Londra è una città che merita di essere visitata per numerosi motivi. Viva, gigantesca, multietnica, carica di storia, è una delle capitali d’Europa e del mondo. Non è un caso che moltissimi italiani emigrino – magari per un certo periodo della propria vita – su quelle sponde, per migliorare l’inglese e mantenersi in uno dei posti più belli del pianeta. Ma molti ci vanno anche per turismo e, tra le altre cose, per visitare i fantastici musei di Londra.

Questo perché la capitale britannica è, sotto il punto di vista culturale, sicuramente una città d’avanguardia. I suoi musei sono molto numerosi e apprezzati, ma soprattutto sono di solito gratuiti.

Fedeli al principio che la cultura dev’essere accessibile per tutti, gli inglesi hanno sempre tenuto a far sì che le loro principali attrazioni pubbliche non chiedessero un biglietto a pagamento.

Considerando quanto costano gli ingressi in altre città europee (e anche italiane), questo può essere sicuramente un elemento da considerare quando vogliamo pianificare la nostra vacanza sul Tamigi. Ma ce ne sono anche molti altri: perché i musei lì sono variegati e interessanti.

Oltre a quelli spiccatamente culturali, legati all’arte o alla storia, ce ne sono infatti anche molti che possono affascinare chi non è abituato a calcare corridoi che trasudano conoscenza. Alcuni di questi musei, infatti, puntano tutto sulla curiosità. Alcuni altri sono pensati per i più piccoli. Altri ancora trasformano la visita in uno spettacolo.

L’unico vero problema è che queste strutture sono molte, e non si può fare in tempo a visitarle tutte. Bisogna quindi scegliere. Per questo motivo abbiamo deciso di preparare una guida ai cinque musei di Londra più importanti, o quantomeno a quelli che di solito non deludono nessuno.

I musei londinesi esclusi dalla lista

La lista, in realtà, sarebbe molto più lunga. Vi basti sapere che sono rimaste fuori dall’elenco strutture importanti come il Museum of London, dedicato alla storia della città, il Museo della Scienza, di cui comunque abbiamo già parlato altrove, e il Victoria and Albert Museum, dedicato principalmente alle arti applicate.

Questi ultimi due, tra l’altro, sorgono in Exhibition Road, a South Kensington, in una strada che vi conviene visitare visto che vi è la più altra concentrazione di musei di tutta la Gran Bretagna.

I cinque che abbiamo scelto, però, ci paiono quelli davvero irrinunciabili. Quando vi troverete a stilare l’elenco delle mete da toccare durante la vostra vacanza a Londra, insomma, teneteli ben presenti. Ora ve li presentiamo uno ad uno.

 

1. National Gallery

L’ordine in cui abbiamo deciso di disporre le varie mete del nostro giro tra i musei di Londra non è dettato dall’importanza dei luoghi. Piuttosto, abbiamo cercato di disegnare una sorta di percorso che, partendo dal centro vitale della città, si irradiasse quasi a cerchio, andando a toccare varie diverse attrazioni.

Così, forse, sarà più facile per voi disporre questi musei nel vostro programma giornaliero, ben sapendo però che sono quasi tutti piuttosto distanti l’uno dall’altro, e forse conviene programmarli in cinque giornate diverse, per ottimizzare i tempi degli spostamenti.

La National Gallery di Londra (foto di Morio via Wikimedia Commons)
La National Gallery di Londra (foto di Morio via Wikimedia Commons)

Il primo della lista è la National Gallery, che si trova proprio nel centro di Londra, affacciata su Trafalgar Square e a due passi dal Big Ben, dall’Abbazia di Westminster e, almeno in linea d’aria, dal London Eye.

Il museo è uno dei più importanti del mondo nel campo dell’arte, sia per le sue dimensioni, sia per l’importanza delle opere che ospita. L’ingresso è pertanto gratuito, anche se a volte, in occasione di mostre temporanee, c’è da pagare un biglietto per accedere ad alcune zone del museo.

