Le frasi di Gianni Rodari sulla scuola, l’amicizia e la fantasia

Le migliori frasi di Gianni Rodari

Gianni Rodari, venuto a mancare ormai più di quarant’anni fa, è uno degli scrittori ancora oggi più amati dagli adulti e dai bambini. Con la sua prosa semplice ma efficace, le sue storie e le sue filastrocche ricche d’inventiva ha saputo incantare diverse generazioni, parlando di fantasia, amicizia e perfino educazione e scuola. Oggi abbiamo scelto le frasi di Gianni Rodari in questo senso più belle e significative.

Qui di seguito ne trovate ben 25. Sulle prime – quelle più incentrate, a nostro parere, sui temi della scuola, dell’amicizia e della fantasia – spenderemo qualche parola in più, ma alla fine vi presenteremo in velocità anche tutte le altre. Procediamo, dunque.

 

1. Gli errori sono necessari

Cominciamo da una delle frasi più semplici e più interessanti di Rodari, che ben fotografa il suo atteggiamento nei confronti dell’educazione e della scuola. D’altronde, è tratta da Il libro degli errori, un volumetto che fin dal titolo metteva in chiaro che con gli errori si voleva in qualche modo giocare.

Gianni Rodari in una scuola

Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un’energia troppo costosa.
Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa.
(da Il libro degli errori)

 

2. L’ago di Garda

A proposito di errori, anche la seconda citazione di Gianni Rodari insiste sullo stesso tema, scherzando su uno degli errori più tipici della scuola primaria, quello di parlare dell’ago di Garda. E però dagli errori può originarsi una storia ricca di fantasia.

Se un bambino scrive nel suo quaderno «l’ago di Garda», ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo «ago» importantissimo, segnato anche nella carta d’Italia. La Luna si specchierà sulla punta o nella cruna? Si pungerà il naso?
(da Grammatica della fantasia)

 

3. Bambini, imparate ad aiutare

La scrittura di Rodari era svago, fantasia, divertimento. Ma dietro c’era sempre anche un fortissimo intento educativo, perché le sue storie dovevano servire a formare una nuova generazione in grado di cambiare le regole del gioco. Lo si vede anche nei versi di questa celebre Lettera ai bambini.

Gianni Rodari circondato da bambini

È difficile fare
le cose difficili:
parlare al sordo
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate
a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi.
(da Lettera ai bambini)

 

4. Ridere di più

Gianni Rodari scrisse negli anni ’50, ’60 e ’70, anni in cui l’insegnamento, in Italia come nel resto del mondo, era ancora improntato a vecchi criteri di rigore e ordine. Fu anzi grazie alla sua attività – e a quella di altri pionieri come don Milani – che l’insegnamento cominciò a svecchiarsi, accogliendo nuove istanze, come quella del riso e del divertimento.

Nelle nostre scuole, generalmente parlando, si ride troppo poco. L’idea che l’educazione della mente debba essere una cosa tetra è tra le più difficili da combattere.
(da Grammatica della fantasia)

 

5. Sbagliando s’inventa

Concludiamo la prima parte della nostra lista proprio ribadendo – con le dirette parole di Rodari – quello che abbiamo già cercato di esprimere fin qui: la fantasia nasce dall’errore, dalla rottura degli schemi, anche dall’accettazione dei modi e dei tempi dei bambini.

Gianni Rodari

Sbagliando s’impara, è un vecchio proverbio. Il nuovo potrebbe essere che sbagliando s’inventa.
(da Grammatica della fantasia)

 

Altre 20 frasi di Gianni Rodari, oltre alle 5 già segnalate

Chiudiamo elencando, come promesso, una serie di altre frasi sia incentrate sui temi già esposti, sia di argomento diverso. Frasi che vi aiuteranno a ricordare il pensiero di Rodari e i suoi insegnamenti. Eccoli.

– Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (da La freccia azzurra)

– L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati. (da Grammatica della fantasia)

– Le fiabe sono alleate dell’utopia, non della conservazione. E perciò […] noi le difendiamo: perché crediamo nel valore educativo dell’utopia, passaggio obbligato dall’accettazione passiva del mondo, alla capacità di criticarlo, all’impegno per trasformarlo.

Gianni Rodari, autore di molte favole ma anche di poesie di Pasqua per bambini– Oggi come oggi il professor Guidoberto parla e scrive correntemente in duecentoquattordici lingue e dialetti della Terra, imparati, si sa, soltanto nei momenti di ozio. La sua barba è diventata grigia, e sotto il suo cappello non è rimasta che una ciocca striminzita. Ogni mattina egli corre al Museo e si immerge nel suo studio prediletto. Per lui il “cippo” è il cuore di Perugia, anzi, dell’Umbria, anzi, dell’Universo. Quando qualcuno ammira la sua cultura linguistica e si profonde in lodi al suo cospetto, Guidoberto fa un cenno seccato con la mano e risponde: – Non dica sciocchezze; sono ignorante quanto lei. Lo sa che in trent’anni non sono riuscito a imparare l’etrusco? Quello che non si sa ancora è sempre più importante di quello che si sa. (da Il libro degli errori)

– Il mondo si può guardare a altezza d’uomo, ma anche dall’alto di una nuvola (con gli aeroplani è più facile). Nella realtà si può entrare dalla porta principale o infilarvisi – è più divertente – da un finestrino. (da Grammatica della fantasia)

– Non c’è niente al mondo di più bello della risata di un bambino. E se un giorno tutti i bambini del mondo potranno ridere insieme, tutti, nessuno escluso, sarà un gran giorno.

– Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.

– Le favole dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa:
nel legno del tavolino,
nel bicchiere, nella rosa.
(da Il posto delle favole)

– «Quanto pesa una lacrima?» «Secondo: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.» (da Favole al telefono)

– Certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo una strada nuova.

– Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende… regala!
(da Alla formica)

– Nel paese della bugia, la verità è una malattia. (da Le storie)

– Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
(da Il cielo è di tutti)

– Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.
(da Se io avessi una botteguccia)

Gianni Rodari

– Tanta gente non lo sa
e dunque non se ne cruccia:
la vita la butta via
e mangia soltanto la buccia.
(da I bravi signori)

– In cuore abbiamo tutti un cavaliere pieno di coraggio,
pronto a rimettersi sempre in viaggio.
(da Don Chisciotte)

– Certe cose che nel mondo adulto hanno avuto un tempo grande importanza, accettano la riduzione a giocattoli, pur di non sparire, quando quel tempo viene a finire. (da Grammatica della fantasia)

– Non si può essere mai sicuri di quello che un bambino impara guardando la televisione. E non si deve mai sottovalutare la sua capacità di reagire creativamente al visibile. (da Grammatica della fantasia)

– Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno. (da Lo zampognaro)

– E in fondo al cielo, non so dove e come,
c’è un milione di stelle senza nome:
stelle comuni, nessuno le cura,
ma per loro la notte è meno scura.
(da Stelle senza nome)

 

E voi, quale frase di Gianni Rodari preferite?

 

Conosci altre belle frasi di Gianni Rodari? Segnalacele nei commenti.