I cinque stadi più grandi d’Europa, la loro storia e le partite che vi si giocano

Il celebre Camp Nou di Barcellona, uno degli stadi più grandi d'Europa

Se siete appassionati di calcio, di rugby, di football americano o di baseball, le vacanze nelle principali città straniere per voi non sono costituite dal consueto giro per musei e piazze, o almeno non solo. Perché sicuramente siete tra quelli che a Londra, Madrid o New York non possono evitare una capatina ai quelli che sono gli stadi più grandi d’Europa.

Non a caso, queste strutture spesso mastodontiche uniscono al loro interno vari motivi di interesse. Cariche di storia non solo sportiva, architettonicamente capaci di lasciare a bocca aperta, offrono musei, negozi, statue e panorami che non si possono incontrare dappertutto.

Se poi siete tifosi di una specifica squadra, un giro nel suo stadio – e nel suo museo, e nel suo negozio ufficiale – può essere pure l’occasione per comprare tanti souvenir e fare altrettante fotografie.

Ma quali sono gli stadi più grandi, quantomeno nella vecchia Europa? Vi sorprenderà scoprire che tra i primi cinque ce ne sono due che col calcio non c’entrano proprio nulla. Vediamoli assieme.

 

1. Camp Nou a Barcellona

L’impianto dell’orgoglio catalano e i suoi futuri sviluppi

Inaugurato nel 1957 e capace, grazie anche alle ristrutturazioni che si sono susseguite negli anni, di ospitare fino a 99.354 persone con posti a sedere, il Camp Nou di Barcellona è senza ombra di dubbio lo stadio più grande d’Europa. Ed è anche uno di quelli più amati e dal tifo più “caliente”.

La struttura è di proprietà del Futbol Club Barcelona, unica squadra deputata a giocarvi. Ed è stata progettata a suo tempo da Francesc Mitjans, Lorenzo Barbón e Josep Soteras, architetti rigorosamente catalani.

E che lo stadio, come in fondo tutto il movimento blaugrana, sia un inno alla Catalogna lo testimonia anche la scritta che emerge dai seggiolini della tribuna centrale quando lo stadio è vuoto, “mes que un club“. Un motto che in catalano (e non in castigliano) significa “più che un club”.

Il Barcellona, infatti, nella città che porta lo stesso nome e un po’ in tutta la regione catalana è il simbolo di un’identità non solo sportiva. Con le sue lotte contro il Real Madrid per il titolo nazionale, è il segno più evidente dell’antagonismo con Madrid e con un’idea accentrata e accentratrice della Spagna.

Le grandi partite

Oltre a tutte le partite del Barcelona – che vengono seguite da una media di più di 70mila spettatori in campionato [1] –, lo stadio è solito ospitare anche partite di particolare rilievo internazionale.

Qui si è disputata, ad esempio, la finale di Champions del 1999, quella vinta in rimonta dal Manchester United sul Bayern Monaco. Ma si è giocata anche l’epica finale di Coppa Campioni del 1989 col Milan di Sacchi trionfante sulla Steaua.

Il grandissimo e celeberrimo Camp Nou di BarcellonaDa segnalare, infine, che all’interno dello stadio è presente un museo che ospita fino anche a un milione e mezzo di visitatori ogni anno (una cifra stratosferica per una struttura del genere). Per i prossimi anni, comunque, è previsto un parziale rinnovamento dell’impianto.

I lavori porteranno la capienza a 106.000 spettatori e ridisegneranno la facciata tramite una serie di pannelli colorati sullo stile dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Questi pannelli richiameranno i colori della squadra e della bandiera catalana.

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2. Wembley Stadium a Londra

Il secondo stadio più caro del mondo

Di Wembley, il più famoso stadio di tutta la Gran Bretagna, abbiamo già parlato qualche tempo fa quando abbiamo presentato gli impianti più belli del paese in cui il football è stato inventato. Vediamo però ora di spendere qualche parola in particolare sulla capienza e sugli eventi che lì vengono ospitati.

Ricostruito nel 2007 per sostituire lo storico impianto con lo stesso nome demolito pochi anni prima, è il secondo stadio più caro del mondo (dopo lo Yankee Stadium di New York). Si deve infatti considerare che la fattura finale si avvicinava pericolosamente a quota 1 miliardo di euro [2].

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I posti a sedere sono 90.000, che però possono calare a 70.000 nel caso in cui venga montata la pista di atletica.