Le opere della National Gallery

I dipinti contenuti nella struttura sono più di 2.300 e vanno dal XII secolo fino al XX. Quando fu fondato, nel 1824, il museo disponeva di poche opere, che sono però andate via via aumentando grazie alle acquisizioni e, soprattutto, alle donazioni di privati.

Molte sono le opere celebri che vi si possono ammirare. In ordine cronologico, vi segnaliamo il Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck, il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca e la Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci per quanto riguarda il Rinascimento.

Andando avanti nel tempo poi si incontrano la Cena in Emmaus di Caravaggio, il Sansone e Dalila di Rubens, l’Autoritratto con camicia ricamata di Rembrandt e la Venere Rokeby di Diego Velázquez.

Infine, l’ultima parte riguarda l’Ottocento, con Il carro da fieno di Constable, La valorosa Téméraire di Turner, il Bagnanti ad Asnières di Seurat, i Girasoli di van Gogh e Les grandes baigneuses di Cézanne.

Architettura e direzione

Interessante, poi, è anche la struttura architettonica dell’edificio. La facciata fu progettata nella prima metà dell’Ottocento da William Wilkins, ma gli ampliamenti resisi necessari nel corso degli anni sono stati disegnati da altri architetti, tra cui anche Edward Middleton Barry e Robert Venturi.

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Ultima nota, di colore, è il nome del direttore. Dal 2015 il museo è infatti affidato alle cure di Gabriele Finaldi, già responsabile del Museo del Prado di Madrid. Nativo di Londra, Finaldi ha genitori italiani [1]. C’è, insomma, un po’ d’Italia non solo nelle opere, ma anche nella direzione di questo museo.

 

2. Tate Modern

Spostiamoci ora qualche centinaio di metri più ad est, dall’altra parte del Tamigi, per recarci alla Tate Modern. Se infatti la National Gallery copre l’arte moderna, è qui che troviamo i principali capolavori di quella contemporanea.

Anche in questo caso si tratta di un museo in cui si entra gratis, ma anche di uno dei più visitati di Londra e del mondo intero, con circa 4 milioni e mezzo di persone che ne calcano i corridoi ogni anno. D’altronde, la struttura è anche molto recente e interessante sotto diversi punti di vista.

La Tate Modern vista dal Millennium Bridge (foto di Michal Louč via Wikimedia Commons)
La Tate Modern vista dal Millennium Bridge (foto di Michal Louč via Wikimedia Commons)

La Tate Modern occupa infatti un’ex centrale termoelettrica che, tra gli anni ’40 e ’70, sorgeva quasi nel cuore di Londra. Quando questa centrale fu chiusa in seguito alla crisi petrolifera, venne rilevata dalla Tate Gallery, che ne commissionò una riconversione museale.

La galleria ha così aperto nel 2000, collegata alla sponda opposta del Tamigi grazie al Millennium Bridge, ponte pedonale inaugurato nel medesimo periodo. Il tutto costituisce un insieme molto particolare e suggestivo. E dobbiamo ancora cominciare a parlare dell’interno.

Cosa c’è dentro

All’interno della Tate Modern potete trovare quadri di altissimo livello, come opere di Braque e Picasso, di Boccioni e Chagall, di Dalí e de Chirico, di Kandinskij e Matisse, di Warhol e Stella.

Tra le tante, vi segnaliamo L’incertezza del poeta di Giorgio de Chirico, la Donna che piange di Pablo Picasso e il Dittico di Marilyn di Andy Warhol, che vedete anche nelle immagini qui di seguito.

Rilevante è, infine, anche il numero degli autori italiani. Oltre ai già citati Boccioni e de Chirico, all’interno della galleria trovate opere importanti di altri pittori, tra cui Amedeo Modigliani e di Lucio Fontana.

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3. British Museum

Dopo esserci dedicati ai musei che raccolgono perlopiù quadri, passiamo a quelli generalisti. E in particolare al più famoso, grande e forse bello di tutti, il British Museum. Un’attrazione anch’essa gratuita.

