Giochi per Commodore 64: cinque tra i migliori

Alla scoperta dei migliori giochi per Commodore 64

Se eravate bambini negli anni ’80, non potete non ricordare le console, i videogiochi, i computer e i programmi di allora. Il Nintendo – sottintendendo con questa espressione il NES – fece scalpore. I primi PC comparvero nelle case degli italiani e dei loro bambini. Ma soprattutto i giochi per Commodore 64 segnarono l’infanzia di molti.

Quel computer, ancora oggi ben presente nella memoria collettiva, fu commercializzato nel 1982, segnando tutto il decennio. Non è un caso che il Guinness dei Primati l’abbia nominato il computer più venduto della storia, forte di decine di milioni di esemplari piazzati in tutto il mondo.

Dalla sua aveva una buona componentistica, unita, a differenza di tutti i concorrenti, a prezzi estremamente competitivi. Di fatto, la Commodore fu la prima a inventare il computer a basso costo, rendendolo accessibile non solo agli appassionati ma anche alle famiglie che – in un’epoca di discrete possibilità economiche – volevano regalarselo per diletto.

In Italia, solo per fare un esempio, fu commercializzato a poco più di 900.000 lire (quando i concorrenti erano capaci di costare quasi il doppio), ma il suo prezzo scese progressivamente nel corso degli anni.

E, allo stesso modo, anche i giochi risultavano accessibili e relativamente facili da caricare, permettendo a molti bambini di gustarsi appieno la potenza di quei primi computer.

Ma quali furono i videogiochi più belli di quegli anni? Quali quelli più famosi? Abbiamo rispolverato la memoria e abbiamo selezionato cinque titoli che segnarono gli anni ’80, in Italia ma anche nel resto del mondo. Eccoli, con anche qualche video per ricordare cosa voleva dire giocare a quei videogame.

 

1. Bubble Bobble

Bubble Bobble, il primo gioco della nostra lista, uscì per Commodore 64 nel 1987, anche se in realtà era stato lanciato sul mercato l’anno prima in versione arcade. Quasi sicuramente ci avete giocato, o avete almeno provato una delle sue incarnazioni successive.

Bubble Bobble, uno dei videogiochi più famosi degli anni '80

Il titolo, creato in Giappone dalla Taito a partire da un’idea del suo dipendente Fukio Mitsuji, ebbe d’altronde un grandissimo successo in tutto il mondo. I punti di forza del gioco erano infatti molti: la simpatia dei personaggi, il gameplay particolarmente accattivante, perfino una musica di sottofondo memorabile.

Protagonisti dell’avventura erano due draghetti, Bubby e Bobby, che in realtà però avevano un’origine umana. La loro nuova forma era infatti l’effetto della magia del malvagio Baron Von Bubbla, che aveva anche rapito le fidanzate dei due ex-uomini.

I due draghetti, però, manifestavano subito la capacità di sparare delle bolle dalla bocca, e questo permetteva loro di catturare tutti i nemici che incontravano sulla strada e poi eliminarli saltando contro queste bolle. Così facendo, procedevano di livello in livello – o, sarebbe meglio dire, di grotta in grotta – fino ad arrivare a liberare le ragazze.

Gli adattamenti e i seguiti

Nel corso degli anni il gioco è stato adattato per numerosi computer e console. Nel 1987 arrivarono, oltre alla versione per Commodore 64, anche quelle per Atari ST, Amiga, Amstrad CPC. Un paio d’anni più tardi fu la volta dell’MS-DOS, mentre nei primi anni ’90 toccò al NES e al Gameboy.

Tra i numerosissimi seguiti, inoltre, vale la pena di segnalare Bubble Bobble: Part 2 del 1993 e le serie parallele Rainbow Islands (partita già nel 1987) e soprattutto Puzzle Bobble, di grande successo.

 

2. Maniac Mansion

Il Commodore 64 presentava, alla sua uscita, delle caratteristiche non comuni. Come detto, riusciva ad offrire a prezzi competitivi qualità che altri computer non avevano, come un chip video da 16 colori (più altri ottenibili grazie ad algoritmi), un chip audio decisamente sopra alla media e un microprocessore con 64 kB di RAM.

Maniac Mansion

Tutto questo permetteva di sviluppare giochi ben diversi da quelli a cui si era abituati fino ad allora. Giochi in cui si poteva sfruttare una grafica innovativa e che potevano essere strutturati anche su più livelli complessi. Ad esempio, fu anche grazie al Commodore 64 che si crearono le cosiddette avventure grafiche.

