Il Fair Play finanziario del calcio contro il modello del salary cap

Avrete sicuramente letto la notizia della penalizzazione che è stata comminata al Manchester City, importante squadra di calcio inglese. Riconosciuta colpevole di aver violato il fair play finanziario, la squadra è stata infatti esclusa per due anni da tutte le competizioni europee e potrebbe vedersi punita anche a livello nazionale. Una questione, questa, che ha riaperto il dibattito sulle regole finanziarie dello sport.

Nel calcio, infatti, la novità del fair play è piuttosto recente, e impone alle squadre europee di mantenere i bilanci in un certo ordine, in modo che le uscite non superino in maniera eccessiva le entrate. Questo rende più difficile per una squadra diventare rapidamente competitiva, ma dovrebbe consentire un maggior equilibrio nelle competizioni.

Chi vince nei campionati sportivi europei e americani?

Non a caso, il City è accusato di aver violato quelle regole proprio per poter rapidamente ambire a traguardi importanti, visto che la proprietà avrebbe immesso grandi quantità di denaro nelle casse della squadra. Un problema che negli Stati Uniti, ad esempio, più di tanto non si pone, perché là vige il cosiddetto salary cap.

Le squadre dei maggiori campionati, infatti, sono obbligate a spendere più o meno la stessa cifra per gli stipendi, e violare questa norma comporta delle penalizzazioni economiche molto forti. Inoltre, la rotazione dei vari Draft fa sì che le franchigie meno competitive possano, nel giro di pochi anni, tornare a gareggiare per la vetta della classifica.

Una situazione che è ben esemplificata anche dall’infografica che vi proponiamo qui sopra. Nei tre maggiori campionati statunitensi, negli ultimi vent’anni si sono imposte dalle 9 alle 13 squadre diverse. Nei campionati di calcio europei, invece, solo 5. E mentre da noi le squadre più forti si aggiudicano tutti i campionati, là è ben più raro.