I cinque nomi di cani maschi più comuni negli Stati Uniti

Bill Clinton col suo cane Buddy, quand'era Presidente degli Stati Uniti

Avete appena preso un cane, l’avete fatto entrare in casa vostra e vi siete già innamorati del suo modo di fare. Bene, benissimo. Avete comprato le crocchette, avete allestito la cuccia, avete magari letto pure un libro per educarlo al meglio. Ottimo. Ma c’è ancora qualcosa che manca per completare i lavori preliminari: il nome. Perché un nuovo membro della vostra famiglia deve avere un bel nome e non potete certo ricorrere ai più classici e banali del settore.

E dunque? In genere, con gli animali ci si concede qualche libertà in più rispetto ai nomi per le persone. E quindi si può trarre ispirazione anche seguendo i nomi stranieri, quelli ad esempio americani che ci piacciono ma che non abbiamo il coraggio di affibbiare ai nostri figli. Ma quali nomi si usano, negli Stati Uniti, per i cani? Per fortuna c’è un registro, quello delle assicurazioni degli animali domestici, che ci consente di ottenere una statistica aggiornata al 2014. Ecco, dunque, i cinque nomi di cani maschi più comuni in America.

 

Bailey

Il piccolo funzionario

L'ex cestista Bailey HowellIl più comune nome per cani, negli Stati Uniti, è Bailey. Un nome che in origine era un cognome, che poi per qualche tempo è stato usato come nome di battesimo sia maschile che femminile ma che negli ultimi decenni è finito per essere utilizzato praticamente solo per gli animali. Deriva da un termine medievale inglese – ripreso a sua volta dal francese – che era utilizzato per indicare il “balivo”, un funzionario di grado inferiore dell’epoca.

Tra le persone più famose ad aver portato questo nome bisogna segnalare la pallavolista della Nazionale americana Bailey Webster e l’ex cestista dei Detroit Pistons e dei Boston Celtics (degli anni ’60, quando il nome era un po’ più diffuso) Bailey Howell. Il nome, proprio per la sua poliedricità, si adatta bene a cani di tutti i tipi e di tutte le stazze. Il fatto poi che, come detto, richiami gli incarichi di un funzionario statale sembra essere considerato di buon auspicio affinché il cane si riveli servizievole e facile da istruire.

 

Max

Fiero e sbarazzino

Max e il suo filmAl secondo posto della classifica assicurativa americana troviamo Max, un evergreen nel campo canino. Abbreviazione di Maximilian (o del latino Maximus), è un nome che piace perché riesce a mettere insieme grandezza e spigliatezza, nobiltà e suono sbarazzino. In inglese, come ormai anche in italiano, “max” indica infatti “massimo”, e quindi qualcosa di molto grande o molto valido, ma allo stesso tempo è anche veloce da pronunciare, semplice e simpatico. Quindi sta benissimo su un cane di un certo portamento, ma non stona nemmeno su un piccoletto vivace.

Molte sono le persone, ormai anche in Italia (per abbreviazione), che si chiamano così. Tra le più note basti citare il campione del motociclismo Max Biaggi e i cantanti Max Gazzè e Max Pezzali. Il cane forse più famoso con questo nome è invece il protagonista di Max, film americano dell’anno scorso. In questa pellicola a basso costo – in cui recita Lauren Graham, ex star di Una mamma per amica – Max è un cane dell’esercito in servizio in Afghanistan, traumatizzato dopo la morte del suo compagno.


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Una curiosità, prima di chiudere. Massimiliano, che è il nome da cui per primo, in inglese, si è generato Max, ha un’origine piuttosto curiosa. “Maximilianus” era infatti un cognomen già presente nel tardo mondo latino, ma il nome fu in un certo senso ricreato a metà del XV secolo da Federico III d’Asburgo, che lo diede al proprio figlio unendo i nomi di Massimo ed Emiliano.

 

Charlie

Un nome multiuso

La cover del DVD di Charlie - Anche i cani vanno in paradisoJe suis Charlie è stata forse la frase più comune, sui social network, nel 2015. Ma quello di Charlie non è un nome utilizzato solo per le riviste satiriche a fumetti: lo si ritrova infatti in decine di ambiti diversi. Pensate alla guerra del Vietnam, quando gli americani chiamavano “Charlie” i Viet cong. O all’alfabeto dei radioamatori, in cui “Charlie” indica la lettera C. Inoltre è un nome associato non solo ai cani, ma a praticamente qualsiasi altro tipo di animali: ad esempio, esiste un tonno Charlie usato come mascotte di una industria americana, mentre in Inghilterra vive un pappagallo Charlie che pare avere più di 100 anni d’età.

