I due amanti di Auschwitz che si sono ritrovati dopo 72 anni

Sul New York Times è uscita questa settimana una storia lunga e commovente legata agli eventi di Auschwitz e al ricordo dell’Olocausto. I testimoni di quell’orrenda pagina della nostra storia stanno infatti via via morendo, ma in alcuni casi le loro storie offrono ancora dei dettagli inediti. Come nella vicenda di David Wisnia e Helen “Zippi” Spitzer, due sopravvissuti che ad Auschwitz furono anche amanti.

I due furono internati nel campo di concentramento durante la guerra ma miracolosamente riuscirono a salvarsi. Lui, all’epoca poco più che un ragazzo, era stato inizialmente assegnato allo spostamento di cadaveri, ma poi i tedeschi si erano accorti che sapeva cantare e l’avevano protetto dalla morte, usandolo per il loro intrattenimento.

Il famigerato ingresso di Auschwitz
Lei era di qualche anno più grande. Si era salvata perché aveva un diploma in grafica e all’interno del campo serviva qualcuno che sapesse disegnare le divise, oltre che realizzare le piantine della struttura. Assegnata a lavori d’ufficio, riuscì anche a salvare diverse persone, tenendo i contatti con alcune organizzazioni di resistenza.

Proprio per via dei compiti importanti che le erano assegnati, “Zippi” poteva girare abbastanza liberamente nel campo. E aveva finito per innamorarsi di David, con cui riuscì a organizzare degli incontri clandestini al ritmo di uno al mese. In una mezz’ora, coperti dai compagni, i due ragazzi si scambiavano effusioni amorose e si consolavano a vicenda.

Si erano anche promessi di ritrovarsi dopo la guerra, ma il caos li portò distanti. Lei finì prima in Australia e poi a New York; lui riuscì ad emigrare a Philadelphia. Provarono a reincontrarsi più volte, ma senza successo. Il primo (e ultimo) incontro avvenne nel 2016 ed è stato ora raccontato dal giornale; Zippi ora è morta, ma David continua a ricordare e testimoniare la sua esperienza.