Come si valuta la qualità della vita? Gli indicatori che sociologi ed economisti tengono solitamente in considerazione sono molti, e in parte in passato li abbiamo presentati anche noi: l’indice di sviluppo umano, il reddito medio pro-capite, la presenza di uno stato sociale e così via. È innegabile però che uno dei fattori di cui bisogna tener maggiormente conto è l’aspettativa di vita dei cittadini di un dato paese: perché è inutile avere uno stato che funziona a meraviglia ma all’interno del quale si muore relativamente giovani.

L’indice che tiene conto della speranza di vita, infatti, ci permette di comprendere indirettamente quanto sia efficiente la sanità di un dato paese, quanto i fattori climatici favoriscano la salute, quanto incida l’inquinamento.

E – al netto degli staterelli come il Principato di Monaco, San Marino (al quarto posto assoluto) e Andorra – è interessante scorrere l’elenco dei paesi in cui si invecchia meglio e più facilmente. Scopriamoli assieme.


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1. Giappone

Il paese in cui si vive più a lungo, nonostante i suicidi

Un anziano giapponese in una foto di Jon Rawlinson via Flickr
Un anziano giapponese in una foto di Jon Rawlinson via Flickr

Del Giappone, e del suo stile di vita, abbiamo parlato spesso: è uno dei paesi col più basso tasso di criminalità al mondo ma anche uno di quelli più competitivi, in cui non è affatto facile lavorare.

Eppure le statistiche ci dicono che è anche il paese in cui si vive più a lungo: tolte dalla lista le città-stato, il Giappone infatti domina incontrastato la classifica, forte di una media di quasi 84,5 anni (81,1 per i maschi e 88 per le femmine).


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Una scalata verso la vetta che il Giappone ha compiuto a passi inesorabili negli ultimi cinquant’anni: solo nel 1960, infatti, i dati erano molto meno incoraggianti, col paese nipponico che si piazzava appena al 35° posto mondiale, con un’aspettativa media stimata attorno ai 67,7 anni.

Proprio negli anni ’60, però, è cominciata la risalita, arrivando nella top ten già nel 1970 e poi piazzandosi per un ventennio al primo posto assoluto sia per i maschi che per le femmine. Oggi però il dominio del Giappone nella classifica è meno netto di quanto potesse apparire dieci anni fa, soprattutto per quanto riguarda i maschi.

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C’è da considerare che tra le principali cause di morte, oltre a quelle classiche legate alla vecchiaia (infarto, problemi cardiaci, cancro ai polmoni e allo stomaco), si registra nel paese anche un gran numero di suicidi.

Da questo punto di vista il Giappone è il sedicesimo peggior paese al mondo, con 29mila persone che ogni anno si tolgono la vita, cioè oltre il 3% delle morti totali.

 

2. Singapore

Uno stato piccolo ma sano

Scene di vita vissuta a Singapore in una foto di William Cho via Flickr
Scene di vita vissuta a Singapore in una foto di William Cho via Flickr

Seconda posizione assoluta per Singapore, che si pone a metà strada tra le città-stato di cui abbiamo già parlato e le nazioni vere e proprie: il paese, come abbiamo spiegato anche altrove, consiste sì di un’unica città, ma forte di 5 milioni di abitanti (senza contare l’elevatissimo numero di turisti e di stranieri in visita per affari), cosa che la rende comparabile ad uno stato di dimensioni medio-piccole.

Anche qui, valgono alcuni dei discorsi fatti per il Giappone: ordine pubblico ai massimi livelli, ma anche una società bloccata e rigida, in cui lo stress si fa sentire pesantemente.

Dal punto di vista sanitario, gli abitanti di Singapore non sono messi molto peggio dei giapponesi: i maschi possono sperare di vivere 81,9 anni (il miglior dato a livello mondiale), mentre le femmine “solo” 87,1, per una media complessiva di 84,4 anni.

Tutte mediche le prime dieci cause di morte registrate negli ultimi anni: al primo posto ci sono i problemi di circolazione, al secondo quelli alle vie respiratorie (dovuti anche al forte inquinamento e al consumo esagerato di tabacco), quindi infarto, cancro ai polmoni, cancro al seno e così via.

I suicidi sono poco meno di 500 all’anno, ovvero meno di 8 ogni 100mila abitanti, un dato incoraggiante; interessante in positivo anche il dato sulle morti dovute ad incidenti automobilistici, che sono solo 276 all’anno, ovvero meno di 5 ogni 100mila abitanti (fate conto che l’Italia, che in questa speciale classifica è messa piuttosto bene, ne ha più di 6).

 

3. Svizzera

Un gap tra uomini e donne assai ridotto

Winterthur, una tipica cittadina svizzera in una foto di Simon Aughton via Flickr
Winterthur, una tipica cittadina svizzera in una foto di Simon Aughton via Flickr

Abbandoniamo l’Asia (dove altre posizioni di rilievo sono occupate, ma più indietro in classifica, da Israele e Corea del Sud) e arriviamo in Europa, dove la prima posizione continentale è detenuta dalla vicina Svizzera, con un’aspettativa di vita di 80,1 anni per i maschi e 84,8 per le femmine, ovvero complessivamente 82,39 anni.

Anche in questo caso i progressi sono stati straordinari nel corso del Ventesimo secolo: basti pensare che ad inizio Novecento i maschi potevano sperare di vivere appena 46,2 anni e le femmine 48,8.


