La Grande Mela è l’immagine della diversità: città ricca di contraddizioni e mix perfetto di persone e non solo. A New York è normale sentire parlare lingue diverse per la strada, trovare ristoranti di ogni tradizione culinaria l’uno vicino all’altro, sedersi in metro tra cittadini dalla pelle con le più svariate sfumature. Ed essere immerso, mentre si gira tra i quartieri di New York, in una moltitudine di differenti culture ed etnie, pronte a incrociarsi e mescolarsi per ottenere un unico risultato.

I cinque distretti – chiamati borough – della metropoli diventano così l’immagine palpabile della diversità della city, che mostra tanti aspetti di sé e poi li racchiude con un unico iconico nome: New York.

Impariamo a conoscerli meglio.

 

1. Staten Island

Partendo dal basso, Staten Island è il primo distretto che si può incontrare. Si tratta di un isolotto conquistato dagli europei nel XVII secolo, dopo scontri con la popolazione indigena, e ora abitato da all’incirca 480mila persone.

Si trova a sud-ovest dell’intero blocco di New York, ed è poco distante dallo stato del New Jersey, con il quale ha vari collegamenti stradali.

Il Ponte di Verrazzano che porta a Staten IslandDall’altro lato, Staten Island rimane aggrappato al resto della città grazie al legame creato nel 1964 con Brooklyn, attraverso il Ponte di Verrazzano, uno dei ponti più lunghi al mondo, dedicato all’italiano che per primo raggiunse la foce dell’Hudson.

Da Manhattan, si può prendere un traghetto per raggiungere l’isola in circa trenta minuti. Giusto il tempo di passare di fianco a Lady Liberty, ovvero la Statua della Libertà, e di gustarsi il panorama dei grattacieli da un’altra prospettiva.

Un distretto residenziale

Questo distretto, per lo più residenziale, è formato da grandi aree urbane concentrate, che a tratti lasciano spazio alle molte zone verdi.

Staten Island viene infatti spesso ricordata per la grande concentrazione di parchi (un totale di 170), con cui si è conquistata l’appellativo di The Greenest Borough, ovvero il distretto più verde.

Staten Island, uno dei cinque quartieri di New YorkQui le attività a cui ci si può dedicare sono varie: dal silenzioso birdwatching ai più confusionari incontri di baseball degli Staten Island Yankees.

Staten Island, anche se spesso dimenticata dai turisti, offre alcuni punti di interesse notevoli. Ad esempio c’è il Fresh Kills Landfill, un tempo la discarica più grande al mondo, adesso spazio pubblico dedicato alle vittime dell’11 settembre.

Ma ci sono anche lo Staten Island Museum, aperto nel 1881, che custodisce pezzi d’arte e storia locale antica e contemporanea, la casa della fotografa Alice Austen o il Garibaldi-Meucci Museum [1], davanti alla casa in cui visse l’inventore del telefono.

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2. Brooklyn

Ed eccoci arrivati alla bella Brooklyn, il cui nome è diventato famoso grazie ai numerosi immigrati italiani che, alla fine dell’Ottocento, si riferivano al distretto con l’appellativo di “Broccolino”.

Brooklyn venne annessa alla città di New York dopo tutti gli altri distretti, solo nel 1898. Attualmente conta un numero di abitando impressionante per un distretto, arrivando a oltrepassare i 2,6 milioni di cittadini.

Questa zona di New York conserva uno spirito originale e cosmopolita, un volto unico costruito con il tempo, soprattutto grazie alle varie “importazioni” date dal fenomeno migratorio. Ogni suo quartiere è caratteristico e differente.

Le zone più importanti

Tra le zone più importanti troviamo la rinata aerea di DUMBO (Down Under the Manhattan Bridge), il cui nome non riprende il cartone della Disney, ma sta a sottolineare come l’area si estenda al di sotto del ponte di Manhattan.

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Qui ristoranti e negozi hanno aperto in numerosi i battenti, vedendo germogliare un’ex area industriale, ora rinomata residenza per artisti e giovani. Altre zone in prevalenza frequentate da giovani, specialmente nelle ore notturne, sono quelle di Williamsburg e Bushwick, dai tanti locali, bar e muri colmi di disegni.

Manhattan vista da BrooklynDecisamente più ricche e vistose sono invece le case o le palazzine di Brooklyn Heights, al di là del maestoso ponte di Brooklyn, con vista sull’Hudson, che salutano Manhattan sull’altra sponda. Addentrandosi nel cuore di Brooklyn si può trovare anche Prospect Park, il secondo parco più grande di New York.

