La classifica dei cinque uomini più veloci del mondo di ogni epoca

Usain Bolt, il più rappresentativo tra gli uomini più veloci del mondo (foto di Fernando Frazão/Agência Brasil)
Usain Bolt, il più rappresentativo tra gli uomini più veloci del mondo (foto di Fernando Frazão/Agência Brasil)

In ogni specialità sportiva ci sono gare che hanno un particolare fascino. Negli sport di squadra i confronti tra club non potranno mai eguagliare per emozioni e aspettative quelli tra Nazionali (nonostante spesso i contenuti tecnici siano migliori nel primo caso), così come negli sport individuali è difficile trovare gare che abbiano lo stesso appeal dei 100 metri piani o dei 50 metri stile libero.

Proprio la velocità, infatti, è sempre stata considerata la disciplina regina tra tutte quelle olimpiche, quella su cui si concentrano le maggiori attenzioni degli appassionati. Perché potersi fregiare della nomea di uomo più veloce del mondo è un obiettivo che porta visibilità, denaro, sponsorizzazioni; tanto più che il titolo, ora saldamente nelle mani del giamaicano Usain Bolt, ha visto in passato trionfatori del calibro di Jesse Owens e Carl Lewis, capaci di fare la storia non solo dello sport.

Quali sono però, a tutt’oggi, gli uomini più veloci del mondo di ogni epoca? Quelli cioè che, al di là di Bolt, hanno fatto registrare il tempo migliore sui 100 metri piani? Ecco la classifica.

 

Usain Bolt

9”58 fatti registrare a Berlino nel 2009

Usain Bolt alle Olimpiadi di Rio (foto di Fernando Frazão/Agência Brasil)
Usain Bolt alle Olimpiadi di Rio (foto di Fernando Frazão/Agência Brasil)

L’uomo più veloce di sempre è, non serve neanche dirlo, Usain Bolt detto il fulmine o Lightning Bolt in inglese (e, d’altronde, quando si ha la fortuna di avere un cognome del genere c’è ben poco da fare nella vita se non mettersi a correre). Nato nel 1986 a Trelawny, nel nord della Giamaica, ha dimostrato fin da bambino un certo talento atletico, dapprima indirizzato verso il cricket; è stato solo con l’ingresso alla high school che il suo allenatore ne ha scoperto le doti da velocista, portandolo verso l’atletica.

Nel giro di un paio d’anni ha cominciato a vincere le prime gare internazionali e a stabilire i primi record giovanili, soprattutto sui 200 metri. È diventato professionista nel 2004, partecipando in quello stesso anno alle sue prime Olimpiadi, quelle di Atene, dove comunque è stato eliminato in batteria di qualificazione nei 200 metri.

Proprio quei risultati non ancora esaltanti convinsero il suo nuovo allenatore, Glen Mills, a procedere con un approccio più professionale, che nel giro di qualche tempo ha dato i suoi frutti: le prime medaglie sono arrivate tra il 2006 e il 2007, anno in cui ha iniziato a spostare la sua attenzione dai 200 ai 100 metri.

Le Olimpiadi di Pechino

Nel 2008, alla sua quinta prova assoluta sui 100 metri piani tra i seniores, ha quindi stabilito il nuovo record del mondo con 9”72, poi abbassato in quello stesso anno a 9”69. Alle Olimpiadi di Pechino, pertanto, sembrava pronto per diventare un fenomeno mondiale, e infatti lo è diventato: ha conquistato l’oro nei 100 metri piani, nei 200 metri piani e nella staffetta 4×100, stabilendo anche i nuovi record mondiali in ognuna delle specialità.

Il resto è storia: l’attuale record del mondo – 9”58 – è stato fissato ai Mondiali di Berlino del 2009, mentre sul versante medaglie sono arrivati altri tre ori ai Giochi di Londra e, anche se è andato un po’ più piano che in passato, ai Mondiali di Pechino del 2015. Infine nel 2016, alle Olimpiadi di Rio, diventa anche statisticamente il più grande velocista di tutti i tempi vincendo altri tre ori, di cui due individuali (nei 100 e 200 metri piani).