Questa particolare tipologia di gioco, antesignana di molti dei titoli che vanno per la maggiore oggi, era un’evoluzione delle avventure testuali. L’utente infatti vi comandava un personaggio e lo faceva interagire con l’ambiente, superando prove, enigmi e problemi di vario tipo.

Leggi anche: Cinque console degli anni ’80 da rimpiangere

La struttura del gioco era quella del punta-e-clicca: mentre sul lato superiore dello schermo si vedeva il protagonista muoversi nell’ambiente, in quella inferiore c’erano una serie di possibilità per farlo agire cliccandoci sopra. Allo stesso modo, le periferiche del Commodore permettevano di spostarlo, fargli prendere cose e così via.

Tanti personaggi, tante avventure

Uno dei primi titoli di questo genere fu Maniac Mansion, lanciato nel 1987 dalla LucasFilm Games. Il gioco segnò una svolta nel mercato. L’avventura iniziava infatti quando un personaggio, Dave Miller, scopriva che la sua ragazza era stata rapita e decideva di andare a salvarla assieme ad alcuni amici.

L’utente, però, poteva scegliere quali personaggi guidare tra una rosa di sei, vivendo così avventure in buona parte diverse, di volta in volta, in base alla scelta iniziale. Ogni personaggio aveva infatti caratteristiche proprie, e quindi poteva e doveva usare modalità differenti per superare gli ostacoli.

L’ideazione di questi personaggi, tra l’altro, era molto interessante. Il gioco infatti non era altro che la parodia di un horror di serie B, in cui non mancavano momenti comici e un po’ di ironia sui vari stereotipi del genere. Così, tra i protagonisti c’erano il classico secchione, la rockettara punk, l’aspirante scrittrice, il surfista.

Il successo del gioco fu così rilevante che negli Stati Uniti produssero anche una serie TV che riprendeva i personaggi del videogame. Si intitolava sempre Maniac Mansion [1] e fu coprodotta con un’emittente canadese, anche se in realtà si prese moltissime libertà rispetto al gioco.

 

3. California Games

Dopo un platform e un’avventura grafica, dedichiamo almeno un punto della nostra lista anche a un gioco sportivo come California Games. Il miglioramento dei vari chip grafici, infatti, rese presto possibile mettere in mostra – sugli schermi collegati al Commodore 64 – un po’ di movimento.

California Games, originale gioco sportivo degli anni '80Il gioco, prodotto da Epyx, una software house californiana, si presentava in realtà come l’ultimo capitolo di una fortunata serie. Negli anni precedenti, infatti, erano stati prodotti Summer Games e Winter Games, giochi che raccoglievano alcune specialità olimpiche, permettendo di giocarci.

Il successo di quei titoli indusse quindi la Epyx a cercare di produrre un ulteriore capitolo, e visto che la sede dell’azienda era a San Francisco si decise di optare per alcuni sport particolarmente popolari in California. Così tra le specialità comparvero lo skateboard, il surf, la BMX, il frisbee e altri ancora.

Il gioco fu scritto e disegnato da Chuck Sommerville, Ken Nicholson e Kevin Norman ed ebbe un ottimo successo. Assieme a Impossible Mission, altro celebre gioco per Commodore 64, fu l’ultimo grande successo della software house, prima di una crisi che avrebbe portato presto il produttore alla chiusura.

Dal Commodore 64 all’Atari Lynx

Il videogioco fu accolto molto bene anche dalla critica, sia per l’originalità degli sport presentati, sia perché risultavano comunque giocabili e interessanti nonostante le limitazioni dell’epoca. Non a caso, dopo essere comparso su Commodore 64 (e in contemporanea su Apple II), il titolo fu presto esportato per altre piattaforme.

Nel giro di poco tempo arrivò difatti su Amiga, Atari ST, MS-DOS, Sega Mega Drive e NES. Ma l’attività di porting è continuata negli anni successivi, visto che di recente California Games è comparso anche sui telefoni smartphone.

E, parlando di questo argomento, è interessante segnalare il caso di Atari Lynx. Se ricordate, la console portatile prodotta nel 1989 era superiore – per hardware e progettazione – al diretto concorrente, il GameBoy, ma giocò malissimo le sue carte, nonostante la presenza di titoli come appunto California Games.

Quello che pochi sanno, però, è che la console di Atari era stata in realtà progettata da Epyx e completata nel 1987. Visto però che l’azienda californiana non aveva i capitali per immetterla sul mercato, la cedette ad Atari, che poi la modificò leggermente prima del lancio.

 

4. Zak McKracken and the Alien Mindbenders

Ricordate che, un paio di punti fa, abbiamo parlato della LucasFilm Games? Oggi quella società non esiste più, avendo dichiarato fallimento nel 2013. Nel frattempo, però, aveva cambiato nome in LucasArts e aveva dato vita a numerosi titoli di livello.