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Oggi una delle particolarità del sistema elvetico è che la differenza tra maschi e femmine si è notevolmente ridotta, tanto è vero che lo scarto di meno di cinque anni tra l’aspettativa di vita degli uni e delle altre è uno dei più contenuti del mondo.

Addirittura, i dati più recenti del 2015 – che non abbiamo tenuto in considerazione perché per molti stati non sono ancora disponibili – parlano di un’ulteriore riduzione del gap, coi maschi che arrivano a 81 anni e le donne a 85,2.

Per quanto riguarda le cause di morte, relativamente meno pesante l’infarto, mentre si trova al secondo posto l’Alzheimer, che – complice l’età avanzata degli abitanti – ha qui un’incidenza particolarmente alta: quasi il 12% delle morti è dovuta infatti a questa malattia, e ogni 100mila abitanti sono ben 32 quelli che ne muoiono.

Piuttosto basso, invece, il tasso di suicidi, mentre tra gli incidenti quelli per caduta (e quindi principalmente sul lavoro) sorpassano quelli dovuti alle auto.

 

4. Australia

Un paese che scoppia di salute, ma col problema del sole e delle lampade solari

L'Australia è il quarto paese con l'aspettativa di vita più lunga (foto di Steven Johnson via Flickr)
L’Australia è il quarto paese con l’aspettativa di vita più lunga (foto di Steven Johnson via Flickr)

Asia (o almeno le zone più ricche dell’Asia) ed Europa dominano la classifica, ma c’è spazio, al quarto posto, anche per una nazione che proviene da un altro continente e che ha visto migliorare notevolmente la propria economia negli ultimi decenni: l’Australia.

Qui infatti le donne alla nascita possono sperare di arrivare tranquillamente a 84,6 anni d’età, mentre gli uomini si devono accontentare di 79,6, per una media totale di 82,07 anni.

Anche qui la crescita delle statistiche è stata notevole nel corso del Novecento e in particolare dagli anni ’60 in poi, quando l’avvento di nuove cure, dei vaccini e della chirurgia avanzata ha permesso di debellare o comunque rallentare molte delle cause di morte che attanagliavano la popolazione.

In ogni caso, la situazione era già in partenza più rosea che altrove, se si pensa che addirittura a fine Ottocento le donne superavano i 50 anni come aspettativa di vita e gli uomini ci andavano molto vicini.

Tra le cause di morte, desta preoccupazione anche in questo caso l’Alzheimer, che provoca il decesso di quasi 26 persone ogni 100mila abitanti, mentre i vari tipi di cancro sono tenuti tutto sommato sotto controllo (in ordine: ai polmoni, alla prostata, al seno, al colon-retto, al pancreas e alla pelle).

Proprio il cancro alla pelle è, proporzionalmente, la causa di morte più seria in Australia, visto che colpisce più di 6 persone ogni 100mila abitanti, ponendo il paese oceanico al secondo posto mondiale per numero di decessi.

Anche per questo motivo negli ultimi anni il governo australiano è corso ai ripari, varando campagne di informazione sui rischi del sole e vietando addirittura le lampade solari, ritenute in parte responsabili dell’esplosione del fenomeno.

 

5. Italia

Per una volta ai primi posti

La Sardegna è sempre stata una zona – in Italia come nel mondo – dall'alta aspettativa di vita (foto di Jean Bajean via Flickr)
La Sardegna è sempre stata una zona – in Italia come nel mondo – dall’alta aspettativa di vita (foto di Jean Bajean via Flickr)

Fa piacere scoprire che per una volta, in queste classifiche virtuose, c’è spazio anche per l’Italia, che si piazza infatti al quinto posto assoluto e al secondo in Europa per aspettativa di vita.

Da noi i maschi vivono oggigiorno in media 79,4 anni e le femmine 84,8, dato che ci permette di stare davanti (anche se di poco) a Svezia, Canada, Francia, Norvegia, Spagna, Israele, Islanda, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Irlanda, Germania, Regno Unito, Grecia e Austria.

Nel nostro caso, il grande balzo in avanti è stato compiuto negli ultimi quindici anni: prima avevamo statistiche più che discrete, ma che ci piazzavano tra il decimo e il ventesimo posto assoluto a livello mondiale.

Poi dall’anno 2000, una serie di balzi in avanti ci ha consentito di arrivare nella top-5, anche se questi miglioramenti hanno messo in difficoltà – almeno a giudicare dalle manovre che costantemente vengono varate – sia il sistema pensionistico che quello sanitario.

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Tra le cause di morte, andiamo bene coi problemi coronarici e gli infarti – che sono ancora le due cause principali, ma incidono molto meno che altrove – mentre sono più preoccupanti i dati per le neoplasie rare (che colpiscono 5 persone su 100mila abitanti) e soprattutto per l’epatite C, che porta alla morte 2,23 persone ogni 100mila, terzo peggior dato a livello mondiale.

Ottime invece le statistiche per quanto riguarda i morti per incidenti automobilistici, per influenza, per problemi legati al parto, per violenza e per annegamento.

Vi lasciamo con una piccola curiosità: sapete quali sono i paesi in cui si muore prima? La peggior statistica è quella del Ciad (49,44 anni di media), seguita da molto vicino dal Sudafrica (49,56) e poi da Guinea-Bissau, Afghanistan, Swaziland e Repubblica Centrafricana.

Il peggior paese europeo è l’Ucraina, con 69,14 anni di media, seguita da Moldavia, Russia e Turchia.

 

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