni. Alla fine del mandato a Ford, che non era stato eletto la prima volta, si prospettò il passaggio delle primarie. Questi le vinse all’interno del Partito Repubblicano, sconfiggendo di misura Ronald Reagan (che si sarebbe imposto quattro anni dopo).

La destra del partito, però, impose a Ford di rinunciare a Rockefeller e prendersi un vice “meno liberal”. Per questo Ford optò per Bob Dole, anche se poi finì per perdere la corsa alla presidenza contro Jimmy Carter. Per Rockefeller fu però un duro colpo e decise di ritirarsi dalla politica. Morì d’infarto appena un anno dopo.

 

3. Winthrop Rockefeller (1912-1973)

John D. Rockefeller jr. ebbe vari figli. La primogenita era una femmina, Abby, che divenne una grande filantropa. Anche il primo dei maschi, John D. Rockefeller III, preferì occuparsi di beneficienza, mentre il terzo, Norman, come abbiamo visto salì quasi tutti i gradini della scala politica.

Winthrop Rockefeller in guerraLaurence, il quarto, si occupò degli affari, come anche l’ultimo, David, di cui parleremo nel prossimo paragrafo. Ora però vogliamo occuparci di Winthrop, il quinto figlio, nato a New York nel 1912. A differenza di Norman lui riuscì ad entrare nel college prescelto, Yale, ma non riuscì a laurearsi, visto che ne fu espulso per cattivo comportamento.

Nel 1941, poco dopo l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, si arruolò nell’esercito. Partì come soldato semplice e avanzò di grado fino a diventare tenente colonnello. Combatté nel Pacifico contro i giapponesi e riuscì a guadagnarsi anche una Bronze Star Medal e un Purple Heart, due importanti onorificenze militari.

Si sposò rapidamente nel 1948 e divorziò appena due anni dopo. Poi, nel 1953, decise di trasferirsi in Arkansas, per curare alcune società di famiglia.

Governatore dell’Arkansas

Il governatore democratico dello stato, Orval Faubus, lo coinvolse presto negli affari economici, nominandolo presidente della Arkansas Industrial Development Commission. Questa era una commissione tecnica, deputata allo sviluppo industriale della zona.

Winthrop RockefellerInoltre Rockefeller fece molte donazioni nella regione, costruendo scuole innovative a Little Rock e in altre città dello Stato. Questo lo coinvolse sempre di più negli affari dell’Arkansas, anche se in campo politico decise di appoggiare il Partito Repubblicano.

Per molti anni sostenne così le campagne degli sfidanti di Faubus, che però venivano puntualmente sconfitti. Nel 1966 decise quindi di candidarsi di persona e, presentandosi come un riformatore che cercava anche il consenso di una parte del Partito Democratico, conquistò la carica di Governatore.

Era il primo repubblicano a raggiungere quella poltrona in Arkansas nei quasi 100 anni precedenti. In quel momento, tra l’altro, anche il fratello Norman era governatore a New York, così che la situazione era simile a quella vissuta a fine anni ’90 dai due fratelli Bush, George W. e Jeb.

La fine

Nel 1968, forte del successo ottenuto, anche Winthrop decise di candidarsi per le primarie presidenziali del Partito Repubblicano. Contro di lui c’era però il suo stesso fratello, Norman, oltre a vari altri candidati. Winthrop ottenne così poche preferenze, e si ritirò presto dalla corsa.

In compenso venne rieletto come governatore una volta, perdendo invece la corsa per il terzo mandato. Lasciò l’incarico nel gennaio 1971.

Appena un anno e mezzo dopo gli venne diagnosticato un cancro al pancreas inoperabile. Morì nel febbraio 1973, a neppure 60 anni d’età.

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4. David Rockefeller (1915-2017)

Tra i figli di John jr., il Rockefeller che più si occupò degli affari fu, come detto, David. E allora presentiamo questo esponente della famiglia che, a differenza degli altri, non si interessò di politica, almeno non direttamente.

Un piccolo David sulle gambe del nonno, John D. Rockefeller
Un piccolo David sulle gambe del nonno, John D. Rockefeller

Nato nel 1915 a New York, si laureò con ottimi voti ad Harvard, specializzandosi poi in economia alla London School of Economics. In questo periodo strinse amicizia anche con il compagno di studi John Fitzgerald Kennedy e, a quanto pare, uscì per un certo periodo anche con la sorella di lui, Kathleen.

Nei primi anni ’40 lavorò per un po’ nell’ufficio di Fiorello LaGuardia, sindaco di New York. Poi si arruolò nell’esercito, raggiungendo il grado di capitano ed operando soprattutto in Nord Africa ed in Francia.

A guerra conclusa, nel 1946, entrò nella Chase National Bank, di proprietà da tempo della sua famiglia. Lui contribuì ad espanderne gli interessi, facendola entrare in vari settori produttivi, e trasformandola prima nella Chase Manhattan Bank e poi nella JP Morgan Chase attuale.

