Film gay: i 20 migliori italiani e stranieri

I migliori film gay italiani e stranieri, compreso Chiamami col tuo nome

Negli ultimi anni il cinema ha cominciato, finalmente, ad occuparsi in maniera sempre più frequente di temi LGBT. I film gay, se così vogliamo chiamarli, sono aumentati di numero e migliorati nell’aspetto qualitativo, arrivando a raccontare diverse facce dell’amore omosessuale.

Oggi cerchiamo di fornirvi una guida ragionata ai film gay più importanti, non limitandoci solo a quelli più recenti, che comunque citeremo, ma andando anche a pescare i classici del passato. Procediamo.

 

1. Una giornata particolare

Questo elenco si poteva cominciare in molti modi, magari anche partendo da un film recente, visto che negli ultimi anni molte pellicole sono state dedicate ai temi LGBT. Abbiamo deciso però di iniziare da lontano, da un film che a nostro avviso ha rappresentato una svolta, soprattutto per il nostro cinema.

Il film in questione è Una giornata particolare, diretto nel 1977 da Ettore Scola e candidato all’Oscar come miglior film straniero. Un film per certi versi piccolo, perché si svolge, come il titolo suggerisce, tutto in un’unica giornata, praticamente con due soli personaggi.

Una scena di Una giornata particolare con Marcello Mastroianni e Sophia Loren
La giornata in questione è il 6 maggio 1938, data importante nello sviluppo del regime fascista perché fu il giorno della celebre visita di Adolf Hitler a Roma, visita che cementò il rapporto di vicinanza tra Italia e Germania e pose le premesse per la disastrosa Seconda guerra mondiale.

Mentre mezza Roma è a vedere la parata e la radio trasmette la cronaca dell’evento, in un caseggiato della capitale rimangono quasi solo due persone. Una è Antonietta, madre di sei figli e sposata con un fervente fascista che la trascura. L’altro è Gabriele, un radiocronista dell’EIAR.

Tra i due si sviluppa uno strano rapporto attraverso vari dialoghi e qualche scherzo, fino a quando non emerge che Gabriele sta per essere mandato al confino per via della sua omosessualità. «L’uomo deve essere marito, padre e soldato», diceva Mussolini: e Gabriele non era nessuno di questi.

 

2. I segreti di Brokeback Mountain

Spostiamoci in America, ma con un regista taiwanese, per I segreti di Brokeback Mountain, film uscito nel 2005 e anch’esso importante non solo per la storia che racconta, ma anche per l’impatto che ebbe, alla sua uscita, sull’immaginario collettivo.

Il regista in questione è Ang Lee, all’epoca già pluripremiato per film come Il banchetto di nozze, Ragione e sentimento e La tigre e il dragone. Ma importanti sono anche i due attori protagonisti, divi giovani ma anche molto bravi che resero magnificamente i personaggi.

Una scena da I segreti di Brokeback Mountain
Si trattava infatti di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, entrambi nominati poi all’Oscar e ai Golden Globe, senza aggiudicarsi il premio. Loro interpretavano due giovani ragazzi del Wyoming che negli anni ’60 avevano una breve e fugace relazione omosessuale durante un lavoro estivo.

I due poi si separavano e crescevano seguendo percorsi ordinari, fatti di matrimonio, lavoro e figli. Finivano però per incontrarsi di nuovo e ravvivare l’antica passione, anche se in maniera sporadica e sempre di nascosto, per quanto possibile, dai propri congiunti.

Il finale, in una circostanza del genere, non poteva certo essere rassicurante, ma ben descrive la situazione tossica e di isolamento a cui per molto tempo gli omosessuali sono stati relegati – e che purtroppo spesso ancora li colpisce. Forse anche per questo, e per via della sua estrema sincerità, il film è ancora un pugno allo stomaco.

 

3. Milk

Quando si parla di film gay si includono, in realtà, nel panorama film di diverso genere. Ci sono infatti film d’amore, che magari descrivono le difficoltà di un rapporto di questo tipo ma che esaltano comunque l’aspetto romantico. E ci sono poi anche film fortemente drammatici, in cui al centro della scena c’è il pregiudizio.

Infine, esistono anche film gay che potrebbero essere definiti film politici, perché cercano di analizzare la questione anche in chiave più elevata, ragionando sulle leggi, la politica e la società. Uno di questi è sicuramente Milk, uscito nel 2008 per la regia di Gus Van Sant.

