Forse abbiamo un nuovo farmaco contro l’Alzheimer

Sulla rivista Nature, una delle più prestigiose nel campo della ricerca scientifica, è appena comparso un articolo che ha alimentato le speranze di molti: l’Università di Zurigo ha testato nell’ultimo anno un nuovo farmaco che sembra dare risultati molto incoraggianti nella lotta contro l’Alzheimer.

Il morbo di Alzheimer è una malattia degenerativa che induce demenza, con gravi difficoltà a ricordare gli eventi, ma anche afasia, disorientamento, depressione, cambi di umore e incapacità di prendersi cura di sé. Nel mondo si stima ci siano circa 30 milioni di persone che soffrono di questa particolare e diffusa forma di demenza.

La ricerca sull'Alzheimer sta facendo passi avanti importanti
Anzi, il numero, secondo le previsioni, è destinato ad aumentare, arrivando nel 2050 fino a coinvolgere una persona su 85 a livello globale. A meno che non si trovi una cura. Per questo molti centri di ricerca stanno investendo forte impegno nel campo, e a Zurigo qualche risultato è stato ottenuto.

I medici hanno infatti realizzato un farmaco – chiamato aducanumab – che è nei fatti un anticorpo monoclonale che in un certo senso riesce ad insegnare al sistema immunitario a riconoscere le placche amiloidi, cioè quegli accumuli di proteine che si formano nel cervello e che causano appunto l’Alzheimer.

Il farmaco aiuterebbe il sistema a eliminare tali placche. È stato somministrato una volta a settimana per un anno ad un’ottantina di persone con Alzheimer moderato, dando risultati incoraggianti: le placche dopo un anno sono quasi completamente scomparse e il declino cognitivo è fortemente rallentato. Altri studi verranno comunque effettuati nei prossimi mesi.

   

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