Il maestro e Margherita: frasi e analisi del libro di Bulgakov

Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov (foto di SevenSeventyFive via Flickr)
Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov (foto di SevenSeventyFive via Flickr)

Il maestro e Margherita è indubbiamente il capolavoro di Michail Bulgakov, un libro che è considerato anche uno dei più importanti del Novecento russo. Un romanzo modernissimo, che però ha anche avuto diverse vicissitudini, che vale la pena di riscoprire.

Qui di seguito cercheremo di ricostruire, in sintesi, tutti i tratti più importanti di questa storia che riesce ad avere per protagonisti il Diavolo e Ponzio Pilato, i funzionari della Russia bolscevica e uno strano e sfortunato scrittore. E lo faremo tramite anche le frasi dello stesso Bulgakov. Cominciamo.

 

1. Le migliori frasi de Il maestro e Margherita

Come detto, proprio dalle citazioni e dalle frasi de Il maestro e Margherita abbiamo deciso di partire. Qui di seguito ne abbiamo raccolte alcune, le più famose, che vi permetteranno di iniziare ad addentrarvi nella prosa di Bulgakov. Eccole, nell’ordine in cui compaiono nel libro.

“Se non ho sentito male, lei stava dicendo che Gesù non è mai esistito?” chiese cortesemente lo straniero. “No, non ha sentito male” disse Berlioz. “Ah, com’è interessante!, e, scusate se sono importuno, voi oltretutto non credete neppure in Dio? – fece gli occhi impauriti e aggiunse – giuro che non lo dirò a nessuno”. “Sì, noi non crediamo in Dio, siamo atei – rispose Berlioz sorridendo della paura del turista straniero – ma se ne può parlare con assoluta libertà”. A questo punto il forestiero si alzò e strinse la mano all’allibito direttore dicendo: “Permetta che la ringrazi di tutto cuore dell’informazione che per me, viaggiatore, è eccezionalmente interessante! – e lo straniero volse lo sguardo impaurito alle case attorno, quasi temesse di vedere un ateo ad ogni finestra – ma ecco il problema che mi turba: se Dio non esiste, allora, mi domando, cosa dirige la vita umana e in generale tutto l’ordine della terra?” “L’uomo stesso li dirige” si affrettò a rispondere Bezdomnyj irritato. “Chiedo scusa – replicò dolcemente lo sconosciuto – ma per dirigere bisogna per questo avere un piano preciso per un periodo di tempo almeno rispettabile. E come può dirigere l’uomo, se non soltanto gli manca la possibilità di fare un piano anche per un periodo di, poniamo mille anni, ma non può disporre neppure del proprio domani? Immagini che lei, ad esempio, cominci a dirigere, a disporre di sé e degli altri, insomma a prenderci gusto, quando improvvisamente le capita… eh… eh… un sarcoma al polmone – e lo straniero socchiuse gli occhi come un gatto – ed ecco che tutto il suo dirigere è finito! Nessun destino, a parte il suo, le interessa più. I parenti cominciano a mentirle mentre lei si precipita prima dagli specialisti, poi dai ciarlatani, se non addirittura dalle chiromanti. E alla fine, colui che s’immaginava di dirigere qualcosa si trova a giacere in una cassa di legno, e gli altri lo cremano in un forno. E capita anche di peggio! Uno ha appena deciso di andare in villeggiatura, un progetto da nulla, sembrerebbe, ma non può attuare nemmeno quello perché tutt’un tratto scivola e finisce sotto un tram!” disse lo sconosciuto strizzando l’occhio a Berlioz, che effettivamente aveva deciso di andare in villeggiatura.

La prima edizione italiana de "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov
L’uomo è mortale, ma questo è ancora il meno. Il guaio è che può morire all’improvviso, è qui il punto! E in generale non può dire che cosa farà la sera.

Né la bigliettaia né i passeggeri si stupirono della cosa più importante: non del fatto che il gatto fosse salito sul tram ma che intendesse pagare!

 
Sul puf della gioielliera, in posa disinvolta, era sprofondato un terzo individuo, e precisamente un gatto nero di orrende proporzioni con un bicchierino di vodka in una zampa e, nell’altra, una forchetta sulla quale era riuscito a infilzare un fungo marinato.

L’amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpì subito entrambi.
Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico!

La lingua può nascondere la verità ma gli occhi mai.

IL LIBRO DELLA VITA 3a EDIZIONE ALESSANDRO BARBERO parla di IL MAESTRO E MARGHERITA di M. Bulgakov

Io preferisco sedere in basso, quando si sta bassi non è tanto pericoloso cadere.

Qualcosa di male, mi permetta, si nasconde in coloro che evitano il vino, il gioco, la compagnia di leggiadre fanciulle, le conversazioni conviviali. Questa gente о è gravemente malata oppure segretamente odia il prossimo. In verità, ci sono delle eccezioni.