Lo stadio delle finali

Gli eventi che vengono ospitati all’interno dell’impianto londinese sono vari. La prima e più scontata destinazione d’uso è quella di ospitare partite di calcio di particolare rilievo.

Stiamo parlando di gare come le finali di FA Cup – la celebre e importante Coppa d’Inghilterra –, League Cup e Community Shield. Inoltre, nel passato, si sono qui giocate due finali della Champions League (nel 2011 tra Barcellona e Manchester United e nel 2013 tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco). Molti sono comunque anche gli utilizzi extracalcistici.

Wembley dall'esternoIspirandosi al vecchio Wembley, infatti, il nuovo impianto ha già ospitato alcuni concerti epici come quelli del compianto George Michael, dei Muse, di Madonna e dei Take That.

Inoltre vi si sono svolte partite delle squadre dell’americana NFL in tournée in Europa ed eventi legati al wrestling della WWE. Per quanto riguarda il rugby, poi, durante i Mondiali del 2015 vi si sono giocate Nuova Zelanda-Argentina e Irlanda-Romania.

Infine, si svolgeranno a Wembley le semifinali e la finale di Euro 2020. Cosa particolarmente rilevante visto che quello sarà il primo campionato europeo per Nazionali “itinerante” (le gare dei gironi si svolgeranno infatti in 13 nazioni diverse).

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3. Croke Park a Dublino

Sport gaelici e Domenica di sangue

A sorpresa, al terzo posto si piazza un impianto che col calcio non c’entra nulla, che non si trova nelle più grandi e ricche nazioni europee e che non è neppure particolarmente moderno, almeno nella struttura di base. Con una capienza di 82.300 posti, infatti, il terzo stadio più grande del vecchio continente è Croke Park a Dublino.

La costruzione è particolare per vari motivi. Inaugurato addirittura nel 1913 (ma allora era molto diverso dalla configurazione attuale), è uno stadio con pianta a ferro di cavallo, le cui tribune sono intitolate a fondatori della Gaelic Athletic Association o a martiri sportivi dell’indipendenza irlandese.

Croke Park a DublinoLa cosa particolare, però, è che qui ancora oggi sono severamente vietati – salvo rarissime eccezioni – tutti gli sport di origine inglese (in particolare rugby, calcio e cricket) poiché l’impianto è orgogliosamente destinato solo al calcio gaelico, all’hurling e al camogie.

Gli sport gaelici

Questi tre sono sport gaelici dall’origine molto antica. Il calcio gaelico pare risalga al XVI secolo ed è una sorta di combinazione di calcio e rugby, anche se dai ritmi molto veloci e da un certo punto di vista addirittura caotici [3].

L’hurling e il camogie, rispettivamente versione maschile e femminile dello stesso sport, ricordano invece l’hockey su prato ma risalgono addirittura al XII secolo e forse sono ancora più antichi.

Leggi anche: Lo sport più praticato al mondo? Ecco i 25 più popolari

Tali sport sono stati ripresi e tutelati a inizio Novecento appunto dalla GAA, che ha costruito questo impianto per farne il punto di riferimento principale delle varie competizioni. Chiaro però che fin da subito questo recupero dell’identità dell’isola e il rifiuto degli sport britannici ne fece un simbolo della lotta indipendentista.

La domenica di sangue

Ed è emblematico che proprio dentro a queste mura si sia consumata la celebre Domenica di sangue (Bloody Sunday) del 1920.

Il 21 novembre di quell’anno, infatti, la polizia ausiliaria britannica entrò nella struttura durante una partita. A quel punto sparò indiscriminatamente sulla folla e sui giocatori come rappresaglia per l’uccisione, poche ore prima, di 15 agenti segreti di sua maestà scoperti da Michael Collins e dalla sua organizzazione.

Morirono 13 spettatori e un giocatore, Michael Hogan, a cui tre anni dopo fu intitolata la prima grande tribuna dello stadio. Oltre agli sport gaelici, negli ultimi anni alcune eccezioni al regolamento hanno permesso lo svolgimento, qui, di partite del Sei Nazioni di rugby e una manciata di gare internazionali di calcio.

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4. Stadio di Twickenham a Londra

La cattedrale del rugby

Rimaniamo nelle isole britanniche per la quarta posizione, spostandoci però nuovamente a Londra, che senza dubbio in tutta Europa è la città col maggior numero di stadi e di relativi posti a sedere.