Lobby e politica

A partire dagli anni ’60, infatti, divenne presidente e maggior azionista singolo dell’istituto bancario, rendendolo nel corso degli anni uno dei principali degli Stati Uniti e del mondo.

In questa corsa poté appoggiarsi anche alla politica, che cercò di influenzare nel tentativo di aprire nuovi mercati alle sue aziende. Ad esempio, fu uno dei maggiori fautori della distensione con la Cina, nei primi anni ’70, in quanto la vedeva come un possibile bacino in cui espandersi.

David Rockefeller, a sinistra, nel 1953 con Eleanor Roosevelt, Trygvie Lie e Thomas J. Watson
David Rockefeller, a sinistra, nel 1953 con Eleanor Roosevelt, Trygvie Lie e Thomas J. Watson

Politicamente, fu molto vicino ai fratelli. Si riconosceva quindi nel Partito Repubblicano, ma nella sua frangia più moderata e “liberal”. Anche negli ultimi anni della sua vita ha sostenuto economicamente gli esponenti di centro del partito, creando vari gruppi di raccolta fondi.

Vicino però anche alla CIA, David Rockefeller è noto inoltre per le attività lobbistiche. Negli anni ’70 ha fondato la Commissione Trilaterale, un think tank che ha il compito di avvicinare Stati Uniti, Europa e Giappone dal punto di vista economico. E negli anni ’50 era anche stato il primo organizzatore del Gruppo Bilderberg.

 

5. Jay Rockefeller (1937)

L’ultimo Rockefeller di cui ci occupiamo è anche l’unico ancora in vita, tra quelli di un certo rilievo. Stiamo parlando di Jay Rockefeller, classe 1937 e anch’egli impegnato in politica. A differenza di tutti i parenti, però, quest’ultimo non è un repubblicano ma un democratico.

Jay Rockefeller nel 1984, quand'era governatore in West Virginia
Jay Rockefeller nel 1984, quand’era governatore in West Virginia

Figlio di John D. Rockefeller III, è quindi nipote di Nelson, Winthrop e David. Nato anch’egli a New York, ha studiato ad Harvard laureandosi però non in economia ma in lingue orientali. Si è poi trasferito anche in Giappone per tre anni per studiare e, una volta rientrato in patria, ha lavorato nei Peace Corps.

La sua indole “di sinistra” è emersa quando ha deciso di scendere in politica. Fin da subito ha manifestato infatti idee progressiste, anche rispetto al politico democratico medio, proponendo riforme sociali e difendendo a spada tratta il diritto all’aborto.

Il suo primo campo di battaglia è stata la Virginia Occidentale, dove a fine anni ’60 è diventato Segretario di Stato locale. Nel 1972, a 35 anni d’età, si è poi candidato alla carica di Governatore, ma è stato sconfitto dal rivale repubblicano.

Governatore e senatore

Alle elezioni successive, nel 1976, si è potuto però rifare, divenendo Governatore. È stato poi confermato nel 1980 ed è rimasto quindi in carica per 8 anni consecutivi, anche se nel frattempo la crisi economica ha cominciato a farsi sentire nella regione.

Nel 1985 ha deciso quindi di provare a candidarsi al Senato, per uno dei due seggi della West Virginia. Uscito vincitore dalle elezioni, è entrato così al Senato, dove è rimasto per trent’anni consecutivi.

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Là è diventato prima presidente della Commissione per gli Affari dei Veterani e, successivamente, di quella per il Commercio, la Scienza e i Trasporti. Nel 1992 sembrava a un passo dalla candidatura per la presidenza, ma, dopo una lunga riflessione, ha deciso di non provarci e di sostenere invece Bill Clinton.

Durante la presidenza di quest’ultimo è stato uno dei suoi più stretti alleati, sostenendo le sue riforme al Congresso.

Gli ultimi anni e la pensione

Dopo l’11 settembre ha votato a favore dell’intervento americano in Iraq, convinto dalle presunte prove della presenza di armi di distruzione di massa nel paese. Col passare dei mesi, però, la sua posizione è diventata molto critica, schierandosi contro il presidente Bush.

Jay Rockefeller al Senato degli Stati UnitiAd ogni modo, sempre all’inizio ha votato a favore anche delle misure eccezionali volute dall’amministrazione Bush per procedere negli interrogatori dei sospettati di terrorismo senza garantire loro i diritti dell’habeas corpus.

Negli ultimi anni ha appoggiato infine Barack Obama – anche lasciandosi andare a commenti molto duri, poi ritrattati, su John McCain, suo sfidante nelle elezioni 2008 – e si è espresso a favore dei matrimoni gay.

Nel 2014, terminato il suo quinto mandato come senatore e quindi il suo trentesimo anno al Congresso, ha deciso di non ricandidarsi, nonostante avesse ottenuto nelle elezioni precedenti una percentuale del 64%. Si è quindi ritirato a vita privata.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Anche vari giornali francesi, come si può verificare qui, accreditano questa tesi.

 

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