Tanti quartieri si affacciano ai suoi lati. In molti di questi, primo tra tutti quello di Park Slope, si possono ritrovare le classiche palazzine da film americano, con tanto di scala antincendio e ingressi scenografici.

Sono quartieri dove si rifugiano i newyorkesi che scappano dal caos del centro ma che vogliono comunque sentirsi nell’occhio del ciclone della movimentata New York.

Cosa cercare a Brooklyn

A Brooklyn è possibile trovare tutto e anche di più. È perfetta per rilassarsi, anche soltanto grazie a una camminata tra i larghi marciapiedi dei viali alberati, ma anche per divertirsi, incontrare persone nei numerosi eventi che la zona movimentata offre.

Infine è un posto unico per arricchirsi culturalmente. È infatti sede di numerosi musei, come il Brooklyn Museum; sono però presenti anche gallerie e librerie.

Il ponte di Brooklyn, che porta in uno dei più popolosi quartieri di New YorkIl turista sarà sicuramente colpito dal fascino pittoresco della zona, pur nella sua semplicità. E non mancherà di certo di visitarne anche le mete più famose, come il giardino botanico del Brooklyn Botanic Garden [2], la penisola di Coney Island e il Brooklyn Bridge Park, parco a ridosso dell’Hudson.

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3. Queens

Nella parte più ad est della metropoli troviamo il quartiere dalle più grandi dimensioni, e il secondo per densità abitativa: il Queens. Il distretto fu fondato nel 1683 come una delle 12 originali contee di New York e probabilmente deve il suo nome alla Regina Caterina di Braganza, che sposò Carlo II d’Inghilterra nel 1662.

Il Queens è una grande area urbana, che custodisce un mix di tante culture, visibili all’interno dei differenti quartieri. Tra questi ci sono Chinatown a Flushing, e Jackson Heights, che ospita diversi negozi e ristoranti sud asiatici, con addirittura un cinema di Bollywood. Astoria, invece, è conosciuta per la sua tradizione greca.

Le tipiche case del QueensIl Queens viene spesso messo da parte dai turisti e non apprezzato appieno nemmeno dai newyorkesi stessi. Eppure è un distretto ricco di opportunità, di attrattive, una città vera e propria che diventa periferia solo nel contesto della grande New York.

I punti di interesse

I turisti possono qui trovare differenti luoghi di interesse, specialmente nel quartiere di Long Island City, centro della comunità artistica.

Tra le mete più apprezzate ci sono i musei, come il Museum of the Moving Image [3], il Museo d’arte del Queens e il Museo PS1, affiliato al MoMA di Manhattan.

Ma degni di nota sono anche il giardino botanico del Queens. Oppure, per gli amanti dei paesaggi mozzafiato, il Gantry Plaza State Park, sulle rive dell’East River a Long Island, che offre un’incredibile vista di Manhattan all’orizzonte.

Altre aree verdi si possono trovare a Highland Park e Astoria Park. Sono presenti anche alcune spiagge: la più famosa quella di Rockaway.

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4. Manhattan

Il ponte di Queensboro collega Long Island City con cuore di New York: Manhattan. Eccoci quindi arrivati al centro pulsante della vita newyorkese, il quartiere-simbolo della Grande Mela, là dove il sogno sembra concretizzarsi e la vita prendere forma in tanti modi differenti.

Manhattan è costituita da un isolotto, circondato dai fiumi Hudson, East River e Harlem, e include anche diverse piccole isole ad esso adiacenti. Questo distretto non è semplicemente il centro di New York City, ma per molti versi anche una zona di grande interesse per tutti gli Stati Uniti e il mondo intero.

È qui che sorgono gli alti grattacieli che sfidano il cielo, qui che si trova Wall Street. Proprio tra le sue vie vi sono il quartier generale delle Nazioni Unite e la sede del New York Times.

Uptown, Midtown e Downtown

Dall’alto al basso Manhattan è divisa convenzionalmente in tre zone: Uptown, Midtown e Downtown. Nella fascia alta, tra i quartieri più famosi troviamo Harlem, caratteristica zona abitata per lo più da afroamericani, oggi famosa per il jazz e le messe gospel.

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Poi incrociamo rispettivamente l’Upper East e il West Side, ai lati del grande Central Park. Zone ricche e rinomate, in cui non mancano ristoranti e hotel di lusso. Scendendo poi si incontrano gli svariati quartieri che compongono Midtown, ovvero la parte centrale.