Una scena di Milk con James Franco e Sean Penn
La pellicola è infatti un biopic di Harvey Milk, il primo politico americano ad essere stato eletto ad una carica pubblica da gay dichiarato. Proprio in questa veste l’uomo si batté a lungo per i diritti degli omosessuali, purtroppo pagando con la vita, visto che venne ucciso pochi mesi dopo essere divenuto consigliere comunale a San Francisco.

La pellicola – ben fatta e ben interpretata – vede Sean Penn nei panni dell’attivista, Josh Brolin in quelli del suo assassino, ma anche Emile Hirsch, James Franco e Victor Garber, quest’ultimo impegnato a impersonare il sindaco di San Francisco, George Moscone, anche lui ucciso assieme a Milk.

Il film ottenne grandi riconoscimenti dalla critica e fruttò a Penn l’Oscar come migliore attore protagonista. E questo nonostante varie difficoltà: la pellicola era infatti in lavorazione addirittura dal 1991, ma ci sono voluti quasi vent’anni per vederlo sul grande schermo1.

 

4. Le fate ignoranti

Eccoci di nuovo in Italia con Le fate ignoranti, film del 2001 di Ferzan Özpetek interpretato da Margherita Buy e Stefano Accorsi nei due ruoli principali. La storia, presentata ormai diversi anni fa, fece sensazione nell’Italia del tempo, non ancora così abituata a questi temi.

Al centro della trama c’era infatti Antonia, un medico che improvvisamente rimaneva vedova per via della morte in un incidente del marito. Ritirando gli effetti personali dell’uomo, Antonia iniziava a sospettare che il consorte avesse un’amante, salvo poi scoprire una verità inaspettata.

Margherita Buy e Stefano Accorsi in Le fate ignoranti
L’uomo infatti la tradiva, ma non con un’altra donna: aveva invece da tempo una relazione con Michele, un giovane commerciante che apparteneva ad una comunità omosessuale romana. Dopo un iniziale contrasto, Antonia iniziava poi a stringere amicizia con l’uomo, anche per comprendere meglio la psicologia del marito scomparso.

Sia la Buy che Accorsi sono poi stati premiati con il Nastro d’Argento per la loro convincente interpretazione, ma pure il soggetto di Özpetek – in parte ispirato ad una vicenda vera – ha ottenuto ottimi riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

 

5. Chiamami col tuo nome

Il film che più di recente ha riportato l’attenzione del grande pubblico – sia italiano che internazionale – sui temi dell’amore gay è stato sicuramente Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, uscito nel 2017 grazie a una coproduzione italiana, francese, brasiliana e statunitense.

La storia, come probabilmente già saprete, è quella di un amore giovanile tra un ragazzo di 17 anni, Elio, e uno studente di suo padre, Oliver, di 24 anni. I due passano un’estate assieme nel 1983, sviluppando un’attrazione che non si può più di tanto concretizzare.

Una scena di Chiamami col tuo nome, pluripremiato film di Luca Guadagnino
Ben scritto – con la sceneggiatura di James Ivory a partire da un romanzo di André Aciman –, ben diretto e ben interpretato, il film ha avuto un successo planetario, conquistando sia la critica che il pubblico internazionale. Ivory ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura non originale ma una nomination è arrivata anche in generale per il film.

Inoltre, non bisogna dimenticare due altre importanti nomination. La prima è stata quella al giovane Timothée Chalamet, che ha convinto tutti nel ruolo di Elio e che da questo il film ha dato il via a una carriera già importante. La seconda è stata quella a Sufjan Stevens per la bellissima Mystery of Love, canzone base della colonna sonora.

 

Altri 15 film gay, oltre ai 5 già segnalati

Come dicevamo in apertura, il cinema gay e più in generale LGBT negli ultimi anni è esploso, cioè sono ormai molte le pellicole che affrontano le diverse sfaccettature della questione. Qui di seguito ve ne proponiamo altre quindici di buono (se non addirittura ottimo) livello.

 

Moonlight

Moonlight è un film che non è andato particolarmente bene al botteghino, e quindi forse ne avete sentito parlare poco, ma è certamente una pellicola che merita, come dimostrano i tre premi Oscar (tra cui quello per il miglior film). È diretto e sceneggiato da Barry Jenkins e si concentra sulla comunità gay afroamericana.

 

Boys Don’t Cry

Tra i film più drammatici della nostra lista c’è sicuramente Boys Don’t Cry, incentrato su un fatto vero di discriminazione e violenza contro un ragazzo transgender. Interpretato da Hilary Swank – che per questo ruolo si aggiudicò l’Oscar come miglior attrice –, il film era sceneggiato e diretto da Kimberly Peirce.

