Ricordate Kiss Me Licia? Se avete una certa età, di sicuro la risposta è sì. Però, visto che sono passati più di trent’anni, potreste avere i ricordi un po’ confusi. E li avreste a ragione, perché la faccenda che riguarda quella serie è particolarmente intricata.

Kiss Me Licia nasce originariamente come un manga, cioè un fumetto giapponese. Il titolo originale è Ai shite Naito, che letteralmente si dovrebbe tradurre con Amami cavaliere (internazionalmente è infatti noto come Love Me Knight). Racconta la storia di una giovane ragazza universitaria, Yakko, che si imbatte in Go, affascinante cantante dei Bee Hive.

La copertina dell'edizione italiana del manga

Il manga è un tipico shōjo, un prodotto destinato cioè al pubblico femminile. Infatti le trame sono spiccatamente d’amore, con Yakko che finisce al centro di alcuni triangoli amorosi, e nel frattempo deve barcamenarsi tra un padre iperprotettivo e il piccolo fratello di Go, Hashizo.

Il fumetto venne pubblicato in Giappone tra il 1982 e il 1984 [1]. Poco dopo, tra il 1983 e il 1984, ne venne tratto un anime, che arrivò prontamente anche in Italia nel 1985. A quel tempo, infatti, la Fininvest importava a piene mani il materiale prodotto nella terra del Sol Levante, e lo proponeva al pubblico di Italia 1.

Kiss Me Licia – così fu ribattezzata [2] la serie – spopolò quasi subito. Anzi, ottenne in Italia un successo molto più travolgente che non in Giappone. Per questo l’emittente italiana si trovò presto a chiedere nuovi episodi che però non arrivavano.

Si decise di ovviare al problema producendo in Italia una serie di telefilm live-action, con gli stessi personaggi ma interpretati da attori italiani. Nacquero così Love Me Licia, Licia dolce Licia, Teneramente Licia e Balliamo e cantiamo con Licia, che allungarono le storie fino al 1988.

Cristina D'Avena e Pasquale Finicelli, i due protagonisti di Love Me Licia, oggiOggi cerchiamo di ripercorrere le trame di tutte queste serie e soprattutto di ricordarne i personaggi principali. Scoprendo anche che fine hanno fatto gli attori che prestavano loro il volto.

 

1. Licia, ovvero Cristina D’Avena

Protagonista assoluta del manga, dell’anime e dei telefilm è senza dubbio Licia. Nell’originale è una ragazza di diciotto anni che frequenta l’università, perlopiù di sera. Vive a Osaka con il padre, Shigemaro Mitamura, che gestisce un piccolo locale.

Nell’anime l’azione si sposta da Osaka a Tokyo e Licia non frequenta più l’università ma il liceo. Per il resto tutto rimane più o meno inalterato. Lo stesso schema viene seguito nei telefilm italiani, con l’unica differenza che qui Licia ha il volto di una persona reale, Cristina D’Avena.

Cristina D'Avena nei panni di LiciaPer chi ha vissuto in quegli anni, infatti, il personaggio di Licia è inscindibile dalla cantante bolognese. Classe 1964, all’inizio delle riprese la D’Avena aveva poco più di vent’anni, ma già da tempo cantava. Dopo gli esordi, ancora bambina, allo Zecchino d’Oro [3], dai primi anni ’80 infatti incideva regolarmente le sigle dei cartoni animati Fininvest.

Tra i suoi successi fino a quel momento c’erano state le canzoni dei Puffi, Nanà Supergirl, Pollon, Pollon combinaguai, Occhi di gatto [4]. Quando era arrivato l’anime di Kiss Me Licia aveva inciso anche quella sigla, e, visto che la serie dava grande spazio alla musica, si decise di offrire a lei la parte della protagonista nel sequel in live action.

La D’Avena vi recitò per quattro stagioni: prima in Love Me Licia, poi in Licia dolce Licia, quindi in Teneramente Licia e Balliamo e cantiamo con Licia.