 

Tyson Gay

9”69 fatti registrare a Shanghai nel 2009

Tyson Gay, il più veloce americano di sempre (foto di Tab59 via Flickr)
Tyson Gay, il più veloce americano di sempre (foto di Tab59 via Flickr)

Il problema di chi sta dietro a un fenomeno come Bolt è che si rischia di passare in secondo piano, di non essere ricordati, nonostante si mettano a referto dei tempi impressionanti, che in qualsiasi altra epoca storica avrebbero fatto di te un campione riconosciuto da tutti e da tutti riverito.

Questo è il destino che accomuna gli altri atleti della nostra classifica e in particolare Tyson Gay, velocista americano classe 1982 che con 9”69 ha fatto registrare il terzo miglior tempo di ogni epoca sui 100 metri, trovandosi però davanti due eccezionali imprese di Bolt, una delle quali messa a referto prima della sua. Gay si è presentato per la prima volta sulla scena mondiale nel 2005, migliorando nel corso di quell’anno e del successivo le proprie prestazioni di gara in gara, ma vedendosi sempre precedere da altri corridori in giornata di grazia.

I Mondiali di Osaka

Il suo momento di gloria è arrivato coi Mondiali di Osaka del 2007, dove riuscì a imporsi nei 100 metri – precedendo il favorito, e detentore del record, Asafa Powell – ma anche nei 200 metri e nella staffetta 4×100, diventando il protagonista della manifestazione. Purtroppo il 2008 fu meno roseo: da un lato, una serie di infortuni gli impedì di poter competere alle Olimpiadi col talento emergente di Bolt; dall’altro, una volta ritornato in forma dominò la scena nordamericana – anche con nuovi record e tempi importanti – ma si vide comunque stoppato dal talento della Giamaica nelle gare mondiali.

Purtroppo, la sua carriera comunque importantissima si è sporcata nel finale: nel 2013 è stato trovato positivo assieme ad altri atleti (tra cui lo stesso Powell, di cui parleremo) ad una sostanza dopante ed è di conseguenza stato squalificato, perdendo anche l’argento conquistato nella staffetta 4×100 a Londra. È riuscito, al suo ritorno, a conquistare l’oro nella 4×100 ai Mondiali di staffetta di Nassau, per poi ritirarsi.

 

Yohan Blake

9”69 fatti registrare a Losanna nel 2012

Yohan Blake, il terzo uomo più veloce di tutti i tempi (foto di Ludovic Péron via Wikimedia Commons)
Yohan Blake, il terzo uomo più veloce di tutti i tempi (foto di Ludovic Péron via Wikimedia Commons)

Il tempo di Tyson Gay di 9”69, che fa di lui il secondo atleta più veloce di sempre, è stato eguagliato nell’agosto del 2012 da un altro atleta giamaicano, che così condivide con quello americano la qualifica del “più veloce che non si chiami Bolt”: stiamo parlando di Yohan Blake, atleta ancora piuttosto giovane (compirà 26 anni a dicembre) e di grande prestanza fisica, che finora ha dato buone prove sui 200 metri piani e soprattutto nella 4×100 giamaicana, ma che, al di là del record di Losanna, ha fatto fatica ad imporsi ad altissimi livelli sulla distanza più corta.

Blake comincia a far parlare di sé tra il 2008 e il 2009, quando i buoni risultati ottenuti tra gli juniores sembrano aprirgli una strada in discesa per le gare tra gli adulti, anche se una breve squalifica per doping ne rallenta la progressione. Nel 2011 diventa inaspettatamente campione del mondo nei 100 metri a causa delle contemporanee assenze per infortunio di Powell e Gay e della squalifica di Usain Bolt per falsa partenza.


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L’anno di grazia continua con la conquista dell’oro nella 4×100 e, qualche settimana dopo, col nuovo record personale sui 100 metri; inoltre stabilisce il secondo tempo di sempre sui 200 metri (dietro al solito Bolt). Alle Olimpiadi di Londra sembra in grado di poter impensierire il connazionale – anche grazie ad ottimi risultati nei trials giamaicani –, ma finisce sia sui 100 che sui 200 metri al secondo posto.

Dopo questi exploit, però, affronta due anni di gravi infortuni che lo tengono a lungo distante dalle piste di atletica; riesce a ritornare ai suoi livelli solo nel 2014, soprattutto con la staffetta 4×200, stabilendo con la sua squadra il nuovo record mondiale e vincendo l’oro ai Mondiali di Nassau anche con la 4×100. Infine, ottiene, sempre nella 4×100, l’oro a Rio.