 

Pride

Pride è invece una commedia in cui non mancano, però, i risvolti politici. Ambientata negli anni ’80, racconta di come una comunità gay londinese cerca di sostenere con donazioni economiche gli scioperi dei minatori del Galles, trovando all’inizio una chiusura e una riluttanza da parte dei minatori stessi che però va via via sciogliendosi.

 

La vita di Adele

Di La vita di Adele abbiamo già parlato anche altre volte, per la qualità della regia del franco-tunisino Abdellatif Kechiche e per la bravura delle due protagoniste, Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux. Al centro della trama c’è la storia d’amore tra una liceale e una ragazza poco più grande, dai capelli colorati di blu.

 

Tutto su mia madre

Uno dei registi che maggiormente si è dedicato a tematiche LGBT, e le ha portate anche all’attenzione mondiale, è sicuramente lo spagnolo Pedro Almodóvar. Tutto su mia madre, il suo pluripremiato film del 1999, è un omaggio alle scelte di vita “differenti” che però diventano normali nella Barcellona vitale, ironica ma anche drammatica di fine secolo.

 

Paris Is Burning

Paris Is Burning non è un’opera di fiction come quelle che abbiamo presentato finora, ma merita di essere ricordato per la forza delle sue immagini e della sua storia. Si tratta infatti di un documentario realizzato negli anni ’80 e uscito nel 1990 che segue le comunità gay, transgender e delle drag queen delle ballroom di New York.

 

Tuo, Simon

A prima vista, Tuo, Simon può sembrare la solita commedia d’amore adolescenziale, condita però in salsa gay. In realtà è un film piccolo ma bello, ironico e sognante, in cui tutti gli elementi concorrono a una narrativa non retorica, moderna e originale.

 

Boy Erased

Tratto anch’esso da una storia vera, Boy Erased racconta di un ragazzo dell’Arkansas, figlio di un pastore battista, che viene sottoposto a una terapia di conversione dall’omosessualità, con esiti drammatici. Il film è interpretato dal giovane Lucas Hedges ma anche da Nicole Kidman e Russell Crowe.

 

A Single Man

A Single Man ha rappresentato l’esordio alla regia di Tom Ford, apprezzato stilista e da lì in poi anche apprezzato cineasta. È tratto da un bel romanzo omonimo di Christopher Isherwood, uscito negli anni ’60 e considerato una pietra miliare della letteratura omosessuale.

 

Prima che sia notte

Uscito nel 2000 per la regia di Julian Schnabel – poi regista anche di Lo scafandro e la farfallaPrima che sia notte racconta la storia vera dello scrittore cubano Reinaldo Arenas, a lungo incarcerato dal regime per via della sua omosessualità fino alla fuga in America.

 

Carol

Carol è una storia tutta al femminile tratta da un romanzo di Patricia Highsmith. Ambientato negli anni ’50, il film racconta il difficile rapporto tra Carol, interpretata da Cate Blanchett, e la più giovane Therese, impersonata da Rooney Mara, e la loro complicata storia d’amore. La regia è di Todd Haynes.

 

120 battiti al minuto

120 battiti al minuto è un film francese del 2017, co-scritto e diretto dall’ex attivista Robin Campillo. Si concentra su alcuni gruppi che nella Francia dei primi anni ’90 si battevano per attirare l’attenzione sulla lotta contro l’AIDS e la condizione degli omosessuali.

 

La terra di Dio

Sempre del 2017 è La terra di Dio, anche se il paese d’origine della pellicola è qui la Gran Bretagna. I protagonisti sono due ragazzi, uno appunto inglese e l’altro un immigrato rumeno, che lavorano in una fattoria e badando agli agnelli finiscono per allacciare tra loro una complicata relazione sentimentale.

 

Parting Glances

Parting Glances è un film poco noto e anche piuttosto difficile da recuperare, che però ha un significato storico importante. Fu realizzato nel 1984 per la regia di Bill Sherwood (poi morto di AIDS) e fu uno dei primi a raccontare proprio la questione dell’AIDS all’interno della comunità omosessuale. Tra i protagonisti c’era anche un giovane Steve Buscemi.

 

Ritratto della giovane in fiamme

Chiudiamo con un film recente che però, speriamo, resterà nella memoria a lungo: si tratta di Ritratto della giovane in fiamme, film francese scritto e diretto da Céline Sciamma. Ambientato nel Settecento, racconta la storia d’amore tra una giovane nobile e la pittrice incaricata di ritrarla.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Se volete approfondire, se ne parla qui.

 

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