La bella stagione è bella perché finalmente le giornate si allungano e il sole ricomincia a baciare i nostri volti, ma anche perché ci permette di esplorare un po’ d’Italia, soprattutto nei weekend; e, se ci piacciono le gite culturali, di visitare qualche bel museo, per allietare gli occhi e la mente.

Sebbene un buon numero di grandi opere d’arte italiane si trovino al di fuori delle quattro mura di un edificio a pagamento – ad esempio nelle chiese o nelle piazze delle nostre città più antiche –, è anche vero che, dalle metropoli ai borghi, tutti i nostri centri dispongono di una grande varietà di musei, a volte tradizionali e a volte innovativi, a volte fin troppo ricchi e a volte minimali.

Scopriamo insieme i cinque che ricevono il maggior numero di visitatori ogni anno.

I borghi più belli d'Italia.
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Musei d'Italia
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L'Italia dei musei 1860-1960.
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Colosseo, Foro Romano e Palatino

Più di 5 milioni e mezzo di visitatori all’anno

Al primo posto della nostra classifica, con più di 5 milioni e mezzo di visitatori ogni anno, si piazza il complesso museale costituito dal Colosseo, dal Foro Romano e dal Palatino a Roma, monumenti che si possono visitare con un biglietto unico.

Il Colosseo credo non abbia bisogno di presentazioni: è il monumento più importante e celebre di Roma e uno dei simboli della nostra capitale e dell’intera Italia a livello mondiale; basta guardare come esso compaia in film e cartoni animati, libri e serie TV con una costanza invidiabile, al pari della Torre Eiffel parigina o del Big Ben londinese.

Costruito a partire dal 72 d.C. su spinta dell’imperatore Vespasiano, veniva utilizzato per le lotte dei gladiatori e per spettacoli di vario tipo.

Meno facili da identificare a livello d’immagine, ma non per questo meno importanti, sono il Foro Romano e il Palatino, la cui esplorazione comincia appena terminata quella del Colosseo.

Il Foro era il centro della vita pubblica di Roma, e lo fu per oltre un millennio: lì si possono ammirare le rovine di templi, edifici pubblici, vie e strade in cui si confrontavano avvocati e politici, oratori e sacerdoti, decidendo le sorti del mondo dell’epoca.

Il Palatino, invece, è il colle in cui si sono ritrovati i resti dei primi insediamenti romani e che poi, nel corso dei secoli, è diventato il centro nevralgico della città, soprattutto dall’imperatore Augusto in poi.

 

Scavi di Pompei

Le rovine della civiltà romana

Si è molto scritto, negli ultimi anni, riguardo allo stato di degrado in cui sembrano versare, per carenza di fondi, alcuni degli edifici rinvenuti a Pompei.

Eppure gli scavi che hanno riportato alla luce la cittadina sepolta, nel 79 d.C., dall’eruzione del Vesuvio costituiscono il secondo complesso museale più visitato d’Italia, forte di quasi due milioni e mezzo di biglietti venduti ogni anno e di introiti che si aggirano al di sopra dei 20 milioni di euro annui.

Gli scavi iniziarono attorno alla metà del Settecento per volere di Carlo III di Borbone, anche se fu solo dopo l’Unità d’Italia che questi lavori furono condotti con maggiore scientificità e che il luogo divenne meta turistica e di studio.

Come certamente saprete, il grande sito archeologico è importantissimo per conoscere gli usi e i costumi della società romana, oltre che per studiarne l’architettura e l’arte.

Dentro alla cittadina si possono visitare ville come la celebre Villa dei Misteri, che risale al II secolo a.C., oppure case come quella del Fauno o quella del Chirurgo, e poi edifici pubblici, teatri e templi in grande quantità.

 

Galleria degli Uffizi

Il più visitato museo vero e proprio

Scendiamo al terzo posto in classifica e finalmente abbandoniamo le antiche e gloriose vestigia romane per andare un po’ più avanti nel tempo, e precisamente al secondo più glorioso periodo della storia d’Italia, il Rinascimento.