Finita Licia, arriva Cristina

Gli sceneggiatori esaurirono abbastanza rapidamente le trame, arrivando perfino a far sposare Licia e Mirko e a far restare incinta lei. Pertanto, la serie – che era nata come uno show comico e d’amore per ragazzi – era destinata a chiudere. La popolarità della D’Avena era però in quel momento altissima, e si pensò quindi ad un escamotage.

La raccolta dei DVD di Love Me LiciaIn pratica, nell’ultima puntata di Balliamo e cantiamo con Licia un membro dei Bee Hive ricevette una telefonata da Cristina D’Avena. L’attrice, che per un momento interpretò non Licia ma se stessa, lo invitava a far parte di una nuova band appena formata.

Questo espediente preannunciava la fine della saga di Licia e la sua sostituzione con Arriva Cristina, che partì poco dopo. Una serie molto simile, ma finalmente slegata dai riferimenti al Giappone e pienamente italiana. In cui, tra l’altro, Cristina D’Avena interpretava se stessa e per la prima volta parlava con la sua voce.

Durante tutta la lavorazione delle serie su Licia, infatti, l’attrice venne costantemente doppiata da Donatella Fanfani.
 
Destino comune, tra l’altro, agli altri interpreti: la produzione temeva infatti che il pubblico italiano, abituato all’anime, sentisse troppo il distacco con il telefilm. Per questo gli interpreti vennero doppiati da chi aveva lavorato al cartone animato.

E dopo la TV?

Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, insomma, Cristina D’Avena era notissima. Oltre alle serie TV venne anche chiamata a condurre dei programmi in prima serata [5] o trasmissioni pomeridiane per ragazzi.

La crisi e la rinascita

Verso la metà degli anni ’90 comunque la sua stella cominciò a calare. I suoi vecchi fan sono oramai cresciuti e anche lei aveva attorno ai trent’anni. Continuò a incidere sigle per i cartoni animati e a fare qualche comparsata in TV, ma non occupava più i palinsesti.

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In compenso, soprattutto dopo l’anno 2000, nacque un ampio fenomeno di revival degli anni ’80. Le sue canzoni, soprattutto quelle vecchie, tornarono presto di moda e lei riprese ad esibirsi davanti a un pubblico consistente. Arrivarono così concerti, richieste di doppiaggio in film d’animazione [6], inviti in TV e nuovi DVD per i fan, sempre più agguerriti [7].

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2. Mirko, ovvero Pasquale Finicelli

Il coprotagonista, l’altro versante del binomio romantico era Mirko – o Go, nell’originale giapponese. Un personaggio ancora più riconoscibile di Licia, in realtà. L’autrice del manga, Kaoru Tada [8], decise di disegnarlo coi capelli vaporosi come andavano di moda allora, ma soprattutto con un vistoso ciuffo rosso che contrastava con la chioma dorata.

La sua occupazione principale è quella di cantare nei Bee Hive, gruppo col quale spera di sfondare a livello mondiale. Inoltre frequenta l’università e ha fama di playboy, anche se il rapporto con Licia rivelerà in lui un lato più dolce.

Mirko, anzi Go, nel manga originale Ai shite NaitoCon lui, inoltre, vive il piccolo Andrea/Hashizo, di cui parleremo. Tra i due c’è un legame molto forte, nonostante alcune vicissitudini familiari. Sarà proprio Andrea, anzi, a costituire il punto d’incontro tra Licia e Mirko.

L’interprete italiano

Nella versione a telefilm prodotta in Italia il personaggio venne interpretato da Pasquale Finicelli. Anche lui, come abbiamo già detto per Cristina D’Avena, venne doppiato da chi si era occupato dell’anime, e cioè Ivo De Palma per i dialoghi e Vincenzo Draghi per la parte cantata.