Per raggiungerlo dobbiamo ripassare il Tamigi e dirigerci a nord, nella direzione di Regent’s Park. Vicino alla stazione metro di Tottenham Court Road, in Great Russell Street, ci imbattiamo infatti in una struttura imponente che ospita circa 8 milioni di reperti.

L'ingresso del British Museum, il più visitato museo inglese
L’ingresso del British Museum, il più visitato museo inglese

Fondato nel 1753 e divenuto di proprietà statale già nel 1759, il museo si è sviluppato soprattutto nell’Ottocento, anche grazie alle numerose e impegnative spedizioni archeologiche.

Anche in tempi recenti, comunque, ci sono stati notevoli ampliamenti, dovuti allo spostamento della British Library in altra sede e quindi alla disponibilità di nuovi metri quadrati. Così nel 2000, ad esempio, si è costruita la Queen Elizabeth Great Court, la più grande piazza coperta d’Europa.

Le grandi opere custodite nel grande museo

Anche in questo caso le opere di rilievo sono tantissime, dal valore artistico ma soprattutto storico. Molte di esse si studiano anche a scuola o si trovano fotografate nei libri di testo, perché ci hanno permesso in passato di ricostruire eventi importanti delle antiche civiltà.

Ad esempio, non si può non menzionare la Stele di Rosetta, che all’inizio dell’Ottocento permise di decifrare i geroglifici egizi. Oppure i fregi, le metope e i frontoni del Partenone di Atene, capolavori di Fidia. Oppure ancora la famosa Coppa Warren, di epoca romana, acquisita dal museo per 1,8 milioni di sterline nel 1999.

E ancora, meritano una citazione il Tesoro di Cartagine (una parte del quale è al Louvre di Parigi), le teste, i busti e le mummie egizie, le pietre della piramide di Cheope, lo stendardo di Ur, le impronte del Buddha, una statua megalitica dell’Isola di Pasqua e tanto altro ancora.

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4. Madame Tussauds

Come dicevamo in apertura, Londra è una città multiforme. E adatta a tutti i gusti. Ci sono molti musei d’arte, molti dedicati ad altri aspetti della cultura di un popolo o della storia, ma ci sono anche luoghi più divertenti e disimpegnati.

Per questo, vicino al British Museum, prima di completare il nostro giro in Exhibition Road, vi consigliamo di fermarvi vicino a Regent’s Park, a pochi passi dalla fermata della metropolitana di Baker Street (sì, quella di Sherlock Holmes [2]). Lì sorge il Madame Tussauds, il più famoso museo delle cere del mondo.

L'ingresso del Madame Tussauds, il museo delle cere di Londra (foto di Citizen59 via Wikimedia Commons)
L’ingresso del Madame Tussauds, il museo delle cere di Londra (foto di Citizen59 via Wikimedia Commons)

Il centro venne fondato all’inizio dell’Ottocento da Marie Tussaud, una scultrice alsaziana che era da poco arrivata a Londra assieme alle sue opere realizzate in cera. Nel corso dei decenni la struttura si è ingrandita e ha imparato a sfruttare commercialmente l’idea di partenza.

Oggi il museo è infatti di proprietà della Merlin Entertainments, un’azienda inglese che possiede numerosi parchi di divertimento. Tra questi c’è anche il nostro Gardaland, oltre a Sea Life e a una parte consistente di Legoland. Inoltre gestisce il London Eye, quindi è possibile anche acquistare un biglietto cumulativo per la ruota e per il museo delle cere.

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A differenza dei musei pubblici, infatti, il Madame Tussaud non è gratuito: sfruttando le varie scontistiche il biglietto parte dalle 29 sterline, ma sale anche notevolmente se si vuole saltare la coda. Il costo, quindi, non è affatto indifferente.

Le statue di cera

Il museo è però molto interessante e una tappa quasi obbligata nel tour di Londra. All’interno sono presenti le statue di cera di VIP, personaggi storici e attori degli ultimi due secoli e oltre.