Che senso ha morire in corsia, con l’accompagnamento dei gemiti e dei rantoli dei malati inguaribili? Non sarebbe meglio organizzare con quei ventisettemila rubli una bella festa e prendere del veleno, trasferirsi nell’altro mondo al suono della musica, circondato da belle ragazze ebbre e da amici scanzonati?

Questo è un fatto. E i fatti sono la cosa più ostinata del mondo.

I manoscritti non bruciano.

È piacevole trattenere un po’ una mezzanotte di festa.

Che cosa sarebbe il tuo bene se non ci fosse il male, e come apparirebbe la terra se non ci fossero le ombre? Le ombre nascono dagli oggetti e dalle persone. Ecco l’ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Non vorrai per caso sbucciare tutto il globo terrestre buttando via tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo per godere nella tua fantasia della nuda luce?

L’insulto è la ricompensa abituale di un lavoro ben fatto.

   

 

2. L’analisi del romanzo

Al di là delle sue frasi, di cosa parla il romanzo? E come è strutturato? Innanzitutto bisogna dire che Il maestro e Margherita è un lavoro complesso, frutto di numerosi rimaneggiamenti operati dallo stesso Bulgakov durante più di dieci anni della sua vita.
L'edizione Einaudi de Il maestro e Margherita
La primissima versione del manoscritto fu data alle fiamme dallo stesso autore, in un momento particolarmente buio della carriera in cui la censura sovietica lo aveva preso di mira. Non che negli anni successivi le cose furono migliori. Il romanzo stesso fu alla fine pubblicato postumo nel 1967, quasi trent’anni dopo la morte di Bulgakov.

D’altronde, il contenuto della storia era inaccettabile per la dittatura stalinista. Il maestro e Margherita, infatti, è una satira dell’Unione Sovietica raccontata attraverso l’amore di due personaggi – quelli che danno il titolo al romanzo – ma anche attraverso l’arrivo a Mosca del diavolo in persona.

 
Su tutto questo si inserisce, inoltre, una storia parallela. Mentre il demonio, nelle fattezze di Woland, genera scompiglio nella capitale sovietica, leggiamo infatti anche le vicende di Ponzio Pilato, che nella Gerusalemme del passato si tormenta per l’ingiusta condanna che ha comminato a Gesù Cristo.

La trama dell’opera

Il libro si apre agli stagni Patriaršie, dove Woland – il diavolo sotto mentite spoglie – incontra Berlioz, presidente dell’associazione dei letterati moscoviti, e il giovane poeta Ivan. Woland predice a Berlioz la sua morte e, quando questa avviene esattamente nel modo previsto, Ivan impazzisce.

Ricoverato in un ospedale psichiatrico, il giovane poeta conosce il maestro, lì finito per via della censura che l’ha colpito. Il letterato – che non ha più nome – stava scrivendo un romanzo su Ponzio Pilato, romanzo però accusato dagli atei letterati moscoviti di voler essere un’apologia di Cristo.

La storia viene così intervallata con estratti del romanzo del maestro, che quest’ultimo però giura d’aver bruciato. Nel frattempo, Margherita, antico amore segreto dello scrittore, non si dà pace per la scomparsa dell’amante e continua a cercarlo.

Durante il funerale di Berlioz la stessa donna viene avvicinata da Azazello, uno degli aiutanti di Woland, che la invita ad una festa e le dona una particolare crema. Questa crema le permette di trasformarsi in una sorta di bellissima strega, con poteri attraverso cui si vendica dei critici che avevano attaccato il maestro.

Grazie al suo comportamento, Margherita ottiene dal diavolo il privilegio di poter incontrare nuovamente il maestro, a cui viene restituito magicamente anche il manoscritto bruciato. I due vengono infine uccisi perché il loro amore diventi immortale e il maestro riesce in un certo senso a riscattare anche Pilato, il protagonista del suo romanzo.

 

3. Il film

Dal romanzo di Bulgakov sono state tratte diverse riduzioni cinematografiche e televisive, che però spesso non sono riuscite a rendere adeguatamente il valore dell’opera letteraria. D’altronde, bisogna anche ammettere che il romanzo dello scrittore russo è talmente particolare, originale e, a suo modo, ingarbugliato da rendere complessa la trasposizione.
Un'edizione de Il maestro e Margherita
Il film più celebre si intitola proprio Il maestro e Margherita1 e fu realizzato poco dopo la pubblicazione (tardiva) dell’opera. Frutto di una coproduzione italo-jugoslava, uscì nel 1972 per la regia del serbo Aleksandar Petrović.

Protagonista della pellicola, nei panni del maestro, era il nostro Ugo Tognazzi, mentre per il ruolo di Margherita venne scelta l’americana Mimsy Farmer. Nei panni di Woland, invece, recitò il francese Alain Cuny, attore esperto, con molti film importanti nel curriculum.

 
Il film vinse il primo premio al Festival del cinema di Pola, ma oggi è raro che passi in televisione ed è abbastanza difficile da recuperare.

Gli altri adattamenti

Comunque numerosi, come anticipato, sono stati gli adattamenti. I più recenti sono il film francese Le maître et Marguerite, che ha spostato la storia a Parigi, e quello italiano del 2011 Il maestro e Margherita, distribuito però solo per l’home video.