Nato a Napoli, classe 1963, Finicelli fino ad allora aveva lavorato soprattutto come fotomodello. Accettò il ruolo e divenne per qualche anno molto popolare, ma allo stesso tempo venne dimenticato in fretta dopo la chiusura delle serie. Senza i capelli gialli e rossi, infatti, non era più riconoscibile.

Pasquale Finicelli in una scena con Cristina D'AvenaCondusse per un breve periodo il contenitore I cartonissimi su Rete 4 nel 1991. Poi riuscì a trovare una parte in una fiction registrata dalla Rai a metà anni ’90, Occhio di falco [9], che però ebbe poca fortuna.

È ritornato in auge negli ultimi anni grazie al già citato revival anni ’80. Nel 2008 i Bee Hive hanno infatti effettuato una reunion e, negli anni successivi, si sono esibiti a varie convention di appassionati di TV e fumetti. Sempre nel 2008 hanno anche inciso un singolo, Don’t Say Goodbye, poi rilanciato grazie a un remix nel 2013.

 

3. Marrabbio, ovvero Salvatore Landolina

Padre di Licia era Anacleto Marrabbio (in originale, Shigemaro Mitamura). Il cognome scelto nella traduzione italiana esprimeva già piuttosto bene il suo carattere: facile all’ira, geloso e iperprotettivo, era l’antagonista principale dell’amore tra Licia e Mirko.

Molto all’antica, non vedeva infatti di buon occhio il cantante dei Bee Hive, giudicato un cappellone senza prospettive. In questo, era in un certo senso un personaggio che si adattava ottimamente alla realtà italiana.

Marrabbio nell'anime

Gli anni ’80, nel nostro paese, furono infatti i primi in cui ragazzini delle medie o dei primi anni delle superiori cominciavano a seguire le star della musica pop, a replicarne modi e mode. Scontrandosi sovente coi loro genitori, che – nati negli anni ’40 o ’50 – quelle mode non le conoscevano e non le capivano.
 
Il burbero Marrabbio, quindi, era un po’ l’emblema, chiaramente esagerato, di quello che i ragazzini trovavano a casa e per questo ebbe un notevole successo. Soprattutto nella versione live-action, anzi, divenne il personaggio più memorabile di tutta la serie.

L’evoluzione del personaggio

Nel manga, l’occupazione principale di Marrabbio è quella di gestire un ristorante di okonomiyaki [10]. È vedovo fin da quando Yakko/Licia era bambina, e per questo sente sulle sue spalle la responsabilità di educarla e proteggerla.

Duro fino a un certo punto

Dietro alla scorza da duro, ha però un cuore tenero. Ad esempio, si affeziona molto a Hashizo/Andrea, che frequenta spesso il suo locale. Inoltre alla fine scende a compromessi anche con Go/Mirko, comprendendo che il legame che lo lega alla figlia è sincero.

Nella serie italiana, poi, il personaggio conquista ulteriore spazio. Vengono create delle sottotrame rosa pure per lui, soprattutto perché si innamora della signorina Mary. Inoltre, gli vengono posti attorno due personaggi – Nonno Sam e Lauro – che servono a creare vari siparietti comici.

L’attore

A prestare il volto al personaggio nei telefilm è Salvatore Landolina. Attore teatrale, si è formato a Milano negli anni ’60 e vanta una carriera invidiabile sul palcoscenico. In TV ha lavorato soprattutto come doppiatore, spesso dando la voce a personaggi negativi, anche in soap opera e cartoni animati.

Salvatore Landolina nei panni di MarrabbioCol suo volto, ha recitato in un paio di film di Maurizio Nichetti negli anni ’80 e poi, più di recente, in Happy Family di Gabriele Salvatores. In TV, oltre alle serie su Licia e i Bee Hive, nei primi anni Duemila ha lavorato alla fiction L’avvocato.

