I cinque più grandi laghi africani

La bellezza dei laghi africani più grandi

 
L’Africa è un continente immenso e pieno di sorprese; un continente in cui gioca un ruolo fondamentale anche il clima, non sempre dei più ospitali tra deserti, tropici ed equatore. Per questo, nello sviluppo delle civiltà locali, un ruolo fondamentale l’ha assunto già da molti secoli l’acqua, sia sotto forma di mare che di fiume che, ancora, di lago.

Se, infatti, sia il Mediterraneo che ad esempio il Nilo sono celebri dal punto di vista geografico e storico, poco si sa dei grandi laghi africani, che spesso occupano le prime posizioni mondiali nella classifica delle estensioni ma che quasi nessuno saprebbe elencare. Ma non temete: ve li elenchiamo e presentiamo noi.

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Lago Vittoria

Alle origini del Nilo

La bellezza del Lago Vittoria, il più grande di tutta l'AfricaIl più grande lago africano e in assoluto il secondo più esteso lago d’acqua dolce del mondo (sempre che si consideri il dibattuto Michigan-Uron, tra il Canada e gli Stati Uniti, come un insieme di due laghi e non un elemento unico) è il Lago Vittoria, tra Uganda, Kenya e Tanzania. Forte di una superficie di quasi 70mila chilometri quadrati e posizionato su un altopiano a più di mille metri d’altezza sul livello del mare, il Lago Vittoria è celebre anche dal punto di vista storico, perché meta di una grande quantità di esplorazioni che, nell’Ottocento, miravano ad individuare le sorgenti del Nilo.

L’unico vero emissario del lago, infatti, è il Nilo Bianco, il principale affluente del celebre fiume assieme al Nilo Azzurro, che parte dall’Uganda e prosegue per quasi 4mila chilometri. Proprio cercandone l’origine, il lago fu scoperto nel 1858 dall’esploratore britannico John Hanning Speke, anche se in realtà era già noto ai cartografi arabi dal XII secolo; in seguito, la sua scoperta fu confermata dal giornalista Henry Morton Stanley, che proprio nel viaggio verso questo lago incontrò il collega David Livingstone, proferendogli la celebre frase «Il dottor Livingstone, suppongo?» in un momento in cui nella parte interna dell’Africa subsahariana c’erano probabilmente solo due uomini bianchi.

La pesca e i suoi problemi

Molto note le cascate Rippon (da non confondersi con le più celebri Cascate Vittoria, che si trovano sempre in Africa ma tra lo Zambia e lo Zimbabwe) e le buone possibilità di pesca del persico del Nilo, ma in quest’ultimo caso l’aumento della pescosità ha portato a vari problemi ecologici: questi pesci furono infatti introdotti nel lago nel corso degli anni ’50 dall’uomo, senza rendersi conto che avrebbero alterato enormemente l’ecosistema; da allora, infatti, molte specie di pesci si sono di conseguenza estinte.

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Lago Tanganica

Il secondo più profondo del mondo

Il Lago Tanganica visto dallo spazioIndietro di una sola posizione nella graduatoria mondiale rispetto al Lago Vittoria, ma grande circa la metà, è il Lago Tanganica, ubicato tra Burundi, Tanzania, Zambia e Repubblica Democratica del Congo, non distante per la verità in linea d’aria dal lago che lo precede. La particolarità di questa distesa d’acqua, che arriva a sfiorare i 33mila chilometri quadrati di superficie, è che si tratta del secondo lago più profondo del mondo dietro al lago russo Bajkal, forte di 1.500 metri di profondità.

Dalla forma particolarmente allungata che arriva a misurare 676 chilometri e che gli permette di detenere il record di secondo lago d’acqua dolce più lungo del mondo, il Tanganica sorge in una delle conche della Rift Valley ed ha come emissario principale il fiume Lukuga, che poi sfocia nel Congo. Anche questo lago fu scoperto nel 1858 grazie allo stesso Speke e al suo collega Richard Burton (solo omonimo del celebre attore, ma grande orientalista e tra i primi traduttori de Le mille e una notte e del Kamasutra).

Una risorsa per Tanzania e Congo

Dal punto di vista economico, il lago è una risorsa fondamentale di Tanzania e Congo che si dividono circa l’80% delle acque: la pesca infatti è molto sviluppata e, direttamente o tramite l’indotto, dà lavoro a quasi 50mila persone, sparse in circa 800 siti diversi. Sono catalogate più di 300 diverse specie di pesci, appartenenti perlopiù alla famiglia dei Ciclidi.

