Le strane indagini anticomplottiste: non è coronavirus, è Barilla

Ieri su Twitter è andata in scena una strana indagine informatica, che vi documentiamo qui di seguito. Un’indagine legata al complottismo sul covid-19 che ha un risvolto comico e che ha avuto, di conseguenza, grande risonanza in tutto il mondo. Tutto è partito da un tweet di William Mullally, giornalista che lavora a Dubai.

Mullaly ha iniziato il suo resoconto mostrando un’immagine che gli era stata inviata da un suo amico complottista. Si trattava di un fotogramma di Captain America – Il primo Vendicatore, film del 2011 che, secondo l’amico, anticipava l’arrivo del coronavirus, visto che nel fotogramma incriminato si vedeva la tipica immagine del covid-19.

La pubblicità della Barilla confusa con il coronavirus

Mullaly non ha semplicemente liquidato la questione come una stupidaggine, ma ha deciso di indagare. Come ha spiegato in una serie di tweet successivi, il giornalista ha cercato di scoprire in quali giorni fu girato il film e cosa veniva pubblicizzato, a Times Square, in quelle settimane, in modo da individuare il cartellone incriminato.

Ha guardato video e mappe del periodo, fino a quando non ha individuato la pubblicità giusta. E a sorpresa non era affatto un cartellone legato alle epidemie o ai virus, ma una pubblicità della Barilla. Quelli che sembravano contorni del virus erano insomma in realtà spaghetti.

 
L’immagine promozionale all’epoca utilizzata dalla ditta italiana potete vederla qui di fianco. In effetti, da lontano può essere confusa con qualcosa di legato alla microbiologia, però chi avrebbe immaginato che dietro al virus c’era la pasta?