 

Asafa Powell

9”72 fatti registrare a Losanna nel 2008

Asafa Powell, il terzo giamaicano della nostra classifica (foto di Vinod Divakaran via Flickr)
Asafa Powell, il terzo giamaicano della nostra classifica (foto di Vinod Divakaran via Flickr)

Concludiamo il trio dei grandi corridori giamaicani con Asafa Powell, atleta classe 1982 che è stato il recordman che ha preceduto Bolt in testa alla classifica dei corridori più veloci di tutti i tempi e che ancora vanta il primato di essere l’unico uomo ad essere sceso per ben 93 volte al di sotto dei 10 secondi sui 100 metri piani.

I suoi primi risultati di livello sono arrivati nel 2004, quando abbastanza inaspettatamente riuscì ad andare al di sotto dei 10 secondi per ben 9 volte, presentandosi come favorito alle Olimpiadi di Atene; in Grecia, però, probabilmente per una indisposizione non riuscì ad andare oltre il quinto posto nei 100 metri, non qualificandosi nemmeno per la finale dei 200.

Il record di Atene

Un anno dopo, però, si poté rifare, sempre ad Atene, superando il record dei 100 metri precedentemente stabilito da Tim Montgomery e portandolo a 9”77. Purtroppo la serie di grandi risultati viene interrotta, nel 2007, dalla sconfitta nei Mondiali ad opera di Tyson Gay, con Powell che ottiene un tempo ben al di sotto delle proprie possibilità.

Tra il 2007 e il 2008, comunque, riuscì ad abbassare ulteriormente il suo record personale, fissandolo a 9”72, anche se dovette subire l’emergere della stella di Bolt, che lo fece passare rapidamente in secondo piano. Powell si è così tolto, in proporzione, poche soddisfazioni rispetto a quante ne avrebbe meritate.

Due sole medaglie olimpiche

A livello olimpico ha portato a casa due sole medaglie, anche se d’oro, conquistate a Pechino e a Rio con la 4×100 e quindi sempre assieme a Bolt. Ai Mondiali ha conquistato due ori a Berlino e Pechino, ma ancora una volta nella 4×100, mentre a livello individuale ha ottenuto solo due bronzi nei 100 metri, il primo, già citato, a Osaka nel 2007 e il secondo a Berlino nel 2009.

Tra il 2013 e il 2014 è stato squalificato dall’antidoping, anche se il suo ritorno sulle scene, quest’anno, ha fatto registrare prestazioni importanti, tanto è vero che risulta anche attualmente al terzo posto del ranking mondiale sui 100 metri.

 

Justin Gatlin

9”74 fatti registrare a Doha, in Qatar, nel 2015

L'americano Justin Gatlin (foto di Mohan via Flickr)
L’americano Justin Gatlin (foto di Mohan via Flickr)

Concludiamo con Justin Gatlin, velocista newyorkese classe 1982 che, dopo una gioventù incredibile e una lunga squalifica per doping, è recentemente tornato ai vertici della disciplina.

Esce dall’anonimato nel 2003, appena ventunenne, dando un’ottima impressione ai Mondiali indoor di Birmingham, ma è soprattutto alle Olimpiadi di Atene che si impone, vincendo a sorpresa l’oro nei 100 metri piani, conquistando l’argento nella staffetta 4×100 e ottenendo anche il bronzo nei 200 metri piani. Un successo straordinario che viene bissato l’anno successivo, ai Mondiali di Helsinki, dove si aggiudica l’oro sia nei 100 che nei 200 metri piani, fissando poi il suo record personale a 9”77 l’anno successivo.

La positività all’antidoping

Nel luglio del 2006, però, viene trovato positivo al testosterone e, visto che era già stato condannato tempo prima per anfetamine, riceve una squalifica molto pesante di otto anni, poi ridotti a quattro. Si ripresenta alle gare nel 2010, riuscendo a ritornare ai suoi livelli nel 2012, in tempo per partecipare alle Olimpiadi di Londra e conquistare il bronzo dietro a Usain Bolt e Yohan Blake.

Dimostra un ottimo stato di forma anche negli anni successivi, tanto è vero che proprio lo scorso maggio è riuscito a fissare il suo primato personale (e quinto di sempre per un atleta) a 9”74; sia ai Mondiali di Mosca del 2013 che a quelli di Pechino del 2015, infine, ottiene due medaglie d’argento (nel primo caso nei 100 e nella 4×100, nel secondo nei 100 e nei 200 metri piani).

 

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