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Lago Malawi

Parco Nazionale e pesci variopinti

Il Lago Malawi fotografato dallo spazioSempre confinante con la Tanzania, ma capace di espandersi anche in Malawi e Mozambico è il lago Malawi, 30mila chilometri quadrati di estensione e 579 chilometri di lunghezza. Situato nella parte più meridionale della Rift Valley, ospita anche, sul suo versante meridionale, il Parco Nazionale del Lago Malawi, contenuto interamente all’interno dell’omonimo stato e caratterizzato dalla presenza di specie ittiche endemiche che costituiscono un importante esempio di evoluzione specialistica. Non è un caso che tale parco sia stato inserito, nel 1984, all’interno dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

Le particolarità del lago però sono molte: ad esempio, in epoca coloniale era chiamato anche Lago Calendario per il fatto che la sua lunghezza misura 365 miglia, cioè il numero dei giorni dell’anno, mentre la sua larghezza è pari a 52 miglia, cioè il numero delle settimane di cui si compone l’anno. L’onore della sua scoperta da parte degli Occidentali, avvenuta nel 1859, spetta al già citato Livingstone, che vi arrivò seguendo le indicazioni delle tribù locali ma anche di avventurieri spagnoli; tra l’altro, proprio da questo lago passava gran parte del traffico degli schiavi.

500 diverse specie di Ciclidi

Anche qui importantissima è la pesca, che dà da mangiare ai numerosi villaggi di pescatori che sorgono lungo le coste del Malawi. Dominano, ovviamente, i Ciclidi, dei quali il WWF ha catalogato 500 specie diverse; per di più si tratta spesso di pesci molto variopinti, che finiscono di frequente negli acquari anche europei.

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Lago Turkana

In mezzo al deserto

Il Lago Turkana – uno dei più grandi dell'Africa – con la sua isola meridionale, in Kenya (foto di Doron via Wikimedia Commons)Sempre alla Rift Valley appartiene anche il quarto lago più grande dell’Africa, il Turkana, che si estende per quasi 6.500 chilometri quadrati tra Etiopia e Kenya. Nonostante sia il quarto lago continentale e solo il ventiduesimo a livello mondiale, vanta almeno due importanti primati: da un lato è il più esteso lago permanente che si trova in territorio desertico e dall’altro è il più grande lago alcalino (cioè con un grande livello di sali alcali disciolti nelle sue acque) del mondo.

Scoperto nel 1888 dagli esploratori Sámuel Teleki e Ludwig von Höhnel, entrambi di nazionalità austroungarica, fu intitolato per la prima volta al principe dell’Impero austriaco Rodolfo d’Asburgo-Lorena, assumendo quindi il nome di Lago Rodolfo; solo nel 1975 ha preso il nome attuale, che deriva dall’etnia turkana che abita da diversi secoli le sue sponde. Ha alcuni immissari principali ma nessun emissario, cosa che ne fa un bacino chiuso e l’acqua in eccesso semplicemente evapora a causa delle alte temperature.

I ritrovamenti archeologici

Di particolare rilievo, qui, sono i ritrovamenti paleontologici che sono stati effettuati soprattutto dagli anni ’80 in poi: tra i tanti si ricordano il ritrovamento di un cranio di homo habilis e di altri resti di homo rudolfensis (che prende il nome proprio dalla vecchia denominazione del lago) e di homo ergaster, ominidi vissuti circa 1,8 milioni di anni fa ma soppiantati da altre evoluzioni della specie.

 

Lago Alberto

E l’esploratore italiano Gessi

Il Lago Alberto in Uganda (foto di Rod Waddington via Flickr)Scoperto nel 1864 dall’esploratore britannico Samuel Baker e da sua moglie, il quinto e ultimo lago della nostra graduatoria fu intitolato al principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, marito della regina Vittoria a cui era già stata intitolata la più grande distesa d’acqua della zona. L’Alberto, infatti, è il più settentrionale dei laghi della Rift Valley e misura 5.400 chilometri quadrati di superficie tra l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo, praticamente al centro dell’Africa.

Posto a 619 metri sul livello del mare, è legato anch’esso al Nilo visto che il suo principale immissario è il Nilo Vittoria, che deriva dal lago omonimo, mentre il suo emissario è il Nilo Alberto, che poi prende il nome di Nilo della Montagna quando entra in Sudan. Da questo punto di vista, per una volta è importante anche il ruolo storico avuto dagli italiani: fu infatti il nostro esploratore Romolo Gessi, nel 1875, il primo a circumnavigare interamente il lago e a stabilirne emissari ed immissari.

Gli altri laghi

Subito dietro all’Alberto, nella graduatoria, troviamo il lago Mweru, tra Zambia e Repubblica Democratica del Congo, e poi, più staccato, il Tana, completamente in territorio etiope.

 

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