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Era probabilmente l’unico attore vero del cast, visto che tutti gli altri erano artisti tratti dal mondo della canzone, della conduzione TV o dal mondo della moda. Le sue capacità attoriali, però, erano visibilmente frustrate da un copione non sempre all’altezza. In ogni caso riuscì a conferire al personaggio un carattere deciso e a renderlo memorabile.

 

4. Satomi, ovvero Sebastian Harrison

L’amore tra Licia e Mirko non era ovviamente dei più semplici, altrimenti le trame sarebbero state troppo scontate. Oltre all’opposizione di Marrabbio, infatti, già nel manga c’era un altro problema: il triangolo amoroso che si veniva a creare con Satomi.

Questi è il tastierista dei Bee Hive e grande amico di Mirko. Nonostante questo, sembra essere – a livello caratteriale – l’esatto opposto dell’amico. Ha ottimi voti a scuola, è calmo e riflessivo e proviene da una famiglia molto ricca.

Satomi e gli altri Bee Hive in una recente reunionIl triangolo si forma quando Satomi s’invaghisce di Licia, scoprendo solo poi che lei è innamorata di Mirko (anche se ha un debole pure per lui). In polemica con l’amico, Satomi arriva addirittura a lasciare la band, salvo poi rientrarvi qualche tempo dopo.

Satomi nell'anime di Kiss Me LiciaIn ogni caso, soprattutto nell’anime Licia rimane per qualche tempo indecisa tra i due ragazzi. E il tutto si complica quando entrano in gioco due altri personaggi femminili, ovvero Manuela e Marika. La prima, molto amica di Licia, si innamora di Mirko, mentre la seconda di Satomi. Insomma, una struttura a tre triangoli che regge per qualche tempo il dipanarsi delle trame.

Alla fine però Satomi rinuncia a Licia e si lega a Marika [11], mentre Manuela si innamora di un altro componente della band. Pur rimanendo uno dei protagonisti, nei telefilm ha un ruolo più marginale di quanto non avesse nei prodotti giapponesi.

Figlio d’arte

L’attore che lo interpretò è Sebastian Harrison, anche se pure lui venne doppiato (da Gabriele Calindri). Interprete italo-americano, è nato a Roma nel 1965 da genitori americani. Considerato il “bello” della serie, dopo la chiusura dei telefilm tornò in America per laurearsi.

Suo padre è infatti Richard Harrison, attore americano molto attivo tra gli anni ’50 e ’60. Proprio negli anni ’60, quando nacque Sebastian, trovò vari ingaggi a Roma, dove andavano per la maggiore i film storici. Il suo successo principale fu I gladiatori di Roma, ma comparve poi anche in spaghetti-western e poliziotteschi [12].

Sebastian Harrison oggiOrmai Sebastian vive stabilmente oltreoceano, dove si è dato prima all’imprenditoria e poi al settore immobiliare. Ha comunque all’attivo qualche altro piccolo lavoro come attore, come il western Bianco Apache, Il fantasma di Sodoma di Lucio Fulci e, in un piccolo ruolo, la commedia con Christian De Sica e Massimo Boldi Fratelli d’Italia.

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5. Andrea, ovvero Valerio Floriani

Concludiamo col bambino più volte citato, Andrea. Ricordate l’inizio della famosa sigla dell’anime, cantato proprio da Cristina D’Avena? Faceva così:

Un giorno di pioggia Andrea e Giuliano
incontrano Licia per caso.
Poi Mirko, finita la pioggia,
incontra e si scontra con Licia e così…
 
Il dolce sorriso di Licia
nel loro pensiero ora c’è.
 
Kiss me, kiss me, Licia!
Certo il loro cuore
palpita d’amore,
amore, sì, per te.
 
Kiss me, kiss me, Licia!
Sono affezionati
ed innamorati
e pensan sempre a te.

Il movente di tutta la serie era infatti proprio lui, il piccolo Andrea, perennemente accompagnato dal suo gattone Giuliano. In originale, come detto, il bambino si chiamava Hashizo, mentre il suo gatto Juriāno.