Nel 2005 poi in Russia è stata realizzata una miniserie televisiva intitolata Master i Margarita, mentre in Germania nel 1972 Andrzej Wajda ha diretto il film per la TV Pilato e gli altri, che però si concentra solo sulla parte del racconto legata a Gesù.

   

 

4. La sua storia editoriale

Il romanzo ha avuto, come abbiamo anticipato, una particolare storia editoriale che vale la pena di approfondire. Bulgakov iniziò a scriverlo nel 1928, quando aveva 37 anni. Già due anni dopo, nel marzo 1930, però lo scrittore bruciò il suo manoscritto in una stufa.
L'edizione Demetra de Il maestro e Margherita
La censura sulle sue opere si era fatta infatti particolarmente pesante. Le sue commedie e i suoi racconti venivano costantemente bloccati e anche i suoi tentativi di lasciare la Russia si erano rivelati infruttuosi. A salvarlo fino a quel momento era stata solo una piccola predilezione che Stalin aveva per le sue opere.

Si mise a riscrivere tutto da capo nel 1931 e lavorò a questa seconda versione fino al 1936, con lunghe pause e riprese. Nel 1937 completò una nuova revisione di tutta l’opera, ma negli anni successivi continuò a correggere e cambiare lievemente il testo fino alla morte, avvenuta per malattia nel 1940.

 
Poco dopo la moglie, che l’aveva aiutato negli anni precedenti, completò l’ultima revisione, arrivando al testo definitivo nel 1941. L’opera però non venne pubblicata per via del suo contenuto fortemente critico nei confronti del regime.

La pubblicazione

Fu solo tra il 1966 e il 1967 che in Russia si trovò il coraggio di dare alle stampe il romanzo, pur con consistenti manomissioni e tagli. Quasi un quarto dell’intero romanzo venne o rimaneggiato o direttamente tagliato quando comparve nella rivista Moskva.

La versione non censurata del libro, comunque, in quegli stessi mesi cominciò a circolare come samizdat, cioè in forma clandestina. Sempre nel 1967 riuscì ad arrivare anche in Occidente e venne presto tradotta in altre lingue.

In quello stesso anno a Francoforte ne fu così pubblicata la prima versione completa. Poco dopo il libro giunse anche in Italia, edito da Einaudi. In Russia si dovette aspettare il 1973 per poterne leggere la prima versione non censurata.

 

5. Vita di Bulgakov

Prima di chiudere l’articolo, dedichiamo anche qualche breve nota alla vita di Michail Bulgakov. Nato a Kiev nel maggio 1891, Michail Afanas’evič Bulgakov era figlio di un docente universitario di storia e critica delle religioni occidentali.

Proprio il padre educò Michail, primo dei suoi molti figli, a una stretta religiosità, che però il figlio rinnegò poco prima di andare all’università, dichiarandosi agnostico. Studiò medicina sempre a Kiev e, appena laureato, fu subito inviato in campagna, nei pressi di Smolenk, curando anche 50 pazienti al giorno.
L'edizione Feltrinelli de Il maestro e Margherita
Da questa prima esperienza nacquero i I racconti di un giovane medico, la sua prima opera letteraria. Poco dopo la Rivoluzione bolscevica e la conseguente guerra civile, comunque, decise di lasciare il lavoro e dedicarsi completamente alla scrittura.

Nel 1924 venne poi pubblicato il suo romanzo La guardia bianca, nonostante alcune difficoltà legate al tema trattato, e sempre in quell’anno lo scrittore divorziò dalla prima moglie per sposare la seconda. Nel giro di pochi anni arrivarono diversi racconti importanti come Cuore di cane, Diavoleide e Le uova fatali.

 
In parallelo, però, crebbero anche i problemi con la censura, anche perché il regime di Stalin stava cominciando a serrare sempre più le fila. I parenti erano già intanto espatriati, rifugiandosi a Parigi, ma Bulgakov non riusciva ad ottenere il permesso necessario per lasciare il paese.

Gli anni ’30 e la morte

Gli anni ’30 furono particolarmente difficili per lo scrittore. Le sue opere facevano sempre più fatica a trovare spazio, sia a teatro che nelle riviste, e anche sbarcare il lunario divenne particolarmente complesso.

Nel frattempo nel 1932 lasciò la seconda moglie e si sposò con la terza, Elena, con cui aveva già una relazione da qualche tempo. La donna sarebbe stata poi l’autrice dell’ultima revisione de Il maestro e Margherita e una parziale fonte d’ispirazione proprio per la protagonista femminile dell’opera.

Lo scrittore morì nel 1940, poco prima di compiere 49 anni, a causa di una nefrosclerosi, malattia che aveva colpito anche il padre, anch’egli morto ad età non certo avanzata. È sepolto nel cimitero di Novodevičij, a Mosca.

   

 

E voi, quale aspetto de Il maestro e Margherita preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Potete vedere qui una clip del film.

 

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