Dal punto di vista canino, il quadrupede più famoso chiamato Charlie è probabilmente il protagonista di Charlie – Anche i cani vanno in paradiso, film a cartoni animati realizzato da Don Bluth nel 1989. In quel caso, Charlie era un pastore tedesco e cane “da strada” nella New Orleans degli anni ’30, che ritornava dalla morte per portare un po’ di giustizia. Tra gli esseri umani, invece, i Charlie più famosi sono il mitico Charlie Chaplin, il jazzista Charlie Parker, l’attore Charlie Sheen. Nonostante sia quasi sempre l’abbreviazione di Charles, può essere usato anche al femminile, come diminutivo di Charlotte o di Charlene.

 

Buddy

L’amichevole compagno anche dei Clinton

Bill Clinton col suo cane Buddy, quand'era Presidente degli Stati UnitiSe andate a cercare la parola “buddy” su un dizionario americano, trovate una definizione di questa risma: amico, compagno, compatriota, qualcuno di cui non si sa il nome, qualcuno di cui non si vuol dire il nome. Non c’è un corrispettivo in italiano, ma se ci fosse assomiglierebbe a “compare” o qualcosa del genere. È chiaro che chiamare Buddy il proprio cane, quindi, serve soprattutto a sottolinearne il carattere amichevole, la compagnia che ci si aspetta che il quadrupede possa portare in famiglia.

Ma Buddy, soprattutto in passato, era un nomignolo diffuso anche tra le persone. Avrete sicuramente sentito nominare Buddy Holly (il cui vero nome era Charles Holley), uno dei padri del rock’n’roll morto ad appena 22 anni, nel 1959. Ma, in tempi più recenti, è diventato abbastanza famoso anche Bartolo “Buddy” Valastro, il pasticciere della trasmissione Il boss delle torte. Tra i cani, infine, in America è famoso il Labrador Retriever di color marrone posseduto da Bill Clinton durante gli ultimi anni della sua presidenza. Il cane, che il presidente aveva chiamato così in onore di un proprio prozio, è purtroppo morto a 4 anni d’età, investito da un’auto.

 

Rocky

La mascotte perfetta

Rocky, membro della Paw PatrolAl quinto posto della graduatoria troviamo Rocky, un altro nome che in realtà non è un’abbreviazione, ma piuttosto un nomignolo che serve a sottolineare il carattere della persona. “Rocky” è infatti traducibile come “roccioso”, e quindi – sia nel caso di esseri umani che di animali – si tende ad affibbiarlo a chi ha un carattere o un fisico particolarmente robusti. Basti pensare alla celeberrima serie di film con Sylvester Stallone. Ma si ricordano anche i pugili Rocky Graziano e Rocky Marciano (più il personaggio manga Rocky Joe) e il cantante Rocky Roberts.

Rocky, però, è un nome utilizzato anche e soprattutto per gli animali, perché il suo richiamo alla “rocciosità” apre varie possibilità. C’è ad esempio un orso Rocky che ha recitato in molti film americani degli anni Duemila. C’è Rocky il Bulldog, mascotte della Terza Divisione di Fanteria dell’Esercito USA. C’è Rocky il leone di montagna che intrattiene i tifosi dei Denver Nuggets. E poi ci sono le mascotte universitarie: un toro Rocky (Università del Sud della Florida), due leoni (Slippery Rock University of Pennsylvania e Widener University), un calabrone (Università di Rochester), un falco rosso (Montclair State University). Inoltre si chiama Rocky uno dei cuccioli protagonisti della serie animata Paw Patrol.


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Concludiamo con l’elenco di chi è fuori, anche se di poco, dalla nostra cinquina. Al sesto posto troviamo Jake, al settimo Jack, all’ottavo Toby, al nono Cody e al decimo Buster. Più indietro, Duke, Cooper, Riley, Harley, Bear (“Orso”, nientemeno), Tucker, Murphy, Lucky, Oliver e Sam. Infine, oltre la ventesima posizione si trovano Oscar, Teddy, Winston, Sammy, Rusty, Shadow, Gizmo, Bentley, Zeus e Jackson.

 

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