I cinque più interessanti lavori estivi all’estero secondo i nostri lettori

Gli animatori estivi

Quando si è giovani si hanno tante ambizioni, sogni e speranze. Due, in particolare, possono essere soddisfatte insieme durante l’estate: la possibilità di viaggiare e contemporaneamente di mettere da parte qualche soldo.

I lavori estivi infatti sono da sempre una prerogativa degli studenti, prerogativa che negli ultimi anni – complici da un lato la crisi economica e dall’altro la scomparsa delle frontiere a livello di Unione Europea – ha portato migliaia e migliaia di ragazzi italiani a spostarsi oltre i confini nazionali, imparando così a conoscere un po’ di mondo.

Ma tra tutte le mansioni che vengono loro offerte, quali sono quelle che gli stessi italiani ritengono più interessanti? Abbiamo provato a chiederlo ai nostri lettori tramite un sondaggio, ed ecco come hanno risposto.

 

5. Raccoglitori agricoli nei paesi scandinavi

Frutta, cereali e vitto e alloggio in fattoria

Quando ho raccolto le informazioni per il sondaggio e l’ho inserito nel sito, ero praticamente certo che alcune proposte sarebbero state più votate di altre.

Ad esempio, credevo che nessuno avrebbe cliccato su “Raccoglitori agricoli nei paesi scandinavi”, perché pensavo che molti – visto che un sondaggio riguarda sempre le aspirazioni e non la dura realtà che bisogna a volte accettare a malincuore – si sarebbero orientati su mansioni fisicamente meno impegnative e più gratificanti.

La raccolta delle mele
Invece l’idea di fare gli addetti all’agricoltura come un tempo d’estate facevano i nostri genitori non ha spaventato molti di voi, che sarebbero ben disposti a spaccarsi la schiena sotto al sole (ammesso che quello del nord Europa possa chiamarsi sole, se paragonato a quello che normalmente batte sulla nostra penisola) pur di passare qualche tempo in quei paesi scandinavi in cui sembra si viva benissimo.

In quali paesi

Da questo punto di vista la nazione più accogliente pare essere la Danimarca, che ogni anno ha bisogno di parecchia manodopera per la raccolta delle fragole e della lattuga (e a tal proposito vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri consigli per chi vuole lavorare in quel paese).

In Svezia è invece più comune venire ospitati in intere fattorie o allevamenti, adattandosi a svolgere varie mansioni in cambio di vitto, alloggio e una piccola paga.

In Norvegia, infine, come abbiamo tra l’altro raccontato proprio in questi giorni, l’agricoltura riveste un ruolo tutto sommato marginale nella ricca economia del paese, ma c’è campo per volenterosi giovani per quanto riguarda la raccolta della frutta e la coltivazione di cereali.

 

4. Ballerini ed animatori ad EuroDisney

Quando il sogno è interpretare Topolino a Parigi

Lavoro completamente diverso è quello che si è classificato a pari merito con l’ipotesi di raccogliere frutta in nord Europa, quello cioè di ballerino ed animatore a Disneyland Paris.

Differente perché stare piegato in un campo a raccogliere fragole è probabilmente quanto di più antitetico si possa pensare rispetto a mettersi in testa la maschera di Pippo e scendere a ballare per le strade.

Disneyland Paris
Il parco disneyano di Parigi ha aperto i battenti nel 1992 e si è subito rivelato come un’esperienza in salita: mezzo flop all’inizio, ha avuto notevoli problemi ad imporsi sia a causa di un certo ostracismo francese verso “l’imperialismo culturale” americano, sia per varie criticità economiche e sindacali.

Le cose sono migliorate col nuovo millennio, dato che le presenze si sono mantenute in crescita costante di anno in anno e ora sono attestate attorno ai 15 milioni di visitatori all’anno.

Come trovare lavoro

Dal punto di vista occupazionale, il parco privilegia assunzioni a lungo termine, però ha alcune posizioni aperte specificatamente per i lavoratori stagionali e per gli stagisti: in una apposita pagina del sito ufficiale si può tenere traccia delle news relative ad offerte di lavoro che riguardano sia artisti che devono esibirsi in parate, sia addetti di carattere tecnico e commerciale.

In genere la Disney organizza dei veri e propri eventi per reclutare nuovi lavoratori: gli ultimi che si sono tenuti in Italia si sono svolti, lo scorso giugno, a Roma e Catania per quanto riguarda i ballerini e gli animatori, mentre per esperti in finanza e comunicazione un altro evento si è svolto a settembre.

Il consiglio è quello di tener d’occhio con una certa costanza gli annunci ed essere subito pronti a partire, se quella è la propria vocazione; i contratti offerti da EuroDisney prevedono anche l’assicurazione sanitaria, piani di risparmio, uno sconto dell’80% sui biglietti della metropolitana, sconti e convenzioni con hotel e ristoranti.

 

3. Babysitter come ragazzo/a alla pari

Visitare il mondo entrando a far parte di una famiglia

Dopo due occupazioni piuttosto originali da svolgere all’estero arriviamo a qualcosa di più consueto come il lavoro di babysitter alla pari, ospitati, vitto e alloggio, in casa della famiglia per cui si lavora. I siti di riferimento, da questo punto di vista, sono parecchi e per trovarli basta una semplice ricerca – magari anche sfruttando lingue diverse – su Google.

Per quei pochi che non lo sanno l’esperienza alla pari (o, in francese, au pair) prevede che il giovane o, più spesso, la giovane non sia una semplice dipendente della famiglia, ma inizi a convivere con la stessa, dormendo in una stanza approntata all’interno della casa, partecipando ai pasti e, insomma, venendo ospitata in toto come si fa durante uno scambio culturale.