Nel quartiere di Richmond upon Thames sorge infatti lo Stadio di Twickenham, la “cattedrale del rugby”. Inaugurato addirittura nel 1909, ha subito tre importanti ristrutturazioni negli ultimi trentacinque anni. L’ultima di queste – nel 2005, e riguardante in particolare la tribuna sud – gli ha dato la configurazione attuale.

Lo stadio, come il suo soprannome lascia intuire, è esclusivamente dedicato al rugby, tanto che all’interno della struttura – oltre ai ristoranti e ai negozi di articoli sportivi, ormai comuni negli impianti britannici – trovano spazio anche gli uffici della Rugby Football Union, cioè la federazione inglese, ed un museo molto visitato dedicato a questo sport.

Twickenham, la cattedrale del rugby (foto di David Iliff, con licenza CC-BY-SA 3.0)
Twickenham, la cattedrale del rugby (foto di David Iliff, con licenza CC-BY-SA 3.0)

Impianto di rappresentanza della nazionale inglese di rugby – che qui gioca le gare del Sei Nazioni –, è stato utilizzato anche per varie partite dei Mondiali di rugby disputati in Inghilterra e in Galles (sede della finale nel 1991 e 2015 e delle semifinali nel 1999) e viene ancora oggi usato per le tournée europee delle nazionali dell’emisfero australe.

Grandissime affluenze fanno però registrare pure i concerti rock che di tanto in tanto vi trovano ospitalità. Qui hanno fatto il tutto esaurito nel corso degli anni i Genesis, gli U2, i Rolling Stones, i Bon Jovi, i Police, Lady Gaga e Rihanna.

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5. Stade de France a Saint-Denis, vicino a Parigi

Più concerti che partite

Concludiamo la nostra panoramica spostandoci di nuovo nell’Europa continentale e in particolare in Francia. Lì, dal 1998, si erge lo Stade de France, 81.338 posti a sedere a Saint-Denis, nei dintorni di Parigi.

Costruito in occasione dei Mondiali di calcio poi vinti dai padroni di casa e ancora di proprietà del governo, l’impianto ospita sia partite di calcio che di rugby di un certo rilievo, oltre a grandi concerti.

Lo Stade de France durante la gara tra Francia e Romania a Euro 2016 (foto di Eric Salard via Flickr)
Lo Stade de France durante la gara tra Francia e Romania a Euro 2016 (foto di Eric Salard via Flickr)

È però spesso al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica transalpina a causa del suo presunto sottoutilizzo, visto che nessuna squadra di club ha accettato di spostare lì le proprie partite settimanali. È presente comunque anche una pista di atletica che lo rende utilizzabile anche per eventi sportivi di natura diversa.

Le gare più importanti che qui si sono svolte sono ovviamente quelle del Mondiale del 1998. Anche l’Italia, quell’anno, si giocò qui le sue carte, prima superando per 2-1 l’Austria durante la fase a gironi e poi perdendo nei quarti di finale proprio con la Francia ai rigori (ricordate gli errori di Albertini e Di Biagio?).

Al di là del calcio

Inoltre vi si sono disputate due finali di Champions League (quella del 2000 tra Real Madrid e Valencia e quella del 2006 tra Barcellona e Arsenal) e gare del Mondiale di atletica leggera del 2003 e del Mondiale di rugby del 2007, tra cui la finale vinta dal Sudafrica sull’Inghilterra.

Dal punto di vista concertistico, memorabili (e da tutto esaurito) sono state le esibizioni dei Rolling Stones, di Johnny Hallyday, di Céline Dion, di Bruce Springsteen, degli U2. Ma anche quelle dei Police, di Madonna, di Mylène Farmer, dei Muse, degli Indochine, dei Black Eyed Peas e degli One Direction.

Infine, siamo tornati a sentirne parlare nel 2016, durante gli Europei di calcio francesi. Vi si sono giocate varie partite, come la gara inaugurale del torneo o l’ottavo di finale che ha visto l’Italia prevalere per 2-0 sulla Spagna. Lì inoltre si è giocata la finalissima tra Francia e Portogallo, con la vittoria a sorpresa dei lusitani.

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Ecco i cinque stadi più grandi d'Europa: vota il tuo preferito.

 

Note e approfondimenti

[1] Dove, bisogna dirlo, certe partite per la squadra di Leo Messi sono una vera e propria passeggiata e quindi non generano il tutto esaurito.
[2] Qui, in un articolo del Guardian, trovate l’elenco dei vari capitoli di spesa.
[3] Se non avete idea di come si giochi a questo particolare sport, a questo indirizzo trovate un chiaro video esplicativo.

 

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