Times Square a New York, una delle città più visitate al mondoSi arriva infatti là dove Times Square sfoggia le sue luci più belle, Broadway incanta, la stazione di Grand Central Terminal affascina e seduce e la Fifth Avenue con i suoi ricchi negozi ci fa sentire tutti un po’ Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany.

Il Greenwich Village e l’East Village

Scendendo ancora troviamo molti altri vivaci quartieri, famosi per ragioni differenti. A cominciare dal pittoresco Greenwich Village, caratterizzato da Coffee house e wine bar. Un quartiere modesto, ma con notevoli legami con l’arte e la letteratura e che si trova tra Houston e la 14th Street.

Il One World Trade Center a New York

In passato luogo prescelto da artisti bohémien, ora è un luogo di grande fascino, frequentato sia dalle comunità storiche attorno a Christopher Street che dai tanti giovani come gli studenti dell’università NYU.

Poi si passa all’East Village, più grezzo e variegato ma in fase di rinnovamento. Questa zona si trova a est di Broadway. Gruppi di ucraini, giapponesi, indiani e giovani professionisti la rendono una delle aree più vivaci della città. E come non citare Soho, centro della moda, ora residenza di artisti e personaggi famosi, oltre che sede di numerose gallerie.

Bisogna passare in rassegna ancora numerosi quartieri particolari e unici prima di arrivare al Financial District, là dove l’imponente statua di un toro d’oro è diventata il simbolo del vicino edificio della Borsa di Wall Street.

Tra i più noti fra questi c’è sicuramente l’affollata Chinatown, un pezzo di New York in cui è facile essere catapultati nella realtà asiatica.

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5. Bronx

Il Bronx è il distretto newyorkese situato più a nord. Si tratta di un territorio che conta una popolazione di più di un milione di abitanti, per lo più ispanici e afroamericani, separati dall’isola di Manhattan da una piccola striscia d’acqua dell’Harlem River.

Il Bronx prende il nome dall’olandese Jonas Bronck che comprò la zona nel 1639 dagli indiani. Questa grande aerea urbana è attraversato dal fiume che porta il suo stesso nome e che divide il distretto nell’ala East, pianeggiante, e West, collinare.

I palazzi del BronxA questa zona periferica di New York è legata una brutta reputazione, formatasi negli anni che seguirono la Grande Depressione, che portarono il quartiere ad avere un tasso altissimo di povertà, delinquenza e criminalità.

Eppure, a partire dagli anni ’80, parte del Bronx ha subito un’opera di riqualificazione grazie alla costruzione di nuove strutture, in sostituzione agli edifici dismessi e spesso abbandonati, facendo decollare di nuovo il prezzo degli immobili un tempo calato a picco.

Un quartiere di New York in trasformazione

Il Bronx è in continua trasformazione, e sembra che in poco tempo abbia diminuito lo scarto che lo separava dagli altri distretti di New York, anche se è difficile togliersi di dosso pesanti pregiudizi.

Mete importanti agli occhi dei turisti sono il Bronx Zoo e il New York Botanical Garden [4], oltre alle grandi aree dedicate allo shopping. Inoltre bisogna segnalare il famoso Yankee Stadium, e i luoghi di cultura come l’accademia di arti e danza, la Bronx Accademy of Arts and Dance, e il Bronx Museum of Arts.

Altri luoghi molto apprezzati sono il cottage dove Edgar Allan Poe trascorse gli ultimi anni di vita e quella che viene spesso definita la vera Little Italy, con meno turisti e più italoamericani, nei pressi di Arthur Avenue. Inoltre c’è la caratteristica isoletta di pescatori chiamata City Island.

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Note e approfondimenti

[1] Altre informazioni su questi due musei le trovate rispettivamente qui e qui.
[2] Il sito ufficiale lo trovate a questo link.
[3] Questo museo è molto interessante e vi consigliamo di fare un giro sul loro sito, per farvi un’idea.
[4] Qui e qui trovate i collegamenti ai siti di queste due importanti strutture.

 

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Serena Leggieri

Mi chiamo Serena Leggieri, ho 20 anni e sono di un paesino vicino Milano. Attualmente però vivo a New York come ragazza alla pari, in attesa di riprendere gli studi. Adoro scrivere e comunicare emozioni solo con l’uso di una penna o una tastiera. Viaggio spesso, a piedi, in macchina, con l’aereo e ancora di più con la mente.