Andrea, Giuliano e LiciaCresciuto da Go/Mirko per via dell’abbandono dei genitori, è in realtà figlio dello stesso padre del cantante ma di madre diversa. È comunque molto responsabile, anche se un po’ solitario. I suoi unici veri amici sono appunto il gatto e Marrabbio, a cui si affeziona notevolmente.

Giuliano è il suo giusto contrappunto. Prima di diventare il gatto di Andrea, infatti, era un randagio e ne aveva viste di cotte e di crude. Per questo motivo è piuttosto scontroso e soprattutto diffidente nei confronti delle figure femminili. Fa eccezione, ovviamente, Licia, che lo tratta molto bene e sa cucinargli i suoi piatti preferiti.
 
Inoltre nel manga Giuliano non parla. Nella versione italiana per la TV, però, fu aggiunta una voce fuori campo a raccontare i pensieri del gatto, a volte per spiegare meglio gli eventi e altre volte per fornire un elemento comico che servisse a stemperare il troppo romanticismo.

Che fine ha fatto l’attore

Il bambino, nella versione live-action, fu interpretato prima da Luca Lecchi e poi, a partire dalla seconda stagione, dal piccolo Valerio Floriani. Negli ultimi anni quest’ultimo è stato rintracciato dai fan e qualche testata online [13] ne ha pure ricostruito la storia.

Il piccolo Andrea in mezzo tra Mirko e LiciaChiusa l’esperienza con Licia, recitò anche nello spin-off Arriva Cristina, interpretando Luca, il fratellino della protagonista. La cosa, come lui stesso ha raccontato, era piuttosto impegnativa e alla fine decise di abbandonare la carriera per dedicarsi allo studio.

Oggi, laureato in Economia e Organizzazione Aziendale alla Bocconi, lavora per un’azienda americana.

 

 

Note e approfondimenti

[1] In Italia sarebbe arrivato per la prima volta vent’anni dopo, nel 2002, pubblicato dalla Star Comics.
[2] I nomi di tutti i personaggi vennero italianizzati. Yakko divenne Licia, Go diventò Mirko, Hashizo si trasformò in Andrea. Solo Satomi mantenne il suo nome originale.
[3] Nel 1968 vi aveva eseguito Il valzer del moscerino, ma fu battuta dalla celeberrima Quarantaquattro gatti. Qui un breve spezzone della sua performance.
[4] Se vi interessa, qui trovate una playlist piuttosto ampia.
[5] Come Sabato al circo, che vinse anche un Telegatto.
[6] In particolare per Il trenino Thomas – La grande corsa e I Puffi – Viaggio nella foresta segreta.
[7] Anche tramite i social network.
[8] Due parole, almeno in nota, sulla creatrice di questi personaggi bisogna spenderle. Nata nel 1960, ha esordito nel mondo dei manga giovanissima e Kiss Me Licia è stato uno dei suoi primi lavori. Ottenne poi un buon successo con Itazura na Kiss. Purtroppo però è inaspettatamente morta nel 1999, a seguito di un incidente domestico.
[9] Si trattava di un giallo comico, con protagonista Gene Gnocchi e la partecipazione di Marco Messeri e Cinzia Leone.
[10] L’okonomiyaki è un piatto tipico giapponese. È anche ribattezzato “la pizza di Osaka”, più che altro per la sua forma circolare e per l’uso di un impasto di farina, ma viene cotto su una piastra e contiene verza, carne, seppie. Se volete provare a farlo in casa, qui trovate una ricetta e qualche foto. Nella traduzione italiana si optò per trasformare il locale in un ristorante di polpette.
[11] In realtà nel manga Satomi resta single, e le vicende amorose sono più complesse che non nell’anime.
[12] La sua carriera si è conclusa poi con vari film dedicati ai ninja, spesso di basso livello.
[13] Andrea di “Love me Licia” è cresciuto.

 

Segnala altri personaggi di Kiss Me Licia nei commenti.