Una babysitter e il suo bambino
L’unica differenza è che al ragazzo o alla ragazza viene richiesto di dare una mano in casa e di occuparsi dei bambini, intrattenendoli durante l’estate, aiutandoli a fare i compiti, portandoli al mare o dovunque la famiglia ritenga che debbano stare.

Un modo di lavorare che, a giudicare anche dai commenti che avete scritto accompagnando il vostro voto, continua ad avere parecchi estimatori, soprattutto perché andare a fare questa attività all’estero implica da un lato il riuscire a venire a contatto con le tradizioni del paese ospitante, dall’altro la possibilità, nel tempo e nelle giornate libere, di visitare nuovi paesi a costo zero.

I commenti dei lettori

Tra tutti quelli che ci hanno scritto, più di qualcuno ci ha raccontato la propria esperienza, per la verità non sempre positiva al 100% perché vivere per qualche mese in una nuova famiglia, con le sue usanze e le sue abitudini, non è sempre facile.

Ma l’impressione generale è che il gioco – se si sceglie con cura la propria meta e l’annuncio a cui rispondere – valga abbondantemente la candela.

 

2. Animatori in campi estivi per ragazzi

Un’avventura oltreoceano adatta agli sportivi

Saliamo verso le posizioni più alte della classifica, dove si sono dati battaglia due lavori tra loro molto simili nell’approccio ma non nella destinazione, visto che uno è legato alla montagna – anche se declinata in modi diversi rispetto al paesaggio alpino a cui siamo abituati – e l’altro al mare.

Ma partiamo dal secondo in classifica, cioè il lavoro di animatori in campi estivi per ragazzi: incarichi di questo tipo si trovano un po’ in ogni parte del mondo, ma le zone in cui sono maggiormente richiesti lavoratori internazionali sembrano essere i paesi anglosassoni e in particolare gli Stati Uniti e il Canada, dove uno spirito avventuroso può trovare pane per i propri denti.

Gli animatori estivi
Molti annunci, infatti, parlano di campeggi in cui è centrale l’attività all’aria aperta.

Così agli animatori è richiesta una certa esperienza, di volta in volta e a seconda del campo a cui si vuole inviare la propria domanda di lavoro, in arrampicate, ciclismo di montagna, kayak, canoa, escursioni, equitazione e nuoto, tutte attività svolte all’interno di parchi naturali o comunque in zone “selvagge”, com’è tipico nei campeggi americani.

Niente paura

Ma non spaventatevi più di tanto: certo bisogna essere in forma e non ci si può lanciare nel kayak se non ci si è mai saliti prima, ma il giovane lavoratore deve semplicemente fare da guida a bambini e ragazzi e farli divertire durante le varie avventure all’aperto, non misurarsi con professionisti del settore.

Bastano, insomma, un po’ di forma e un po’ d’esperienza per ottenere ottimi risultati. Ovviamente bisogna essere maggiorenni e parlare inglese in maniera fluente.

Inoltre, se non ve la sentite di avere direttamente a che fare coi ragazzini o non vi fidate troppo della vostra conoscenza della lingua, spesso sono disponibili anche posti da support staff, cioè mansioni in cui si lavora dietro le quinte come cuochi, inservienti, manovali e svolgendo tutte quelle attività nascoste che servono a far andare avanti queste strutture.

 

1. Animatori turistici in Spagna

Spettacoli e collaborazione con altri giovani sotto il sole iberico

Se l’idea di pedalare, scendere in canoa e trascinare lungo i sentieri delle montagne americane un gruppo di ragazzini statunitensi o canadesi non vi esalta e alla montagna preferite di gran lunga il mare, c’è sempre la Spagna.

Animatori dei villaggi vacanze

Al primo posto della nostra classifica, infatti, avete scelto di piazzare il lavoro di animatore turistico nel paese della movida, un mestiere che forse non offre le stesse possibilità di un tempo – a causa della crisi economica che continua a lasciare i suoi strascichi in tutta Europa – ma che comunque è visto ancora come il più appetibile.

L’incarico che viene chiesto di svolgere è molto semplice: spostarsi in una località di mare, all’interno di un villaggio turistico o di un resort, e lì occuparsi degli avventori, adulti o bambini che siano.

 
L’esperienza non è molto diversa da quella che si può vivere facendo la stessa operazione in Italia: spettacoli, balletti, attività sportive create ad hoc per il proprio pubblico, giochi musicali e così via.

Il vantaggio, però, è quello di uscire dai confini nazionali e poter conoscere lo stile di vita spagnolo ma anche quello internazionale, visto che anche là il turismo non è mai esclusivamente locale ma richiama visitatori di tutte le nazionalità.

Opportunità e ostacoli

Dai commenti che ci avete inviato, sembra che l’opportunità vi attiri soprattutto per la forte interazione sociale che presuppone – sia con i turisti che, soprattutto, coi colleghi animatori, coetanei a loro volta provenienti da altri paesi con cui si impara a convivere per qualche mese – ma anche per il clima, la bellezza e le tradizioni della Spagna.

L’unico ostacolo di cui molti di voi si sono lamentati è la scarsa conoscenza dello spagnolo, che, assieme all’inglese, è un requisito ineluttabile delle varie offerte di lavoro.

 

E voi, quale lavoro estivo all’estero preferite?

 

Conosci altri lavori estivi all’estero? Segnalali nei commenti.