Zak McKracken, uno dei migliori giochi per Commodore 64

Ovviamente, dietro a questo marchio c’era George Lucas, il leggendario regista di Star Wars e sceneggiatore di Indiana Jones. Lui aveva fondato già nel 1971 la LucasFilm, tramite cui aveva prodotto tutti i suoi lavori e quelli di altri colleghi. E ad inizio anni ’80 aveva lanciato la divisione che si sarebbe dovuta occupare di videogames.

Visto che Lucas puntava all’eccellenza in ogni settore – e non a caso all’interno di questa società sarebbero nate anche la Industrial Lights & Magic e la Pixar –, investì risorse ingenti anche nei videogiochi. Chiedendo ai suoi tecnici prodotti innovativi.

Leggi anche: Cinque musiche di videogiochi anni ’80 che non potete dimenticare

Uno dei risultati di questa politica fu Zak McKracken and the Alien Mindbenders, gioco originalissimo che arrivò sugli scaffali nel 1988. Un’altra avventura grafica che sfruttava lo stesso motore di Maniac Mansion, denominato SCUMM.

L’avventura e i suoi seguiti

Se però il primo esperimento della LucasFilm in ambito avventura grafica era una parodia dei film horror, questo gioco era invece una parodia di quelli di fantascienza. Il protagonista, Zak McKracken, era infatti un giornalista frustrato che, per caso, scopriva l’esistenza di un complotto alieno per ridurre l’intelligenza dei terrestri.

Doveva quindi spostarsi per il mondo – in Egitto tra le piramidi, a Stonehenge, ad Atlantide e perfino su Marte – per recuperare una serie di manufatti, utili a costruire un oggetto che potesse salvare il pianeta Terra.

Anche in questo caso, il giocatore controllava un personaggio – che all’inizio era Zak, ma poi variava – facendolo agire tramite una serie di comandi scritti sulla parte bassa dello schermo. L’effetto fu convincente e il gioco riscosse un ottimo successo. Non ne fu mai realizzato un sequel ufficiale, ma esistono vari fangames, seguiti creati dai fan.

Il gioco, pubblicato alla sua uscita solo per Commodore 64, fu inoltre presto convertito per altre piattaforme, anche perché la LucasFilm Games aveva già impostato la programmazione del videogame in modo che fosse semplice effettuarne il porting. Zak McKracken arrivò così presto su Amiga, Atari ST e MS-DOS.

 

5. Turrican

La copertina di TurricanL’ultimo titolo della nostra lista risale alla fase calante della storia del Commodore 64. Turrican è uscito infatti nel 1990, quando il Commodore 64 stava sparando gli ultimi colpi di una prolifica carriera, e si apprestava ad essere sorpassato da nuove e più sorprendenti piattaforme.

Ciononostante, ebbe un grandissimo successo. Realizzato Rainbow Arts, fu in realtà progettato quasi esclusivamente da Manfred Trenz, programmatore tedesco già autore di Great Giana Sisters. E, proprio per via del suo successo, fu presto trasportato su altri computer e console.

Inoltre da Turrican fu tratta una prolifica serie, proseguita per tutti gli anni ’90 con titoli anche per Sega Mega Drive, Super Nintendo e NES.

Un cyborg e le sue armi

Il gioco è sostanzialmente uno sparatutto a piattaforme di genere fantascientifico. Il protagonista delle avventure è infatti un cyborg che deve affrontare i mostri e i robot lanciatigli contro da Morgul, un terribile essere a tre facce.

Per farlo, può ovviamente muoversi e saltare, ma soprattutto ha a disposizione una serie di armi, che variano tra loro sia per tipo e direzione di sparo, sia per potenza. Sono ad esempio presenti delle mine, delle granate ed altri mezzi di questo tipo, che possono essere sfruttate a seconda delle circostanze.

Le schermate nella versione per Commodore erano molte – circa 1.000 – e questo garantiva una buona longevità. Inoltre il videogioco si segnalava anche per la particolarità dei suoi boss di fine livello, piuttosto pittoreschi.

Infine, Turrican si presentava come una sorta di incrocio tra Metroid e Psycho-Nics Oscar, uscito un paio di anni prima, mantenendo e unificando i pregi dell’uno e dell’altro. Questo rassicurò i giocatori dell’epoca, che poi amarono anche la possibilità di esplorare in relativa autonomia i vari livelli, senza dover seguire una linea prestabilita.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Qui potete vederne la sigla iniziale.

 

Segnala altri giochi per Commodore 64 nei commenti.