Il terzo museo più visitato d’Italia è infatti la Galleria degli Uffizi a Firenze, che è anche il primo museo vero e proprio, racchiuso tra quattro mura e con un soffitto sopra la testa dei visitatori, visto che quelli che abbiamo visto finora erano tutti musei letteralmente a cielo aperto.

I biglietti venduti sono quasi due milioni ogni anno e le opere provengono in gran parte dalla ricchissima collezione dei Medici, ma anche da quelle di conventi e monasteri soppressi tra il XVIII e il XIX secolo.


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Il percorso espositivo parte dalla collezione di sculture di Lorenzo il Magnifico, con riproduzioni di statue antiche ed ellenistiche; poi si passa alla sala archeologica, con vari reperti romani, per approdare quindi a quelle medievali, con dipinti di Cimabue, Giotto, Gentile da Fabriano e altri.

Nelle sale del primo Rinascimento trovano spazio Masaccio, Paolo Uccello e Piero della Francesca, per poi arrivare alle sale dedicate ai grandi come il Botticelli, Leonardo, e alla saletta della Tribuna.

Seguono infine le sale rinascimentali vere e proprie, con opere di Albrecht Dürer, Michelangelo Buonarroti, Paolo Veronese, Tintoretto, Pieter Paul Rubens, Canaletto, Giambattista Tiepolo, Raffaello Sanzio, il Caravaggio e molti altri ancora.

 

Galleria dell’Accademia di Firenze

I capolavori di Michelangelo

Rimaniamo a Firenze per la Galleria dell’Accademia, che nel 2013 è stata visitata da più di un 1.250.000 persone per introiti pari a più di 6 milioni e mezzo di euro, cosa che la rende il secondo museo “al chiuso” più visitato della penisola.

Situata in via Ricasoli, deve la sua fortuna soprattutto alle sculture di Michelangelo: ne conserva infatti sette, superando qualsiasi altro museo nazionale ed internazionale, e tra tutte queste spicca indubbiamente il David, che è il simbolo di tutta la struttura.


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Tra le sale degne di nota del museo – nato originariamente, come il nome lascia intuire, come luogo di studio degli iscritti dell’Accademia di Belle Arti – si segnala in primo luogo la Sala del Colosso, che contiene il gesso di uno dei Dioscuri di Montecavallo e il bozzetto in gesso del Ratto delle Sabine del Giambologna, oltre a quadri di Paolo Uccello, Sandro Botticelli e altri.

Inoltre bisogna ricordare la Galleria dei Prigioni, con sei sculture di Michelangelo provenienti dalla tomba di Giulio II, e la Tribuna del David, creata nel 1873 per ospitare il capolavoro michelangiolesco che un tempo si trovava in Piazza della Signoria.

 

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo

La Roma degli imperatori e quella dei papi

Al quinto posto – e al terzo tra i musei propriamente detti – si trova il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, col quale ritorniamo a Roma unendo le due anime del nostro articolo: questo storico e notissimo edificio, infatti, ha una storia millenaria che va dai fasti dell’antica Roma, passa attraverso il periodo rinascimentale e la grande Roma dei papi e si conclude nel Novecento, col suo passaggio da fortificazione a museo.

Di proprietà oggi del Ministero dei Beni Culturali, Castel Sant’Angelo è visitato ogni anno da quasi un milione di turisti (peraltro in costante crescita, visto che una ventina d’anni fa non si arrivava nemmeno al mezzo milione) per un introito, nel 2013, di 4 milioni e mezzo di euro circa.

Il museo ripercorre un po’ la storia dell’edificio (da mausoleo di Adriano a residenza dei papi, da carcere a fortificazione) e soprattutto ospita varie collezioni e mostre temporanee.

Sono degne di nota, in particolare, la collezione di scultura, con belle opere anche di Pietro Bracci, e la quadreria, ma soprattutto l’armeria, attraverso la quale è possibile ripercorrere la storia della fortificazione.

 

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