In futuro mangeremo meduse? L’Università del Salento dice di sì

L’Università del Salento si è lanciata negli scorsi mesi in uno studio un po’ particolare e diverso dal solito. Il professor Stefano Piraino, docente di Zoologia e Biologia Marina, ha infatti analizzato un possibile cibo che potrebbe presto arrivare sulle nostre tavole: la medusa. E ha scoperto che ci farebbe particolarmente bene.

Lo studio, realizzato con la collaborazione della ricercatrice Antonella Leone dell’ISPA-CNR, ha infatti dimostrato che questo animale acquatico ha delle proprietà nutritive invidiabili. In primo luogo, è un’ottima fonte di proteine; è poi povero di grassi e potrebbe avere addirittura delle proprietà anticancro.

Delle splendide meduse
I cinesi, d’altra parte, mangiano meduse da sempre, perché a differenza di quanto si crede sono perlopiù commestibili. Inoltre stanno sempre più affollando i nostri mari: il surriscaldamento globale, infatti, ha ampliato il periodo in cui questi animali rimangono vicini alle nostre coste, cosa che ne favorirebbe la pesca.

Tra le varie tipologie di medusa, i ricercatori hanno puntato l’attenzione in particolare sulla Rhizostoma Pulmo, la medusa “polmone di mare“, presente in gran quantità sulle coste pugliesi del versante ionico. Per questo si stanno studiando suoi possibili utilizzi anche coinvolgendo chef del posto, incaricati di elaborare nuove ricette.

L’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, che si occupa della commercializzazione dei nuovi cibi, deve ora dare però il suo via libera per la nuova pietanza. Visto che l’ok è già giunto per le meduse asiatiche, però, ci si aspetta che quello per le meduse mediterranee possa arrivare quanto prima.

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