Molte di queste statue sono omaggi alla stessa storia britannica. Ad esempio celebri sono i ritratti dei Beatles, di Alfred Hitchcock, della famiglia reale inglese, della principessa Diana, ma anche di Lady Gaga, Pierce Brosnan (nei panni di James Bond) e Keira Knightley.

Inoltre non mancano star internazionali come John Wayne, Marilyn Monroe, Marlon Brando, Michael Jackson, Johnny Depp, Gandhi, Nelson Mandela, Spider-Man e perfino Adolf Hitler.

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5. Natural History Museum

Concludiamo approdando nella già citata South Kensington, nella zona di Exhibition Road. Qui sorgono vari musei interessanti, come il Victoria and Albert Museum, il Museo della scienza, la Royal Albert Hall, l’Imperial College di Londra, la Royal Geographical Society e il Goethe-Institut.

La struttura su cui però ci vogliamo soffermare è forse il più importante di tutti questi bei musei: il Natural History Museum. Ovvero il Museo di Storia Naturale, che ospita addirittura 70 milioni di reperti.

La facciata del Museo di Storia Naturale (foto di Stephantom via Wikimedia Commons)
La facciata del Museo di Storia Naturale (foto di Stephantom via Wikimedia Commons)

Anche in questo caso l’ingresso è gratuito, anche se in certe sparute stanze può essere richiesto un pagamento. D’altronde, la struttura si inserisce pienamente nel sistema museale britannico: quando fu fondata costituiva anzi un ramo del British Museum.

Poi, ingrandendosi, si è scelto di dargli una certa autonomia. Così nel 1870 si decise di erigere questo imponente edificio, per volere del sovrintendente di allora, Richard Owen. E proprio agli studi di Owen si legano alcuni dei reperti più interessanti del museo.

La strana storia del fondatore, Richard Owen

Il curatore di allora, infatti, non era tanto un grigio burocrate, ma uno studioso di chiara fama. Richard Owen era anzi uno dei biologi più importanti del suo tempo, e a lui è da ascrivere ad esempio l’invenzione del termine “dinosauro“.

Fu, quindi, uno dei primi paleontologi, anche se oggi è abbastanza dimenticato. D’altronde, capì molto sui dinosauri ma prese anche dei poderosi abbagli. Il più clamoroso di tutto fu quello di schierarsi contro Charles Darwin e la sua teoria dell’evoluzione.

Owen – forse per motivi di rivalità personale e gelosia – attaccò infatti più volte le opere del collega, sostenendo la tesi del creazionismo. Al di là di questo, però, fu anche un innovatore nel modo di gestire i musei, perché fu uno dei primi ad aprirli al grande pubblico e ad apporre etichette informative sui reperti.

Dinosauri e non solo

Nel museo oggi sono ovviamente custoditi scheletri di dinosauro, ma anche molto altro ancora. I reperti sono divisi in cinque collezioni: botanica, entomologia, mineralogia, paleontologia e zoologia.

Vi si possono ammirare, tra le altre cose, dei dodo imbalsamati, un cervello umano sotto spirito e la sezione di una sequoia gigante. Ma a colpire il visitatore è anche l’atmosfera generale, visto che il museo sorge in un palazzo storico ottimamente curato, che ricorda l’ambientazione di molti film.

E ovviamente ad attirare l’attenzione dei visitatori sono anche i numerosi scheletri esposti. Sono presenti infatti quelli di una balenottera azzurra, di un diplodocus, di uno stegosauro e di un gliptodonte. Per ospitare tutto questo il museo si dipana su quattro piani e più di 30 sale espositive.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Un po’ della storia sua e della sua famiglia può essere letta in questo articolo del Telegraph, scritto quando fu nominato direttore alla National Gallery.
[2] A proposito, sempre in quella zona (e per la precisione al numero 239, di fianco al celebre 221B di Baker Street) sorge anche lo Sherlock Holmes Museum. Un museo forse piccolo, ma pieno di cimeli dedicati al celebre investigatore inglese. Se vi avanza tempo, vi consigliamo di farci un salto, anche se l’ingresso è a pagamento.

 

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